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00.1131 · Interrogazione ordinaria · 2000-12-12

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Una fondazione berlinese di belle arti ha chiesto l'opinione dell'ambasciata a Berlino in merito

alla collocazione della scultura "Gruppenfigur mit Ketten gebunden", un'opera alta cinque

metri in ferro e legno creata nel 1975 da Schang Hutter, perché il sito previsto si trova nelle

immediate vicinanze dell'ambasciata, nel cuore del quartiere governativo. L'ambasciata -

d'accordo con la Commissione federale delle belle arti - ha raccomandato alla fondazione di

rinunciare a collocare la scultura nel luogo prescelto. La decisione ultima in una questione

come questa compete alle autorità berlinesi responsabili.

Dato che non è di sua competenza rilasciare giudizi su opere d'arte, l'ambasciata ha

consultato la Commissione federale delle belle arti. Quest'ultima raccomanda di rinunciare a

collocare la scultura, alta cinque metri e raffigurante persone incatenate, in particolare per i

motivi seguenti:

? a suo avviso, quando ha creato la scultura a Venezia nel 1975, l'artista lavorava in un

contesto diverso. Se la scultura fosse esposta 25 anni più tardi a Berlino sarebbe portatrice

di un nuovo messaggio solo già per il luogo scelto. Senso e messaggio della scultura

sarebbero quindi interscambiabili a seconda della sede in cui è essa collocata e svincolati

dall'opera, circostanza che non parlerebbe certo a favore del lavoro dell'artista;

? sempre secondo la Commissione l'opera non corrisponde al linguaggio della scultura

contemporanea e non è nemmeno in grado di inserirsi nella cornice architettonica e

artistica creata con la costruzione dei nuovi edifici sulle rive della Spree.

L'ambasciata, da parte sua, fa valere per motivi politici l'argomentazione che un'opera

raffigurante un gruppo di persone incatenate fra loro posta proprio nel cuore del quartiere

governativo di Berlino - indipendentemente dalla persona dell'artista o dalla valutazione

artistica della sua opera - susciterebbe inevitabilmente un'associazione di idee con

l'Olocausto. L'artista, inoltre, si sarebbe regolarmente occupato dell'Olocausto nelle sue

opere sin dal 1954. Il dibattito sul memoriale dell'Olocausto protrattosi in Germania per lunghi

anni ha mostrato come sia difficile trovare un denominatore comune sulla forma più adeguata

che dovrà assumere questo ricordo, in particolare nella capitale tedesca. In un simile

contesto, collocare la scultura di Schang Hutten in uno spazio pubblico a Berlino, davanti

all'ambasciata svizzera nel bel mezzo del quartiere governativo, metterebbe in dubbio sia la

serietà che i risultati del dibattito. Interferire in questo modo nel dibattito sul memoriale

dell'Olocausto in Germania non spetta a un artista svizzero e tantomeno può essere

raccomandato dalla Svizzera ufficiale.

Il Consiglio federale ritiene che l'ambasciata abbia espresso la sua raccomandazione di

rinunciare a collocare la scultura dopo essersi fatta un'opinione sulla base di un esame

approfondito della questione.

Risposta del Consiglio federale.

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