INC.2008.51803
Istanza di libertà provvisoria
3 novembre 2008Italiano14 min
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Numero d'incarto:
INC.2008.51803
Data decisione, Autorità:
03.11.2008, GIAR
Titolo:
Istanza di libertà provvisoria
BISOGNI DELL'ISTRUZIONE
PERICOLO DI COLLUSIONE
art. 108 CPP-TI
Incarto n.
INC.2008.518.3
Lugano
3 novembre 2008
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Giudice
dell'istruzione e dell'arresto
Claudia Solcà
sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
presentata il 24/27 ottobre 2008 da
__________
e qui trasmessa con preavviso negativo del 29 ottobre 2008
dal
Sostituto Procuratore pubblico Clarissa Torricelli, Lugano,
visto lo scritto della difesa
dell’accusato 30 ottobre 2008;
visto l’incarto MP __________;
ritenuto
Fatti
A.
__________ è stato arrestato il
18 ottobre 2008 dalla Polizia cantonale, che stava procedendo ad una
perquisizione presso il locale notturno __________, siccome gravemente
indiziato di infrazione alla LFStup (essendo egli fuggito al sopraggiungere degli
agenti che, durante la perquisizione personale presso il __________, hanno
intravisto del denaro ed una pallina bianca fuoriuscire dall’ano del qui
istante). Il 18 ottobre il sost. PP ha ordinato l’arresto di __________
promovendogli nel contempo l’accusa per titolo di contravvenzione alla LStup
(Inc. GIAR 518.2008.1, doc. 1).
L’accusato è stato tradotto
presso l’__________ per un’ispezione medica alla quale si è opposto, è stato
quindi sottoposto a radiografia per verificare la presenza di corpi estranei
nel retto. Le lastre evidenziavano la presenza di un corpo estraneo nel retto
dell’accusato (cfr. AI 2).
Il giorno stesso questo giudice
ha confermato l’arresto dell’accusato considerata la presenza di gravi e
concreti indizi di colpevolezza e per i bisogni dell’istruzione, pericolo di
collusione con eventuali acquirenti e correi (fornitori), nonché pericolo di
recidiva, e di fuga, con riferimento a quanto menzionato dal magistrato
inquirente a questo proposito nella richiesta di conferma dell’arresto (Inc.
GIAR 518.2008.01, doc. 6).
__________ è accusato di avere
venduto, al di fuori dell’esercizio pubblico __________, palline di cocaina ad
avventori e personale dell’esercizio pubblico.
A verbale di conferma
dell’arresto __________ ha negato ogni addebito.
Dopo una terapia lassativa una
nuova lastra ha evidenziato l’assenza di corpi estranei nel retto
dell’accusato. Non essendo stato trovato nulla nelle sue feci, la Polizia ha quindi proceduto ad una perquisizione della cella del nono piano dell’__________
trovando nascosto, in un anfratto del calorifero, denaro contante per
complessivi CHF 1'300.- sporchi di feci. Nel frattempo le banconote ritrovate
sono state inviate alla Polizia scientifica per i rilievi del DNA (AI 16).
B.
Il 24 ottobre __________, con
l’istanza in discussione (giunta al Ministero pubblico il 27 ottobre 2008),
chiede di essere posto in libertà provvisoria. Egli nega ogni addebito
affermando che dopo avere defecato ben otto volte a seguito dei purganti
somministratigli dai medici, senza che Polizia e sanitari rinvenissero alcunché
nelle sue feci, un’ulteriore radiografia non ha più rilevato la presenza di
corpi estranei nel proprio retto. Egli non si sarebbe poi mai rifiutato di
fornire agli agenti il numero PIN del proprio telefonino e non vi sarebbe alcun
indizio che sia attivo nel commercio di sostanze stupefacenti. La mattina del
18 ottobre 2008 egli sarebbe scappato all’arrivo della Polizia in quanto
impaurito dai cani. Il fatto che egli sia già stato indagato in passato per reato
analogo non può condurre a pensare che vi sarebbe pericolo di recidiva.
Contestato il rispetto del principio di celerità e proporzionalità (Inc. GIAR 518.2008.3,
doc. 2).
C.
Il magistrato inquirente, con
preavviso negativo 29 ottobre 2008 (Inc. GIAR 518.2008.3, doc. 1), ribadisce
che esistono gravi e concreti indizi di colpevolezza evincibili dalla
perquisizione di Polizia, dalla radiografia che evidenziava la presenza di
corpi estranei nel retto dell’accusato, dal ritrovamento della somma di CHF
1'300.- nascosti nella cella dell’__________ insudiciati di feci e dalle
dichiarazioni di __________ cha ha indicato nell’accusato uno dei fornitori di
cocaina del buttafuori __________ dell’esercizio pubblico __________.
Dall’esame del suo cellulare è poi emerso che questi aveva contatti con alcune
persone note come consumatori di cocaina.
