Il rispetto dei diritti umani e dei principi democratici, come espressi in particolare nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo adottata il 4 novembre 1950, così come nel Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali1 e nel Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici2, entrambi conclusi il 16 dicembre 1966, ispira, unitamente allo Stato di diritto, le politiche interne ed esterne delle Parti e costituisce un elemento essenziale del presente Accordo, alla stregua dei suoi obiettivi.
L’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, adottata da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite nel 2015, fornisce un quadro condiviso per garantire pace e prosperità sia alla popolazione che al pianeta, ora e in futuro. Al centro dell’Agenda 2030 vi sono i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), che rappresentano un appello urgente a tutti i Paesi – sviluppati e in sviluppo – affinché agiscano nell’ambito di un partenariato globale.
L’Accordo di Parigi3, che è stato negoziato dai rappresentanti di 196 Stati in occasione della 21a Conferenza degli Stati parte alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici4 (UNFCCC) ed è stato ratificato dallo Zambia il 9 dicembre 2016 e dalla Svizzera il 6 ottobre 2017, tratta questioni legate alla riduzione delle emissioni di gas serra, all’attuazione di misure di adattamento e mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e al finanziamento dell’azione per il clima. Uno dei suoi obiettivi principali è aumentare la capacità di adattarsi alle conseguenze negative dei cambiamenti climatici e promuovere la resilienza climatica e uno sviluppo a basse emissioni di gas serra, senza per questo mettere in pericolo la produzione alimentare.