INC.2007.57804
Libertà provvisoria
14 marzo 2008Italiano24 min
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Numero d'incarto:
INC.2007.57804
Data decisione, Autorità:
14.03.2008, GIAR
Titolo:
Libertà provvisoria
BISOGNI DELL'ISTRUZIONE
PERICOLO DI COLLUSIONE
PERICOLO DI FUGA
art. 108 CPP-TI
Incarto n.
INC.2007.57804
Lugano
14 marzo 2008
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Giudice
dell'istruzione e dell'arresto
Claudia Solcà
sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
presentata il 4/5 marzo 2008 da
__________, attualmente detenuto c/o carcere
giudiziario __________,
(patr. dall’avv. __________, __________)
e qui trasmessa con preavviso negativo del 10/11 marzo
2008 dal
Procuratore pubblico Mario Branda, Bellinzona,
visto lo scritto della difesa dell’accusato
12 marzo 2008;
visto l’incarto MP __________;
ritenuto
Fatti
A.
__________ è stato arrestato il
18 dicembre 2008 dalla Polizia cantonale, su ordine d’arresto 17 dicembre 2007
del PP, per titolo di violenza carnale e atti sessuali con fanciulli (Inc. GIAR
578.2008.1, doc. 2).
Il 19 dicembre 2007 il PP, con
richiesta di conferma dell’arresto, ha promosso a __________ l’accusa per
titolo di violenza carnale, coazione sessuale, atti sessuali con fanciulli e
violazione del dovere di assistenza o educazione, chiedendo la conferma
dell’arresto per i bisogni dell’istruzione e per pericolo di recidiva (GIAR
578.2008.1, doc. 1).
Il giorno stesso questo giudice
ha confermato l’arresto dell’accusato considerata la presenza di gravi e
concreti indizi di colpevolezza e per i bisogni dell’istruzione, pericolo di
collusione e per pericolo di fuga (Inc. GIAR 578.2008.1, doc. 3).
B.
Il 4 marzo 2008 __________, per
il tramite del proprio patrocinatore e con l’istanza in discussione (giunta al
Ministero pubblico il 5 marzo 2008), chiede di essere posto in libertà
provvisoria (Inc. GIAR 578.2007.4, doc. 1). La difesa contesta l’esistenza dei
seri indizi di reato e comunque non sarebbero più presenti i motivi di
interesse pubblico quali i bisogni dell’istruzione, pericolo di collusione e il
pericolo di fuga.
A mente della difesa il
procedimento penale e l’arresto si basano sulle dichiarazioni della presunta
vittima rese in occasione dell’audizione di dicembre 2007 e che, in questo
periodo, nessun elemento indiziante concreto permetterebbe di sostanziare le
accuse mosse dalla ragazza al patrigno, anzi la stessa si sarebbe contraddetta
nel corso della seconda audizione (per quanto riguarda la persona con la quale
avrebbe avuto il primo rapporto sessuale completo) e nel corso dell’istruttoria
sarebbero emersi “contraddizioni chiare e inconciliabili, tali da minare
profondamente la credibilità delle dichiarazioni della ragazza su cui è
completamente incentrata l’accusa che non dispone di altri riscontri probatori
o indizianti” (istanza p. 2), tanto più che un altro accusato, __________,
ha affermato che la ragazza era vergine in occasione del primo rapporto
sessuale da lui avuto con __________, mentre che quest’ultima ha affermato di
avere avuto il primo rapporto sessuale completo con __________.
Per di più non emergerebbero
dagli atti dichiarazioni di terzi che possano far pensare a comportamenti
inadeguati dell’accusato nei confronti di minorenni o di donne. La moglie
dell’accusato (madre della presunta vittima) e praticamente tutti i parenti
della ragazza descrivono l’accusato come una persona corretta, buona, e che mai
avrebbe potuto fare le cose di cui lo si accusa. Sempre i parenti della
ragazza, ed in primis la madre e la nonna, descrivono la presunta vittima come
“una bambina dispettosa e bugiarda, con comportamenti distruttivi nei
confronti delle cose e delle persone”.
Non sussisterebbero pertanto più,
al momento attuale, gravi e concreti indizi di colpevolezza per giustificare il
mantenimento della carcerazione preventiva cui è astretto __________. In ogni
caso non sussisterebbero nemmeno più necessità istruttorie tali da giustificare
il mantenimento della carcerazione e neppure pericolo di collusione in quanto
l’istruttoria, ad eccezione di una perizia di credibilità richiesta dalla
difesa, sarebbe ormai conclusa: le prove sono state assicurate e l’accusato non
avrebbe più la possibilità di inquinarle e anche un residuo pericolo di
collusione potrà essere ovviato mediante l’adozione di norme di condotta quali il
divieto di prendere contatto con la presunta vittima.
