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Decisione

INC.2008.31103

Sequestro

23 ottobre 2008Italiano8 min

Source ti.ch

Fatti

A.

__________ è stato arrestato il

24 giugno 2008 (e rilasciato il 15 settembre 2008) con contestuale promozione

dell’accusa per i reati di infrazione alla LStr. - entrata illegale, soggiorno

illegale, esercizio abusivo di un’attività lavorativa - ed infrazione alla

LStup.

L’arresto è stato confermato il

giorno successivo da questo giudice, vista l’esistenza, oltre che di seri e

concreti indizi di colpevolezza, di pericolo di fuga e bisogni dell’istruzione.

Nell’ambito del procedimento si è

proceduto al sequestro di Euro 2'000.--, Naira 2'940 (valuta nigeriana), di 2

cellulari, di quattro SIM card, nonché di varia documentazione.

B.

Tramite il proprio legale, in

data 16 settembre 2008, __________ ha chiesto il dissequestro del denaro, dei

due cellulari, delle schede SIM, nonché di varia documentazione.

Con decisione 22 settembre 2008

il SPP ha accolto la richiesta limitatamente al dissequestro della

documentazione, mentre per quanto concerne gli altri oggetti ha mantenuto il

sequestro, trattandosi di provento di reato, rispettivamente di strumenti

utilizzati per commettere un reato.

Ha fatto seguito il reclamo qui

in oggetto, con il quale __________ postula, in via principale l’annullamento

della decisione 22 settembre 2008 ed, in via subordinata, che il sequestro

venga limitato “previa stima ex art. 70 cpv. 5 CP, alla somma strettamente

necessaria per coprire il provento di reato”.

In particolare, il reclamante non

contesta l’esistenza di seri e concreti indizi di colpevolezza e la connessione

degli oggetti sequestrati con i fatti incriminati, ma ritiene che il

mantenimento del sequestro sarebbe contrario al principio di proporzionalità.

C.

In sede di osservazioni il

magistrato inquirente si è pronunciato per la conferma della decisione

impugnata, evidenziando nel contempo che il denaro sequestrato è comunque

inferiore al provento di reato. Delle ulteriori allegazioni si dirà, per quanto

necessario, nei considerandi in diritto.

Considerandi

1.

Il reclamo tempestivo ed

inoltrato da persona pacificamente legittimata - l’accusato - è ricevibile in

ordine.

2.

In materia di sequestro valgono i

seguenti principi:

"In diritto, l’art. 161 cpv. 1 CPP impone al

magistrato penale di ordinare il sequestro di tutti gli oggetti che possono

avere importanza per l’istruzione del processo, alternativamente o

cumulativamente come mezzi di prova o in quanto passibili di confisca o

devoluzione allo Stato. Il sequestro, per la sua qualità di provvedimento

eminentemente cautelare, ha lo scopo di acquisire e conservare gli oggetti di

cui sopra al seguito della procedura e quindi per le necessità dell’istruzione

preliminare, per le decisioni del magistrato requirente e quelle del giudice

del merito, come evidenziato nella duplice prospettiva - alternativa o

cumulativa - della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio)

e delle decisioni di confisca, restituzione o devoluzione (sequestro

confiscatorio) (v. decisione 8 maggio 1998, inc. GIAR 516.97.3, in: Rep. 131

[1998] nr. 117, consid. 1a p. 359), ritenuto che, come in tutti gli istituti

procedurali tali da intaccare eccezionalmente i diritti individuali per prevalenza

di interesse pubblico, il sequestro è legittimo unicamente in presenza

concorrente di sufficienti indizi di reato e di connessione tra questo e

l'oggetto che così occorre salvaguardare agli incombenti dell'autorità

requirente ed inquirente, con sempre accresciuta esigenza probatoria indiziante

approssimantesi alla verità materiale, a partire dal sospetto all’apertura del

procedimento, che va in seguito ed indilatamente approfondito con gli

accertamenti probatori del caso (v., in contesto più generale, Piquerez,

cit., margin. 1116 ss.). Il sequestro di beni immobili avviene mediante blocco

del registro fondiario (art. 161 cpv. 5 CPP)."

(GIAR 13

dicembre 2004, 520.2004.1)

3.

Nell’esame dell’esistenza di

gravi indizi di colpevolezza, lo scrivente giudice deve imporsi precisi limiti,

derivantigli da un lato dalla sua funzione - che è quella di esaminare

l’esistenza dei presupposti formali per l’emanazione (rispettivamente il

mantenimento) dell’ordine contestato, e non di valutare nella sostanza

l’esistenza di un reato e, dall’altro - ma in maniera strettamente congiunta

con quanto si viene di dire - dall’inopportunità di considerazioni di merito

premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio.

