INC.2009.26503
Libertà provvisoria
29 ottobre 2009Italiano22 min
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AIUTO
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Numero d'incarto:
INC.2009.26503
Data decisione, Autorità:
29.10.2009, GIAR
Titolo:
Libertà provvisoria
PERICOLO DI COLLUSIONE
PERICOLO DI RECIDIVA
art. 95 CPP-TI
art. 108 CPP-TI
Incarto n.
INC.2009.26503
Lugano
29 ottobre 2009
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Giudice
dell'istruzione e dell'arresto
Edy
Meli
sedente
per statuire sull’istanza di libertà provvisoria presentata il 21/22 ottobre
2009 da
__________, attualmente in detenzione preventiva
c/o
__________
(patrocinato
dall’Avv. __________, __________)
e
qui trasmessa con preavviso negativo del 26/27 ottobre 2009 da
Procuratore pubblico
Antonio Perugini, Ministero
pubblico
viste le osservazioni della difesa (28 ottobre 2009);
visto l’incarto MP __________;
ritenuto e considerato
in fatto ed in diritto
1.
__________ è stato arrestato il 27 maggio 2009 e nei
suoi confronti è stata promossa l’accusa per titolo di infrazione aggravata
alla LF sui prodotti stupefacenti. L’arresto è stato confermato da questo
giudice il 28 maggio 2009, ritenuta la presenza di gravi indizi di reato,
pericolo di collusione/inquinamento delle prove e pericolo di recidiva (doc. 2,
1 e 3, inc. GIAR 265.2009.1).
2.
In buona sostanza, le accuse mosse a __________
concernono, da un lato l’acquisto, a __________ nel novembre 2008, di ca. 300
gr. di cocaina destinata alla vendita al dettaglio in ________ (e l’eventuale
vendita effettiva), dall’altro l’organizzazione e il finanziamento di alcuni
viaggi (almeno quattro, tra il novembre 2008 ed il maggio 2009) in __________
finalizzati all’acquisto di 1 o 2 kg di cocaina (ogni viaggio), da trasportare in __________
per lo smercio. L’accusato si sarebbe avvalso della collaborazione di terzi per
contatti, viaggi e spedizioni di denaro.
Fatti
I viaggi non sarebbero andati a buon fine nella misura
in cui, in alcuni casi sono insorte difficoltà al momento dell’acquisto/presa
in consegna della merce, in altri il trasportatore è stato arrestato all’inizio
o durante la fase del rientro in __________. In particolare, il 24 maggio 2009,
__________ (fratello dell’accusato) e __________, sono stati arrestati a __________
mentre rientravano dal __________ con ca. 2 Kg. di cocaina (cfr. doc. 2,
inc. GIAR 265.2009.1, in particolare l’allegato 1).
3.
L’inchiesta coinvolge numerose persone (alcune delle
quali attualmente detenute all’estero: oltre a quanto già indicato al
considerando n. 2, risulta che tale __________ è stato arrestato in __________
nel mese di marzo 2009 - cfr. allegato ad AI 3.13 - mentre si apprestava a
rientrare in __________ con 1,059 kg di cocaina), che sembrano ruotare attorno alla figura
di __________.
Dall’elenco atti dell’incarto MP __________ si
constata che l’inchiesta si è sviluppata mediante la raccolta di documentazione
(da CT, da agenzie di viaggio, da agenzie di spedizione di denaro), la
verbalizzazione degli accusati in __________ e di alcuni testi. Inoltre, le
persone arrestate in __________ (in quanto trovate in possesso di cocaina al
rientro dal __________) sono oggetto di una procedura d’estradizione e le
autorità francesi hanno chiesto a quelle svizzere di assumere il procedimento
(cfr. AI separazione 8).
4.
Con l’istanza qui in discussione (doc. 1, inc. GIAR
265.2009.3) __________ chiede di essere posto in libertà provvisoria, con
deposito del passaporto quale misura sostitutiva.
