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Decisione

INC.2009.26503

Libertà provvisoria

29 ottobre 2009Italiano22 min

Source ti.ch

Fatti

I viaggi non sarebbero andati a buon fine nella misura

in cui, in alcuni casi sono insorte difficoltà al momento dell’acquisto/presa

in consegna della merce, in altri il trasportatore è stato arrestato all’inizio

o durante la fase del rientro in __________. In particolare, il 24 maggio 2009,

__________ (fratello dell’accusato) e __________, sono stati arrestati a __________

mentre rientravano dal __________ con ca. 2 Kg. di cocaina (cfr. doc. 2,

inc. GIAR 265.2009.1, in particolare l’allegato 1).

3.

L’inchiesta coinvolge numerose persone (alcune delle

quali attualmente detenute all’estero: oltre a quanto già indicato al

considerando n. 2, risulta che tale __________ è stato arrestato in __________

nel mese di marzo 2009 - cfr. allegato ad AI 3.13 - mentre si apprestava a

rientrare in __________ con 1,059 kg di cocaina), che sembrano ruotare attorno alla figura

di __________.

Dall’elenco atti dell’incarto MP __________ si

constata che l’inchiesta si è sviluppata mediante la raccolta di documentazione

(da CT, da agenzie di viaggio, da agenzie di spedizione di denaro), la

verbalizzazione degli accusati in __________ e di alcuni testi. Inoltre, le

persone arrestate in __________ (in quanto trovate in possesso di cocaina al

rientro dal __________) sono oggetto di una procedura d’estradizione e le

autorità francesi hanno chiesto a quelle svizzere di assumere il procedimento

(cfr. AI separazione 8).

4.

Con l’istanza qui in discussione (doc. 1, inc. GIAR

265.2009.3) __________ chiede di essere posto in libertà provvisoria, con

deposito del passaporto quale misura sostitutiva.

Circa i fatti imputati, afferma che la sostanza

acquistata a __________ (200 g a suo dire) non è praticamente stata messa in

circolazione (per cattiva qualità della stessa) e che i quattro viaggi in __________

si sono rivelati un fallimento: lo stupefacente non è mai arrivato in __________

e il tutto si é concluso con rilevanti perdite finanziarie da parte sua.

Inoltre, aggiunge che lo scopo dei viaggi da lui organizzati (rispettivamente

effettuati) era, ogni volta, quello di acquistare unicamente 1 kg di cocaina e ciò varrebbe

anche per quello effettuato dal fratello fermato a __________ con 2,5 kg di merce.

Dalle circostanze indicate desume che le imputazioni a

suo carico (per i viaggi in __________, in particolare) debbono essere

qualificate come tentativo, che l’ipotesi aggravata non regge e che per il

viaggio interrotto a __________ non sarebbe neppure data la competenza svizzera.

Nel contempo, sempre a suo dire, avendo ammesso le

proprie responsabilità, non vi sono più necessità istruttorie atte a

giustificare la carcerazione preventiva e l’inchiesta è da concludere, non

potendosi attendere i tempi lunghi dell’estradizione del fratello.

Da ultimo, dopo aver richiamato il principio secondo

cui la gravità della pena (presumibile) da sola non basta a giustificare la

carcerazione preventiva, l’accusato istante ritiene che nel suo caso (reato

tentato e non consumato) la pena dovrebbe essere inferiore ai 29 mesi e

sostiene necessità di riprendere la sua attività lavorativa (gestione di un bar

a __________, attualmente assicurata con difficoltà da parenti).

Lamenta anche il fatto che non gli siano stati messi a

disposizione alcuni verbali.

5.

Nel preavviso negativo (doc. 2, inc. GIAR 265.2009.3),

il magistrato inquirente afferma che l’inchiesta, seppur in fase avanzata, non

è conclusa e che nei confronti di __________ sono ancora presenti pericolo di

collusione e di recidiva.

In proposito, indica (con riferimento a specifici atti

d’inchiesta) come la versione resa dall’accusato (solo 1 kg per viaggio di sua

pertinenza, il resto rimanendo di pertinenza dei fornitori _____, trasportato a

credito per loro conto e di destinazione finale ignota) contrasti sia con

logica (e anche il solo buon senso), sia con le somme investite globalmente

nelle operazioni (oltre FRS 70'000.-). Solo l’audizione dei corrieri/correi in

estradizione dalla __________ permetterà, secondo il magistrato inquirente,

miglior chiarimento dei fatti e delle sue (dell’accusato) effettive

responsabilità. Quanto alle tesi giuridiche avanzate dall’istante (reato solo

tentato), il magistrato inquirente si limita a ritenerle suggestive e si

rimette al giudizio del GIAR.

