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Decisione

INC.2008.51803

Istanza di libertà provvisoria

3 novembre 2008Italiano14 min

Source ti.ch

Fatti

A.

__________ è stato arrestato il

18 ottobre 2008 dalla Polizia cantonale, che stava procedendo ad una

perquisizione presso il locale notturno __________, siccome gravemente

indiziato di infrazione alla LFStup (essendo egli fuggito al sopraggiungere degli

agenti che, durante la perquisizione personale presso il __________, hanno

intravisto del denaro ed una pallina bianca fuoriuscire dall’ano del qui

istante). Il 18 ottobre il sost. PP ha ordinato l’arresto di __________

promovendogli nel contempo l’accusa per titolo di contravvenzione alla LStup

(Inc. GIAR 518.2008.1, doc. 1).

L’accusato è stato tradotto

presso l’__________ per un’ispezione medica alla quale si è opposto, è stato

quindi sottoposto a radiografia per verificare la presenza di corpi estranei

nel retto. Le lastre evidenziavano la presenza di un corpo estraneo nel retto

dell’accusato (cfr. AI 2).

Il giorno stesso questo giudice

ha confermato l’arresto dell’accusato considerata la presenza di gravi e

concreti indizi di colpevolezza e per i bisogni dell’istruzione, pericolo di

collusione con eventuali acquirenti e correi (fornitori), nonché pericolo di

recidiva, e di fuga, con riferimento a quanto menzionato dal magistrato

inquirente a questo proposito nella richiesta di conferma dell’arresto (Inc.

GIAR 518.2008.01, doc. 6).

__________ è accusato di avere

venduto, al di fuori dell’esercizio pubblico __________, palline di cocaina ad

avventori e personale dell’esercizio pubblico.

A verbale di conferma

dell’arresto __________ ha negato ogni addebito.

Dopo una terapia lassativa una

nuova lastra ha evidenziato l’assenza di corpi estranei nel retto

dell’accusato. Non essendo stato trovato nulla nelle sue feci, la Polizia ha quindi proceduto ad una perquisizione della cella del nono piano dell’__________

trovando nascosto, in un anfratto del calorifero, denaro contante per

complessivi CHF 1'300.- sporchi di feci. Nel frattempo le banconote ritrovate

sono state inviate alla Polizia scientifica per i rilievi del DNA (AI 16).

B.

Il 24 ottobre __________, con

l’istanza in discussione (giunta al Ministero pubblico il 27 ottobre 2008),

chiede di essere posto in libertà provvisoria. Egli nega ogni addebito

affermando che dopo avere defecato ben otto volte a seguito dei purganti

somministratigli dai medici, senza che Polizia e sanitari rinvenissero alcunché

nelle sue feci, un’ulteriore radiografia non ha più rilevato la presenza di

corpi estranei nel proprio retto. Egli non si sarebbe poi mai rifiutato di

fornire agli agenti il numero PIN del proprio telefonino e non vi sarebbe alcun

indizio che sia attivo nel commercio di sostanze stupefacenti. La mattina del

18 ottobre 2008 egli sarebbe scappato all’arrivo della Polizia in quanto

impaurito dai cani. Il fatto che egli sia già stato indagato in passato per reato

analogo non può condurre a pensare che vi sarebbe pericolo di recidiva.

Contestato il rispetto del principio di celerità e proporzionalità (Inc. GIAR 518.2008.3,

doc. 2).

C.

Il magistrato inquirente, con

preavviso negativo 29 ottobre 2008 (Inc. GIAR 518.2008.3, doc. 1), ribadisce

che esistono gravi e concreti indizi di colpevolezza evincibili dalla

perquisizione di Polizia, dalla radiografia che evidenziava la presenza di

corpi estranei nel retto dell’accusato, dal ritrovamento della somma di CHF

1'300.- nascosti nella cella dell’__________ insudiciati di feci e dalle

dichiarazioni di __________ cha ha indicato nell’accusato uno dei fornitori di

cocaina del buttafuori __________ dell’esercizio pubblico __________.

Dall’esame del suo cellulare è poi emerso che questi aveva contatti con alcune

persone note come consumatori di cocaina.

Per quanto riguarda i bisogni

istruttori bisognerà mettersi in contatto con i suoi acquirenti al fine di

stabilire l’ampiezza della sua attività di spaccio; l’atteggiamento poco

collaborativo dell’accusato fa ritenere che, se rimesso in libertà, cercherà in

ogni modo di mettersi in contatto con i suoi fornitori e acquirenti per

diminuire le proprie responsabilità, visto il suo atteggiamento con il denaro

nascosto nella camera dell’__________ e la sparizione della pallina di cocaina.

Per quanto riguarda il pericolo

di fuga egli, se rimesso in libertà, potrebbe facilmente rendersi latitante;

per di più egli non soggiornerebbe al centro asilanti e non si conosce il suo

reale luogo di soggiorno.

Rispettato il principio di

proporzionalità.

D.

