00.1148 · Interrogazione ordinaria · 2000-12-15
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Domanda 1 (Valutazione delle LTTE)
Nel corso della loro storia, le Tigri per la liberazione della patria tamil (LTTE) hanno
perpetrato diversi attentati dinamitardi contro obiettivi sia militari sia civili. Questi
attentati hanno messo in pericolo la vita di persone non coinvolte nel conflitto;
innumerevoli civili hanno perso la vita in seguito ad attentati suicida e altri attentati
dinamitardi delle LTTE. Il reclutamento forzato dei cosiddetti bambini soldati e il culto
incondizionato del capo, praticato da questa organizzazione, non contribuiscono di
certo a raccogliere il consenso attorno alle LTTE.
Dal fatto che le LTTE utilizzino metodi terroristici non si può tuttavia dedurre
automaticamente che tutti i membri e tutti i simpatizzanti delle LTTE in Svizzera siano
terroristi.
Finora le LTTE e le loro organizzazioni in Svizzera non hanno commesso atti terroristici
nel nostro Paese. Non si può tuttavia escludere che i soldi raccolti in Svizzera da queste
organizzazioni finanzino anche le operazioni terroristiche nello Sri Lanka.
Domanda 2 (Valutazione del conflitto interno dello Sri Lanka)
Il Consiglio federale ritiene che il conflitto in Sri Lanka non possa essere classificato
solo come un problema tra una minoranza tamil e una maggioranza singalese. A prima
vista, sembrerebbe ovvio vedere il conflitto esclusivamente come uno scontro tra una
maggioranza di tre quarti di singalesi e una minoranza tamil di circa il 12 per cento nel
nord est del Paese. Un'analisi più approfondita mostra tuttavia che una simile
semplificazione non corrisponde alla complessità del conflitto. Per comprendere in
modo più approfondito questo conflitto è necessario considerare anche altri fattori. Si
pensi agli interessi sociali, economici, religiosi e politici che portano a coalizioni che non
coincidono con l'appartenenza semplificativa a una delle due etnie succitate, ma spesso
sono nondimeno responsabili dei conflitti.
Domanda 3 (Elezioni parlamentari del 10 ottobre 2000)
La campagna elettorale che ha preceduto le elezioni è stata caratterizzata da azioni
violente. Nelle elezioni in Sri Lanka questa violenza non è straordinaria ed é connessa
con i forti contrasti esistenti tra i partiti politici del Paese.
La commissione elettorale dello Sri Lanka aveva invitato osservatori esteri, 76 dei quali
inviati dall'Unione europea. La dichiarazione rilasciata dalla presidenza francese a
nome dell'Unione europea, il 31 ottobre 2000, giunge alla seguente conclusione:
"Nonostante nel corso della campagna e il giorno delle elezioni sia stato constatato un
certo numero di incidenti insoliti, deplorati dall'Unione europea (abuso dei mezzi statali
da parte dei candidati del People's Alliance e accesso facilitato ai media statali durante
la campagna elettorale, inosservanza del termine fissato per la conclusione della
campagna ecc.), queste elezioni hanno dato l'opportunità ai cittadini dello Sri Lanka di
esprimere in modo ragionevolmente accettabile [raisonnablement acceptable] il loro
voto."
Questa conclusione corrisponde alle informazioni di cui dispone il Consiglio federale.
Domanda 4 (Centro di accoglienza "Red Cross Home")
La direzione del centro d'accoglienza della Croce Rossa prende contatto con il posto di
polizia responsabile del quartiere solo per notificare legalmente i rimpatriati affinché
questi ultimi non debbano temere noie in caso di un eventuale controllo da parte delle
forze di sicurezza. Assiste le persone rimpatriate nelle procedure amministrative.
Né l'Ufficio federale dei rifugiati (UFR) né la rappresentanza svizzera a Colombo
dispongono di informazioni in merito a presunte attività di informatore da parte del
personale del Centro della Croce Rossa.
Domanda 5 (Rimpatrio dei richiedenti l'asilo allontanati)
Nonostante il conflitto in Sri Lanka non sia ancora stato appianato e decine di migliaia di
persone siano ancora colpite dalle conseguenze del conflitto nelle loro regioni d'origine,
il Consiglio federale ritiene già da diversi anni che il rientro nelle zone del Paese non
coinvolte negli scontri sia in linea di massima ragionevole.
La situazione dei diritti dell'uomo nello Sri Lanka è notevolmente migliorata con il
cambio di potere nel 1994 e rispetto alle condizioni esistenti all'inizio degli anni
Novanta. I richiedenti l'asilo di questo Paese rimpatriati hanno la possibilità di scegliere
un domicilio alternativo nella zona di Colombo dove vivono diverse centinaia di migliaia
di cittadini di etnia tamil.
Il fatto che l'Ufficio federale dei rifugiati (UFR) esamini singolarmente ogni domanda di
asilo per accertare eventuali ostacoli all'allontanamento e tiene quindi
convenientemente conto della situazione particolare di determinate categorie di persone
(minorenni soli o donne, persone anziane ecc.) garantisce una valutazione individuale
dell'ammissibilità, della ragionevolezza e della possibilità di eseguire l'allontanamento.
Domanda 6 (Azione umanitaria 2000)
Fino al 31 dicembre 2000, complessivamente 8'107 persone provenienti dallo Sri Lanka
sono state incluse nell'Azione umanitaria 2000 (Humak).
Domanda 7 (Riflessioni in materia di politica della pace)
Da qualche tempo, il DFAE si preoccupa di come adeguare le sue attività di
promovimento della pace nello Sri Lanka per poter intervenire efficacemente anche in
futuro. In collaborazione con il dr. Norbert Ropers, specialista in materia di conflitti, è
stata sviluppata e approfondita l'idea di istituire sul posto una struttura istituzionale che
funga da piattaforma per il promovimento della pace. Questa idea è attualmente
sviluppata all'interno del Dipartimento. Lo scopo di una simile struttura consisterebbe
essenzialmente nel collegare e sostenere mediante provvedimenti puntuali gli operatori
che, per la loro importanza strategica, potrebbero contribuire in modo costruttivo a
avviare un processo di pace.
Il Consiglio federale sostiene il Governo norvegese nell'adempimento del suo mandato
di facilitators, che le due parti in conflitto gli hanno assegnato. Ritiene che l'impegno
della Svizzera a favore della pace non debba essere in concorrenza con gli sforzi della
Norvegia, bensì completarli.
Domanda 8 (Analisi della situazione)
L'analisi elaborata dal dr. Norbert Ropers concernente la situazione del conflitto nello
Sri Lanka funge da base di riflessione all'interno dell'amministrazione in vista di possibili
iniziative future della Svizzera in materia di politica della pace. La pubblicazione dello
studio non è prevista.
Risposta del Consiglio federale.