Per quanto riguarda i bisogni
istruttori bisognerà mettersi in contatto con i suoi acquirenti al fine di
stabilire l’ampiezza della sua attività di spaccio; l’atteggiamento poco
collaborativo dell’accusato fa ritenere che, se rimesso in libertà, cercherà in
ogni modo di mettersi in contatto con i suoi fornitori e acquirenti per
diminuire le proprie responsabilità, visto il suo atteggiamento con il denaro
nascosto nella camera dell’__________ e la sparizione della pallina di cocaina.
Per quanto riguarda il pericolo
di fuga egli, se rimesso in libertà, potrebbe facilmente rendersi latitante;
per di più egli non soggiornerebbe al centro asilanti e non si conosce il suo
reale luogo di soggiorno.
Rispettato il principio di
proporzionalità.
D.
La difesa dell’istante, con fax
30 ottobre 2008, ribadisce quanto già esposto nell’istanza di libertà
provvisoria. Contesta che l’accusato possa avere defecato denaro essendo egli
sempre stato controllato da agenti di Polizia. Assai dubbio apparirebbe il
ritrovamento del denaro proveniente dall’ano dell’accusato presso il calorifero
della cella e, anche fosse suo, ciò non permetterebbe di fondare validi
sospetti di reato. Neanche le dichiarazioni di __________ sono idonee a fondare
un sospetto sufficiente trattandosi di testimonianza riportata da terzi e di
cui non ha conoscenza diretta. Neppure l’eventuale conoscenza di consumatori di
cocaina può fondare valido sospetto. Infondati sarebbero i timori sul pericolo
di collusione espressi dal magistrato inquirente, le verifiche sui presunti
consumatori possono essere effettuate anche con l’accusato a piede libero.
Contestato il rispetto del
principio di proporzionalità..
Considerandi
1.
L’accusato, detenuto, è
pacificamente legittimato a presentare istanza di libertà provvisoria.
Il preavviso del Procuratore
pubblico, ritenuta ricezione dell’istanza il 27 ottobre 2008, è tempestivo
avendo trasmesso a questo ufficio preavviso negativo il 29 ottobre 2008, nel
termine quindi di 3 giorni.
2.
I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.
L’art. 95 CPP – corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993.
– dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni
dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di
inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria – può continuare
ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 ,
pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela
dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L’eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988.
pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP
1980.
pag. 128).
(per tutte: sentenza GIAR
21.12.2001
in re G., Inc. 520.2001.5).
3.
Anche qualora non contestata,
l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza deve essere verificata
d’ufficio, pur nei limiti di competenza di questo giudice derivanti dalla sua
funzione che è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il
mantenimento della misura restrittiva della libertà personale e non di valutare
nella sostanza l’esistenza di un reato.
Con verosimiglianza sufficiente,
a questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può comunque concludere
per la presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a carico di __________
e relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti inquisiti, seri e concreti indizi
quali il ritrovamento nella cella dell’__________ di una somma di denaro (CHF
1'300.-) sporca di feci (e la preventiva radiografia attestante la presenza di
un corpo estraneo all’interno del retto dell’istante, scomparso al momento del
ritrovamento del denaro), il ritrovamento nel suo cellulare di utenze
telefoniche in uso a consumatori della piazza (AI 16), le dichiarazioni di __________
che ha affermato di avere acquistato dall’accusato, facente parte del gruppo di
africani che stazionava fuori da __________ per vendere cocaina ad avventori e
dipendenti, tre palline di cocaina (verb PG di __________ del 28.10.2004, p. 6)
– ciò malgrado la difesa, che ha avuto accesso integrale agli atti presso
questo ufficio, abbia inspiegabilmente affermato che tale testimonianza sarebbe
inutilizzabile non avendo la verbalizzata avuto alcun contatto diretto con
l’accusato e riporterebbe fatti riferiti da terzi (sig!) – e il verbale di __________
del 30 ottobre 2008 (inviato lo stesso giorno a questo ufficio) nel quale la
verbalizzata ha affermato di essere cliente dell’accusato (nell’acquisto di
cocaina). A nulla valgono le affermazioni della difesa che nega la proprietà da
parte dell’accusato del denaro rinvenuto nella cella dell’__________: in
effetti si tratta di mere supposizioni non avendo l’accusato negato di essere
il proprietario di tale denaro, bensì essendosi unicamente avvalso della
facoltà di non rispondere al proposito (cfr. verb. PG di __________ del 28 ottobre
2008, p. 1)
4.
a)
In relazione ai bisogni
istruttori, atti a giustificare la misura restrittiva della libertà personale,
occorre ricordare che questi non s'identificano semplicemente con gli atti
istruttori in quanto tali, o con gli accertamenti (ancora) da effettuare, bensì
con il pericolo di collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente)
espone a rischio la corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G.
Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht,
ZH 1997, nos. 697 ss.; RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che
l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "Die
Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen
dingfest gemacht werden konnten oder dass der Angeschuldigte die Aussage
verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre che
l'indagato, se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il
corretto svolgimento e, conseguentemente, l'esito (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).
