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Decisione

INC.2007.35302

Istanza di libertà provvisoria

12 dicembre 2007Italiano13 min

Source ti.ch

Fatti

I

principi che reggono la materia, sebbene noti alla difesa e al magistrato

inquirente, possono essere così riassunti:

"L'art. 95 CPP - corrispondente

all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio

1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di

regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere

preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso

accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e

nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per

quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al

pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare

ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto

pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid.

4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei

motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio

aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.

32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine

pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione

della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale

(di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a

superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi

penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il

rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413;

DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno

approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è

protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione

delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei

ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.

128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in

re G., inc. 520.2001.5)

8.

L'esistenza

di gravi indizi di colpevolezza deve essere verificata nei limiti di competenza

di questo giudice derivanti da un lato dalla sua funzione - che è quella di

esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura

restrittiva della libertà personale, e non di valutare nella sostanza

l’esistenza di un reato -, e dall’altro - ma in maniera strettamente congiunta

con quanto appena detto - dall’inopportunità di considerazioni di merito

premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio (GIAR 15 marzo

2007, 28.2007.3; si veda, nello stesso senso, CRP 17.11.2005, 60.2005.357).

Nel

caso in esame, non occorrono grandi disquisizioni per confermare l’esistenza in

capo a __________ di gravi indizi in relazione ai reati ascritti (peraltro

neppure contestati dalla difesa che comunque indica, v’è da ritenere

erroneamente vista la tabella redatta dallo stesso accusato e allegata al

verbale 22.10.2007, vendite per soli gr.

200), basta rinviare alle dichiarazioni dell’accusato stesso (Verbale polizia

22.10.2007, verbale PP 9.10.2007), cui possono essere aggiunte anche le

dichiarazioni del correo __________ (AI 2.2) e di __________ (verbale di

polizia del 29.8.2007).

9.

a)

Presente

la prima (e cumulativa) condizione per il mantenimento della detenzione

cautelare, occorre determinare se sono presenti concreti elementi di un

pericolo di recidiva e di fuga come indicato dal magistrato inquirente (i

bisogni istruttori non essendo invocati).

b)

__________

è cittadino __________ residente in __________ senza alcun legame significativo

(personale e economico) con il territorio cantonale. È in __________ da qualche

mese, a suo dire principalmente per sottrarsi alle misure di sorveglianza cui

era sottoposto in __________, dove ha raggiunto l’amico __________ (di cui

afferma conoscere precedenti per marijuana) e appena giunto si è subito

attivato per mettere in atto e/o collaborare ad un traffico di stupefacente (AI

2.2). Risulta, inoltre (sempre dalle sue dichiarazioni, ma anche dal casellario

giudiziale __________: AI 2.2 e 8.5), che precedentemente alla sua entrata in __________,

__________ aveva appena terminato di scontare una pena di 9 (mesi), l’ultima di

una serie negli ultimi 4/5 anni per reati patrimoniali e/o cessione illecita di

stupefacenti (AI 8.5). Quanto alla situazione famigliare dell’accusato, va

rilevato che egli è celibe e proviene da famiglia benestante (il padre sarebbe

titolare di una impresa edile) che é sempre stata in grado di fornirgli lavoro

(AI 2.2, pag. 1), ciò che non è bastato a trattenerlo dalla commissione,

reiterata, di reati (in parte patrimoniali e per altra parte comunque

comportanti un guadagno quale quello derivante dalla vendita di stupefacenti).

Quanto

all’atteggiamento processuale, se è vero che dopo una iniziale reticenza

(verbale 7 agosto 2007) ha ammesso determinati fatti (verbale 10 agosto 2007),

è altrettanto vero che sulle modalità d’acquisto e rivendita dello

stupefacente, così come sulle altre persone coinvolte (sia nei reati LFStup che

in quelli contro la persona e la libertà), non è stato particolarmente loquace,

né chiaro (verbale 10.8.2007, pag. 2, 4, 9; verbale 22.8.2007, pag. 8; verbale

29.8.2007, pag. 4; verbale __________ 9.8.2007, pag. 3).

c)

L’insieme

delle circostanze, così come appena riassunte configurano in capo a __________

elementi concreti sia di un pericolo di recidiva (DTF 21 gennaio 2005,

1P.750/2004) sia di un pericolo di fuga (DTF 117 Ia 69).

