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Decisione

INC.2008.31903

Istanza di libertà provvisoria

14 agosto 2008Italiano39 min

Source ti.ch

Fatti

A.

__________ è stata arrestata il

30 giugno 2008 in quanto accusata di truffa (a seguito di denuncia 19 ottobre

2007 della __________) dal Procuratore pubblico, dopo essere stata interrogata

in mattinata dalla Polizia cantonale e il pomeriggio dal magistrato inquirente.

Lo stesso giorno è pure stato arrestato il coniuge dell’istante, __________,

per lo stesso titolo di reato e anch’egli si trova tuttora in detenzione

preventiva.

__________, che sarebbe stata

vittima il 24 maggio 1993 di un incidente sul lavoro agli arti superiori (con

la soda caustica che le avrebbe provocato ustioni di 2° e 3° grado) – a seguito

del quale sarebbe stata ritenuta inabile al lavoro manuale e sarebbero

intervenute a vario titolo diverse compagnie assicurative che le hanno fornito

prestazioni di natura pecuniaria (tra cui __________) – è accusata di avere

ingannato tali istituti assicurativi, autoinfliggendosi delle ferite agli arti

superiori (da sola e con l’aiuto del marito) al fine di simulare un

aggravamento delle conseguenze dell’incidente originario e così ottenere il

versamento di prestazioni assicurative, altrimenti non dovute, e tentato di

percepire, con le stesse modalità, una rendita per grandi invalidi.

Il 16.7.2003 avrebbe ottenuto dal

datore di lavoro, in via giudiziaria, anche un’indennità per danni non assicurati

di CHF 541'365.25.

“L’8.6.2006, per valutare la

richiesta di indennità per grandi invalidi rispettivamente per chiarire la particolare

“anomala” situazione [“In sostanza (…) usciva dall’ospedale in fase

di netta guarigione ed ai controlli ambulatoriali ai quali si presentava in seguito,

le condizioni delle sue mani e dei suoi avambracci risultavano di nuovo ex ante”

(denuncia penale 19.10.2007, p. 3)], __________ sarebbe stata visitata dal __________.

Il perito avrebbe rilevato l’impossibilità soggettiva di muovere braccia e mani

e concreti indizi di lesioni autoinflitte; avrebbe consigliato un’osservazione

costante della denunciata, con documentazione fotografica mensile del decorso

delle lesioni.

L’__________ avrebbe proceduto

alle verifiche presso l’abitazione di __________ il 15.9.2006, il 28.11.2006,

il 22.1.2007, il 16.2.2007 ed il 30.4.2007. All’inizio di aprile 2007 __________

avrebbe incaricato l’agenzia investigativa __________, di monitorare la

denunciata durante i soggiorni in __________. Il controllo effettuato nel

periodo 6.-22.4.2007 e 21.-24.5.2007 avrebbe permesso di evidenziare come

trascorresse il tempo tra lavori di giardinaggio, faccende di casa, passeggiate

con il cane e spese al mercato, con, quindi, piena mobilità e funzionalità

degli arti superiori, che non avrebbero presentato fasciature o lesioni sanguinolente.

L’8.6.2007 la denunciata sarebbe

stata nuovamente visitata dal __________, che avrebbe attestato che la mobilità

attiva non poteva essere stabilita perché aveva abbozzato tentativi di movimento

appena accennati e che, inoltre, ogni tentativo di mobilità passiva provocava

forti dolori ed il ritrarsi dell’arto.

Il denunciante, alla luce di

questa situazione, ha ritenuto autoinflitte le lesioni ed inesistenti le problematiche

motorie e/o funzionali: non ci sarebbe stata alcuna limitazione delle funzioni

di braccia e mani. Sarebbe stata completamente abile al lavoro e, quindi,

l’avrebbe truffato per quasi quindici anni di oltre CHF 300'000.-- e tentato di

truffare (in capo alla richiesta di una rendita per grandi invalidi) per una

somma tra CHF 154'953.-- e CHF 309'906.-- (con l’aiuto, forse, del marito, che

– da quando la denunciata ha ottenuto le rendite assicurative – avrebbe cessato

ogni attività lucrativa). __________ che si è costituito parte civile nel

procedimento, avrebbe sospeso il versamento delle prestazioni a partire dal

31.7.2007” (Inc. CRP 60.2008.72, sentenza 16 giugno 2008, p. 2 e 3).

B.

Giova a questo punto ricordare

che a seguito della denuncia penale 19 ottobre 2007 della __________, altro PP

aveva decretato, il 21 febbraio 2008, non luogo a procedere in capo al suddetto

procedimento penale, in considerazione del carattere solo civile,

rispettivamente amministrativo-assicurativo della vertenza (__________). Contro

tale decisione era insorta la __________ con istanza di promozione dell’accusa

3/4 marzo 2008 alla Camera dei ricorsi penali che, con sentenza 16 giugno 2008

(inc. CRP 60.2008.72), aveva annullato il decreto di non luogo a procedere 21

febbraio 2008, promovendo nei confronti dell’istante l’accusa per titolo di

truffa e ordinando che l’istruzione del processo dovesse aver luogo per opera

di altro PP.

C.

Con la richiesta di conferma

dell’arresto 1° luglio 2008 il magistrato inquirente ha promosso a __________

l’accusa per titolo di truffa aggravata, sub. semplice, consumata e tentata (ai

sensi dell’art. 146 cpv. 1 e 2 CP) “in relazione ai fatti oggetto di

denuncia di data 19 ottobre 2007 presentata da __________, come pure da quanto

emerge dallo scritto di data 26/27 giugno 2008 di __________ nonché dallo

scritto 9 aprile 2008 dell’__________” chiedendo la conferma dell’arresto

per i bisogni dell’istruzione “in particolare pericolo di collusione con il

marito e con terzi da interrogare; necessità di verificare la destinazione data

ai fondi ricevuti da __________, come pure da __________; necessità di

verificare la posizione dell’__________; necessità di ricostruire i fatti senza

che l’accusata possa avere contatti con terze persone; necessità di esperire le

necessarie verifiche mediche; necessità di verificare la documentazione

richiesta a terzi; necessità di verificare quanto è stato sequestrato al

domicilio e sulla persona”.