Circa i fatti imputati, afferma che la sostanza
acquistata a __________ (200 g a suo dire) non è praticamente stata messa in
circolazione (per cattiva qualità della stessa) e che i quattro viaggi in __________
si sono rivelati un fallimento: lo stupefacente non è mai arrivato in __________
e il tutto si é concluso con rilevanti perdite finanziarie da parte sua.
Inoltre, aggiunge che lo scopo dei viaggi da lui organizzati (rispettivamente
effettuati) era, ogni volta, quello di acquistare unicamente 1 kg di cocaina e ciò varrebbe
anche per quello effettuato dal fratello fermato a __________ con 2,5 kg di merce.
Dalle circostanze indicate desume che le imputazioni a
suo carico (per i viaggi in __________, in particolare) debbono essere
qualificate come tentativo, che l’ipotesi aggravata non regge e che per il
viaggio interrotto a __________ non sarebbe neppure data la competenza svizzera.
Nel contempo, sempre a suo dire, avendo ammesso le
proprie responsabilità, non vi sono più necessità istruttorie atte a
giustificare la carcerazione preventiva e l’inchiesta è da concludere, non
potendosi attendere i tempi lunghi dell’estradizione del fratello.
Da ultimo, dopo aver richiamato il principio secondo
cui la gravità della pena (presumibile) da sola non basta a giustificare la
carcerazione preventiva, l’accusato istante ritiene che nel suo caso (reato
tentato e non consumato) la pena dovrebbe essere inferiore ai 29 mesi e
sostiene necessità di riprendere la sua attività lavorativa (gestione di un bar
a __________, attualmente assicurata con difficoltà da parenti).
Lamenta anche il fatto che non gli siano stati messi a
disposizione alcuni verbali.
5.
Nel preavviso negativo (doc. 2, inc. GIAR 265.2009.3),
il magistrato inquirente afferma che l’inchiesta, seppur in fase avanzata, non
è conclusa e che nei confronti di __________ sono ancora presenti pericolo di
collusione e di recidiva.
In proposito, indica (con riferimento a specifici atti
d’inchiesta) come la versione resa dall’accusato (solo 1 kg per viaggio di sua
pertinenza, il resto rimanendo di pertinenza dei fornitori _____, trasportato a
credito per loro conto e di destinazione finale ignota) contrasti sia con
logica (e anche il solo buon senso), sia con le somme investite globalmente
nelle operazioni (oltre FRS 70'000.-). Solo l’audizione dei corrieri/correi in
estradizione dalla __________ permetterà, secondo il magistrato inquirente,
miglior chiarimento dei fatti e delle sue (dell’accusato) effettive
responsabilità. Quanto alle tesi giuridiche avanzate dall’istante (reato solo
tentato), il magistrato inquirente si limita a ritenerle suggestive e si
rimette al giudizio del GIAR.
Aggiunge che il pericolo di collusione è da porre in
relazione alle persone oggetto della domanda di estradizione (che dovranno
essere sentite) e concretizzato da pregressi tentativi di contatto messi in
opera da __________ sia con i correi detenuti alla __________, sia con uno di
quelli detenuti in __________ (anche qui con specifici rinvii agli atti).
Quanto al pericolo di recidiva, il Procuratore lo
individua sia nei tentativi di collusione messi in atto, sia nella
bagatellizzazione operata dall’accusato (in sede di Istanza) circa il suo
agire, come pure nelle dichiarazioni dell’accusato stesso nell’ultimo verbale
(AI 3.13).
In conclusione del preavviso negativo, il magistrato
inquirente afferma che l’inchiesta è stata condotta nel rispetto del principio
di celerità e che la carcerazione preventiva cui è astretto __________ è ancora
rispettosa del principio di proporzionalità.
6.
Con osservazioni del 28 ottobre 2009 (doc. , inc. GIAR
265.2009.3), la difesa ripropone i fatti oggetto d’inchiesta (già indicati
nell’istanza), afferma che l’estradizione dei due correi detenuti in __________
è tutt’altro che scontata (per l’asserita competenza francese) e che la
conclusione dell’inchiesta non può dipendere da tale attesa.