Aggiunge che il pericolo di collusione è da porre in

relazione alle persone oggetto della domanda di estradizione (che dovranno

essere sentite) e concretizzato da pregressi tentativi di contatto messi in

opera da __________ sia con i correi detenuti alla __________, sia con uno di

quelli detenuti in __________ (anche qui con specifici rinvii agli atti).

Quanto al pericolo di recidiva, il Procuratore lo

individua sia nei tentativi di collusione messi in atto, sia nella

bagatellizzazione operata dall’accusato (in sede di Istanza) circa il suo

agire, come pure nelle dichiarazioni dell’accusato stesso nell’ultimo verbale

(AI 3.13).

In conclusione del preavviso negativo, il magistrato

inquirente afferma che l’inchiesta è stata condotta nel rispetto del principio

di celerità e che la carcerazione preventiva cui è astretto __________ è ancora

rispettosa del principio di proporzionalità.

6.

Con osservazioni del 28 ottobre 2009 (doc. , inc. GIAR

265.2009.3), la difesa ripropone i fatti oggetto d’inchiesta (già indicati

nell’istanza), afferma che l’estradizione dei due correi detenuti in __________

è tutt’altro che scontata (per l’asserita competenza francese) e che la

conclusione dell’inchiesta non può dipendere da tale attesa.

Contesta, inoltre, che si possa parlare di FRS

70'000.- destinati a finanziare l’acquisto di cocaina vista la necessità di far

fronte ad altre spese. Ribadisce che l’intenzione d’acquisto è limitata ad 1 kg per viaggio e che lo

stupefacente non è mai entrato in circolazione.

Per quanto concerne il pericolo di collusione, afferma

che gli altri coimputati sono stati rilasciati (quindi potrebbero colludere tra

loro), che i contatti con i detenuti in __________ non sono possibili e

l’accusato non ha mai preso iniziative in tal senso. In merito al pericolo di

recidiva precisa che non è intenzione dell’accusato proseguire o riprendere “il

traffico di droga”, attività che gli ha causato pesanti perdite

finanziarie.

Conclude riconoscendo celere conduzione dell’inchiesta

e ribadendo di non aver avuto accesso ad atti specificamente richiesti.

7.

Delle altre indicazioni, considerazioni o

argomentazioni delle parti si dirà, se necessario, nei considerandi che

seguono.

8.

La persona accusata e detenuta è certamente

legittimata a presentare istanza di libertà provvisoria.

Il preavviso del Procuratore pubblico, ricevuto da

questo ufficio il 27 ottobre 2009 (con consegna alla posta il 26 ottobre 2009),

è rispettoso del termine di cui all'art. 108 cpv. 2 CPP (ritenuta la ricezione

dell’istanza il 22 ottobre 2009 e la presenza di due giorni festivi: art. 20

CPP), quindi tempestivo e ricevibile in ordine.

9.

I principi che reggono la materia, sebbene noti al

difensore ed al magistrato inquirente, possono essere così riassunti:

"L'art. 95 CPP - corrispondente

all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio

1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di

regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere

preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso

accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e

nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per

quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al

pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare

ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto

pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid.

4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei

motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio

aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.

32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine

pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare

privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara

base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza

ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei

ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto

implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;

1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno

approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è

protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione

delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei

ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.

128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in

re G., inc. 520.2001.5)

10.

Preliminarmente, e sulla questione del mancato accesso

ad alcuni atti (in prevalenza verbali) lamentato dalla difesa, si rileva che le

richieste indirizzate al magistrato inquirente sono effettivamente agli atti

(AI 9.6, 9.16, 9.34 e 9.57) e, apparentemente, rimaste senza risposta (se si

eccettua quella di cui all’AI 9.25). Nel contempo, non risultano, a questo

giudice, reclami contro tale pretesa omissione (in essere da perlomeno fine

luglio/inizio agosto 2009).

Inoltre, si deve anche constatare che neppure a questo

ufficio (a seguito dell'istanza di libertà provvisoria e ai fini della

formulazione di osservazioni) è stato chiesto di poter visionare l’incarto che

accompagna il preavviso negativo (DTF 9 luglio 2004, 1S 1/2004).

