00.1139 · Interrogazione ordinaria · 2000-12-13
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Per il Consiglio federale e il comando dell'esercito, la sicurezza dei militari della SWISSCOY ha la massima priorità. Conformemente alle condizioni quadro legali e politiche della Svizzera, la SWISSCOY non partecipa a azioni militari di imposizione della pace e di conseguenza riduce al minimo i rischi. Il Consiglio federale è tuttavia consapevole del fatto che in nessun impiego di cittadini svizzeri in zone pericolose all'estero è possibile escludere categoricamente qualsiasi pericolo per la vita e l'incolumità delle persone. Esso si adopera comunque per assicurare in ogni momento la sicurezza necessaria grazie ad accordi e convenzioni, a puntuali accertamenti sul posto e a regole di comportamento (p. es. Rules of Engagement in Kosovo). Il Consiglio federale utilizza tutti i canali a sua disposizione, in particolare le sue rappresentanze all'estero, per fare chiarezza sulle relative zone d'impiego del personale svizzero. Inoltre, esso si riserva in ogni momento il diritto di interrompere gli impieghi qualora i pericoli per il personale interessato dovessero risultare troppo elevati.
Il fatto che in una regione come il Kosovo i pericoli siano più elevati che altrove è dovuto, tra l'altro, alle difficili condizioni stradali, alle mine e ai proiettili inesplosi nonché all'alto tasso di criminalità e all'elevato numero di armi in circolazione. Grazie a severe prescrizioni, all'istruzione specifica della SWISSCOY (per esempio in relazione con le munizioni all'uranio impoverito) e alle preziose conoscenze acquisite in ambito civile dai singoli soldati, finora è stato possibile evitare efficacemente incidenti e infortuni invalidanti. Con l'elevata qualità del lavoro svolto, la SWISSCOY ha sempre saputo trasmettere alle altre nazioni della KFOR un'immagine positiva dell'impiego svizzero.
Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:
1. Nell'accordo bilaterale tra la Svizzera e l'Austria (la SWISSCOY è assegnata per collaborazione al contingente austriaco) una partecipazione ad azioni militari di imposizione della pace è esplicitamente esclusa. Tali impieghi fanno invece parte dei compiti del contingente tedesco. Di conseguenza, per il Consiglio federale non è necessario distanziarsi dalle dichiarazioni espresse dal generale Naumann in occasione di un rapporto di divisione dell'esercito svizzero, poiché il contingente svizzero assume compiti differenti da quello tedesco.
2. Il Consiglio federale dispone di documenti della KFOR classificati confidenziali che offrono un bilancio del numero di morti e feriti delle singole nazioni che fanno parte della KFOR. Dall'inizio dell'impiego in Kosovo sono morti 52 militari della KFOR, dei quali due terzi in occasione di incidenti stradali, per suicidio oppure per cause naturali. Circa un terzo è morto in occasione di incidenti con armi o durante un impiego. Per quanto riguarda i ferimenti si delinea un quadro analogo. Gli incidenti stradali, gli infortuni dovuti allo svolgimento di attività nel tempo libero o durante il servizio rappresentano chiaramente più della metà dei casi. Dall'inizio dell'impiego nell'autunno del 1999, i militari della SWISSCOY non hanno subito alcun danno permanente. Il primo grave infortunio si è verificato il 10 gennaio di quest'anno, quando un militare della SWISSCOY è stato colpito da una pietra durante lavori di risanamento ad una galleria. L'uomo è stato immediatamente rimpatriato e la sua convalescenza procede bene.
3. A causa della limitazione dei compiti illustrata al punto 1, la potenziale minaccia per i militari della SWISSCOY è relativamente esigua. La situazione in materia di sicurezza nel Kosovo continua però a rimanere instabile e non si modificherà sostanzialmente a breve termine a causa del futuro politico incerto (buona parte della popolazione albanese del Kosovo aspira alla fondazione di uno Stato indipendente) e dell'aumento del numero di ritorni di persone d'origine serba nel Kosovo. Inoltre, nel Kosovo il numero delle armi in circolazione continua a rimanere molto elevato, nonostante le azioni di ricerca e il costante ritrovamento di materiale bellico da parte della KFOR.
Nel settore della brigata multinazionale Sud, nel quale è impiegata la SWISSCOY, la situazione si presenta relativamente tranquilla, poiché la percentuale della popolazione di origine serba è piuttosto bassa. Qui, come nel resto del Kosovo, le minacce per la vita e per l'incolumità delle persone sono dovute, in ordine decrescente, agli incidenti stradali, alle mine, ai proiettili inesplosi e alla criminalità. Per quanto riguarda le numerose prestazioni del contingente svizzero fornite a favore di terzi anche fuori del campo (trasporti, progetti di costruzione nell'ambito della cooperazione civile e militare ecc.), non è possibile escludere categoricamente che militari della SWISSCOY siano coinvolti in incidenti.
I principi applicati nel Kosovo al fine di ridurre i rischi per il personale svizzero sono validi anche per tutti gli impieghi in altre regioni.
Risposta del Consiglio federale.