Neppure presente il pericolo di
fuga in quanto l’accusato sarebbe molto legato alla moglie con la quale è
sposto dal 2005. Benché senza professione egli avrebbe solidi legami in __________
mentre che non ne avrebbe all’estero, neppure al suo paese d’origine. Egli
sarebbe poi in attesa del permesso di domicilio.
Pure un ipotetico pericolo di
fuga potrebbe essere ovviato con l’adozione di misure sostitutive quali il
deposito dei documenti o l’obbligo di presentarsi regolarmente ad un posto di
Polizia.
C.
Il magistrato inquirente, con
preavviso negativo 10/11 marzo 2008 (Inc. GIAR 578.2007.4, doc. 2), ribadisce l’esistenza
di gravi e concreti indizi di colpevolezza evincibili sia dalle dichiarazioni della
presunta vittima, che non si sarebbe affatto contraddetta ma avrebbe spiegato
il perché di alcune sue dichiarazioni, che da riscontri oggettivi quali
un’analisi del materia genetico dell’accusato e della presunta vittima,
materiale riscontrato sul lenzuolo del letto matrimoniale dell’accusato.
Per quanto riguarda i bisogni
istruttori il Procuratore pubblico afferma che con il chiarimento dei fatti
riguardanti il terzo adulto che avrebbe avuto rapporti sessuali con la minore __________
(tale __________) occorrerà procedere ad una nuova audizione della la presunta
vittima riprendendo anche la questione dei rapporti sessuali con __________ e
procedendo anche ad un confronto tra accusato e presunta vittima, confronto di
cui devono ancora essere definite le modalità. Sussisterebbe poi un concreto
pericolo di fuga con riferimento alla decisione di conferma dell’arresto del 19
dicembre 2007 di questo giudice.
Pacifico il rispetto del
principio di proporzionalità considerata la gravità dei reati e la possibile pena
che potrebbe essere inflitta a __________.
D.
La difesa, con fax 12 marzo 2008
si riconferma nelle proprie conclusioni in merito alle contraddizioni in cui
sarebbe incorsa la presunta vittima.
Il ritrovamento di tracce
biologiche esaminate dal Istituto di medicina legale di __________ sul lenzuolo
prelevato dal letto dell’accusato non dimostrerebbe nulla, non essendo
contestato che sia la minore che il patrigno siano stati su quel letto
(separatamente) mentre che per quanto riguarda le tracce di sperma troverebbero
spiegazione nell’eiaculazione spontanea notturna che l’accusato avrebbe avuto
la notte tra sabato e domenica sempre su quel lenzuolo.
La difesa ribadisce poi che non
sussisterebbero più bisogni istruttori e il pericolo di collusione sarebbe ovviato
dal fatto che la presunta vittima risiede già in istituto lontano dalla propria
famiglia. Alla luce di quanto sopra non sarebbe poi rispettato il principio di
proporzionalità.
Considerandi
1.
L’accusato, detenuto, è pacificamente legittimato a
presentare istanza di libertà provvisoria.
Il preavviso del Procuratore pubblico, ritenuta ricezione
dell’istanza il 5 marzo 2008, è tempestivo avendo trasmesso a questo ufficio
per posta preavviso negativo lunedì 10 marzo 2008, primo giorno feriale utile
cadendo il termine di 3 giorni sabato 8 marzo.
Il termine di cui all'art. 108
cpv. 2 CPP scade venerdì 14 marzo 2008 (avendo questo giudice ricevuto,
istanza, preavviso negativo e l’incarto l’11 marzo 2008) ex art. 20 cpv. 3 CPP.
2.
I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.
“L’art. 95 CPP – corrispondente all’art. 33 scaturito
dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 – dopo evidenza al
cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di regola in libertà,
consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere
preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali – per
quanto qui concerne – i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione e di inquinamento delle prove che, sia detto qui a
futura memoria – può continuare ad esistere fino al pubblico dibattimento
(sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo
2000.
in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in
esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP
non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la
revisione del CPP, ad art. 27 , pag. 32, nota 3), tra altri possibili,
essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L’eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali – nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la
restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle
indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi
penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP 1980 pag. 128).”
(per
tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5).
3.
Anche qualora non contestata,
l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza deve essere verificata
d’ufficio, pur nei limiti di competenza di questo giudice derivanti dalla sua
funzione che è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il
mantenimento della misura restrittiva della libertà personale e non di valutare
nella sostanza l’esistenza di un reato.
Con verosimiglianza sufficiente,
a questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può comunque concludere
per la presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a carico di __________
e relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti per cui procede il PP.
A sostenere questa tesi
concorrono, oltre alle dichiarazioni della presunta vittima (AI 8.2 e 8.3),
anche le conclusioni del laboratorio di medicina legale di __________ (AI 7.3)
secondo cui, sul lenzuolo che si trovava nel letto matrimoniale utilizzato
dall’accusato sono state rinvenute tracce di DNA miste dell’accusato, della di
lui moglie e della presunta vittima minorenne, oltre che ad una traccia di
sperma riconducibile a __________ stesso. In base al rapporto dell’istituto di
medicina legale di __________ le tracce di DNA rinvenute indicano un contatto
intensivo tra il corpo di __________ e il lenzuolo, che non può essere spiegato
con le ipotesi avanzate dalla difesa (appare infatti poco probabile che la
ragazza abbia potuto lasciare queste traccia sdraiandosi vestita sul letto), e
su di esso si trovano inoltre tracce miste del DNA di __________ e di __________.
Poco credibile la storia della
polluzione notturna (e quindi dell’emissione involontaria, generalmente
notturna, di liquido seminale, normale e frequente negli adolescenti durante la
pubertà e negli adulti che osservano la castità) di __________, fornita
dall’accusato agli inquirenti per giustificare l’esistenza di una traccia di
sperma su di un lenzuolo che, viste le circostanze del caso, in quei giorni non
avrebbe dovuto “assistere” ad attività sessuali da parte dell’accusato. Per
nulla credibile il fatto che __________, che a suo dire, a causa della
polluzione notturna, si sarebbe svegliato con “le mutande bagnate” ed
addirittura che il suo pene “era proprio attaccato alle mutande” (verb.
PP 7 marzo 2008, p. 2.), avrebbe deciso, per la fretta (dovendosi recare a __________),
di cambiare le mutande solo una volta arrivato a __________, avendo a
disposizione dei cambi di biancheria intima anche a __________. Il tempo che
impiega una persona “normalmente abile” ad infilarsi un paio di mutande pulite
la mattina è notorio: si tratta di pochi secondi.
Elementi oggettivi, la presenza
intensiva delle tracce di DNA di figliastra e accusato, la presenza di una
macchia di sperma, sostanziano invece l’ipotesi accusatoria secondo cui la
minore __________ e l’accusato __________ avrebbero giaciuto insieme, compiendo
un atto di natura sessuale, sul lenzuolo oggetto di analisi da parte degli
inquirenti, lenzuolo apposto pulito di bucato sul materasso dalla stessa __________
e sul quale la madre della ragazza e l’accusato non hanno mai dormito assieme
(stante l’arresto di __________ al suo rientro in __________ da __________)
(cfr. AI 2.1.,verbale PP 04.01.08, p. 8; AI 8.3., trascrizione dell’audizione
25.01.08
della presunta vittima, p. 8).
Per quanto riguarda le
dichiarazioni della ragazza, v’è da dire che effettivamente __________, durante
la prima audizione, ha dichiarato di avere avuto il suo primo rapporto sessuale
completo con il patrigno per poi, in occasione della seconda audizione,
dichiarare di avere avuto il primo rapporto sessuale in assoluto con il
patrigno ma che tale rapporto avrebbe comportato una penetrazione anale e non
vaginale. A questo proposito va però osservato come la ragazza abbia
spontaneamente raccontato la novità (cioè di avere avuto come primo rapporto
sessuale in assoluto una penetrazione anale con __________) agli inquirenti
all’inizio della seconda audizione (AI 8.4, p. 5 e 6) e non perché sollecitata
dall’interrogante o per rispondere a precise contestazioni degli inquirenti. La
ragazza ha poi ben spiegato per quale motivo non aveva fatto menzione in
precedenza di questo fatto e cioè che si vergognava di quanto subito. Ancora a
p. 29 della trascrizione della seconda audizione la presunta vittima, dopo
avere in un primo momento assecondato la verbalizzante, che riassumeva
erroneamente la cronologia degli eventi, ha trovato la presenza di spirito per
correggersi e dichiarare che con __________ aveva avuto il suo primo rapporto
sessuale in assoluto e basta.
A nulla valgono le obbiezioni
della difesa che si chiede come sia possibile, dal profilo meccanico, penetrare
all’improvviso l’ano di una persona che, nelle circostanze descritte dalla
presunta vittima, dovrebbe essere tesa e sconcertata mentre che la vittima
avrebbe liquidato la descrizione dell’accaduto con poche parole. Non solo
perché tali obbiezioni varrebbero, pari pari, anche per la penetrazione
improvvisa della vagina di una ragazza di dodici/tredici anni alla prima
esperienza sessuale, ma soprattutto perché, a ragione appunto, la difesa
immagina e definisce la scena cruenta e ciò dal momento che __________ stessa
ha dichiarato che “mi sono accorta che da dietro, visto che mi ha fatto
male, è uscito anche un po’ di sangue. Però non è che lui se ne fregava…”
(AI 8.3, p. 5).
Di nessun pregio le valutazioni
sulla credibilità della minore esternate dalla madre e dalla nonna, persone che
si trovano chiaramente in conflitto di interessi con __________ sin dall’inizio
del procedimento penale.
__________, madre di __________,
ha deciso a priori e senza conoscere i dettagli dei fatti oggetto di inchiesta,
di schierarsi con il marito e contro la propria figlia. Già a verbale di
Polizia 21 dicembre 2007, dopo avere ribadito quanto dichiarato a verbale 20
dicembre 2007, e cioè di essere certa che dal 1° novembre in poi il marito non
sarebbe mai stato da solo con __________ né a __________ né a __________, solo
dopo essere stata messa al corrente delle dichiarazioni contrarie di __________
– che aveva invece elencato agli inquirenti una serie di circostanze in cui si
era trovato da solo con __________ – ed invitata, dall’agente interrogante, a
prendere posizione al riguardo, si è vista costretta a dichiarare che “dopo
avere preso atto di quanto ha dichiarato mio marito devo dire che
effettivamente lui ha ragione. Ieri ero un po’ confusa perché con tutto quello
che mi è successo non riuscivo a ricordare determinati dettagli ma oggi, dopo
avere sentito cosa ha detto mio marito, ecco che mi sono ricordata e posso
confermare che nelle due circostanze descritte da mio marito lui ed __________
sono rimasti assieme e da soli, una volta a __________ per due giorni un fine
settimana quando io ero a __________ e una volta a __________ per due giorni
quando io ero rientrata in __________” (cfr. verb. PG 21 dicembre 2008, p.
1.
e 2). Il tentativo di “coprire” il marito è quindi più che evidente.
Ma la donna è andata oltre perché gli inquirenti potessero attenersi, se non
serenamente, almeno con un minimo di considerazione alle sue conclusioni: ella,
nello stesso verbale, quasi a giustificare il tentativo di mendacio appena
descritto, ha infatti sorprendentemente (per una madre) dichiarato che “di
una cosa sono certa e voglio ribadirlo. Io credo nel modo più assoluto a mio
marito e sono consapevole che questo significa dire che __________ e bugiarda.
Io scelgo di rimanere accanto a mio marito senza ombra di dubbio. Al mille per
mille mio marito non ha fatto nulla con __________. Neanche la mia famiglia ci
crede, Neanche mio figlio __________.” (cfr. verb. PG 21 dicembre 2008, p.
1.
e 2). Quanto sin qui descritto non merita infatti ulteriori commenti.
4.
a)
Quanto alle necessità istruttorie
atte a giustificare la misura cautelare di privazione della libertà, non è
inutile ricordare i seguenti principi:
"
- In relazione ai bisogni istruttori, atti a
giustificare la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare
che questi non s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto
tali, o con gli accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di
collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la
corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale
suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697
ss.; RDAT 1988 no. 24). In
quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé,
decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise
erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der
Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op.
cit., no. 701a). Occorre che l'indagato,
se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento
e, conseguentemente, l'esito.
- E', inoltre, necessario che questa
possibilità di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su
elementi concreti: "Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des
Bundesgerichtes die theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in
Freheit kolludieren könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder die
Nichtgewährung von Urlauben unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen
vielmehr konktrete Indizien für eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).
- Gli elementi di concretezza del pericolo vanno
individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e
nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad
esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non
può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della
misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del
teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza
d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p.
438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19). Il semplice atteggiamento di diniego
dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66;
Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13)."
(GIAR 23 settembre 2002 in re Y.)
Riassumendo, per
il mantenimento della carcerazione preventiva dell'accusato, non basta che vi
siano ancora atti istruttori da esperire, ma è necessario che la prematura
rimessa in libertà dell'accusato possa essere di nocumento proprio nell'ottica
dell'assunzione delle prove che ancora mancano, e meglio in presenza di
pericolo di collusione, quando cioè è lecito temere l'intervento dell'accusato
su terze persone (siano essi correi, parti lese o semplici testi), o pericolo
di inquinamento delle prove, termine più ampio che indica altri atteggiamenti
suscettibili di falsare l'assetto probatorio, come la soppressione o
l'alterazione di mezzi di prova ecc..
Va da sé che i
criteri sopra esposti richiedono applicazione più restrittiva allorquando
l'inchiesta (e la detenzione) é in corso da un certo tempo.
b)
Nel caso in
esame, il Procuratore pubblico afferma, nel preavviso negativo 10 marzo 2008,
che dovrà ancora essere valutato l’aspetto concernente il terzo adulto che
avrebbe avuto rapporti sessuali con la minore, ed occorrerà procedere ad una
nuova audizione di quest’ultima riprendendo anche l’argomento dei rapporti con __________
procedendo, eventualmente, anche ad un confronto tra presunta vittima e
l’accusato stesso, confronto le cui modalità dovranno essere ancora definite.
La difesa non
vede per quale motivo si debba attendere l’arresto del terzo adulto per
sottoporre alla presunta vittima le proprie domande e non vede come __________
potrebbe influenzare le dichiarazioni di __________, se messo in libertà.
Ora, a parte
il fatto che già al momento della conferma dell’arresto questo giudice aveva
ravvisato il pericolo di collusione, tra le altre cose, anche nel pericolo che
l’accusato potesse indurre la presunta vittima a cambiare versione facendo leva
sui sentimenti della ragazza nei suoi confronti (ella infatti gli vuole bene) e
nei confronti della madre (considerato che già all’epoca __________ viveva in
settimana presso l’istituto __________), dagli atti emerge che __________ nega
ogni addebito e che praticamente tutta la famiglia della presunta vittima si è
schierata incondizionatamente dalla sua parte, emergono pure i tentativi dei
vari componenti la famiglia di favorire in qualsiasi modo l’accusato. Egli,
attualmente, non gode ancora della possibilità di avere dei colloqui liberi con
la moglie (AI 10.18) proprio perché, visto l’atteggiamento “processuale” di
quest’ultima, vi è anche il fondato timore che per suo tramite l’accusato possa
intervenire sulle dichiarazioni della presunta vittima.
Non v’è chi
non veda, a questo stadio del procedimento, come la scelta di sentire
nuovamente la minore sia imprescindibile (naturalmente con le modalità previste
dalla legge in questi casi), come pure di procedere anche a un confronto con
l’accusato, e come sia tuttora presente un forte pericolo di inquinamento delle
prove in caso __________ dovesse riuscire a raggiungere con facilità __________
che risiede sì all’istituto __________, ma che di giorno esce per frequentare
le scuole – ragazza, che va ricordato, non ha nessuno che la sostenga a parte
le istituzioni preposte – per influenzarla, direttamente o per il tramite della
madre o di altre persone (nonni, fratello, amici), e per farle cambiare
versione a suo favore.
Spetterà agli
inquirenti ed agli esperti trovare la formula migliore per procedere ad una
nuova audizione di __________, nel rispetto della minore imposto dalla legge e
nel rispetto del principio di proporzionalità.
5.
Stabilita l’esistenza di uno dei
motivi di interesse pubblico a giustificazione del mantenimento della
carcerazione preventiva ci si potrebbe esimere dall’analizzare il paventato
pericolo di fuga.
il pericolo di
fuga, per giustificare la detenzione preventiva o l’applicazione di una misura
sostitutiva dell’arresto, deve essere concreto e rivestire di una certa
probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in
libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale
ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile
non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme
delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami
famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e tutti
quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19
gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid,
Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).
Ritenuto che a
poco valgono, per quest'analisi, le semplici dichiarazioni d'intenti
dell'accusato stesso (per tutte: sentenza GIAR 27 maggio 2002 in re P.) e che la concretezza del pericolo di fuga può essere accertata "Auch wenn keine
konkrete Flüchtpläne u.ä. gefordet sind, …" (Schmid, ibidem);
A questo proposito va considerato
che __________ si trova in __________ da pochi anni e l’unico legame con il
nostro Paese sembra essere la moglie __________: egli infatti non ha figli da
questo matrimonio e non ha neppure un lavoro che lo ancori alla nostra società.
L’unico atto di rilievo che lo lega alla __________ è stato sanzionato dalla
Corte delle Assise correzionali di Lugano il 28 luglio 2006 quando è stato
condannato alla pena di 15 mesi di detenzione sospesi, per un periodo di prova
di 5 anni, poiché riconosciuto autore colpevole di ripetuto furto aggravato e
altri reati (per cui è stato in detenzione preventiva dal 29 marzo al 28 luglio
2006). Come detto __________ si trova in __________ da pochi anni, non ha
voluto rispondere alle domande del procuratore pubblico volte a sapere in che
modo egli abbia conosciuto e si sia innamorato della moglie e ha dichiarato di
non sapere da chi siano stati inviati gli SMS ricevuti nel settembre 2007 su di
una tessera SIM trovata in suo possesso e scritti in __________ (quindi non
provenienti dalla moglie di origini __________) di chiaro tenore amoroso (“sono
stata abbastanza senza di te da quattro anni ti auguro tutto il bene non fare
niente con nessuno perché ti strozzo deva stare così come sei solo per me la
mia cioccolata ti amo”, cfr. allegato A al verbale PP 7 marzo 2008 di __________).
Non solo __________ si trova in __________ da poco e già ha interessato le
Autorità penali, ma la sua situazione finanziaria e lavorativa è del tutto
precaria, mentre quella famigliare, malgrado le sue dichiarazioni e quelle
della moglie, sembra perlomeno fragile. __________ ha già vissuto in diversi
paesi europei dove ha tenuto contatti con suoi connazionali (vedi ad esempio i correi
dei furti per cui è stato condannato nel 2006 che ha addirittura ospitato a
casa della moglie). Gli elementi qui analizzati fanno quindi apparire come
probabile il rischio che __________, se rimesso in libertà, preferisca
sottrarsi al procedimento penale e al processo riparando all’estero (in patria
o in un altro paese europeo).
6.
La proporzionalità di una
carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un
lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la
gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro
occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383
e citazioni; art. 102 CPP).
La proporzionalità della
carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della
presenza di concreti indizi di colpevolezza, e degli atti istruttori compiuti
(i numerosi e dettagliati verbali di Polizia, le due audizioni della vittima) e
ancora da compiere, avuto riguardo alla difficoltà di assumere elementi
probatori per quanto riguarda la delicatezza dell’ambito in cui si muovono gli
inquirenti, con la famiglia della presunta vittima schierata a priori a favore
dell’accusato, è sicuramente data.
Pure va ammessa nella sua
eccezione più generale di rapporto tra la durata della carcerazione preventiva
ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di pena per i singoli
reati imputati a __________, in particolare per l’imputazione di atti sessuali
con fanciulli, coazione sessuale e violenza carnale.
L’accusato è stato arrestato il
18.
dicembre 2007 e ad oggi è in detenzione preventiva da quasi tre mesi. In
questo lasso di tempo l’inchiesta è avanzata con celerità, considerato l’ambito
in cui devono muoversi gli inquirenti, i numerosi verbali, anche di testi, sia
di Polizia che di PP, e il coinvolgimento di altri accusati. I reati di cui è
accusato __________ sono di sicura gravità (a prescindere dal fatto che si
tratta perlopiù di crimini e con un minimo edittale di pena di un anno)
considerata poi la reiterazione a delinquere e, in caso di condanna, il rischio
di pena è certamente superiore alla detenzione preventiva sofferta e a quella
presumibilmente da soffrire per esperire gli atti istruttori necessari alla
completazione dell’inchiesta, in pieno rispetto del principio della
proporzionalità.
7.
In conclusione sufficienti
presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla
giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di __________
a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua
libertà. Di conseguenza, l’istanza di libertà provvisoria in discussione è
respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art.
39.
let. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei
ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamati i citati articoli di
legge,
decide:
1.
L’istanza di libertà provvisoria presentata da __________ è respinta.
2.
Non si percepiscono né tasse né spese giudiziarie.
3.
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.
4.
Intimazione:
giudice
Claudia Solcà
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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