Questo giudice, il 1° luglio 2008, ha confermato l’arresto dell’accusata (inc. GIAR 319.2008.1, doc. 6) considerata la presenza di

gravi e concreti indizi di colpevolezza e per i bisogni dell’istruzione – per

permettere di accertare la destinazione di fondi ricevuti e per procedere con

le verifiche e perizie mediche (anche in base alle medicazioni rinvenute al

domicilio) senza che l’accusata possa essere in contatto con il marito o possa autoinfliggersi

delle lesioni –, pericolo di collusione con il marito e per pericolo di fuga –

in quanto cittadina straniera senza legami con la __________ (figli all’estero)

e con legami con il paese d’origine dove ha una casa e risiede diversi mesi

l’anno.

A verbale di conferma

dell’arresto, così come già davanti alla Polizia giudiziaria, __________ ha

negato ogni addebito.

D.

Il 4 agosto 2008 __________, con

l’istanza in discussione presentata dal proprio difensore, chiede di essere

posta in libertà provvisoria.

Dopo avere evidenziato che

l’arresto perdura ormai da più di trenta giorni afferma di avere vissuto l’arresto

“in condizioni oggettivamente molto difficili essendosi acuito, come

certamente attestato dal monitoraggio medico su di lei effettuato, il suo

problema di salute alle braccia” e, in queste condizioni “lo stato di

detenzione è ancora più insito di sofferenza e disagio” (istanza, punto 3,

p. 2).

Per quanto riguarda i gravi e

concreti indizi di colpevolezza la difesa afferma che __________, sulla base

degli stessi elementi, è stata oggetto nello spazio di pochi mesi, di un

decreto di non luogo a procedere e di un arresto. L’inchiesta non avrebbe

raccolto ulteriori elementi accusatori oltre a quelli già nelle mani degli

inquirenti al momento dell’arresto (il materiale fotografico raccolto dagli

investigatori della __________ e i rapporti dei periti medici

dell’assicurazione che non farebbero altro che concludere delle ipotesi): non

si potrebbe quindi neppure ipotizzare che __________ sarebbe abile al lavoro e

che, tramite inganno astuto, abbia ingannato le varie assicurazioni alfine di

procacciarsi un indebito profitto. Non sarebbero quindi dati i gravi e concreti

indizi di reato, tanto più che l’istante ha sempre dichiarato di essere

disponibile per permettere l’allestimento di ogni tipo di referto medico.

Per quanto riguarda il pericolo

di collusione la difesa osserva che il PP ha già provveduto a sequestrare i

beni mobili dei coniugi __________ (sequestro dei loro conti bancari presso __________

per un ammontare complessivo di CHF 540'000.-), non vi è quindi pericolo che

tali fondi possano essere occultati da parte degli accusati. L’istante è poi

stata monitorata giornalmente da un medico presso il carcere giudiziario,

medico che ha apposto delle bende non asportabili sulle braccia di __________.

Si è poi in attesa del referto del perito giudiziario sullo stato delle braccia

dell’accusata. Quest’ultima è comunque disposta a sottoporsi a visite mediche o

ad essere ospedalizzata per essere monitorata.

Inesistente pure il pericolo di

fuga in quanto, sebbene cittadina straniera, scappare dalla __________ e dal

procedimento penale significherebbe per l’accusata perdere tutti i propri beni

mobili ora sotto sequestro penale. Potrebbero comunque essere messe in atto

misure sostitutive dell’arresto, quali il deposito dei documenti di identità

e/o l’obbligo di presentarsi regolarmente presso il posto di Polizia di __________,

che permetterebbero di escludere il pericolo di fuga all’estero (Inc. GIAR

319.2008.3, doc. 1).

E.

Il magistrato inquirente, con

preavviso negativo 11 agosto 2008 (Inc. GIAR 319.2008.3, doc. 2) ribadisce

l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza in capo all’accusata.

Il PP afferma che dalla data

dell’arresto sono stati interrogati gli investigatori privati che su mandato

della __________ hanno monitorato l’accusata presso il suo domicilio in __________

(i cui rapporti, completi di documentazione fotografica, sono stati prodotti

con la denuncia della __________), dalle cui testimonianze emergerebbe la

capacità dell’accusata di muovere le braccia liberamente, senza ferite, senza

bende e senza guanti.

Per tutta risposta l’accusata

continuerebbe a sostenere la tesi che quanto dichiarato da questi testi non

corrisponde al vero e che la documentazione fotografica prodotta sarebbe un

fotomontaggio.

L’accusata avrebbe sempre

dichiarato di non riuscire a muovere le braccia per firmare mentre che è stata

trovata documentazione firmata da __________ di proprio pugno (in particolare

per quanto riguarda la firma in calce alle procure degli __________ e __________).

L’accusata ha poi dichiarato di dormire in speciali lenzuola di seta, fatto

smentito dal marito e dalla perquisizione domiciliare della Polizia che ha

rinvenuto nel letto matrimoniale dei due accusati normali lenzuola di cotone.

Ella inoltre, durante la sua

detenzione, si sarebbe sbendata, sarebbe stata vista dagli agenti di custodia

mangiare con il coltello e la forchetta, pulire il tavolo della cella, spostare

un vassoio, mettere le braccia fuori dalla finestra tra le sbarre, dopo essere

salita sul tavolo con le ginocchia.

Vi sarebbe inoltre la

testimonianza del __________, dermatologo che ha visitato l’accusata l’8 giugno

1993 e che, a suo tempo, avrebbe riscontrato unicamente ustioni di primo e

secondo grado (e non di terzo grado) guaribili, soltanto ad un avambraccio

(fino al gomito) e alle due mani, ciò che contrasta con le lesioni e i sanguinamenti

su entrambe le braccia e con l’asserita incapacità di movimento.

Dal rapporto del __________,

dermatologo che segue attualmente in carcere l’accusata, risulterebbe che vi è

un miglioramento della situazione.