In

merito a quest’ultimo elemento va pure ricordato che i reati imputati non

possono essere considerati minori o di lieve entità (l’art. 183 è un crimine, e

l’infrazione LFStup se aggravata – un guadagno di oltre FRS 4'000.- su quattro

mesi corrisponde a oltre FRS 12'000.- l’anno, e qui quale unica fonte di

reddito: DTF 129 IV 188) e, comunque, in caso di condanna, difficilmente la

pena potrà essere sospesa (cfr. art. 42 CP, in particolare cpv. 2). Pertanto, a

prescindere dalla dichiarazione d’intenti di voler rimanere in __________ e

cercare un lavoro “legale” (dichiarazione di poca utilità per questa analisi

-CRP 27.9.2007, 60.2007.327, cons.6- e non supportata da atti concreti), mal si

vede come l’accusato possa preferire rimanere a disposizione per il

dibattimento, la eventuale condanna e l’esecuzione della (sempre eventuale)

pena, piuttosto che sottrarvisi rientrando al luogo di residenza e centro dei

suoi interessi (o recarsi altrove).

d)

La

presenza di elementi concreti a favore di un pericolo di recidiva rendono

superfluo interrogarsi sulla eventuale efficacia e congruità del deposito

cauzionale proposto, sul quale(come detto) il magistrato inquirente neppure si

è espresso.

10.

La

proporzionalità di una carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da

angolature diverse. Da un lato occorre mettere in relazione la durata del

carcere preventivo con la gravità e complessità della fattispecie e con la pena

presumibile e dall’altro occorre anche verificare il rispetto del principio di

celerità (SJ 1981 p. 383 e citazioni; art. 102 CPP).

Nel

caso in esame, il rischio di pena in caso di condanna è certamente superiore al

carcere preventivo sin qui sofferto (ca. quattro mesi) e quello eventualmente

ancora da soffrire (si ricorda che l’inchiesta è già chiusa e il rinvio a

giudizio avverrà a giorni (Preavviso, pag. 2), come detto il reato di cui

all’art 183 CP prevede, quale comminatoria, una pena detentiva sino a cinque

anni, quello di cui all’art. 19 cifra 2 LFStup un minimo di 12 mesi.

L’inchiesta

risulta essere stata condotta con celerità (per correttezza va detto che la

difesa neppure lo contesta).

11.

Prima

di concludere è opportuno rilevare che in sede d’istanza di libertà

provvisoria, __________ menziona anche il fatto che di tutte le altre persone

coinvolte nella vicenda (__________) lui solo è ancora in detenzione

preventiva. Non è chiaro se con tale osservazione egli intenda segnalare, a

ulteriore giustificazione dell’istanza, una possibile disparità di trattamento

(SJ 1981, pag. 369 ss., in particolare pag. 389; GIAR 18 novembre 2005,

2005.339.3).

A

scanso di equivoci (e nel rispetto del diritto di essere sentiti) si dirà che

il principio in questione si applica unicamente a situazioni processuali simili

(per non dire identiche) nell’ambito dello stesso procedimento.

Nel

caso in esame, occorre rilevare quanto segue.

Il

correo __________, domiciliato e con precedenti di diversa gravità per rapporto

a quelli di __________ (cfr. AI 2.1, 8.2, 8.3), è stato disgiunto per “diverso

grado di responsabilità” (AI 3.9), quindi per probabile rinvio a giudizio

nelle competenze di diversa autorità del merito (e __________ ha accettato la

disgiunzione: AI 5.15). Si tratta, perciò, di persona con situazione

processuale e personale non analoga a quella dell’accusato qui istante.

__________,

oggetto di un ordine d’arresto del 7 agosto 2007 per le ipotesi di reato di cui

agli artt. 183, 185 CP e 19 cifra 2 LFSup (verosimilmente per gli stessi fatti

oggetto della promozione e estensione notificata a __________: cfr. AI 1.5), è

stato sentito il 28.11.2007, non è stato arrestato ma neppure risulta in modo

chiaro che gli sia stata formalmente promossa un’accusa (gli è stata fatta

prendere visione dell’ODA, ma senza che si comprenda se prima o dopo il verbale

e senza comunicare le possibili impugnative: AI 1.5). Sia come sia, __________

risulta essere cittadino __________ domiciliato e dall’incarto prodotto non

risultano precedenti (non vi è il casellario: cfr. AI, separazione 5).

Quanto

a __________, pure sentito ed in qualche modo chiamato in causa da __________ e

da __________ (cfr. verbali in AI 1.1), non risulta (sempre dall’incarto

trasmesso) che nei suoi confronti sia stata promossa un’accusa (cfr. verbale __________

9.8.2007, nonché gli elenchi atti istruttori).

12.

In conclusione sufficienti presupposti di legge, come

anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella

situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare

il perdurare della misura cautelare di privazione della libertà. Di

conseguenza, l’istanza di libertà provvisoria in discussione, deve essere

respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art.

39 let. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei

ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).

P.Q.M.

richiamati

gli artt. 19 ch.1 e 2 LF, 181 e 183 CP, 95 ss., 108, 284 CPP,

decide:

1.

L’istanza di libertà provvisoria è

respinta.

Considerandi

2.

Non si percepiscono né tasse né

spese giudiziarie.

3.

Contro la presente decisione è

dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci giorni

dall’intimazione.

4.

Intimazione a:

giudice

Edy Meli

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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