INC.2007.35302
Istanza di libertà provvisoria
12 dicembre 2007Italiano13 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
INC.2007.35302
Data decisione, Autorità:
12.12.2007, GIAR
Titolo:
Istanza di libertà provvisoria
PERICOLO DI FUGA
PERICOLO DI RECIDIVA
art. 95 CPP-TI
art. 108 CPP-TI
Incarto n.
INC.2007.35302
Lugano
12 dicembre 2007
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Giudice
dell'istruzione e dell'arresto
Edy
Meli
sedente per statuire
sull’istanza di libertà provvisoria presentata il 3/4 dicembre 2007 da
__________
e qui trasmessa con
preavviso negativo del 7/10 dicembre 2007 dal
Procuratore pubblico
Mario Branda, Bellinzona
viste
le osservazioni della difesa (11 dicembre 2007);
visto
l’inc. MP __________;
ritenuto
e considerato,
in fatto ed in diritto
1.
__________
è stato arrestato il 7 agosto 2007 e nei suoi confronti è stata promossa
l’accusa per l’ipotesi di infrazione aggravata, sub. semplice, alla LFStup in
relazione all’acquisto, vendita, detenzione e/o deposito di marijuana (ca. 22 Kg), fatti presunti commessi
in __________ tra il maggio e l’agosto 2007, nonché per contravvenzione alla LFStup
(doc. 1, inc. GIAR 353.2007). Contestualmente è pure stato arrestato __________
per le stesse ipotesi di reato (doc. 2, inc. GIAR 353.2007.1 e doc. 1, inc.
GIAR 352.2007.3).
L’arresto
è stato confermato da questo giudice il giorno successivo, ritenuta la presenza
di sufficienti indizi di reato e un concreto pericolo di fuga (doc. 3, inc.
GIAR 353.2007.1).
2.
Il
7 novembre 2007 si è proceduto al deposito degli atti ed all’estensione
dell’accusa alle ipotesi di reato di cui agli artt. 123, 180, 181, 183 CP
(estensione priva d’effetto per le prime due ipotesi di reato menzionate, vista
l’assenza di querela: doc. 4, inc. GIAR 353.2007.2), per fatti commessi nei
confronti di tale __________, nonché per violazione dell’art. 95 LCStr (AI
3.7).
Il
3 dicembre 2007 è stata notificata la chiusura dell’istruttoria formale e lo
stesso giorno si è proceduto alla disgiunzione del procedimento contro il qui istante
da quello nei confronti di __________ (AI 3.8 e 3.9).
In
sintesi, ed in base agli accertamenti dell’inchiesta, __________ è accusato di
aver acquistato e rivenduto ca. 2,4 Kg. di marijuana (verbale di polizia 22.8.2007), tenuto
in deposito (per un terzo e presso l’abitazione di un conoscente) ca. 20 Kg di marijuana (AI 2.2, pag.
3), nonché (in relazione con la scomparsa della marijuana depositata) di aver
costretto __________ a salire su di una vettura, trasportandolo poi in luogo
discosto, minacciandolo e percuotendolo ripetutamente (AI 2.2, pag. 4/5).
3.
Mediante
l’istanza qui in discussione (doc. 2, inc. GIAR 353.2007.2), __________ chiede
di essere posto in libertà provvisoria.
Dopo
aver ripercorso le tappe dell’inchiesta, sottolineato il proprio atteggiamento collaborativo,
indicato i fatti imputati e ricordato che le altre persone coinvolte non sono
state arrestate o non sono più detenute (Istanza, punti da 1 a 12 dei fatti), __________
sostiene che non vi sono più ragioni valide per il mantenimento della misura
cautelare. Egli non contesta formalmente gli indizi di reato ma ritiene che non
siano dati ulteriori bisogni istruttori (l’inchiesta è conclusa e le altre
persone coinvolte comunque interrogate), tantomeno pericolo di fuga in quanto, da
un lato la pena prevedibile non può essere di particolare gravità e la
detenzione preventiva è già durata a lungo, dall’altro egli è (sarebbe)
intenzionato a stabilirsi in __________ ed è disposto a versare –tramite i
genitori- una cauzione di FRS 5'000.- (Istanza, punti da 3 a 19 in diritto).
4.
Il
magistrato inquirente ha preavvisato negativamente l’istanza (doc. 1, inc. GIAR
353.3007.2).
Dopo
aver indicato gli elementi a carico (che emergerebbero dalle stesse
dichiarazioni/ammissioni dell’accusato), il magistrato inquirente sostiene
l’esistenza di un concreto pericolo di recidiva (visti i precedenti
dell’accusato, l’aggressività dimostrata anche in carcere nei confronti di
altro detenuto e l’assenza di prospettive professionali serie) e di un concreto
pericolo di fuga (cittadino __________ senza legami significativi con la __________
e con rischio di una pena da scontare), pur non esprimendosi sulla proposta di
deposito cauzionale.
5.