Ne consegue che la questione non può essere oggetto

specifico del presente reclamo (cfr. per analogia DTF 14 gennaio 2005,

1S.15/2004).

11.

a)

L'esistenza di gravi indizi di colpevolezza deve

essere verificata d’ufficio (anche in assenza di contestazioni da parte

dell’accusato), pur nei limiti di competenza di questo giudice che è quella di

esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura

restrittiva della libertà personale, e non di valutare nella sostanza

l’esistenza di un reato, con conseguente inopportunità di considerazioni di

merito premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio (GIAR 15

marzo 2007, 28.2007.3; si veda, nello stesso senso, CRP 17.11.2005,

60.2005.357).

b)

Nel caso in esame, non occorrono grandi disquisizioni

per accertare l’esistenza, in capo a __________, di sufficienti indizi per le

ipotesi di reato oggetto di promozione dell’accusa. Gli stessi emergono dalle

dichiarazioni dell’accusato davanti al Procuratore pubblico (AI 3.5 e 3.13),

così come da quelle di correi/complici (AI 3.3, 3.9, 3.10, 3.11, 3.12). Tali

dichiarazioni trovano riscontri (per l’essenziale) nei sequestri effettuati in __________

nei confronti di __________ (__________) __________ (cfr. Allegato al verbale __________

AI 3.13) ed a __________ nei confronti di __________ e __________ __________

(All. 1 al Rapporto d’arresto, doc. 2, inc. GIAR 265.2009.1), nonché nella

documentazione raccolta in relazione ai viaggi effettuati all'estero (AI

separazione 6) ed ai trasferimenti di denaro in __________ (AI separazione 7).

c)

Tali indizi concernono sia l’imputazione di acquisto

di cocaina a __________ (il quantitativo sembra essere stato stabilito in gr.

200: AI 3.13 pag. 2) sia quella relativa ai viaggi in __________ aventi quale

finalità l’acquisto, il trasporto e l’importazione di cocaina in __________.

Quanto ai quantitativi, di volta in volta oggetto delle intenzioni di acquisto

dell’accusato (indicate in 1 kg), basterà rilevare che se quanto sequestrato al

nominato __________ corrisponde a poco più di 1 Kg, quanto sequestrato a __________

e __________ corrisponde ad almeno 2 kg (cfr. AI citati sopra e AI 8.8). Inoltre, il correo __________

(autore di uno dei viaggi) parla di un “mandato” per kg 1,5 (AI 3.2 pag. 2).

d)

Pacifico che anche nel caso in cui fosse accertato che

i quantitativi oggetto delle operazioni poste in essere dal qui accusato non

superassero il chilogrammo per viaggio, l’ipotesi di infrazione aggravata alla

LFStup regge: trattandosi di messa in pericolo astratta, l’effettiva messa in

circolazione non è determinante per la consumazione del reato (DTF 118 IV 205).

L’art. 19 LFStup conferisce carattere autonomo (per così dire), che può essere

integralmente consumato, ad ogni operazione prevista dai singoli capoversi

della norma, compresi gli atti preparatori (art. 19 cifra 1 cpv. 6).

Quanto alla competenza svizzera si rinvia agli artt. 6

e 8 CP, 24 LFStup, nonché agli AI 8.8 e 8.9, dai quali si evince che le

autorità francesi hanno chiesto alle autorità svizzere di assumere il

procedimento contro le due persone arrestate in __________ e il Ministero pubblico

ha dichiarato di accettare tale competenza.

12.

a)

Il magistrato inquirente afferma l'esistenza (e

persistenza) del pericolo di collusione, in particolare nei confronti delle

persone attualmente detenute in __________ e oggetto di una domanda di

estradizione (e di assunzione del relativo procedimento), la cui audizione è

indicata come estremamente importante per la definizione dell’esatto ruolo e

responsabilità di __________.

b)

Come già ripetutamente detto (per tutte GIAR

10.7.2006, 222.2006.2), i bisogni

istruttori atti a giustificare la misura restrittiva della libertà personale si

identificano con il pericolo di collusione o d'inquinamento delle prove che

(eventualmente) espone a rischio la corretta raccolta (o conservazione) delle

prove (G. Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid,

Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.; RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il

fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo (N.

Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se posto in libertà, possa

pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e, conseguentemente,

l'esito (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).