Gli elementi di concretezza del
pericolo vanno individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova
da assumere e nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo
di prova. Ad esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di
collusione non può essere invocato in modo astratto a giustificazione del
mantenimento della misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato
nei confronti del teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una
possibile convergenza d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della
deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19). Il semplice
atteggiamento di diniego dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal
senso (DTF 90 IV 66; Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS
1999, § 68 no 13).
b)
È, di regola, compito del
magistrato inquirente (anche nel rispetto dell'obbligo di motivazione e della
garanzia del contraddittorio - si veda, inoltre, la nota alla sentenza 25 marzo
1998, in REP 1998 p. 329) - se ne afferma l'esistenza, sostanziare la presenza
di concreti elementi indicanti pericolo di collusione o inquinamento delle
prove (GIAR 23 settembre 2002 in re Y.). Nel caso in esame, il Procuratore
pubblico indica un pericolo di collusione con i correi, (Preavviso, pag. 2 e
3).
c)
A giusta ragione il PP sostiene
che si dovrà procedere all’identificazione ed interrogatorio degli acquirenti e
fornitori dell’accusato (anche a mano della rubrica del suo cellulare) senza
che egli possa mettersi in contatto con loro. Visto il luogo d’attività
dell’accusato (fuori dal locale notturno __________) appare più che opportuno
estendere gli accertamenti anche alle persone attive all’interno dell’esercizio
pubblico. L’identificazione di queste persone e la loro audizione è di sicura
importanza per l'inchiesta, per l'accertamento dei fatti e delle effettive
responsabilità dell’accusato qui istante.
Bisognerà inoltre attendere il
responso delle analisi delle tracce di DNA rinvenute sulle banconote ritrovate
nascoste nella cella dell’__________ dove era detenuto/ricoverato l’accusato
(stante il fatto che __________ si avvale della facoltà di non rispondere a
questo proposito) nonché accertare la provenienza della chiave __________ in
suo possesso (al fine di verificare dove egli realmente risiede e/o detiene la
cocaina e/o il provento della vendita di tale sostanza stupefacente).
L’atteggiamento processuale poco
collaborativo dell’accusato, che ha persino negato di conoscere il numero PIN
del proprio telefono cellulare – che sarebbe sempre acceso e si sarebbe spento
solo perché caduto quella sera – (cfr. verb. PG di __________ del 18 ottobre
2008, p. 1), nonché il fatto che egli mente anche a proposito della sua origine
– egli ha dichiarato, anche a questo giudice in sede di verbale di conferma
dell’arresto, di essere cittadino __________ e di avere vissuto in __________,
ma non parla una parola di __________! – fa temere concretamente che se messo
in libertà provvisoria cercherà di mettersi in contatto con i suoi fornitori
e/o acquirenti al fine di diminuire le reciproche responsabilità, o tenterà di
occultare l’eventuale sostanza stupefacente o il denaro che dovessero essere
occultati nei locali cui si accede con la chiave __________ rinvenuta in suo
possesso (e che non apre nessun locale del centro asilanti dove dovrebbe
risiedere l’accusato).
È pertanto necessario, oltre che
opportuno nell’interesse dell’accusato stesso, che i previsti interrogatori e
confronti con suoi fornitori e acquirenti avvengano senza che si possa avere il
dubbio di contatti e reciproci atti d’influenza.
5.
Stabilita l'esistenza di un
pericolo di collusione e di inquinamento delle prove, ci si può esimere
dall'esaminare se sussistono anche elementi concreti circa il pericolo di fuga
o di recidiva.
6.
La proporzionalità di una
carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un
lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la
gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro
occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383
e citazioni; art. 102 CPP).
La proporzionalità della
carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della
presenza di concreti indizi di colpevolezza, e degli atti istruttori compiuti e
ancora da compiere, avuto riguardo al comportamento istruttorio dell’accusato,
è sicuramente data.
Pure va ammessa nella sua
eccezione più generale di rapporto tra la durata della carcerazione preventiva
ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di pena per i singoli
reati imputati a __________, in particolare per l’imputazione di infrazione
alla LStup.
L’accusato è stato arrestato il
18.
ottobre 2008 e ad oggi è in detenzione preventiva da due settimane. In
questo lasso di tempo l’inchiesta appare procedere con sufficiente celerità
(specialmente per quanto riguarda i passi istruttori previsti e menzionati dal
magistrato inquirente nel preavviso negativo).
Il reato imputato a __________ è
di sicura gravità (non si può dimenticare che si tratta di reato che mette in
pericolo la salute pubblica) e in caso di condanna il rischio di pena è
certamente superiore alla detenzione preventiva sofferta e a quella
presumibilmente da soffrire per esperire gli atti istruttori necessari alla
completazione dell’inchiesta, in pieno rispetto del principio della
proporzionalità.
7.
In conclusione sufficienti
presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla
giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di __________
a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua
libertà. Di conseguenza, l’istanza di libertà provvisoria in discussione deve
essere respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie
(art. 39 let. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera
dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamati i citati articoli di
legge,
decide:
1.
L’istanza di libertà provvisoria presentata da __________ è respinta.
2.
Non si percepiscono né tasse né spese giudiziarie.
3.
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.
4.
Intimazione:
giudice
Claudia Solcà
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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