Per quanto riguarda i motivi di

interesse pubblico sarebbe sempre presente un pericolo di collusione con il

marito, stante le divergenze e contraddizioni su alcune dichiarazioni. Se

rimessi in libertà cercherebbero sicuramente di concordare una versione comune.

Per quanto riguarda i bisogni

istruttori dovranno ancora essere interrogati i medici che hanno avuto in cura

negli anni l’accusata nonché il __________ che segue l’accusata in carcere, ed

eventuale personale ausiliario di cure. Dovrà essere terminata la perizia del

dermatologo e quella dell’ortopedico. Considerato già solo l’atteggiamento che

l’accusata tiene in Carcere (ella avrebbe tentato di sbendarsi parzialmente

peggiorando la situazione delle lesioni) non appare pensabile che ella venga

peritata in libertà, stante il suo atteggiamento processuale non collaborativo.

Vi è poi da chiarire la

situazione economica dei due coniugi, sui loro conti in __________ sarebbero

stati sequestrati complessivamente circa CHF 540'000.- ma non si può escludere,

a fronte di ingenti prelevamenti in contanti e di un bonifico di CHF 50'000.- a

favore di un conto bancario in __________, che i due accusati abbiamo

tesaurizzato denaro all’estero, non essendo per nulla chiaro quanto è stato

speso per la ristrutturazione della casa in __________ e se la stessa sia stata

acquistata o fosse già di proprietà di uno dei coniugi.

Pure presente il pericolo di

recidiva: se rimessa in libertà __________ potrebbe continuare ad infliggersi

delle ferite per cercare di avvalorare la propria tesi. Ciò a maggior ragione

se si pensa che già presso il Carcere avrebbe cercato di peggiorare lo stato

della cute ai bordi dei bendaggi.

Per quanto riguarda il pericolo

di fuga il magistrato osserva che i coniugi __________ non hanno nessun legame

con il nostro territorio mentre che hanno forti legami con il loro paese

d’origine dove già passavano molto tempo, dove hanno una casa d’abitazione e

dove risiedono le figlie di primo letto del marito. Considerato che i beni in

Svizzera sono ormai sotto sequestro penale e che ogni rendita assicurativa è

stata bloccata, vi è il concreto timore che se rimessa in libertà l’accusata

preferisca darsi alla fuga e non potrebbero entrare in linea di conto le misure

sostitutive dell’arresto proposte dalla difesa.

Rispettato il principio di

proporzionalità.

F.

Con osservazioni 12 agosto 2008

la difesa contesta l’esistenza dei gravi indizia di colpevolezza. A tuttora “l’unica

certezza consiste nel constatare che la qui rappresentata soffre di problemi

agli arti superiori; tutto il resto non è altro che mera supposizione. Di

conseguenza in nessun modo vi sono gravi indizi che fanno concludere per

l’esistenza di un inganno astuto da parte della signora __________ per il fine

di ottenere delle indennità per incapacità lavorativa e/o grande invalida,

senza averne diritto”.

Per guanto riguarda il materiale

fotografico la difesa osserva che dopo averlo ricevuto la __________ ha

richiesto una nuova perizia medica sull’accusata.

L’istante contesta “recisamente”

che i rapporti giunti dal __________ possano mettere in dubbio quanto appena

detto.

Per quanto riguarda i bisogni

dell’istruzione la difesa ribadisce che l’accusata è disposta a sottoporsi a

qualsiasi esame medico le venga richiesto. Non vi è poi pericolo che l’accusata

possa colludere con gli ulteriori testi da interrogare e, per quanto riguarda

la situazione patrimoniale osserva che tutti i beni, sia in __________ che

all’estero, sono stati sequestrati.

Inesistente il pericolo di fuga.

Considerandi

1.

L’accusata, detenuta, è

pacificamente legittimata a presentare istanza di libertà provvisoria.

Il preavviso negativo del

Procuratore pubblico, ritenuta ricezione dell’istanza il 6 agosto 2008, è

tempestivo avendo trasmesso a questo ufficio il preavviso negativo e l’incarto

processuale lunedì 11 agosto 2008 (essendo sabato 9 agosto giorno festivo).

2.

I principi che reggono la

materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.

L’art. 95 CPP – corrispondente

all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio

1993.

– dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di

regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)

proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a

carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un

crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di

interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni dell’istruzione,

con particolare riguardo al pericolo di collusione e di inquinamento delle

prove che, sia detto qui a futura memoria – può continuare ad esistere fino al

pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale

federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con

riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico

nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991

concernente la revisione del CPP, ad art. 27 , pag. 32, nota 3), tra altri

possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n.

105).

L’eccezione della cautelare

privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara

base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza

ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei

ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto

implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;

1988.

pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno

approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è

protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione

delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già

la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP

1980.

pag. 128).

(per tutte: sentenza GIAR

21.12.2001

in re G., Inc. 520.2001.5).

3.

L’esistenza di gravi e concreti

indizi di colpevolezza deve essere verificata d’ufficio nei limiti di

competenza di questo giudice derivanti dalla sua funzione che è quella di

esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura

restrittiva della libertà personale e non di valutare nella sostanza

l’esistenza di un reato.

Con verosimiglianza sufficiente,

a questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può concludere per la

presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a carico di __________

relativi all’ipotesi di un suo coinvolgimento nell’ipotesi di truffa (per

l’ottenimento di indennità di invalidità e indennizzo RC a seguito di

infortunio) e della tentata truffa (per la richiesta di un’indennità per grandi

invalidi) commesse dall’istante, con la correità o la complicità del marito, in

danno della __________ e, se del caso, di altre assicurazioni, con un indebito

profitto di svariate centinaia di migliaia di franchi svizzeri, oggetto del

procedimento penale.

A questo proposito basti

ricordare le conclusioni della CRP che hanno portato alla promozione

dell’accusa per titolo di truffa in data 16 giugno 2008:

“4.3.1.