Contesta, inoltre, che si possa parlare di FRS
70'000.- destinati a finanziare l’acquisto di cocaina vista la necessità di far
fronte ad altre spese. Ribadisce che l’intenzione d’acquisto è limitata ad 1 kg per viaggio e che lo
stupefacente non è mai entrato in circolazione.
Per quanto concerne il pericolo di collusione, afferma
che gli altri coimputati sono stati rilasciati (quindi potrebbero colludere tra
loro), che i contatti con i detenuti in __________ non sono possibili e
l’accusato non ha mai preso iniziative in tal senso. In merito al pericolo di
recidiva precisa che non è intenzione dell’accusato proseguire o riprendere “il
traffico di droga”, attività che gli ha causato pesanti perdite
finanziarie.
Conclude riconoscendo celere conduzione dell’inchiesta
e ribadendo di non aver avuto accesso ad atti specificamente richiesti.
7.
Delle altre indicazioni, considerazioni o
argomentazioni delle parti si dirà, se necessario, nei considerandi che
seguono.
8.
La persona accusata e detenuta è certamente
legittimata a presentare istanza di libertà provvisoria.
Il preavviso del Procuratore pubblico, ricevuto da
questo ufficio il 27 ottobre 2009 (con consegna alla posta il 26 ottobre 2009),
è rispettoso del termine di cui all'art. 108 cpv. 2 CPP (ritenuta la ricezione
dell’istanza il 22 ottobre 2009 e la presenza di due giorni festivi: art. 20
CPP), quindi tempestivo e ricevibile in ordine.
9.
I principi che reggono la materia, sebbene noti al
difensore ed al magistrato inquirente, possono essere così riassunti:
"L'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere
preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid.
4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei
motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105).
L'eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in
re G., inc. 520.2001.5)
10.
Preliminarmente, e sulla questione del mancato accesso
ad alcuni atti (in prevalenza verbali) lamentato dalla difesa, si rileva che le
richieste indirizzate al magistrato inquirente sono effettivamente agli atti
(AI 9.6, 9.16, 9.34 e 9.57) e, apparentemente, rimaste senza risposta (se si
eccettua quella di cui all’AI 9.25). Nel contempo, non risultano, a questo
giudice, reclami contro tale pretesa omissione (in essere da perlomeno fine
luglio/inizio agosto 2009).
Inoltre, si deve anche constatare che neppure a questo
ufficio (a seguito dell'istanza di libertà provvisoria e ai fini della
formulazione di osservazioni) è stato chiesto di poter visionare l’incarto che
accompagna il preavviso negativo (DTF 9 luglio 2004, 1S 1/2004).
Ne consegue che la questione non può essere oggetto
specifico del presente reclamo (cfr. per analogia DTF 14 gennaio 2005,
1S.15/2004).
11.
a)
L'esistenza di gravi indizi di colpevolezza deve
essere verificata d’ufficio (anche in assenza di contestazioni da parte
dell’accusato), pur nei limiti di competenza di questo giudice che è quella di
esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura
restrittiva della libertà personale, e non di valutare nella sostanza
l’esistenza di un reato, con conseguente inopportunità di considerazioni di
merito premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio (GIAR 15
marzo 2007, 28.2007.3; si veda, nello stesso senso, CRP 17.11.2005,
60.2005.357).
b)
Nel caso in esame, non occorrono grandi disquisizioni
per accertare l’esistenza, in capo a __________, di sufficienti indizi per le
ipotesi di reato oggetto di promozione dell’accusa. Gli stessi emergono dalle
dichiarazioni dell’accusato davanti al Procuratore pubblico (AI 3.5 e 3.13),
così come da quelle di correi/complici (AI 3.3, 3.9, 3.10, 3.11, 3.12). Tali
dichiarazioni trovano riscontri (per l’essenziale) nei sequestri effettuati in __________
nei confronti di __________ (__________) __________ (cfr. Allegato al verbale __________
AI 3.13) ed a __________ nei confronti di __________ e __________ __________
(All. 1 al Rapporto d’arresto, doc. 2, inc. GIAR 265.2009.1), nonché nella
documentazione raccolta in relazione ai viaggi effettuati all'estero (AI
separazione 6) ed ai trasferimenti di denaro in __________ (AI separazione 7).
c)
Tali indizi concernono sia l’imputazione di acquisto
di cocaina a __________ (il quantitativo sembra essere stato stabilito in gr.