In concreto, l'esistenza di seri

e concreti indizi di colpevolezza a carico di __________ è data sia per

infrazione alla LStup sia per violazione della LStr e, peraltro neppure

contestata dalla difesa, che si limita unicamente a precisare, con riferimento

alla violazione della LStr, che l’accusato non si sarebbe comunque “minimamente

immaginato che l’esercizio della sua attività in Svizzera fosse abusivo”,

in altre parole che avrebbe agito per negligenza (asserzione che peraltro

contrasta con quanto dichiarato dall’accusato nel corso dell’istruttoria).

In ogni caso, per quanto riguarda

il reato di infrazione alla LStup, sufficienti indizi di colpevolezza emergono

dalle deposizioni di __________ e __________, contestate all’accusato anche nel

corso di un verbale di confronto (cfr. verb. SPP 4.09.2008), oltre che da

quelle di __________ (__________nel corso del verbale di confronto 29 agosto 2008 ha invece ritrattato le dichiarazioni precedentemente rese in Polizia quo all’acquisto di

cocaina dall’accusato). Si prende atto che lo stesso difensore, pur tenuto conto

del fatto che l’accusato continua a negare il suo coinvolgimento nel traffico

di cocaina, ritiene che le dichiarazioni di __________ e __________ siano atte

a fondare l’esistenza di sufficienti indizi di reato.

Per quanto concerne invece

l’infrazione alla LStr., __________, già nel corso del primo verbale di

Polizia, ha ammesso di aver commesso tale reato. Per quanto concerne in

particolare l’esercizio abusivo di un’attività lucrativa l’accusato ha

dichiarato di avere (avuto) un business di import-export fra la Svizzera ed il

suo Paese, attività dalla quale ricavava un guadagno di fr. 1000.--/2'000.--

mensili, precisando pure di avere sempre lavorato quando si trovava in Ticino -

dal giugno 2006 al gennaio 2007, maggio-giugno 2007, e dall’ottobre 2007 a fine gennaio 2008 - e che “io non ho fatto solo questo lavoro di esportazione di veicoli in

__________ ma ho anche guadagnato qualcosa vendendo pezzi di veicoli che

compravo per poco o niente” (cfr. verb. Pol. 24.06.2008, nonché verb. SPP

6.08.2008

e 4.09.2008). Inoltre, contrariamente a quanto sostenuto nel reclamo,

ha dichiarato “sapevo di non poter esercitare un’attività lavorativa senza

un permesso di lavoro. Però per evitare di cadere in un’attività criminosa ho

comunque continuato a svolgere l’attività che già svolgevo in ............” (cfr.

verb. SPP 6.08.2008). Ha pure ammesso di essere rimasto in Svizzera dopo che la

sua domanda d’asilo era stata respinta, pur sapendo che avrebbe dovuto lasciare

il Paese (verb. SPP 6.08.2008).

Il mantenimento del sequestro non

appare affatto contrario al principio di proporzionalità.

Innanzitutto dagli atti emergono

indizi sufficientemente concreti per ritenere che gli oggetti posti sotto

sequestro siano provento di reato (denaro proveniente dalle vendite di cocaina

e dall’attività lucrativa senza autorizzazione), rispettivamente strumenti che

sono serviti a perfezionare i reati per i quali __________ è perseguito

(telefoni e relative Sim card utilizzati per tenere i contatti con gli

acquirenti e nell’ambito dell’attività import-export). Circostanza questa

ammessa dalla difesa, che non contesta la connessione (cfr. reclamo ad. 3.2).

Trattasi quindi di valori ed

oggetti passibili di confisca.

A ciò si aggiunge che non va considerato unicamente il provento di reato legato alla

vendita di cocaina, ma anche quanto indebitamente percepito dall’accusato

tramite la sua attività lavorativa esercitata illegalmente. In proposito, come

rilevato sopra, __________ ha dichiarato che il suo guadagno era di fr.

1000.

--/2'000.-- mensili, ulteriori precisazioni sui guadagni ottenuti sono

contenute nei verb. SPP 6 agosto 2008 e 4 settembre 2008, noti alla difesa, ed

ai quali si rinvia. Ne discende che l’importo sequestrato è comunque inferiore

ai guadagni realizzati dall’accusato. Non vi è quindi alcuna violazione del

principio di proporzionalità.

Irrilevanti a

tale proposito la (ora) pretesa negligenza nello svolgere l’attività lucrativa

abusiva, così come la carcerazione preventiva sofferta.

Il mantenimento del sequestro

appare quindi giustificato.

Alla luce di

quanto precede, il reclamo deve quindi essere integralmente respinto, con la

presente decisione, impugnabile alla Camera dei ricorsi penali.

Tasse e spese di

giudizio seguono la soccombenza.

P.Q.M.

viste le norme applicabili ed in

particolare gli art. 70ss, 19 LStup, 115 LStr, 161ss e 280 ss. CPP;

decide

1.

Il reclamo 2 ottobre 2008 presentato da __________ è respinto.

2.

La tassa di giustizia fissata in fr. 300.-- e le spese di fr. 60.-- sono

a carico del reclamante.

3.

Contro la presente decisione è dato reclamo alla CRP entro 10 giorni

dall'intimazione.

4.

Intimazione a:

giudice

Ursula Züblin

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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