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Decisione

INC.2009.5103

Istanza di proroga del carcere preventivo

27 luglio 2009Italiano20 min

Source ti.ch

Fatti

i principi che reggono la materia, pur se noti al magistrato

inquirente ed al difensore, vengono qui brevemente richiamati:

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33

scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo

evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in

libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo

a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato

gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel

contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per

quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al

pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare

ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto

pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si

aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di

interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio

aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.

32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine

pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà

personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto

cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di

quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco

di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della

proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia

381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior

rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della

libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag.

416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi

penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."

(per tutte:

sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)

-

nel caso in esame non occorre dilungarsi più di tanto per

confermare l'esistenza di gravi indizi di reato in capo all'accusato per i

fatti che gli sono imputati, basti qui ricordare quanto segue:

al momento

dell’arresto __________ era in possesso di 117 grammi di cocaina, una bilancia elettronica e numerosi sacchettini minigrip, oltre a quasi due

etti di canapa e a CHF 4'000.- (cfr. rapporto d’arresto 26, recte 27, gennaio

2009);

egli avrebbe

reclutato __________, andando con lui in __________, senza trasportare

personalmente cocaina, ma garantendo per il lavoro di __________ (cfr. verb. PP

__________ 04.02.2009, p. 10, AI 2.3; verb. PP __________ 08.07.2009, p. 2-7,

AI 2.16; “confermo e ribadisco che uno dei viaggi da me eseguiti in __________,

l’ho effettuato con __________. Confermo pure che questo viaggio aveva per

scopo di trasportare della cocaina dal Sud __________ in __________ e questo

era anche il senso della presenza di __________ in quell’occasione. Per il suo

servizio ossia il trasporto di cocaina, __________ avrebbe ricevuto un compenso

di Euro 5'000.- Questo era quanto io gli avevo riferito e che sapevo da mio

precedente viaggio. __________ era al corrente del fatto che il trasporto che

avrebbe dovuto fare riguarda alcuni kg di cocaina. È vero che il quantitativo

preciso non gli è stato indicato. Del resto neppure io conoscevo il

quantitativo preciso che sarebbe stato caricato nelle sue valige. Era però

chiaro che doveva trattarsi di alcuni kg dal momento che non si va in __________

per quantitativi inferiori. Io per rassicurare __________ gli avevo detto che

in occasione del precedente viaggio era andato tutto bene e gli avevo detto che

la cocaina veniva confezionata in un doppio fondo.”, p. 2;

Comini lo

accusa di avergli venduto, in due occasioni, tra l’estate 2008 e il capodanno

successivo, un quantitativo complessivo di 20 grammi di cocaina, per CHF 800.- o 900.- per 10 grammi (verb. PP __________ del 10 giugno 2009, p.

1, AI 2.14), lo accusa inoltre di avergli chiesto, nel corso dell’estate 2008,

se conosceva delle persone disposte a recarsi in __________ per effettuare dei

trasporti di cocaina in __________ (verb. cit. p. 2);

egli è

accusato dai coaccusati all’estero (verb. PP __________ 16.04.2007, p. 6, AI

2.1 e Verb. PP __________ 17.04.2007, p. 4, AI 2.2) di avere effettuato un

viaggio in __________ (antecedente a quello con __________), a __________, nel

mese di luglio 2007, rientrando in __________ con della cocaina (due valigie

contenenti occultata della cocaina), ricevendo un compenso di CHF 5'000.-;

agli atti si

trova documentazione attestante la spedizione, ripetuta, in __________, di denaro

(personalmente o tramite __________, come risulta dalla documentazione

sequestrata);

egli è stato chiamato

in correità dai fratelli __________ per avere tentato di reclutarli per dei

viaggi in __________ (a __________), destinati all’importazione in __________,

all’interno di valige, di cocaina e di avere proposto a Luiz Hangartner di

vendere della cocaina per suo conto (verb. PG di __________ del 10 e 14 luglio

2009);

egli avrebbe offerto,

nell’estate 2008, dai 2 a 5 grammi di cocaina a __________ (verb. PG __________

dell’11 maggio 2009, p. 5);

-

in merito ai bisogni istruttori atti a giustificare la detenzione

preventiva ed il suo perdurare, vi é consolidata giurisprudenza (e dottrina):

“In relazione ai bisogni istruttori, atti a

giustificare la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare

che questi non s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto

tali, o con gli accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di

collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la

corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale

suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697

ss.; RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in

corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass

noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht

werden konnten oder dass der Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt

nicht" (N. Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se

posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto

svolgimento e, conseguentemente, l'esito.

