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00.1087 · Interrogazione ordinaria · 2000-09-25

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Dopo una fase pilota di due anni, il programma di occupazione temporanea nell'Europa centrale e orientale, finanziato dalla cassa dell'assicurazione contro la disoccupazione, è stato definitivamente adottato dal Segretariato di Stato dell'economia (seco) all'inizio del 1996. Esso offre a uomini e donne senza impiego la possibilità di lavorare per sei mesi al massimo in un'istituzione o in un'azienda dell'Europa centrale e orientale. Tale possibilità di occupazione temporanea si prefigge due obiettivi:

1. I partecipanti devono poter esercitare un'attività corrispondente alle loro attitudini professionali che li aiuti a migliorare, sia a breve che a medio termine, le loro possibilità sul mercato svizzero del lavoro.

2. L'azienda partner, l'organizzazione o l'istituzione nel Paese ospitante deve poter approfittare delle conoscenze tecniche specifiche (know-how) dei partecipanti.

Questo programma è stato elaborato nella situazione congiunturale degli anni '90, quando il tasso di disoccupazione era elevato. Esso è stato concepito come un programma di occupazione per gli Svizzeri disoccupati. Tuttavia appare poco opportuno trasformare tale programma in una "pratica professionale per persone qualificate e motivate (giovani, indipendenti, disoccupati)", e ciò per i motivi seguenti:

- L'organizzazione attuale del programma ha dato buoni risultati e corrisponde a un bisogno reale, anche se il numero dei partecipanti è diminuito in seguito al miglioramento della situazione economica in Svizzera. Siccome i partecipanti sono esclusivamente persone senza lavoro che hanno diritto a percepire indennità giornaliere, il finanziamento è assicurato dall'assicurazione contro la disoccupazione. Nondimeno, vista l'attuale situazione congiunturale, è difficile trovare persone qualificate che svolgono un'attività lucrativa disposte a effettuare una simile pratica professionale. Inoltre, per le persone non disoccupate, il finanziamento non sarebbe garantito, ciò che ridurrebbe ulteriormente l'attrattiva di tale programma. Un finanziamento di questo gruppo di persone da parte dello Stato corrisponderebbe infatti a un sussidiamento dell'economia. Infine esiste, per le persone "giovani" (vale a dire che stanno per entrare nella vita professionale) un numero notevole di possibilità di fare le prime esperienze professionali all'estero, offerte da diverse organizzazioni che non perseguono uno scopo lucrativo (fondazioni, associazioni, ecc.).

- Gli impieghi che hanno avuto luogo nel programma in corso vengono presentati per esame alla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) al fine di assicurarne la compatibilità con i principi della cooperazione svizzera allo sviluppo. Per ricorrere ulteriormente ai fondi di aiuto allo sviluppo, come richiesto, le pratiche professionali proposte dovrebbero tuttavia poter essere valutate esplicitamente e completamente in funzione di questi principi. A tale proposito, alcune riserve sono d'obbligo. In primo luogo occorre precisare che non fa parte dei compiti principali della cooperazione svizzera allo sviluppo e dell'aiuto all'Europa dell'Est offrire ai lavoratori svizzeri la possibilità di fare esperienze professionali in un Paese dell'Europa orientale in modo da coprire il fabbisogno dell'economia svizzera in manodopera che dispone di un'esperienza internazionale. I compiti principali dell'aiuto all'Europa dell'Est comprendono provvedimenti volti a ridurre la sottoccupazione diffusa nell'Europa orientale. Inoltre, accontentandosi di inviare alcuni Svizzeri in Europa orientale, non è affatto possibile ottenere un ampio impatto per quanto concerne la trasmissione e lo sfruttamento del know-how svizzero in ognuno di quei Paesi. Il trasferimento del know-how avviene in modo non sistematico e non è nemmeno veramente durevole, poiché non si fonda su misure di accompagnamento di natura istituzionale. Per contro, le misure di natura economica adottate dalla Svizzera nell'ambito della cooperazione rafforzata con l'Europa orientale e i Paesi della CSI tengono conto di tali obiettivi. Allo scopo di migliorare le basi che consentano a Paesi di sfruttare appieno il loro attuale potenziale di specialisti con una buona formazione e creare quindi posti di lavoro, la cooperazione degli operatori economici svizzeri e locali viene incentivata nell'ambito di una strategia globale della politica dello sviluppo. Questa strategia comprende ad esempio la promozione delle piccole imprese in Romania o l'istituzione di centri di consulenza per il sostegno alle PMI in Macedonia e in Bulgaria, con l'obiettivo di stimolarvi lo spirito imprenditoriale e d'iniziativa. Di tali progetti approfittano soprattutto persone desiderose di accedere per la prima volta a questo settore (compresi i disoccupati) come pure gli impiegati di aziende che si trovano in fase di ristrutturazione o di privatizzazione. L'aiuto svizzero consiste, da un lato, in un'attività di consulenza in materia di economia aziendale o, se necessario, di formazione specializzata, che deve essere garantita sul posto a lungo termine e che viene già effettuata, nella maggior parte dei casi, da specialisti locali. Dall'altro, nella partecipazione al finanziamento di programmi di credito intesi ad agevolare l'accesso ai capitali d'investimento e d'esercizio.

Quale complemento alle misure analoghe della DSC, la cooperazione economica del seco con i Paesi in fase di transizione va nella stessa direzione. Con la promozione degli scambi commerciali e degli investimenti nonché con l'aiuto finanziario, la Svizzera fornisce un importante contributo alla creazione e allo sviluppo delle strutture economiche e sociali. Dopo un esame approfondito effettuato in stretta collaborazione con i Paesi partner, i progetti sono concepiti su misura per rispondere ai bisogni di tali Paesi. Una componente di formazione destinata agli specialisti locali costituisce parte integrante di questi progetti.

Considerato quanto precede, il Consiglio federale ritiene inopportuno un impegno della Confederazione o un ampliamento ufficiale del programma esistente di occupazione temporanea nell'Europa centrale e orientale nel senso di una pratica professionale.

Risposta del Consiglio federale.