200: AI 3.13 pag. 2) sia quella relativa ai viaggi in __________ aventi quale
finalità l’acquisto, il trasporto e l’importazione di cocaina in __________.
Quanto ai quantitativi, di volta in volta oggetto delle intenzioni di acquisto
dell’accusato (indicate in 1 kg), basterà rilevare che se quanto sequestrato al
nominato __________ corrisponde a poco più di 1 Kg, quanto sequestrato a __________
e __________ corrisponde ad almeno 2 kg (cfr. AI citati sopra e AI 8.8). Inoltre, il correo __________
(autore di uno dei viaggi) parla di un “mandato” per kg 1,5 (AI 3.2 pag. 2).
d)
Pacifico che anche nel caso in cui fosse accertato che
i quantitativi oggetto delle operazioni poste in essere dal qui accusato non
superassero il chilogrammo per viaggio, l’ipotesi di infrazione aggravata alla
LFStup regge: trattandosi di messa in pericolo astratta, l’effettiva messa in
circolazione non è determinante per la consumazione del reato (DTF 118 IV 205).
L’art. 19 LFStup conferisce carattere autonomo (per così dire), che può essere
integralmente consumato, ad ogni operazione prevista dai singoli capoversi
della norma, compresi gli atti preparatori (art. 19 cifra 1 cpv. 6).
Quanto alla competenza svizzera si rinvia agli artt. 6
e 8 CP, 24 LFStup, nonché agli AI 8.8 e 8.9, dai quali si evince che le
autorità francesi hanno chiesto alle autorità svizzere di assumere il
procedimento contro le due persone arrestate in __________ e il Ministero pubblico
ha dichiarato di accettare tale competenza.
12.
a)
Il magistrato inquirente afferma l'esistenza (e
persistenza) del pericolo di collusione, in particolare nei confronti delle
persone attualmente detenute in __________ e oggetto di una domanda di
estradizione (e di assunzione del relativo procedimento), la cui audizione è
indicata come estremamente importante per la definizione dell’esatto ruolo e
responsabilità di __________.
b)
Come già ripetutamente detto (per tutte GIAR
10.7.2006, 222.2006.2), i bisogni
istruttori atti a giustificare la misura restrittiva della libertà personale si
identificano con il pericolo di collusione o d'inquinamento delle prove che
(eventualmente) espone a rischio la corretta raccolta (o conservazione) delle
prove (G. Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid,
Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.; RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il
fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo (N.
Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se posto in libertà, possa
pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e, conseguentemente,
l'esito (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).
Gli
elementi di concretezza del pericolo vanno individuati, di volta in volta,
quantomeno nella specifica prova da assumere e nel rapporto (oggettivo e
soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad esempio, trattandosi di
audizione testimoniale, il pericolo di collusione non può essere invocato in
modo astratto a giustificazione del mantenimento della misura cautelare,
occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del teste) sia possibile,
rispettivamente che vi sia una possibile convergenza d'interessi (tra i due) in
relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257; ZR 72
no. 77 p. 19).
c)
Nel caso in esame, la posizione assunta da __________,
così come riassunta nell’istanza di libertà provvisoria, che limita i
quantitativi oggetto di ogni singolo viaggio ad un chilogrammo, contrasta con
altre emergenze istruttorie (cfr. cons. 11.c. della presente) che
indicherebbero quantitativi maggiori. Nel contempo, dalle sue stesse
dichiarazioni si evince che egli assegnerebbe un ruolo fondamentale nella
vicenda a __________, sia per la concretizzazione dei viaggi, sia per i
contatti in __________ e, conseguentemente, per le relative decisioni circa gli
importi effettivamente ordinati e/o presi in consegna (cfr. AI 3.5, in
particolare pp. 1 e 2, 5).
