00.1128 · Interrogazione ordinaria · 2000-12-11
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Negli ultimi anni, la questione della politica delle lingue e della comprensione tra comunità
linguistiche ha assunto in Svizzera notevole importanza. Dopo l'estensione nella Costituzione
dei compiti federali e cantonali in materia di politica linguistica, il Consiglio federale ha
sottolineato l'importanza che attribuisce a questo tema definendolo come uno degli obiettivi
prioritari della sua politica. Questa volontà è appoggiata da un gran numero di interventi
parlamentari.
Attualmente si sta manifestando una certa inquietudine per i cambiamenti dei comportamenti
linguistici della popolazione svizzera. Questa evoluzione è legata al bisogno crescente di
comunicazione in una società globale che si esprime principalmente in inglese.
Alla domanda 1
Questo sviluppo può essere valutato in modo differente a seconda dei punti di vista, in quanto
l'evoluzione linguistica mondiale comporta vantaggi e inconvenienti. In certi ambienti è ritenuta
positiva, perché apre alla nostra società nuove prospettive di ordine economico e tecnico. Anche
in termini culturali, l'odierna società della comunicazione ha senz'altro molti aspetti positivi.
D'altro canto, in un'ottica sia nazionale che globale, questo sviluppo va a scapito della varietà
linguistica e culturale. L'equilibrio linguistico è un fattore importante per il mantenimento della
pace sociale e della convivenza in un ambiente plurilingue, sia in uno Stato che in una comunità
di Stati. Per mantenerlo tale occorre promuovere attivamente il plurilinguismo.
Alla domanda 2
La volontà della Confederazione di preservare il patrimonio linguistico mondiale può essere
giudicata in base al suo impegno a favore della propria politica linguistica. Il più grande
contributo che possa portare la Svizzera risiede nella promozione della diversità linguistica e del
plurilinguismo. Per raggiungere gli obiettivi enunciati agli articoli 4, 18 e 70 della Costituzione e
per rispondere alle domande di numerosi interventi parlamentari, il Consiglio federale ha
ordinato la preparazione di una legge sulle lingue che sarà messa in consultazione nel corso del
primo semestre del 2001. Questa legge mira a preservare le quattro lingue nazionali e a
promuovere il plurilinguismo individuale come condizione primaria della comprensione
interculturale. In tal modo, la Confederazione estenderebbe il suo impegno nella politica delle
lingue in collaborazione con i Cantoni. Tuttavia, i lavori attualmente intrapresi mostrano che
resta da fare un grande sforzo.
Entro i limiti del possibile, la Confederazione s'impegna anche sul piano internazionale,
sostenendo tra l'altro iniziative del Consiglio d'Europa. Nel 1997, essa ha dunque ratificato la
Carta europea delle lingue regionali o minoritarie (FF 1997 I 1053) e nel 1998 la Convenzione
quadro del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze nazionali (FF 1998 II 903).
Inoltre, con la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE),
essa partecipa attivamente ai grandi progetti di politica linguistica del Consiglio d'Europa,
segnatamente con l'organizzazione dell'anno europeo delle lingue 2001 nel quadro del "Projet
langues vivantes". Ricordiamo che la CDPE si sforza di mettere in atto una concezione
linguistica globale e di coordinare l'insegnamento delle lingue in Svizzera.
La Svizzera sostiene anche gli sforzi delle organizzazioni politiche, economiche e culturali
impegnate a livello mondiale a favore della tutela della varietà linguistica. A tal proposito, si
rimanda in particolare alla risoluzione dell'assemblea plenaria dell'UNESCO (187 Paesi) del 17
novembre 1999, che contiene numerose raccomandazioni sulla promozione e sull'uso del
plurilinguismo. La partecipazione della Svizzera all'Organizzazione internazionale della
Francofonia offre del resto la possibilità di operare non solo in favore dell'irradiamento del
francese, ma anche della promozione della diversità linguistica e culturale.
Alla domanda 3
Dalla costituzione dello Stato federale ad oggi la convivenza delle quattro comunità linguistiche
si sviluppa senza gravi conflitti. Questa convivenza pacifica è riconducibile essenzialmente al
riconoscimento del quadrilinguismo quale prerogativa del nostro Paese nonché al rispetto e alla
tolleranza delle minoranze che ne derivano. Gli sforzi volti a tutelare e promuovere in particolare
il romancio e l'italiano sono stati per molto tempo gli obiettivi principali della Confederazione.
Alla domanda 4
Questa domanda fa riferimento alla situazione concorrenziale che risulta per le lingue nazionali
in seguito alla crescente popolarità dell'inglese. Il Consiglio federale si è già espresso in merito
nella sua risposta all'interpellanza Hubmann (97.3459) dell'8 ottobre 1997 "L'inglese, lingua di
comunicazione nella Svizzera plurilingue?", di cui citiamo un passo: "La Svizzera, come del
resto l'Unione europea, si trova di fronte a una doppia sfida: da un lato deve salvaguardare la
varietà linguistica e culturale, dall'altro deve consentire ai suoi cittadini di accedere alle
informazioni e ai mercati mondiali. Il più frequente uso dell'inglese non compromette
direttamente la varietà linguistica della Svizzera, ma costituisce una sfida supplementare per la
Svizzera plurilingue. Si tratta di accettare questa sfida e di predisporre le misure adatte per
salvaguardare e promuovere la competenza linguistica nelle lingue nazionali, senza tuttavia
ostacolare per principio l'apprendimento dell'inglese quale lingua di comunicazione globale."
Nella sua risposta all'interpellanza del Gruppo ecologista (00.3428) del 19 settembre 2000
"Pace linguistica in pericolo" il Consiglio federale ha dichiarato che "l'insegnamento dell'inglese,
pur figurando nei programmi di studio elvetici, non deve penalizzare le lingue nazionali."
Risposta del Consiglio federale.