Il reato di

truffa implica un inganno astuto, ammesso soltanto se l’autore ordisce

un tessuto di menzogne o mette in atto particolari manovre fraudolente o

artifici o rilascia false indicazioni la cui verifica è impossibile, difficile

o non ragionevolmente esigibile dalla controparte o impedisce alla controparte

di verificare o prevede che questa rinuncerà a verificare in virtù di un rapporto

di fiducia particolare, considerato nondimeno che l’astuzia è esclusa quando la

vittima non ha osservato le misure fondamentali di prudenza (decisione TF

6B_409/2007 del 9.10.2007; A. DONATSCH, op. cit., p. 199 ss.; BSK Strafrecht II

– G. ARZT, op. cit., n. 50 ss. ad art. 146 CP; G. STRATENWERTH / G. JENNY, Schweizerisches

Strafrecht, BT I, 6. ed., Berna 2003, § 15 n. 16 ss.; B. CORBOZ, op. cit., n.

16.

ss. ad art. 146 CP).

4.3.2

Il qui istante

ha sostanziato il suo esposto producendo, tra l’altro, i rapporti 25.4.2007 e

28.5.2007

dell’agenzia investigativa __________ (doc. E/F, allegati alla

denuncia penale 19.10.2007), che ha sorvegliato __________ durante il soggiorno

in __________ nel periodo 6.-22.4.2007 e 21.-24.5.2007.

Gli

investigatori hanno documentato come la denunciata muovesse braccia e mani –

prive di fasciature – in maniera assolutamente normale, senza alcun

impedimento: l’hanno osservata, segnatamente, ritirare i panni stesi [p. 2,

doc. E, allegato alla denuncia penale 19.10.2007], tenere un vaso/secchio ed

una scopa [p. 3, doc. E, allegato alla denuncia penale 19.10.2007], ritirare la

posta [p. 3, doc. E, allegato alla denuncia penale 19.10.2007], portare una

borsa [p. 5, doc. E, allegato alla denuncia penale 19.10.2007], annaffiare i

fiori [p. 7, doc. E, allegato alla denuncia penale 19.10.2007], afferrare una

(voluminosa) padella [p. 2, doc. F, allegato alla denuncia penale 19.10.2007].

Il 24.5.2007

l’hanno inoltre osservata – alle ore 12.00, secondo l’orario indicato nel

filmato di cui al doc. H (allegato alla denuncia penale 19.10.2007) –

passeggiare, fuori dall’uscio di casa, con le braccia scoperte, senza bendaggi

e senza ferite sanguinanti. Alle ore 12.05 si sono presentati a casa della

denunciata: “Die Tür wird von Herrn __________ geöffnet. Die beiden __________ stellen sich mit der

schriftlichen Vollmacht als Beauftragte der __________ __________ zur Kontrolle

der Arme von Frau __________ vor. __________ verweigert eine Kontrolle mit der

Begründung, dass seine Frau in einem anderen Dorf aufhältig sei und daher eine

Kontrolle erst am nächsten Tag möglich wäre. Unsere __________ erklären Herrn __________,

dass sie erst vor einigen Minuten seine Frau in das Wohnhaus gehen gesehen haben.

Er meinte dazu, dass dies sicher nicht seine Frau gewesen wäre, da diese im Nachbardorf

auf Besuch sei. Nach Rücksprache mit Herrn __________ und __________ (impiegati

di IS 1 stimmt __________ schliesslich einer Kontrolle für 16.00 Uhr zu. Unmittelbar

darauf fährt er mit seinem Auto weg. Wie vereinbart sind unsere beiden __________

um 16.00 Uhr zum Wohnhaus von ZP gegangen. Herr __________ hat unsere __________

eingelassen und in die Küche gebeten. Anschliessend breitete er ein Handtuch am

Küchentisch auf. Unmittelbar danach kommt Frau __________ gebückt und hinkend

und wimmernde schmerzerfüllte Laute von sich gebend in die Küche. Sie setzt sich

zum Küchentisch. Wie auf dem Fotos ersichtlich sind beide Arme vom Handrücken weg

bandagiert. Der Rechte Arm ist bis über den Ellenbogen hinauf bandagiert. Anschliessend

nimmt ihr Gatte die Bandagen von den Armen ab” (rapporto 28.5.2007, p. 5 ss.,

doc. F, allegato alla denuncia penale

19.10

). Il filmato (doc. H, allegato alla denuncia penale 19.10.2007)

mostra alle ore 16.03 le braccia cosparse di ferite sanguinanti, inesistenti alle

ore 12.00, quando passeggiava, peraltro non ricurva su sé stessa e non

claudicante, come si è presentata alle ore 16.00.

La situazione

fisica della denunciata – nessun impedimento nei movimenti delle braccia e

delle mani nella sua quotidianità, come si evince dalle fotografie e, ancora

meglio, dai filmati girati dagli investigatori di __________ per conto di __________

– differisce di conseguenza manifestamente dal suo stato fisico al momento

delle visite mediche, come risulta dai rapporti che l’istante ha allegato alla

denuncia penale.

Il dr. med. __________,

che l’8.6.2006 ha visitato __________ su mandato del qui istante, nel

successivo rapporto ha infatti constatato lesioni sulle braccia ed

impossibilità a muovere gli arti, situazione simile a quella riscontrata dal __________

__________ nel 1995 [quando “Elle s’est déclarée incapable d’utiliser ses deux membres

supérieurs dans ses activités professionnelles mais également dans ses activités

quotidiennes pour lesquelles elle est tributaire de l’aide de son mari”

(rapporto 22.6.2006 del __________ __________, p. 4, doc. C, allegato alla

denuncia penale 19.10.2007)] e dal __________ __________ nel 2001 [“Par rapport

à l’examen de 1995, seule la mobilité des coudes s’est légèrment améliorée mais

le __________ __________ estimait que l’invalidité devait être assimilée à la perte

des deux bras dont la function était pratiquement nulle” (rapporto 22.6.2006

del dr. med. __________, p. 5 s., doc. C, allegato alla denuncia penale 19.10.2007)].

Il medico si è nondimeno detto impossibilitato ad esprimersi in ragione dei

punti poco chiari / incoerenti che presentava la situazione fisica di PI 1 Non

ha escluso la possibilità di lesioni da automutilazione. Ha proposto di documentare

regolarmente lo stato delle lesioni.