Gli

elementi di concretezza del pericolo vanno individuati, di volta in volta,

quantomeno nella specifica prova da assumere e nel rapporto (oggettivo e

soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad esempio, trattandosi di

audizione testimoniale, il pericolo di collusione non può essere invocato in

modo astratto a giustificazione del mantenimento della misura cautelare,

occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del teste) sia possibile,

rispettivamente che vi sia una possibile convergenza d'interessi (tra i due) in

relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257; ZR 72

no. 77 p. 19).

c)

Nel caso in esame, la posizione assunta da __________,

così come riassunta nell’istanza di libertà provvisoria, che limita i

quantitativi oggetto di ogni singolo viaggio ad un chilogrammo, contrasta con

altre emergenze istruttorie (cfr. cons. 11.c. della presente) che

indicherebbero quantitativi maggiori. Nel contempo, dalle sue stesse

dichiarazioni si evince che egli assegnerebbe un ruolo fondamentale nella

vicenda a __________, sia per la concretizzazione dei viaggi, sia per i

contatti in __________ e, conseguentemente, per le relative decisioni circa gli

importi effettivamente ordinati e/o presi in consegna (cfr. AI 3.5, in

particolare pp. 1 e 2, 5).

È pertanto indubbio che le audizioni del fratello __________

e di __________, arrestati a __________ con 2 kg di cocaina, siano rilevanti

per il chiarimento della fattispecie e delle rispettive eventuali

responsabilità, così come per il chiarimento dell’ipotesi secondo cui i

trasporti contemplavano anche merce di pertinenza dei soli _____. Altrettanto

indubbio l’interesse a che l’inchiesta e il procedimento siano riuniti e

gestiti dalla stessa autorità (DTF 116 Ia 305).

d)

Nel contempo, va pure constatato che, da un lato le dichiarazioni

di __________ appaiano comunque volte a limitare le sue responsabilità (si

veda, ad esempio, il contrasto con __________ circa i quantitativi,

rispettivamente la modifica della versione circa il destino dei 200 grammi acquistati a __________

dopo la prospettazione delle dichiarazioni di terzi, acquirenti, in proposito:

cfr. AI 3.5 pag. 5 e AI 3.13 pag. 4), dall’altro i tentativi di contatto

(diretto o tramite terzi) con codetenuti al carcere giudiziario, ma anche con

lo stesso __________ in __________, emergono dall’incarto (cfr. AI 3.8 pag. 4, AI

9.6 e in particolare il Rapporto di segnalazione di cui all’AI 2.14 che da atto

di un tentativo in tal senso cui la madre di __________ non ha dato seguito,

preferendo segnalarlo agli inquirenti). Va precisato, per miglior comprensione

e completezza di quanto appena detto, che in __________ i due detenuti (quindi

sia __________ che il fratello dell’accusato) parrebbero già fruire dei

colloqui liberi perlomeno con i famigliari (come hanno segnalato gli stessi

genitori dell’accusato : AI 9.42).

e)

In considerazione di tutto quanto sopra esposto e dei

rapporti di parentela con l’uno e della possibile convergenza di interessi con

l’uno e l’altro dei correi detenuti in __________ (foss’anche solo per i viaggi

precedenti a quello conclusosi con arresto e sequestro), il pericolo di

collusione deve essere ritenuto ancora presente, concreto e relativo ad

accertamenti (volti a determinare se i quantitativi oggetto dei viaggi fossero

nell’ordine dei 4 kg o nell’ordine dei 6/7 kg, nonché se l’effettivo ruolo

dell’accusato fosse “solo” quello di finanziatore come egli pretende

nell’istanza) non di poca importanza o marginali.

13.

a)

Stabilita l’esistenza di una delle condizioni

alternative che, in uno con la presenza di gravi indizi di reato, possono

giustificare l’arresto, ci si potrebbe astenere dall’analizzare se sia presente

anche la seconda indicata dall’inquirente, cioè il pericolo di recidiva.