È pertanto indubbio che le audizioni del fratello __________
e di __________, arrestati a __________ con 2 kg di cocaina, siano rilevanti
per il chiarimento della fattispecie e delle rispettive eventuali
responsabilità, così come per il chiarimento dell’ipotesi secondo cui i
trasporti contemplavano anche merce di pertinenza dei soli _____. Altrettanto
indubbio l’interesse a che l’inchiesta e il procedimento siano riuniti e
gestiti dalla stessa autorità (DTF 116 Ia 305).
d)
Nel contempo, va pure constatato che, da un lato le dichiarazioni
di __________ appaiano comunque volte a limitare le sue responsabilità (si
veda, ad esempio, il contrasto con __________ circa i quantitativi,
rispettivamente la modifica della versione circa il destino dei 200 grammi acquistati a __________
dopo la prospettazione delle dichiarazioni di terzi, acquirenti, in proposito:
cfr. AI 3.5 pag. 5 e AI 3.13 pag. 4), dall’altro i tentativi di contatto
(diretto o tramite terzi) con codetenuti al carcere giudiziario, ma anche con
lo stesso __________ in __________, emergono dall’incarto (cfr. AI 3.8 pag. 4, AI
9.6 e in particolare il Rapporto di segnalazione di cui all’AI 2.14 che da atto
di un tentativo in tal senso cui la madre di __________ non ha dato seguito,
preferendo segnalarlo agli inquirenti). Va precisato, per miglior comprensione
e completezza di quanto appena detto, che in __________ i due detenuti (quindi
sia __________ che il fratello dell’accusato) parrebbero già fruire dei
colloqui liberi perlomeno con i famigliari (come hanno segnalato gli stessi
genitori dell’accusato : AI 9.42).
e)
In considerazione di tutto quanto sopra esposto e dei
rapporti di parentela con l’uno e della possibile convergenza di interessi con
l’uno e l’altro dei correi detenuti in __________ (foss’anche solo per i viaggi
precedenti a quello conclusosi con arresto e sequestro), il pericolo di
collusione deve essere ritenuto ancora presente, concreto e relativo ad
accertamenti (volti a determinare se i quantitativi oggetto dei viaggi fossero
nell’ordine dei 4 kg o nell’ordine dei 6/7 kg, nonché se l’effettivo ruolo
dell’accusato fosse “solo” quello di finanziatore come egli pretende
nell’istanza) non di poca importanza o marginali.
13.
a)
Stabilita l’esistenza di una delle condizioni
alternative che, in uno con la presenza di gravi indizi di reato, possono
giustificare l’arresto, ci si potrebbe astenere dall’analizzare se sia presente
anche la seconda indicata dall’inquirente, cioè il pericolo di recidiva.
Nel caso in esame, tuttavia, appare opportuno
esprimersi in merito, perlomeno a titolo abbondanziale.
b)
Il pericolo di recidiva consiste nel rischio che
l'accusato in libertà commetta ulteriori reati o continui la commissione di
quelli per cui è stato arrestato; come per gli altri motivi di arresto, anche
il pericolo di recidiva deve essere concreto e risultare dall'insieme delle
circostanze (DTF 105 Ia 26). Trattasi di nozione comunque relativamente estesa:
l'assenza di precedenti specifici non basta, da sola, ad escluderlo, così come
non basta, sempre da solo, a fondarlo il fatto che prima dell'arresto siano
stati commessi più reati (DTF 12 agosto 1981 in re C.; DTF 123 I 268; SJ
1981, pag. 380 a 382; BJP 1989 n. 671; CRP 17 novembre 2005 in re M., 60.2005.357; G. Piquerez, Procédure pénale suisse, n. 2358;
N. Schmid, Strafprozessrecht, 4. Auflage, n. 701b; Rusca/Salmina/Verda,
Commentario CPP, pag. 327 ss.; CPP Vaudoise annotato, Losanna 2004, nota 2.2.5
ad art. 59). Neppure la gravità del reato (se si preferisce la gravità dei fatti oggetto d’accusa e di cui si teme
reiterazione), condizione la
cui assenza è comunque determinante (G. Piquerez , op. cit., n. 2358, nota 84),
da sola non basta (sentenza CRP citata, cons. 8 e riferimenti) ma deve essere
debitamente considerata (DTF 21.1.2005,
1P.750/2004; DTF 25.4.2006,1P.198/2006; CRP 16.5.2006, 60.2006.154).