Mediante
osservazioni del 11 dicembre 2007 (doc. 5, inc. GIAR 353.2007.2), la difesa non
contesta l’esistenza di gravi indizi di reato e prende atto del fatto che con
il preavviso negativo il magistrato inquirente non fa valere bisogni istruttori
particolari. In merito al pericolo di recidiva sembra sostenere che l’attività
“temuta” sia di scarso pericolo per la comunità e le condanne precedenti
emesse solo per violazione della sorveglianza speciale, mentre che per il
pericolo di fuga ribadisce il contenuto dell’istanza.
6.
L’accusato
detenuto, è pacificamente legittimato a presentare istanza di libertà
provvisoria. Il preavviso del Procuratore pubblico, ritenuta ricezione
dell’istanza il 4 dicembre 2007, trasmesso a questo ufficio il 7 dicembre 2007
(e ricevuto il 10) è rispettoso dei termini di cui all'art. 108 cpv. 2 CPP (in
relazione con l’art. 20 cpv. 3 CPP).
7.
Fatti
I
principi che reggono la materia, sebbene noti alla difesa e al magistrato
inquirente, possono essere così riassunti:
"L'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere
preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid.
4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei
motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105).
L'eccezione della cautelare privazione
della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale
(di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a
superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi
penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il
rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413;
DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in
re G., inc. 520.2001.5)
8.
L'esistenza
di gravi indizi di colpevolezza deve essere verificata nei limiti di competenza
di questo giudice derivanti da un lato dalla sua funzione - che è quella di
esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura
restrittiva della libertà personale, e non di valutare nella sostanza
l’esistenza di un reato -, e dall’altro - ma in maniera strettamente congiunta
con quanto appena detto - dall’inopportunità di considerazioni di merito
premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio (GIAR 15 marzo
2007, 28.2007.3; si veda, nello stesso senso, CRP 17.11.2005, 60.2005.357).
Nel
caso in esame, non occorrono grandi disquisizioni per confermare l’esistenza in
capo a __________ di gravi indizi in relazione ai reati ascritti (peraltro
neppure contestati dalla difesa che comunque indica, v’è da ritenere
erroneamente vista la tabella redatta dallo stesso accusato e allegata al
verbale 22.10.2007, vendite per soli gr.
200), basta rinviare alle dichiarazioni dell’accusato stesso (Verbale polizia
22.10.2007, verbale PP 9.10.2007), cui possono essere aggiunte anche le
dichiarazioni del correo __________ (AI 2.2) e di __________ (verbale di
polizia del 29.8.2007).
9.
a)
Presente
la prima (e cumulativa) condizione per il mantenimento della detenzione
cautelare, occorre determinare se sono presenti concreti elementi di un
pericolo di recidiva e di fuga come indicato dal magistrato inquirente (i
bisogni istruttori non essendo invocati).
b)
__________
è cittadino __________ residente in __________ senza alcun legame significativo
(personale e economico) con il territorio cantonale. È in __________ da qualche
mese, a suo dire principalmente per sottrarsi alle misure di sorveglianza cui
era sottoposto in __________, dove ha raggiunto l’amico __________ (di cui
afferma conoscere precedenti per marijuana) e appena giunto si è subito
attivato per mettere in atto e/o collaborare ad un traffico di stupefacente (AI
2.2). Risulta, inoltre (sempre dalle sue dichiarazioni, ma anche dal casellario
giudiziale __________: AI 2.2 e 8.5), che precedentemente alla sua entrata in __________,
__________ aveva appena terminato di scontare una pena di 9 (mesi), l’ultima di
una serie negli ultimi 4/5 anni per reati patrimoniali e/o cessione illecita di
stupefacenti (AI 8.5). Quanto alla situazione famigliare dell’accusato, va
rilevato che egli è celibe e proviene da famiglia benestante (il padre sarebbe
titolare di una impresa edile) che é sempre stata in grado di fornirgli lavoro
(AI 2.2, pag. 1), ciò che non è bastato a trattenerlo dalla commissione,
reiterata, di reati (in parte patrimoniali e per altra parte comunque
comportanti un guadagno quale quello derivante dalla vendita di stupefacenti).
Quanto
all’atteggiamento processuale, se è vero che dopo una iniziale reticenza
(verbale 7 agosto 2007) ha ammesso determinati fatti (verbale 10 agosto 2007),
è altrettanto vero che sulle modalità d’acquisto e rivendita dello
stupefacente, così come sulle altre persone coinvolte (sia nei reati LFStup che
in quelli contro la persona e la libertà), non è stato particolarmente loquace,
né chiaro (verbale 10.8.2007, pag. 2, 4, 9; verbale 22.8.2007, pag. 8; verbale
29.8.2007, pag. 4; verbale __________ 9.8.2007, pag. 3).
c)
L’insieme
delle circostanze, così come appena riassunte configurano in capo a __________
elementi concreti sia di un pericolo di recidiva (DTF 21 gennaio 2005,
1P.750/2004) sia di un pericolo di fuga (DTF 117 Ia 69).