Un anno dopo,

l’8.6.2007, il __________ __________ – che ha potuto visionare la

documentazione raccolta nel frattempo da IS 1 – ha nuovamente visitato la

denunciata, che – come nella precedente occasione – si è presentata

accompagnata dal marito. Il perito ha sottolineato, in particolare, che “on est

à nouveau frappé par l’attitude extrêmement passive de la patiente qui tient ses

deux membres supérieurs devant elle de façon très démonstrative en évitant de les

mobiliser. A chaque question elle se tourne vers son mari qui répond à sa place.

Elle estime que l’évolution est

absolument inchangée depuis l’année passée et se sent totalement invalide. Elle

passe ses journées “à ne rien faire du tout”. C’est son mari qui lui fait deux fois

par jour les pansements” (rapporto 17.7.2007, p. 2, doc. L, allegato alla denuncia penale 19.10.2007). Ha

rilevato che le caratteristiche e la distribuzione delle lesioni erano

identiche a quelle riscontrate nel corso della visita precedente (e visibili

sulle fotografie effettutate da __________); ha inoltre sottolineato come fosse

molto difficile oggettivare la funzionalità di mani e dita [“(…) et la patiente

se limite généralement à une ébauche de mouvement. Toute tentative de mobilisation

passive déclenche de fortes douleurs et un retrait de la main” (rapporto

17.7

, p. 2, doc. L, allegato alla denuncia penale 19.10.2007)] e come

fosse impossibile stabilire lo status neurologico degli arti superiori [“La patiente

prétend toujours ne rien sentir du tout jusqu’à la racine des deux membres supérieurs.

La force de préhension n’est toujours

pas mesurable” (rapporto 17.7.2007, p. 3, doc. L, allegato alla denuncia penale 19.10.2007)]. Ha pertanto ritenuto

valide le considerazioni di cui alla sua perizia 22.6.2006 in capo alla

situazione (molto) poco chiara: a suo giudizio, “il apparaît de façon manifeste

que la patiente utilise normalement ses membres supérieurs en __________, alors

qu’elle adopte l’attitude stéréotypée d’une invalide totale lors de l’expertise”

(rapporto 17.7.2007, p. 3, doc. L, allegato alla denuncia penale 19.10.2007).

Ha concluso dicendosi concorde con il parere 26.6.2007 del __________ __________

(doc. I, allegato alla denuncia penale 19.10.2007), che aveva ritenuto le lesioni

“(…) comme fortement évocatrices de phénomènes d’automutilation de type chimique

ou thermique”, per cui – a dire del __________ __________ – “il devient donc extrêmement

peu probabile qu’on soit en présence de véritable séquelles accidentelles”

(rapporto 17.7.2007, p. 3, doc. L, allegato alla denuncia penale 19.10.2007).

4.3.3

In queste

circostanze, appare di conseguenza manifesta l’esistenza di seri indizi di

colpevolezza in capo ad un inganno astuto a’ sensi dell’art. 146 CP

rispettivamente dell’art. 148 vCP.

PI 1 – secondo le fotografie

ed i filmati realizzati quando si trovava in __________, lontano da IS 1 e dai

suoi periti – non indossa fasciature sulle braccia, che non presentano lesioni

sanguinolente e che può muovere senza alcuna difficoltà (incrociarle sul petto

/ dietro la schiena, allungarle, sollevarle alzando oggetti anche pesanti,

ecc.). Situazione che contraddice lo stato fisico che palesa in occasione delle

visite mediche, quando assume il comportamento stereotipato dell’invalida

totale, in aperto contrasto con, quindi, la sua situazione fisica quotidiana

(che non mostra limitazioni funzionali degli arti). Condizione, quella di

invalida totale, che sembrerebbe avere presentato – sostanzialmente immutata –

fin dal 1995 (cfr. il riferimento al parere del __________ __________ nel rapporto

22.6.2006

del __________ __________, p. 4, doc. C, allegato alla denuncia

penale 19.10.2007), ciò che sembrerebbe lasciare intendere un agire sistematico

della denunciata.

__________, recandosi alle

visite mediche con lesioni per le quali – allo stato attuale del procedimento penale

– sussistono indizi gravi che siano state create ad arte [cfr. l’eloquente

episodio del 24.5.2007 vissuto dagli investigatori di __________, quando – nel

lasso di tempo di quattro ore – sono apparse sugli arti superiori lesioni sanguinanti

(rapporto 28.5.2007, p. 5 ss., doc. F, allegato alla denuncia penale 19.10.2007

/ filmato di cui al doc. H, allegato alla denuncia penale 19.10.2007)]

[episodio sul quale il procuratore pubblico non si esprime], ha quindi messo in

atto un artificio (automutilazione di tipo chimico o termico), che – come tale

– fonda astuzia a’ sensi di dottrina e giurisprudenza. Astuzia peraltro

ulteriormente sostanziata dalle bugie – impossibilità di muovere gli arti

superiori, del tutto insensibili – che oggettivamente non erano verificabili. A

__________, non può peraltro essere rimproverato di non avere osservato le misure

fondamentali di prudenza. Ha infatti fatto capo, per determinarsi

sull’erogazione delle prestazioni assicurative, all’esperienza di

medici/periti; soltanto la laboriosa/complessa osservazione della denunciata in

__________ ha permesso di appurare una situazione che non corrispondeva a

quella esibita al cospetto di illustri medici/periti, fatto che manifestamente

esclude che l’istante non sia stato accorto (cfr., in analogia, decisione TF

6S.379/2004 del 29.11.2004).

Ora, è vero che,

nelle immagini, la denunciata non sta svolgendo una regolare attività lucrativa

manuale; esse sono nondimeno inequivocabili in capo al fatto che, a dispetto

dell’invalidità totale ostentata in occasione delle ripetute visite mediche, __________

sia in grado di muovere gli arti superiori – privi di lesioni rossastre – senza

alcun impedimento, ovvero di utilizzarli nelle usuali attività quotidiane.