Nel caso in esame, tuttavia, appare opportuno

esprimersi in merito, perlomeno a titolo abbondanziale.

b)

Il pericolo di recidiva consiste nel rischio che

l'accusato in libertà commetta ulteriori reati o continui la commissione di

quelli per cui è stato arrestato; come per gli altri motivi di arresto, anche

il pericolo di recidiva deve essere concreto e risultare dall'insieme delle

circostanze (DTF 105 Ia 26). Trattasi di nozione comunque relativamente estesa:

l'assenza di precedenti specifici non basta, da sola, ad escluderlo, così come

non basta, sempre da solo, a fondarlo il fatto che prima dell'arresto siano

stati commessi più reati (DTF 12 agosto 1981 in re C.; DTF 123 I 268; SJ

1981, pag. 380 a 382; BJP 1989 n. 671; CRP 17 novembre 2005 in re M., 60.2005.357; G. Piquerez, Procédure pénale suisse, n. 2358;

N. Schmid, Strafprozessrecht, 4. Auflage, n. 701b; Rusca/Salmina/Verda,

Commentario CPP, pag. 327 ss.; CPP Vaudoise annotato, Losanna 2004, nota 2.2.5

ad art. 59). Neppure la gravità del reato (se si preferisce la gravità dei fatti oggetto d’accusa e di cui si teme

reiterazione), condizione la

cui assenza è comunque determinante (G. Piquerez , op. cit., n. 2358, nota 84),

da sola non basta (sentenza CRP citata, cons. 8 e riferimenti) ma deve essere

debitamente considerata (DTF 21.1.2005,

1P.750/2004; DTF 25.4.2006,1P.198/2006; CRP 16.5.2006, 60.2006.154).

Occorre che l'insieme delle circostanze

(precedenti, comportamento in istruttoria, personalità, modalità di

commissione, condizioni socio-famigliari, eventuale carattere deterrente del

procedimento in corso, fatti oggetto dell’ipotesi di reato ecc.) concorrano ad

imporre una prognosi molto sfavorevole (DTF 21 gennaio 2005,1P.750/2004).

c)

Nel caso in esame, e sulla base degli atti

prodotti dal Ministero pubblico, più di un elemento (concreto) concorre a fondare

la possibile presenza di un concreto pericolo di recidiva.

Innanzitutto le modalità di commissione di

quanto imputatogli e le motivazioni ad agire addotte. Dopo il (preteso)

fallimento dal profilo economico dell’acquisto effettuato a __________,

l’accusato non ha esitato più di tanto ad imbarcarsi in una operazione più

importante e rischiosa (per i quantitativi trattati e la necessità di operare

passaggi di frontiera), coinvolgendo terzi (spesso diversi) per il trasporto

materiale e la trasmissione di denaro (con conseguente riduzione dei rischi

personali, rispettivamente quelli di individuazione e connessione tra le varie

operazioni/trasferte; si veda anche quanto dichiarato in relazione all’acquisto

a __________: “io ci ho messo materialmente CHF 16'000.- ma volevo rimanere

il più lontano possibile da un mio diretto coinvolgimento materiale nella

consegna della droga ed è per quello che siamo andati con 2 auto e non con una

sola” AI 3.5 pag. 5), reiterandola (per pretesi insuccessi, sempre dal

profilo economico) e proseguendola anche dopo l’arresto di un correo in __________

nel marzo 2009 (si veda il viaggio del fratello arrestato poi a __________). Il

tutto per pretese difficoltà economiche (se tali erano effettivamente visto il

dichiarato ricavo giornaliero dall’esercizio pubblico da lui gestito: cfr. AI

3.5 pag. 16) che, sempre secondo le sue dichiarazioni (Istanza pag. 7,

Osservazioni pag. 5) non solo sono rimaste tali, ma si sono aggravate.

d)

Quanto riportato al punto precedente

evidenzia, nell’agire dell’accusato, una escalation e una perseveranza (con correlata

assenza di scrupoli) non indifferente. Nel contempo, appare estremamente

difficile valutare l’effetto deterrente reale del procedimento in corso (con

relativa detenzione cautelare) sull’accusato (privo di precedenti) allorquando,

accanto ad alcune affermazioni contenute negli scritti indirizzati al

Procuratore pubblico (che affermano comprensione dell’importanza fondamentale

della libertà su ogni altro elemento della vita: per tutte AI 9.14), ve ne sono

altre che non sembrano andare nella stessa direzione (si veda l’idea di

riprendere la gestione del bar, evitare il mondo della droga ma, se del caso, “operare

nell’ambito dell’imprenditorialità legata al mondo della prostituzione”

grazie ai contatti avuti “ora con altri detenuti”, segnalata al magistrato

inquirente nell’AI 3.13 pag. 13). Il fatto che tali affermazioni siano state

formulate davanti al magistrato inquirente, pone interrogativi maggiori per

quanto concerne la comprensione (se si preferisce della capacità di

valutazione) da parte dell’accusato della gravità di quanto gli viene imputato.

e)

In conclusione, un pericolo di recidiva,

perlomeno residuo ed in questa fase della procedura, non può essere escluso.