Occorre che l'insieme delle circostanze
(precedenti, comportamento in istruttoria, personalità, modalità di
commissione, condizioni socio-famigliari, eventuale carattere deterrente del
procedimento in corso, fatti oggetto dell’ipotesi di reato ecc.) concorrano ad
imporre una prognosi molto sfavorevole (DTF 21 gennaio 2005,1P.750/2004).
c)
Nel caso in esame, e sulla base degli atti
prodotti dal Ministero pubblico, più di un elemento (concreto) concorre a fondare
la possibile presenza di un concreto pericolo di recidiva.
Innanzitutto le modalità di commissione di
quanto imputatogli e le motivazioni ad agire addotte. Dopo il (preteso)
fallimento dal profilo economico dell’acquisto effettuato a __________,
l’accusato non ha esitato più di tanto ad imbarcarsi in una operazione più
importante e rischiosa (per i quantitativi trattati e la necessità di operare
passaggi di frontiera), coinvolgendo terzi (spesso diversi) per il trasporto
materiale e la trasmissione di denaro (con conseguente riduzione dei rischi
personali, rispettivamente quelli di individuazione e connessione tra le varie
operazioni/trasferte; si veda anche quanto dichiarato in relazione all’acquisto
a __________: “io ci ho messo materialmente CHF 16'000.- ma volevo rimanere
il più lontano possibile da un mio diretto coinvolgimento materiale nella
consegna della droga ed è per quello che siamo andati con 2 auto e non con una
sola” AI 3.5 pag. 5), reiterandola (per pretesi insuccessi, sempre dal
profilo economico) e proseguendola anche dopo l’arresto di un correo in __________
nel marzo 2009 (si veda il viaggio del fratello arrestato poi a __________). Il
tutto per pretese difficoltà economiche (se tali erano effettivamente visto il
dichiarato ricavo giornaliero dall’esercizio pubblico da lui gestito: cfr. AI
3.5 pag. 16) che, sempre secondo le sue dichiarazioni (Istanza pag. 7,
Osservazioni pag. 5) non solo sono rimaste tali, ma si sono aggravate.
d)
Quanto riportato al punto precedente
evidenzia, nell’agire dell’accusato, una escalation e una perseveranza (con correlata
assenza di scrupoli) non indifferente. Nel contempo, appare estremamente
difficile valutare l’effetto deterrente reale del procedimento in corso (con
relativa detenzione cautelare) sull’accusato (privo di precedenti) allorquando,
accanto ad alcune affermazioni contenute negli scritti indirizzati al
Procuratore pubblico (che affermano comprensione dell’importanza fondamentale
della libertà su ogni altro elemento della vita: per tutte AI 9.14), ve ne sono
altre che non sembrano andare nella stessa direzione (si veda l’idea di
riprendere la gestione del bar, evitare il mondo della droga ma, se del caso, “operare
nell’ambito dell’imprenditorialità legata al mondo della prostituzione”
grazie ai contatti avuti “ora con altri detenuti”, segnalata al magistrato
inquirente nell’AI 3.13 pag. 13). Il fatto che tali affermazioni siano state
formulate davanti al magistrato inquirente, pone interrogativi maggiori per
quanto concerne la comprensione (se si preferisce della capacità di
valutazione) da parte dell’accusato della gravità di quanto gli viene imputato.
e)
In conclusione, un pericolo di recidiva,
perlomeno residuo ed in questa fase della procedura, non può essere escluso.