Circostanza che non si può ritenere irrilevante in relazione all’abilità

lavorativa della denunciata, il 24.5.1993 ausiliaria di cucina. …

4.3.4

Il reato di

truffa presuppone oggettivamente, oltre ad un inganno astuto, un errore da

parte del truffato, una disposizione patrimoniale conseguente all’errore, un

danno patrimoniale ed un nesso causale tra la disposizione patrimoniale e il

danno e, soggettivamente, intenzionalità e volontà di procacciare un indebito

profitto (BSK Strafrecht II – G. ARZT, op. cit., n. 72 ss. ad art. 146 CP),

condizioni che il procuratore pubblico non ha esaminato. Questa Camera –

autorità di ricorso giusta l’art. 284 CPP – non può pertanto confrontarsi, in

prima sede, con questi presupposti.

L’esistenza di

seri indizi di colpevolezza in capo ad un comportamento truffaldino – ovvero

astuto – di __________ permette tuttavia, già ora, di promuovere l’accusa a suo

carico per titolo di truffa. Reato che il procuratore pubblico dovrà ulteriormente

approfondire, anche con riferimento alla prescrizione dell’azione penale, con

l’assunzione agli atti, segnatamente, delle prove proposte dal qui istante,

esaminando pure la posizione di eventuali terzi coinvolti (quali __________,

marito dell’accusata) rispettivamente – nell’ipotesi in cui dovesse, per

finire, concludere che il reato di truffa non è adempiuto – i disposti delle

leggi speciali (segnatamente l’art. 70 LAI, che rinvia all’art. 87 LAVS) [cfr.,

sul concorso, decisione 15.6.1993 della Corte di cassazione e di revisione

penale in re B., pubblicata in REP. 1994 p. 449 ss.].”

Dopo l’arresto è stato possibile

accertare che con l’applicazione di una terapia con fogli di __________ (__________)

da parte di un dermatologo (in casu il __________), il medico ha riscontrato

che “all’ultima visita in data odierna riscontro che bendaggi non sono stati

manipolati, tranne i 10 cm verso le mani che presentano segni di

rifacimento. Tolte le bende dalle due braccia, i fogli di __________ mostrano

sui 2/3 prossimali poche secrezioni, mentre sl 1/3 distale abbondante

secrezione” e “In seguito tolti i fogli di Ialugen ritrovo sui 2/3

prossimali una buona riepitelizzazione con le zone erose ora completamente

chiuse, mentre sul 1/3 distale ancora erosioni attive che stentano a

rimarginare” (cfr. AI 149, rapporto di osservazioni 31 luglio 2008 del __________).

A questo proposito appare importante menzionare il rapporto 10 luglio 2008

dell’__________ attivo presso il Carcere giudiziario: egli afferma di avere

medicato la mattina del 7 luglio 2008 la paziente e di avere notato, lo stesso

pomeriggio in occasione della visita del __________ che il bendaggio sembrava

diverso da quello effettuato la mattina. Successivamente alla visita del

medico, l’infermiere avrebbe quindi deciso di medicare l’accusata con un

bendaggio a “lisca di pesce” ad entrambe le braccia e di avere ritrovato, il 9

luglio 2008, un bendaggio completamente diverso da quello effettuato,

giustificato dalla detenuta con il passare di notti agitate. L’infermiere

osserva che “Del bendaggio a lisca di pesce non c’è traccia e la medicazione

termina a metà braccio al posto del polso. Ho chiesto alla paziente se qualcuno

o lei stessa avesse sfasciato la medicazione per poi rifarla, ma lei ha a più

riprese negato fermamente, dicendo che né lei, né nessun altro le ha mai

toccate. Rifaccio la medicazione ponendo nuovamente attenzione al modo in cui

la eseguo ed aggiungo una firma sul bendaggio stesso per potere verificare la

fasciatura alla prossima visita. Giovedì 10.07.08, alle ore 11.00, visita

dermatologo (__________. Questa volta la medicazione di ieri è intatta, le

ferite sanguinanti si trovano vicino ai bordi della fasciatura, mentre più in

mezzo le ferite sembrano migliorate” (cfr. AI 158, rapporto del persona di

custodia alla Direzione del 10 luglio 2008).

Ciò per dire che vi sono

sufficienti elementi per affermare che l’accusata è riuscita a togliersi la

medicazione più di una volta, specialmente nella zona più vicina ai polsi, dove

le ferite non sono riuscite a rimarginarsi a differenza delle ulcerazioni che

risultano disseminate sul resto delle braccia che sono in via di guarigione: vi

è quindi il forte sospetto che si tratti di lesioni autoinferte.

Alla luce della dichiarazione

fatta dall’accusata a questo giudice in occasione dell’udienza della conferma

dell’arresto del 1° luglio 2008 secondo cui “io sono veramente impedita nei

movimenti, non riesco neppure a pettinarmi” (il non riuscire a pettinarsi è

infatti uno degli impedimenti/requisiti “principe” per l’ottenimento

dell’indennità per grandi invalidi), appare perlomeno singolare che gli agenti

di custodia abbiano osservato la detenuta, il 26 luglio 2008, mentre si trovava

in ginocchio sul tavolo della cella a parlare dalla finestra e a gesticolare,

con le braccia infilate tra le sbarre, con qualche altro detenuto e che ancora

successivamente, la stessa sera, davanti agli agenti, si sarebbe alzata dal

letto dove si trovava seduta, avrebbe impugnato la sedia e posizionandola per

usarla a mò di scala e, con nessuna difficoltà, raggiunto il piano del tavolo

sul quale si sarebbe inginocchiata (cfr. AI 158, rapporto del personale di

custodia alla Direzione del 26 luglio 2008).

Sia per quanto riguarda mobilità

che mancanza di ulcere sulle braccia dell’accusata, significativi risultano i

verbali d’audizione degli investigatori privati __________ (AI 123) e __________

(AI 124), che hanno confermano quanto riportato nel rapporto e nella

documentazione fotografica prodotta dalla denunciante (menzogne e fotomontaggi

a mente dell’accusata).

L’osservazione della difesa,

secondo cui __________ ha disposto un’ulteriore visita medica dopo avere

acquisito il rapporto degli investigatori, non depone a favore della tesi

dell’istante secondo cui non vi sarebbero stati sufficienti indizi di reato

bensì, come già evidenziato dalla CRP (CRP 60.2008.72, p. 149) tale

comportamento denota la serietà con cui la denunciante ha affrontato la

fattispecie prima di inoltrare l’esposto al Ministero pubblico.

4.

L’accusata

ritiene che non sussistano più bisogni istruttori dal momento che non vi

sarebbe più pericolo di collusione: il PP avrebbe sequestrato tutti i beni dei

coniugi __________ sia in __________ che all’estero, si sarebbe in attesa della

perizia del professore in dermatologia, l’accusata sarebbe stata medicata

presso il Carcere giudiziario con bende non asportabili dall’istante la quale è

disposta a sottoporsi alle visite mediche richieste qualora il PP lo ritenesse

necessario.

Secondo il magistrato inquirente

devono ancora essere interrogati i medici ed i sanitari che hanno avuto in cura

l’accusata negli anni nonché persone vicine alla famiglia che hanno avuto modo

di incontrare l’accusata negli anni e il personale che ha seguito l’accusata in

carcere oltre al __________ si dovrà attendere il referto del __________ ed è

già stato scelto anche il perito ortopedico che dovrà esprimersi sulle

difficoltà di movimento degli arti superiori dell’accusata e le perizie devono

essere fatte con l’accusata in stato di detenzione dal momento che “non è

immaginabile, si richiama anche il comportamento che ella assume all’interno

del __________, che la signora __________ venga peritata in libertà” (cfr.

preavviso negativo p. 5). Il PP ritiene poi indispensabile far luce sulla

situazione economica dei coniugi, ma la documentazione bancaria richiesta non

sarebbe ancora pervenuta completamente anche se sarebbe stato possibile

accertare un avere in conto complessivo attuale di circa CHF 540'000.- a fronte

di entrate complessive dal 1993 per CHF 1'360'000.-, prelevamenti a contanti

(già solo per prelevamenti di importi superiori a CHF 5'000.-) per complessivi

CHF 457'000.-, un bonifico a favore di un conto dell’accusata in __________ di

CHF 50'000.- del 23 aprile 2004 (AI 140) e l’utilizzo asserito di CHF

200'000.-/250'000.- per la ristrutturazione della casa in __________ (di cui

non si conosce modalità di acquisto della proprietà e l’eventuale prezzo

d’acquisto), tutto ciò considerato che dal 2003 il marito dell’accusata avrebbe

smesso di lavorare per accudire la moglie senza nessun reddito apparente.

Quanto alle necessità istruttorie

atte a giustificare la misura cautelare di privazione della libertà, non è

inutile ricordare i seguenti principi:

"

- In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare

la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non

s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli

accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o

d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta

raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse,

ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.;

RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in

corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass noch

nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten

oder dass der Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht" (N.

Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se posto in libertà, possa

pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e, conseguentemente,

l'esito.

- E', inoltre, necessario che questa possibilità

di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti:

"Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die

theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren

könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder die Nichtgewährung von Urlauben

unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konkrete Indizien für

eine solche Gefahr sprechen." (DTF

117.

Ia 257, cons. 4 c.).

- Gli elementi di concretezza del pericolo vanno

individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e

nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad

esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non

può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della

misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del

teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza

d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p.

438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19). Il semplice atteggiamento di diniego

dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66; Hauser/Schweri,

Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13)."

(GIAR 23 settembre 2002 in re Y.)

Riassumendo, per il mantenimento

della carcerazione preventiva dell'accusata, non basta che vi siano ancora atti

istruttori da esperire, ma è necessario che la prematura rimessa in libertà

dell'accusata possa essere di documento proprio nell'ottica dell'assunzione

delle prove che ancora mancano, e meglio in presenza di pericolo di collusione,

quando cioè è lecito temere l'intervento dell'accusata su terze persone (siano

essi correi, parti lese o semplici testi), o pericolo di inquinamento delle

prove, termine più ampio che indica altri atteggiamenti suscettibili di falsare

l'assetto probatorio, come la soppressione o l'alterazione di mezzi di prova,

ecc.

Va da sé che i criteri sopra

esposti richiedono applicazione più restrittiva allorquando l'inchiesta (e la

detenzione) é in corso da un certo tempo.

Nel caso in esame è stato

accertato che il PP ha già provveduto, in data 18 luglio 2008, ad inoltrare una

commissione rogatoria alle __________ volte, tra l’altro, al blocco a registro

fondiario della casa di proprietà dei coniugi __________, oltre ad ogni altra

loro proprietà immobiliare, e a chiedere la documentazione attestante

l’acquisizione dell’immobile, l’eventuale prezzo d’acquisto e la sussistenza di

mutui ipotecari (AI 126), egli ha poi provveduto, in data 25 luglio 2008 (AI 140),

a chiedere alla difesa dell’accusata la disponibilità dell’istante a far

trasferire l’eventuale saldo attivo del conto in __________ alimentato il 23

aprile 2004 con il bonifico di CHF 50'000.- proveniente dal conto __________ di

__________ e che, in mancanza di accordo, avrebbe dovuto procedere per le vie rogatoriali.

La difesa avrebbe dovuto fornire una risposta entro il 6 agosto 2008, nulla si

sa in proposito (nulla si trova agli atti consegnati a questo ufficio l’11

agosto 2008).

Tali atti istruttori volti alla

ricostruzione della situazione patrimoniale dell’accusata e al recupero

dell’eventuale maltolto, appaiono imprescindibile (trasferimento volontario o

sequestro da parte del PP per via rogatoriale), come imprescindibile

l’acquisizione della documentazione della relazione bancaria in __________

intestata all’accusata: sia che avvenga con la collaborazione dell’accusata o

per le vie ufficiali. Presente a questo proposito un importante pericolo di

collusione ed inquinamento delle prove, almeno sino a sicurezza degli avvenuti

sequestri (blocco del fondo e blocco del denaro) e/o recupero degli eventuali

fondi ancora presenti sul conto e acquisizione della documentazione bancaria

serba.