14.

a)

Accertata la concreta presenza di gravi indizi di

reato, pericolo di collusione e (perlomeno residuo) pericolo di recidiva, resta

da determinare se la detenzione preventiva cui è astretto __________ sia ancora

rispettosa di proporzionalità.

b)

La proporzionalità di una carcerazione (preventiva)

deve essere analizzata da angolature diverse. Da un lato occorre mettere in

relazione la durata del carcere preventivo con la gravità e complessità della

fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro occorre anche verificare il

rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383 e citazioni; art. 102 CPP).

Nel caso in esame, il rischio di pena in caso di

condanna è certamente superiore al carcere preventivo sin qui sofferto (poco

più di cinque mesi) e quello eventualmente ancora da soffrire: i fatti imputati

sono crimini che prevedono una pena edittale minima corrispondente a 12 mesi (art.

19 cifra 2 LFStup) e non va dimenticato che, anche nell’ipotesi più favorevole

gli indizi concernono operazioni per quantitativi globali superiori ai 4 kg. Lo stesso accusato

ipotizza, invocando il solo tentativo, una pena non superiore ai 29 mesi

(Istanza pag. 7).

Si ricorda, inoltre, che (di principio), l’eventualità

di una sospensione condizionale non ha da essere analizzata per l’applicazione

del criterio di proporzionalità della carcerazione preventiva (DTF 125 I 60).

c)

È indiscutibile che gli inquirenti abbiano sinora

proceduto con celerità (come riconosciuto anche dalla difesa in sede di

osservazioni). L’inchiesta non registra tempi morti, tenuto conto delle

esigenze derivanti dalla sua tipologia (coinvolgimento di più persone,

estensione nel tempo dei fatti e svolgimenti in più stati/continenti); chi agisce con terzi e/o con modalità

transfrontaliere, deve sopportare le conseguenze (la tempistica) che ne derivano per la raccolta delle prove, conseguenze

"inevitabili e fisiologiche a

comportamenti illeciti transfrontalieri" e al fatto di "agire

non da solo ma con altri" (CRP 7 marzo 2007, inc. 60.2007.73).

Certo, quest’ultimo principio trova i

suoi limiti nell'altro principio, quello della proporzionalità; ciò significa

che la durata della carcerazione preventiva non dipende esclusivamente dalle

prove ancora da assumere, ma anche dai tempi d'inchiesta (cfr. GIAR 19

agosto 1999, inc. 386.99.9).

Nel caso in esame, tuttavia l’attesa dell’estradizione

dei correi appare ancora (oggi) giustificata,

a maggior ragione quando, come nel caso specifico, è stata già concordata

l’assunzione del procedimento (contro gli estradandi) da parte dell’autorità

svizzera in ragione dell’importanza a procedere con un unico procedimento (cfr.

cons. 12.c e 12.e), se del caso, con un unico dibattimento e non si hanno

notizie di opposizioni all’estradizione o particolari lungaggini per la sua

esecuzione.

15.

In conclusione, alla

luce di tutto quanto sopra esposto, in capo a __________ sono presenti gravi e

concreti indizi di reato, pericolo di collusione (residuo), pericolo di

recidiva, come meglio descritti ai considerandi che precedono. La detenzione

sin qui sofferta, così come quella prevedibilmente da soffrire (dettata da esigenze

effettive dell'istruttoria) non violano il principio di proporzionalità. Nel

contempo la conduzione dell'inchiesta non evidenzia lesioni dell'obbligo di

celerità.

L’istanza di libertà

provvisoria presentata il 21/22 ottobre 2009 deve pertanto essere respinta.

P.Q.M.

viste le norme applicabili, in

particolare gli artt.. 19 LFStup, 95 ss., 96, 108, 284 CPP; 9, 10, 31 CF, 5

cifra 3 CEDU;

decide

1. L’istanza

di libertà provvisoria presentata da __________ è respinta.

Considerandi

2.

Non si prelevano tasse e

spese.

3.

Contro la presente decisione è

dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello, Lugano,

entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.

Intimazione:

giudice

Edy Meli

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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