La difesa dell’istante, con fax

30 ottobre 2008, ribadisce quanto già esposto nell’istanza di libertà

provvisoria. Contesta che l’accusato possa avere defecato denaro essendo egli

sempre stato controllato da agenti di Polizia. Assai dubbio apparirebbe il

ritrovamento del denaro proveniente dall’ano dell’accusato presso il calorifero

della cella e, anche fosse suo, ciò non permetterebbe di fondare validi

sospetti di reato. Neanche le dichiarazioni di __________ sono idonee a fondare

un sospetto sufficiente trattandosi di testimonianza riportata da terzi e di

cui non ha conoscenza diretta. Neppure l’eventuale conoscenza di consumatori di

cocaina può fondare valido sospetto. Infondati sarebbero i timori sul pericolo

di collusione espressi dal magistrato inquirente, le verifiche sui presunti

consumatori possono essere effettuate anche con l’accusato a piede libero.

Contestato il rispetto del

principio di proporzionalità..

Considerandi

1.

L’accusato, detenuto, è

pacificamente legittimato a presentare istanza di libertà provvisoria.

Il preavviso del Procuratore

pubblico, ritenuta ricezione dell’istanza il 27 ottobre 2008, è tempestivo

avendo trasmesso a questo ufficio preavviso negativo il 29 ottobre 2008, nel

termine quindi di 3 giorni.

2.

I principi che reggono la

materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.

L’art. 95 CPP – corrispondente

all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio

1993.

– dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di

regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)

proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a

carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un

crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di

interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni

dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di

inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria – può continuare

ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto

pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si

aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di

interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio

aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 ,

pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela

dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

L’eccezione della cautelare

privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara

base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza

ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei

ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto

implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;

1988.

pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno

approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è

protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione

delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già

la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP

1980.

pag. 128).

(per tutte: sentenza GIAR

21.12.2001

in re G., Inc. 520.2001.5).

3.

Anche qualora non contestata,

l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza deve essere verificata

d’ufficio, pur nei limiti di competenza di questo giudice derivanti dalla sua

funzione che è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il

mantenimento della misura restrittiva della libertà personale e non di valutare

nella sostanza l’esistenza di un reato.

Con verosimiglianza sufficiente,

a questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può comunque concludere

per la presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a carico di __________

e relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti inquisiti, seri e concreti indizi

quali il ritrovamento nella cella dell’__________ di una somma di denaro (CHF

1'300.-) sporca di feci (e la preventiva radiografia attestante la presenza di

un corpo estraneo all’interno del retto dell’istante, scomparso al momento del

ritrovamento del denaro), il ritrovamento nel suo cellulare di utenze

telefoniche in uso a consumatori della piazza (AI 16), le dichiarazioni di __________

che ha affermato di avere acquistato dall’accusato, facente parte del gruppo di

africani che stazionava fuori da __________ per vendere cocaina ad avventori e

dipendenti, tre palline di cocaina (verb PG di __________ del 28.10.2004, p. 6)

– ciò malgrado la difesa, che ha avuto accesso integrale agli atti presso

questo ufficio, abbia inspiegabilmente affermato che tale testimonianza sarebbe

inutilizzabile non avendo la verbalizzata avuto alcun contatto diretto con

l’accusato e riporterebbe fatti riferiti da terzi (sig!) – e il verbale di __________

del 30 ottobre 2008 (inviato lo stesso giorno a questo ufficio) nel quale la

verbalizzata ha affermato di essere cliente dell’accusato (nell’acquisto di

cocaina). A nulla valgono le affermazioni della difesa che nega la proprietà da

parte dell’accusato del denaro rinvenuto nella cella dell’__________: in

effetti si tratta di mere supposizioni non avendo l’accusato negato di essere

il proprietario di tale denaro, bensì essendosi unicamente avvalso della

facoltà di non rispondere al proposito (cfr. verb. PG di __________ del 28 ottobre

2008, p. 1)

4.

a)

In relazione ai bisogni

istruttori, atti a giustificare la misura restrittiva della libertà personale,

occorre ricordare che questi non s'identificano semplicemente con gli atti

istruttori in quanto tali, o con gli accertamenti (ancora) da effettuare, bensì

con il pericolo di collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente)

espone a rischio la corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G.

Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht,

ZH 1997, nos. 697 ss.; RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che

l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "Die

Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen

dingfest gemacht werden konnten oder dass der Angeschuldigte die Aussage

verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre che

l'indagato, se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il

corretto svolgimento e, conseguentemente, l'esito (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).