Pericolo di collusione presente

pure sino a fissazione degli elementi utili per i periti medici. Inimmaginabile

una perizia con l’accusata a piede libero, dal momento che il sospetto di

reato, così come accertato anche dalla CRP, consiste proprio nell’ipotesi che

le ulcerazioni presenti sulle braccia dell’accusata non siano la conseguenza

del lontano incidente del 1993, bensì ferite autoinferte o inferte con l’aiuto

del marito (ipotesi che si fa sempre più strada in considerazione del

miglioramento, dall’arresto ad oggi, della cute della parte superiore delle

braccia, mentre che in prossimità dei polsi sembrerebbe che l’accusata riesca a

lesionarsi da sé).

5.

È pure dato, e sufficientemente

concreto, almeno a questo stadio del procedimento, il pericolo di fuga.

Il pericolo di fuga, per

giustificare carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire di una

certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto

in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento

penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena

presumibile non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare

l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale,

i legami famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e

tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF

19.

gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid,

Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).

Ritenuto che a poco valgono, per quest'analisi,

le semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso (per tutte: sentenza

GIAR 27 maggio 2002 in re P.) e che la concretezza del pericolo di fuga può

essere accertata "Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä. gefordet sind,

…" (Schmid, ibidem).

L'accusata è cittadina __________

con un __________ in via di riesame nel prossimo autunno, ella non ha nessun

legame con la __________, né famigliare né lavorativo, ad eccezione di un

appartamento a __________ per cui i coniugi pagano oltre CHF 1'000.- di

locazione al mese. __________ è attualmente senza reddito alcuno e i suoi beni

in __________ sono stati posti sotto sequestro al contrario di quelli in __________,

dal momento che non si sa quando e se le __________ accoglieranno la rogatoria

procedendo al blocco del fondo (blocco che in ogni caso non dovrebbe

comportare, almeno nell’immediato, conseguenze sull’abitabilità dello stabile)

mentre che il conto bancario a suo nome in __________ (di cui non si conosce il

saldo) non è ancora stato posto sotto sequestro penale, rispettivamente

l’accusata non ha (ancora?) accettato di trasferire l’eventuale saldo in __________.

A questo punto __________

potrebbe facilmente, se posta in libertà provvisoria, decidere di disertare

definitivamente la __________, per ritornare in __________ per recuperare e

nascondere i beni ivi esistenti e non più presentarsi per gli incombenti

processuali, in attesa che il procedimento termini a suo favore, magari per

incompletezza delle perizie giudiziarie in caso non dovesse più sottoporsi alle

visite eventualmente ancora necessarie per i periti.

Se le accuse dovessero essere

confermate – ella è confrontata con imputazioni di una certa gravità, per un

indebito profitto presunto di rilievo ed un’attività criminale presunta

reiterata nel tempo – il rischio di una pena non lieve esiste (i reati per i

quali è stata promossa l’accusa prevedono anche la reclusione).

Visto quanto sopra appare perciò

verosimile che l’accusata possa preferire rendersi irreperibile alle autorità

inquirenti, per le ulteriori necessità istruttorie, se posta in libertà

provvisoria.

Tale pericolo appare quindi

concreto e non può essere scongiurato neppure con misure meno incisive, quali

il deposito dei documenti d’identità o con obbligo di firma in Polizia, essendo

evidente che un cittadino straniero può far rientro nel proprio paese d’origine

anche senza documenti d’identità e non potendo ovviare all’accertato pericolo

di fuga il presentarsi (anche giornalmente) alle Autorità di Polizia.

6.

La proporzionalità di una

carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un

lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la

gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro

occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383

e citazioni; art. 102 CPP).

La proporzionalità della

carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della

presenza di concreti indizi di colpevolezza, e delle dimensioni dell’inchiesta,

per ipotesi di reato che perdura da diversi anni, diversi atti istruttori

compiuti, e che può essere considerata praticamente al termine, è sicuramente

data. Gli inquirenti hanno proceduto con celerità e non si sono limitati ad

interrogare gli accusati ma hanno proceduto con la nomina di periti, numerosi

sequestri (domiciliari, bancari, di cartelle mediche, ecc.), l’invio di una

rogatoria, il costante monitoraggio dell’accusata in carcere alla ricerca di

riscontri oggettivi alle dichiarazioni discordanti dei due accusati e

considerato un comportamento processuale non proprio collaborativo (continua

manomissione delle medicazioni).

Pure va ammessa nella sua

eccezione più generale di rapporto tra la durata della carcerazione preventiva

ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di pena per i singoli

reati imputati a __________.

L’accusata è stata arrestata il

30.

giugno 2008 e ad oggi è in detenzione preventiva da quasi un mese e mezzo.

In questo lasso di tempo l’inchiesta è avanzata con sufficiente celerità.

I reati imputati a __________

sono di sicura gravità, a prescindere dal fatto che si tratta di crimini, e in

caso di condanna il rischio di pena è certamente superiore alla detenzione

preventiva sin qui sofferta e a quella presumibilmente da soffrire per terminare

l’inchiesta con gli atti istruttori necessari e summenzionati, in pieno

rispetto del principio della proporzionalità.

7.

In conclusione, constata

l’esistenza di gravi indizi di reato, bisogni dell’istruzione, pericolo di

collusione ed inquinamento delle prove e concreto pericolo di fuga, nonché

rispetto del principio di proporzionalità, della carcerazione sofferta nei

termini suesposti, si può concludere che sufficienti presupposti di legge, come

anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella

situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare

il perdurare della cautelare privazione della sua libertà. Di conseguenza,

l’istanza di libertà provvisoria in discussione deve essere respinta con la

presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 let. f TG e

contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del

Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati i citati articoli di

legge,

decide:

1.

L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

2.

Non si percepiscono né tasse né spese giudiziarie.

3.

Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi

penali entro dieci giorni dall’intimazione.

4.

Intimazione (per raccomandata anticipata via fax):

giudice

Claudia Solcà

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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