14.
a)
Accertata la concreta presenza di gravi indizi di
reato, pericolo di collusione e (perlomeno residuo) pericolo di recidiva, resta
da determinare se la detenzione preventiva cui è astretto __________ sia ancora
rispettosa di proporzionalità.
b)
La proporzionalità di una carcerazione (preventiva)
deve essere analizzata da angolature diverse. Da un lato occorre mettere in
relazione la durata del carcere preventivo con la gravità e complessità della
fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro occorre anche verificare il
rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383 e citazioni; art. 102 CPP).
Nel caso in esame, il rischio di pena in caso di
condanna è certamente superiore al carcere preventivo sin qui sofferto (poco
più di cinque mesi) e quello eventualmente ancora da soffrire: i fatti imputati
sono crimini che prevedono una pena edittale minima corrispondente a 12 mesi (art.
19 cifra 2 LFStup) e non va dimenticato che, anche nell’ipotesi più favorevole
gli indizi concernono operazioni per quantitativi globali superiori ai 4 kg. Lo stesso accusato
ipotizza, invocando il solo tentativo, una pena non superiore ai 29 mesi
(Istanza pag. 7).
Si ricorda, inoltre, che (di principio), l’eventualità
di una sospensione condizionale non ha da essere analizzata per l’applicazione
del criterio di proporzionalità della carcerazione preventiva (DTF 125 I 60).
c)
È indiscutibile che gli inquirenti abbiano sinora
proceduto con celerità (come riconosciuto anche dalla difesa in sede di
osservazioni). L’inchiesta non registra tempi morti, tenuto conto delle
esigenze derivanti dalla sua tipologia (coinvolgimento di più persone,
estensione nel tempo dei fatti e svolgimenti in più stati/continenti); chi agisce con terzi e/o con modalità
transfrontaliere, deve sopportare le conseguenze (la tempistica) che ne derivano per la raccolta delle prove, conseguenze
"inevitabili e fisiologiche a
comportamenti illeciti transfrontalieri" e al fatto di "agire
non da solo ma con altri" (CRP 7 marzo 2007, inc. 60.2007.73).
Certo, quest’ultimo principio trova i
suoi limiti nell'altro principio, quello della proporzionalità; ciò significa
che la durata della carcerazione preventiva non dipende esclusivamente dalle
prove ancora da assumere, ma anche dai tempi d'inchiesta (cfr. GIAR 19
agosto 1999, inc. 386.99.9).
Nel caso in esame, tuttavia l’attesa dell’estradizione
dei correi appare ancora (oggi) giustificata,
a maggior ragione quando, come nel caso specifico, è stata già concordata
l’assunzione del procedimento (contro gli estradandi) da parte dell’autorità
svizzera in ragione dell’importanza a procedere con un unico procedimento (cfr.
cons. 12.c e 12.e), se del caso, con un unico dibattimento e non si hanno
notizie di opposizioni all’estradizione o particolari lungaggini per la sua
esecuzione.
15.
In conclusione, alla
luce di tutto quanto sopra esposto, in capo a __________ sono presenti gravi e
concreti indizi di reato, pericolo di collusione (residuo), pericolo di
recidiva, come meglio descritti ai considerandi che precedono. La detenzione
sin qui sofferta, così come quella prevedibilmente da soffrire (dettata da esigenze
effettive dell'istruttoria) non violano il principio di proporzionalità. Nel
contempo la conduzione dell'inchiesta non evidenzia lesioni dell'obbligo di
celerità.
L’istanza di libertà
provvisoria presentata il 21/22 ottobre 2009 deve pertanto essere respinta.
P.Q.M.
viste le norme applicabili, in
particolare gli artt.. 19 LFStup, 95 ss., 96, 108, 284 CPP; 9, 10, 31 CF, 5
cifra 3 CEDU;
decide
1. L’istanza
di libertà provvisoria presentata da __________ è respinta.
Considerandi
2.
Non si prelevano tasse e
spese.
3.
Contro la presente decisione è
dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello, Lugano,
entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.
4.
Intimazione:
giudice
Edy Meli
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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