Gli elementi di concretezza del

pericolo vanno individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova

da assumere e nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo

di prova. Ad esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di

collusione non può essere invocato in modo astratto a giustificazione del

mantenimento della misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato

nei confronti del teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una

possibile convergenza d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della

deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19). Il semplice

atteggiamento di diniego dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal

senso (DTF 90 IV 66; Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS

1999, § 68 no 13).

b)

È, di regola, compito del

magistrato inquirente (anche nel rispetto dell'obbligo di motivazione e della

garanzia del contraddittorio - si veda, inoltre, la nota alla sentenza 25 marzo

1998, in REP 1998 p. 329) - se ne afferma l'esistenza, sostanziare la presenza

di concreti elementi indicanti pericolo di collusione o inquinamento delle

prove (GIAR 23 settembre 2002 in re Y.). Nel caso in esame, il Procuratore

pubblico indica un pericolo di collusione con i correi, (Preavviso, pag. 2 e

3).

c)

A giusta ragione il PP sostiene

che si dovrà procedere all’identificazione ed interrogatorio degli acquirenti e

fornitori dell’accusato (anche a mano della rubrica del suo cellulare) senza

che egli possa mettersi in contatto con loro. Visto il luogo d’attività

dell’accusato (fuori dal locale notturno __________) appare più che opportuno

estendere gli accertamenti anche alle persone attive all’interno dell’esercizio

pubblico. L’identificazione di queste persone e la loro audizione è di sicura

importanza per l'inchiesta, per l'accertamento dei fatti e delle effettive

responsabilità dell’accusato qui istante.

Bisognerà inoltre attendere il

responso delle analisi delle tracce di DNA rinvenute sulle banconote ritrovate

nascoste nella cella dell’__________ dove era detenuto/ricoverato l’accusato

(stante il fatto che __________ si avvale della facoltà di non rispondere a

questo proposito) nonché accertare la provenienza della chiave __________ in

suo possesso (al fine di verificare dove egli realmente risiede e/o detiene la

cocaina e/o il provento della vendita di tale sostanza stupefacente).

L’atteggiamento processuale poco

collaborativo dell’accusato, che ha persino negato di conoscere il numero PIN

del proprio telefono cellulare – che sarebbe sempre acceso e si sarebbe spento

solo perché caduto quella sera – (cfr. verb. PG di __________ del 18 ottobre

2008, p. 1), nonché il fatto che egli mente anche a proposito della sua origine

– egli ha dichiarato, anche a questo giudice in sede di verbale di conferma

dell’arresto, di essere cittadino __________ e di avere vissuto in __________,

ma non parla una parola di __________! – fa temere concretamente che se messo

in libertà provvisoria cercherà di mettersi in contatto con i suoi fornitori

e/o acquirenti al fine di diminuire le reciproche responsabilità, o tenterà di

occultare l’eventuale sostanza stupefacente o il denaro che dovessero essere

occultati nei locali cui si accede con la chiave __________ rinvenuta in suo

possesso (e che non apre nessun locale del centro asilanti dove dovrebbe

risiedere l’accusato).

È pertanto necessario, oltre che

opportuno nell’interesse dell’accusato stesso, che i previsti interrogatori e

confronti con suoi fornitori e acquirenti avvengano senza che si possa avere il

dubbio di contatti e reciproci atti d’influenza.

5.

Stabilita l'esistenza di un

pericolo di collusione e di inquinamento delle prove, ci si può esimere

dall'esaminare se sussistono anche elementi concreti circa il pericolo di fuga

o di recidiva.

6.

La proporzionalità di una

carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un

lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la

gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro

occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383

e citazioni; art. 102 CPP).

La proporzionalità della

carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della

presenza di concreti indizi di colpevolezza, e degli atti istruttori compiuti e

ancora da compiere, avuto riguardo al comportamento istruttorio dell’accusato,

è sicuramente data.

Pure va ammessa nella sua

eccezione più generale di rapporto tra la durata della carcerazione preventiva

ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di pena per i singoli

reati imputati a __________, in particolare per l’imputazione di infrazione

alla LStup.

L’accusato è stato arrestato il

18.

ottobre 2008 e ad oggi è in detenzione preventiva da due settimane. In

questo lasso di tempo l’inchiesta appare procedere con sufficiente celerità

(specialmente per quanto riguarda i passi istruttori previsti e menzionati dal

magistrato inquirente nel preavviso negativo).

Il reato imputato a __________ è

di sicura gravità (non si può dimenticare che si tratta di reato che mette in

pericolo la salute pubblica) e in caso di condanna il rischio di pena è

certamente superiore alla detenzione preventiva sofferta e a quella

presumibilmente da soffrire per esperire gli atti istruttori necessari alla

completazione dell’inchiesta, in pieno rispetto del principio della

proporzionalità.

7.

In conclusione sufficienti

presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla

giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di __________

a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua

libertà. Di conseguenza, l’istanza di libertà provvisoria in discussione deve

essere respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie

(art. 39 let. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera

dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati i citati articoli di

legge,

decide:

1.

L’istanza di libertà provvisoria presentata da __________ è respinta.

2.

Non si percepiscono né tasse né spese giudiziarie.

3.

Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi

penali entro dieci giorni dall’intimazione.

4.

Intimazione:

giudice

Claudia Solcà

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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