E', inoltre, necessario che questa possibilità di

pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti:

"Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die

theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren

könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder die Nichtgewährung von

Urlauben unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konktrete

Indizien für eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).

Gli elementi di concretezza del pericolo vanno

individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e

nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad

esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non

può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della

misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del

teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza

d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p.

438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p.19). Il semplice atteggiamento di diniego

dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66;

Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13).

(GIAR 23

settembre 2002 in re Y.)

Nello

stesso senso, la CRP:

"I rischi di collusione e di inquinamento delle

prove sono legati soprattutto ai bisogni dell'istruttoria. Da un lato si tratta

generalmente di evitare o prevenire accordi tra l'imputato e i testimoni - già

sentito o ancora da sentire - o i correi e complici non arrestati, messi in

atto per nascondere al giudice la verità, dall'altro di impedire interventi

fraudolenti del prevenuto in libertà sui mezzi di prova non ancora in possesso

della giustizia, allo scopo di distruggerli o di alterarli a suo vantaggio. la

possibilità di ostacolare in tal modo l'azione dell'autorità giudiziaria da

parte del prevenuto deve essere valutata sulla base di elementi concreti, la

realtà di questo rischio non potendo essere ammessa aprioristicamente ed in

maniera astratta (DTF 117 Ia 257; Decisione TF 2.3.2000 in re A. e rif.; R.

Hauser/E. Schweri, op. cit. §

68 n. 13; G. Piquerez, op. cit. n. 2344 ss.)"

(sentenza 16

settembre 2004 in re B., CRP 60.2004.297)

-

a mente del magistrato inquirente sussisterebbero oggettivi

bisogni istruttori essendo emersi nuovi elementi, sottoforma di nuove chiamate

di correo dei fratelli __________, che hanno fatto nuovi nominativi di persone

entrate in contatto con l’accusato per il traffico di stupefacenti. Gli

dovranno quindi essere contestate tali dichiarazioni e, dove necessario,

bisognerà procedere a verbali a confronto con queste persone nonché con __________.

Occorrerà procedere con il deposito degli atti a seguito del quale bisognerà

verificare eventuali domande delle difese in ordine a possibili complementi

istruttori; per quanto riguarda i bisogni istruttori la difesa osserva

l’inutilità degli atti istruttori proposti (avendo l’accusato contestato tutto,

nell’ambito di un verbale 20 luglio 2009 davanti alla Polizia) e che al

massimo, in via assolutamente subordinata, tali verbali e confronti potranno

essere esperiti nel termine di 10 giorni;

-

in un simile contesto giuridico e fattuale, è evidente la

necessità di procedere con l’audizione delle persone che hanno proceduto alle

chiamate di correo (in particolare i fratelli __________ e __________ e il __________)

con l’accusato __________ in stato di detenzione preventiva. La sussistenza, in

questo stadio del procedimento, di un pericolo di collusione e/o di

inquinamento delle prove è accertata con riferimento al gran numero di persone

coinvolte nell’inchiesta (molte delle quali in stato di carcerazione

preventiva), alla necessità di procedere a questi accertamenti con

dichiarazioni non ancora consolidate e al fatto che si tratta in parte di

dichiarazioni di correi (perlomeno di persone sentite con la facoltà di non rispondere

prevista dall’art. 118 CPP), quindi suscettibili di essere modificate se i vari

accusati potessero comunicare, anche solo per interposta persona, tra loro;

-

per quanto riguarda l’esistenza di un concreto pericolo di

recidiva che, come noto, consiste nel rischio che l'accusato in libertà

commetta ulteriori reati o continui la commissione di quelli per cui è stato

arrestato, come per gli altri motivi di arresto, anche il pericolo di recidiva

deve essere concreto e risultare dall'insieme delle circostanze (DTF 105 Ia

26). Il pericolo di recidiva ex art. 95 CPP è nozione relativamente estesa:

l'assenza di precedenti specifici non basta, da sola, ad escluderlo, così come

non basta, sempre da solo, a fondarlo il fatto che prima dell'arresto siano

stati commessi più reati (DTF 12 agosto 1981 in re C.; DTF 123 I 268; SJ 1981, pag. 380 a 382; BJP 1989 n. 671; CRP 17 novembre 2005 in re M., 60.2005.357; G. Piquerez, Procédure pénale suisse, n. 2358; N.