In
merito a quest’ultimo elemento va pure ricordato che i reati imputati non
possono essere considerati minori o di lieve entità (l’art. 183 è un crimine, e
l’infrazione LFStup se aggravata – un guadagno di oltre FRS 4'000.- su quattro
mesi corrisponde a oltre FRS 12'000.- l’anno, e qui quale unica fonte di
reddito: DTF 129 IV 188) e, comunque, in caso di condanna, difficilmente la
pena potrà essere sospesa (cfr. art. 42 CP, in particolare cpv. 2). Pertanto, a
prescindere dalla dichiarazione d’intenti di voler rimanere in __________ e
cercare un lavoro “legale” (dichiarazione di poca utilità per questa analisi
-CRP 27.9.2007, 60.2007.327, cons.6- e non supportata da atti concreti), mal si
vede come l’accusato possa preferire rimanere a disposizione per il
dibattimento, la eventuale condanna e l’esecuzione della (sempre eventuale)
pena, piuttosto che sottrarvisi rientrando al luogo di residenza e centro dei
suoi interessi (o recarsi altrove).
d)
La
presenza di elementi concreti a favore di un pericolo di recidiva rendono
superfluo interrogarsi sulla eventuale efficacia e congruità del deposito
cauzionale proposto, sul quale(come detto) il magistrato inquirente neppure si
è espresso.
10.
La
proporzionalità di una carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da
angolature diverse. Da un lato occorre mettere in relazione la durata del
carcere preventivo con la gravità e complessità della fattispecie e con la pena
presumibile e dall’altro occorre anche verificare il rispetto del principio di
celerità (SJ 1981 p. 383 e citazioni; art. 102 CPP).
Nel
caso in esame, il rischio di pena in caso di condanna è certamente superiore al
carcere preventivo sin qui sofferto (ca. quattro mesi) e quello eventualmente
ancora da soffrire (si ricorda che l’inchiesta è già chiusa e il rinvio a
giudizio avverrà a giorni (Preavviso, pag. 2), come detto il reato di cui
all’art 183 CP prevede, quale comminatoria, una pena detentiva sino a cinque
anni, quello di cui all’art. 19 cifra 2 LFStup un minimo di 12 mesi.
L’inchiesta
risulta essere stata condotta con celerità (per correttezza va detto che la
difesa neppure lo contesta).
11.
Prima
di concludere è opportuno rilevare che in sede d’istanza di libertà
provvisoria, __________ menziona anche il fatto che di tutte le altre persone
coinvolte nella vicenda (__________) lui solo è ancora in detenzione
preventiva. Non è chiaro se con tale osservazione egli intenda segnalare, a
ulteriore giustificazione dell’istanza, una possibile disparità di trattamento
(SJ 1981, pag. 369 ss., in particolare pag. 389; GIAR 18 novembre 2005,
2005.339.3).
A
scanso di equivoci (e nel rispetto del diritto di essere sentiti) si dirà che
il principio in questione si applica unicamente a situazioni processuali simili
(per non dire identiche) nell’ambito dello stesso procedimento.
Nel
caso in esame, occorre rilevare quanto segue.
Il
correo __________, domiciliato e con precedenti di diversa gravità per rapporto
a quelli di __________ (cfr. AI 2.1, 8.2, 8.3), è stato disgiunto per “diverso
grado di responsabilità” (AI 3.9), quindi per probabile rinvio a giudizio
nelle competenze di diversa autorità del merito (e __________ ha accettato la
disgiunzione: AI 5.15). Si tratta, perciò, di persona con situazione
processuale e personale non analoga a quella dell’accusato qui istante.
__________,
oggetto di un ordine d’arresto del 7 agosto 2007 per le ipotesi di reato di cui
agli artt. 183, 185 CP e 19 cifra 2 LFSup (verosimilmente per gli stessi fatti
oggetto della promozione e estensione notificata a __________: cfr. AI 1.5), è
stato sentito il 28.11.2007, non è stato arrestato ma neppure risulta in modo
chiaro che gli sia stata formalmente promossa un’accusa (gli è stata fatta
prendere visione dell’ODA, ma senza che si comprenda se prima o dopo il verbale
e senza comunicare le possibili impugnative: AI 1.5). Sia come sia, __________
risulta essere cittadino __________ domiciliato e dall’incarto prodotto non
risultano precedenti (non vi è il casellario: cfr. AI, separazione 5).
Quanto
a __________, pure sentito ed in qualche modo chiamato in causa da __________ e
da __________ (cfr. verbali in AI 1.1), non risulta (sempre dall’incarto
trasmesso) che nei suoi confronti sia stata promossa un’accusa (cfr. verbale __________
9.8.2007, nonché gli elenchi atti istruttori).
12.
In conclusione sufficienti presupposti di legge, come
anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della misura cautelare di privazione della libertà. Di
conseguenza, l’istanza di libertà provvisoria in discussione, deve essere
respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art.
39 let. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei
ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).
P.Q.M.
richiamati
gli artt. 19 ch.1 e 2 LF, 181 e 183 CP, 95 ss., 108, 284 CPP,
decide:
1.
L’istanza di libertà provvisoria è
respinta.
Considerandi
2.
Non si percepiscono né tasse né
spese giudiziarie.
3.
Contro la presente decisione è
dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci giorni
dall’intimazione.
4.
Intimazione a:
giudice
Edy Meli
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster