INC.2008.31103
Sequestro
23 ottobre 2008Italiano8 min
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Numero d'incarto:
INC.2008.31103
Data decisione, Autorità:
23.10.2008, GIAR
Titolo:
Sequestro
DISSEQUESTRO
art. 161ss CPP-TI
art. 70ss CPS
art. 280ss CPS
Incarto n.
INC.2008.31103
Lugano
23 ottobre 2008
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Giudice
dell'istruzione e dell'arresto
Ursula Züblin
sedente per statuire sul reclamo presentato il 2 ottobre
2008 da
__________, __________
patr. d’ufficio dal lic. iur. __________, __________, __________
contro
la decisione 16 settembre 2008 emanata dal SPP Marisa
Alfier nell’ambito del procedimento penale di cui all’incarto MP __________
in materia di dissequestro;
preso atto delle osservazioni 13
ottobre 2008 del SPP, concludenti per la reiezione del gravame;
visto l’incarto MP __________;
ritenuto e considerato,
Fatti
A.
__________ è stato arrestato il
24 giugno 2008 (e rilasciato il 15 settembre 2008) con contestuale promozione
dell’accusa per i reati di infrazione alla LStr. - entrata illegale, soggiorno
illegale, esercizio abusivo di un’attività lavorativa - ed infrazione alla
LStup.
L’arresto è stato confermato il
giorno successivo da questo giudice, vista l’esistenza, oltre che di seri e
concreti indizi di colpevolezza, di pericolo di fuga e bisogni dell’istruzione.
Nell’ambito del procedimento si è
proceduto al sequestro di Euro 2'000.--, Naira 2'940 (valuta nigeriana), di 2
cellulari, di quattro SIM card, nonché di varia documentazione.
B.
Tramite il proprio legale, in
data 16 settembre 2008, __________ ha chiesto il dissequestro del denaro, dei
due cellulari, delle schede SIM, nonché di varia documentazione.
Con decisione 22 settembre 2008
il SPP ha accolto la richiesta limitatamente al dissequestro della
documentazione, mentre per quanto concerne gli altri oggetti ha mantenuto il
sequestro, trattandosi di provento di reato, rispettivamente di strumenti
utilizzati per commettere un reato.
Ha fatto seguito il reclamo qui
in oggetto, con il quale __________ postula, in via principale l’annullamento
della decisione 22 settembre 2008 ed, in via subordinata, che il sequestro
venga limitato “previa stima ex art. 70 cpv. 5 CP, alla somma strettamente
necessaria per coprire il provento di reato”.
In particolare, il reclamante non
contesta l’esistenza di seri e concreti indizi di colpevolezza e la connessione
degli oggetti sequestrati con i fatti incriminati, ma ritiene che il
mantenimento del sequestro sarebbe contrario al principio di proporzionalità.
C.
In sede di osservazioni il
magistrato inquirente si è pronunciato per la conferma della decisione
impugnata, evidenziando nel contempo che il denaro sequestrato è comunque
inferiore al provento di reato. Delle ulteriori allegazioni si dirà, per quanto
necessario, nei considerandi in diritto.
Considerandi
1.
Il reclamo tempestivo ed
inoltrato da persona pacificamente legittimata - l’accusato - è ricevibile in
ordine.
2.
In materia di sequestro valgono i
seguenti principi:
"In diritto, l’art. 161 cpv. 1 CPP impone al
magistrato penale di ordinare il sequestro di tutti gli oggetti che possono
avere importanza per l’istruzione del processo, alternativamente o
cumulativamente come mezzi di prova o in quanto passibili di confisca o
devoluzione allo Stato. Il sequestro, per la sua qualità di provvedimento
eminentemente cautelare, ha lo scopo di acquisire e conservare gli oggetti di
cui sopra al seguito della procedura e quindi per le necessità dell’istruzione
preliminare, per le decisioni del magistrato requirente e quelle del giudice
del merito, come evidenziato nella duplice prospettiva - alternativa o
cumulativa - della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio)
e delle decisioni di confisca, restituzione o devoluzione (sequestro
confiscatorio) (v. decisione 8 maggio 1998, inc. GIAR 516.97.3, in: Rep. 131
[1998] nr. 117, consid. 1a p. 359), ritenuto che, come in tutti gli istituti
procedurali tali da intaccare eccezionalmente i diritti individuali per prevalenza
di interesse pubblico, il sequestro è legittimo unicamente in presenza
concorrente di sufficienti indizi di reato e di connessione tra questo e
l'oggetto che così occorre salvaguardare agli incombenti dell'autorità
requirente ed inquirente, con sempre accresciuta esigenza probatoria indiziante
approssimantesi alla verità materiale, a partire dal sospetto all’apertura del
procedimento, che va in seguito ed indilatamente approfondito con gli
accertamenti probatori del caso (v., in contesto più generale, Piquerez,
cit., margin. 1116 ss.). Il sequestro di beni immobili avviene mediante blocco
del registro fondiario (art. 161 cpv. 5 CPP)."
(GIAR 13
dicembre 2004, 520.2004.1)
3.
Nell’esame dell’esistenza di
gravi indizi di colpevolezza, lo scrivente giudice deve imporsi precisi limiti,
derivantigli da un lato dalla sua funzione - che è quella di esaminare
l’esistenza dei presupposti formali per l’emanazione (rispettivamente il
mantenimento) dell’ordine contestato, e non di valutare nella sostanza
l’esistenza di un reato e, dall’altro - ma in maniera strettamente congiunta
con quanto si viene di dire - dall’inopportunità di considerazioni di merito
premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio.
In concreto, l'esistenza di seri
e concreti indizi di colpevolezza a carico di __________ è data sia per
infrazione alla LStup sia per violazione della LStr e, peraltro neppure
contestata dalla difesa, che si limita unicamente a precisare, con riferimento
alla violazione della LStr, che l’accusato non si sarebbe comunque “minimamente
immaginato che l’esercizio della sua attività in Svizzera fosse abusivo”,
in altre parole che avrebbe agito per negligenza (asserzione che peraltro
contrasta con quanto dichiarato dall’accusato nel corso dell’istruttoria).
In ogni caso, per quanto riguarda
il reato di infrazione alla LStup, sufficienti indizi di colpevolezza emergono
dalle deposizioni di __________ e __________, contestate all’accusato anche nel
corso di un verbale di confronto (cfr. verb. SPP 4.09.2008), oltre che da
quelle di __________ (__________nel corso del verbale di confronto 29 agosto 2008 ha invece ritrattato le dichiarazioni precedentemente rese in Polizia quo all’acquisto di
cocaina dall’accusato). Si prende atto che lo stesso difensore, pur tenuto conto
del fatto che l’accusato continua a negare il suo coinvolgimento nel traffico
di cocaina, ritiene che le dichiarazioni di __________ e __________ siano atte
a fondare l’esistenza di sufficienti indizi di reato.
Per quanto concerne invece
l’infrazione alla LStr., __________, già nel corso del primo verbale di
Polizia, ha ammesso di aver commesso tale reato. Per quanto concerne in
particolare l’esercizio abusivo di un’attività lucrativa l’accusato ha
dichiarato di avere (avuto) un business di import-export fra la Svizzera ed il
suo Paese, attività dalla quale ricavava un guadagno di fr. 1000.--/2'000.--
mensili, precisando pure di avere sempre lavorato quando si trovava in Ticino -
dal giugno 2006 al gennaio 2007, maggio-giugno 2007, e dall’ottobre 2007 a fine gennaio 2008 - e che “io non ho fatto solo questo lavoro di esportazione di veicoli in
__________ ma ho anche guadagnato qualcosa vendendo pezzi di veicoli che
compravo per poco o niente” (cfr. verb. Pol. 24.06.2008, nonché verb. SPP
6.08.2008
e 4.09.2008). Inoltre, contrariamente a quanto sostenuto nel reclamo,
ha dichiarato “sapevo di non poter esercitare un’attività lavorativa senza
un permesso di lavoro. Però per evitare di cadere in un’attività criminosa ho
comunque continuato a svolgere l’attività che già svolgevo in ............” (cfr.
verb. SPP 6.08.2008). Ha pure ammesso di essere rimasto in Svizzera dopo che la
sua domanda d’asilo era stata respinta, pur sapendo che avrebbe dovuto lasciare
il Paese (verb. SPP 6.08.2008).
Il mantenimento del sequestro non
appare affatto contrario al principio di proporzionalità.
Innanzitutto dagli atti emergono
indizi sufficientemente concreti per ritenere che gli oggetti posti sotto
sequestro siano provento di reato (denaro proveniente dalle vendite di cocaina
e dall’attività lucrativa senza autorizzazione), rispettivamente strumenti che
sono serviti a perfezionare i reati per i quali __________ è perseguito
(telefoni e relative Sim card utilizzati per tenere i contatti con gli
acquirenti e nell’ambito dell’attività import-export). Circostanza questa
ammessa dalla difesa, che non contesta la connessione (cfr. reclamo ad. 3.2).
Trattasi quindi di valori ed
oggetti passibili di confisca.
A ciò si aggiunge che non va considerato unicamente il provento di reato legato alla
vendita di cocaina, ma anche quanto indebitamente percepito dall’accusato
tramite la sua attività lavorativa esercitata illegalmente. In proposito, come
rilevato sopra, __________ ha dichiarato che il suo guadagno era di fr.
1000.
--/2'000.-- mensili, ulteriori precisazioni sui guadagni ottenuti sono
contenute nei verb. SPP 6 agosto 2008 e 4 settembre 2008, noti alla difesa, ed
ai quali si rinvia. Ne discende che l’importo sequestrato è comunque inferiore
ai guadagni realizzati dall’accusato. Non vi è quindi alcuna violazione del
principio di proporzionalità.
Irrilevanti a
tale proposito la (ora) pretesa negligenza nello svolgere l’attività lucrativa
abusiva, così come la carcerazione preventiva sofferta.
Il mantenimento del sequestro
appare quindi giustificato.
Alla luce di
quanto precede, il reclamo deve quindi essere integralmente respinto, con la
presente decisione, impugnabile alla Camera dei ricorsi penali.
Tasse e spese di
giudizio seguono la soccombenza.
P.Q.M.
viste le norme applicabili ed in
particolare gli art. 70ss, 19 LStup, 115 LStr, 161ss e 280 ss. CPP;
decide
1.
Il reclamo 2 ottobre 2008 presentato da __________ è respinto.
2.
La tassa di giustizia fissata in fr. 300.-- e le spese di fr. 60.-- sono
a carico del reclamante.
3.
Contro la presente decisione è dato reclamo alla CRP entro 10 giorni
dall'intimazione.
4.
Intimazione a:
giudice
Ursula Züblin
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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