Schmid, Strafprozessrecht, 4. Auflage, n. 701b; Rusca/Salmina/Verda,

Commentario CPP, pag. 327 ss.; CPP Vaudoise annotato, Losanna 2004, nota 2.2.5

ad art. 59). La gravità del reato (se si preferisce la gravità dei fatti

oggetto d’accusa e di cui si teme reiterazione), condizione la

cui assenza è comunque determinante (G. Piquerez , op. cit., n. 2358, nota 84),

da sola non basta (sentenza CRP citata, cons. 8 e riferimenti) ma deve essere

debitamente considerata (DTF 21.1.2005,1P.750/2004; DTF 25.4.2006,

1P.198/2006; CRP 16.5.2006, 60.2006.154); occorre, insomma, che

l'insieme delle circostanze (precedenti, comportamento in istruttoria,

personalità, modalità di commissione, condizioni socio-famigliari, eventuale

carattere deterrente del procedimento in corso, fatti oggetto dell’ipotesi di

reato ecc.) concorrano ad imporre una prognosi molto sfavorevole (DTF 21

gennaio 2005,1P.750/2004);

-

__________ è stato condannato nel 2005 a 7 mesi di detenzione in quanto riconosciuto colpevole di lesioni semplici, pena sospesa

condizionalmente per un periodo di prova di tre anni: i gravi fatti di cui è

accusato sono stati commessi in gran parte durante il periodo di prova. Egli,

al di là della pubblica assistenza (che non gli permette certo di vivere con il

tenore di vita descritto dall’amico __________ nel suo verbale di Polizia 11

maggio 2009) non ha alcun reddito da attività lucrativa, è da poco diventato

padre di una bimba nata da una donna residente in __________, che non ha nessun

legame né famigliare né professionale con la __________ e di cui nulla si sa

sulla sua situazione patrimoniale (“devo dire che in questi ultimi tre anni

non ho svolto alcuna attività lavorativa remunerata. …Circa un anno fa ho

conosciuto __________ che è diventata la mia compagna. Lei sta di casa a __________.

Fa avanti e indietro dalla __________, rispettivamente anche io vado in __________

quando posso per vederla e stare insieme. Dal nostro rapporto sta per nascere

un figlio il prossimo mese di maggio …, cfr. verb. PP __________ del 4

febbraio 2009, p. 2). Occorre poi ricordare che sebbene i fatti di cui lo si

accusa sono iniziati nel 2007 (il primo importante trasporto risale a tale

anno), egli è accusato di avere continuato a trafficare o cercare di

organizzare viaggi in __________ allo scopo di importare cocaina ancora nel

2008, nonché di avere venduto personalmente della cocaina nel 2008, tanto che

al momento dell’arresto, avvenuto a gennaio 2009, egli era in possesso di 117 grammi di cocaina, bustine minigrip e una bilancia elettronica, emergenze istruttorie che rendono

sufficientemente concreto il timore che l’accusato, se posto in libertà

provvisoria, per permettersi un tenore di vita superiore a quello che potrebbe

offrirgli la pubblica assistenza (già solo pensando ai numerosi viaggi in __________

dove risiede la sua compagna) e senza ulteriori entrate lecite, potrebbe

facilmente ricadere nell’importazione di cocaina dal __________ (di cui bene

conosce i canali); l’accusato non esprime neppure buoni propositi per il futuro

e non sembra che sia particolarmente intenzionato né a cercarsi un lavoro

(nessun cenno a tal proposito emerge dagli atti, dai verbali e neppure dalle

osservazioni all’istanza di proroga) o, perlomeno, a terminare gli studi

ottenendo almeno un diploma professionale (all’età di ormai 25 anni);

-

quo all’asserita disparità di trattamento con altro coaccusato, __________,

che è stato scarcerato, giova rilevare che la situazione personale e

processuale di quest’ultimo era comunque differente da quella di __________;

-

essendo dati già due dei motivi di ordine pubblico per il mantenimento

del carcere preventivo si potrebbe prescindere dall’esaminare se, in casu, sia

pure dato un concreto pericolo di fuga che, come noto, per giustificare

carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire di una certa

probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in

libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale

ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile

non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme

delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami

famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e tutti

quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio

1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid,

Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).Ritenuto che a poco valgono, per

quest'analisi, le semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso (per

tutte: sentenza GIAR 27 maggio 2002 in re P.) e che la concretezza del pericolo

di fuga può essere accertata "Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä.

gefordet sind, …" (Schmid, ibidem);

-

l'accusato è cittadino __________, egli è nato e cresciuto in __________

dove ha frequentato le scuole dell’obbligo; va comunque considerato che,

malgrado le asserzioni della difesa sulla paura di lasciare la __________ dei

rifugiati __________ (i genitori dell’accusato sono fuggiti dall’__________ a

seguito della __________), l’accusato ha dimostrato non poca dimestichezza con

aerei e bagagli, per trasferimenti sia in __________ che in __________. Egli

stesso ha dichiarato di raggiungere con regolarità quella che è diventata la

madre di sua figlia a __________, dove avrebbe anche più volte soggiornato; dal

suo curriculum vitae emerge che dopo avere abbandonato il secondo anno della

formazione quale elettronico multimediale a __________, è partito per l’__________,

dove ha dei parenti, e dove avrebbe frequentato una scuola di inglese e

dove avrebbe pure lavorato per un certo periodo; in __________ ha rapporti

unicamente con la madre e la sorella (vedendo il padre solo saltuariamente),

egli potrebbe quindi tranquillamente spostare il centro dei propri interessi in

__________ (dove la madre di sua figlia risiede e dove ha i propri parenti) o

trasferirsi nuovamente in __________, paese che già conosce (e di cui conosce

la lingua) e dove ha dei parenti a cui appoggiarsi; tutto ciò premesso, e

considerata la gravità delle imputazioni, e la possibile pena in caso di

condanna, il pericolo che __________, peraltro senza un’attività lavorativa in __________

e senza prospettive in tal senso (cfr. curriculum vitae in verb. PP 4 febbraio

2009, p. 1 e 2, AI 2.3), se posto in libertà provvisoria, si sottragga al

procedimento, riparando all’estero (in __________, in __________ o in __________)

appare quindi sufficientemente concreto;

-

la durata della proroga richiesta è rispettosa del principio di

proporzionalità: i due mesi richiesti appaiono proporzionati tenuto conto della

ampiezza del procedimento e dei numerosi accusati in __________ e all’estero,

degli atti istruttori ancora da compiere – considerato che si tratta di procedere

con gli interrogatori a confronto con almeno 3 persone e del tempo necessario

per procedere con il deposito atti e a quanto ne consegue –, considerata

l’oggettiva gravità dei reati imputati all’accusato e della presumibile pena

detentiva che gli verrebbe inflitta in caso di condanna, considerato il carcere

preventivo già sofferto ed ancora da soffrire prima del pubblico dibattimento,

con il formale invito all’attenzione dei precetti di celerità (art. 102 cpv. 1

e 176 cpv. 3 CPPT) che vuole contenimento della possibile carcerazione

preventiva, quale richiamo e quale necessità di controllo d’ufficio del

trascorrere del tempo;

-

in conclusione, constatata l'esistenza di gravi indizi di reato,

bisogni dell’istruzione e pericolo di collusione, pericolo di recidiva e

pericolo di fuga, nonché rispetto dei principi di proporzionalità della

carcerazione (sofferta e da soffrire) nei termini suesposti, l'istanza è parzialmente

accolta ed è concessa una proroga del carcere preventivo a cui è astretto __________

di due mesi, cioè sino al 27 settembre 2009 compreso.

P.Q.M

viste le norme applicabili, in

particolare gli artt. 19 cifra 2 LFStup., 95 ss., 102, 103, 280ss e 284 CPP,

decide

1. L'istanza è parzialmente

accolta.

§. Di conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto __________

è prorogato di 2 (due) mesi e verrà a scadere il 27 settembre 2009 (compreso).

Considerandi

2.

Non si

prelevano tasse e spese.

3.

Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei

ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

4.

Intimazione:

giudice

Claudia Solcà

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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