00.3112 · Interpellanza · 2000-03-23
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Alla luce degli sviluppi più recenti nel campo delle assicurazioni complementari per la malattia, che discriminano e penalizzano i gruppi d'assicurati più a rischio (assicurati con problemi di salute, anziani, donne), chiedo al Consiglio federale:
1. se non intende evitare che le assicurazioni complementari siano ormai accessibili quasi solo alle persone più abbienti;
2. se non ritiene che devono potere operare meccanismi di solidarietà anche nel ramo delle assicurazioni complementari (e come tali facoltative);
3. se non reputa opportuno che le assicurazioni complementari siano collocate nel campo delle assicurazioni sociali, pur riservando loro una collocazione distinta (parte facoltativa).
Begründung
Aumenti ormai insopportabili
Dall'inizio di quest'anno i premi per le assicurazioni complementari hanno in generale subìto aumenti consistenti, confermando le tendenze degli ultimi anni. Il livello raggiunto dai premi genera d'altronde una spirale che si autoalimenta; un numero crescente di persone abbandona le assicurazioni complementari, restringendo la cerchia degli assicurati all'interno della quale ripartire i rischi e accentuando perciò la prospettiva d'ulteriori aumenti dei premi.
Gruppi più colpiti
Ad essere colpiti da questi aumenti sono soprattutto le fasce più a rischio. Non è raro vedere persone al di là dei 65 anni che, nella misura in cui abbiano dovuto subire una ospedalizzazione, sono tenuti a versare premi attorno ai 900 franchi mensili. È più che comprensibile la reazione di queste persone che, dopo avere in precedenza contribuito (quasi sempre per alcuni decenni) a coprire i costi generati dalle generazioni più anziane, si trovano oggi, diventate esse stesse anziane, nell'impossibilità di beneficiare di un'equivalente solidarietà.
Casi di questa natura, ai quali si può aggiungere la posizione parimenti sfavorita delle donne, fanno capire quanto le assicurazioni complementari diventino ormai accessibili solo alle persone più abbienti.
Correzioni insufficienti
Per cercare di ovviare alle contraddizioni più evidenti, sono nel frattempo state presentate alcune iniziative parlamentari ancora all'esame. Benché esse rispondano ad un'innegabile esigenza di correzione del sistema, una loro accettazione non eliminerebbe però la possibilità, per le assicurazioni, di comunque offrire nuovi prodotti, sganciati dalle regole della solidarietà. C'è quindi il rischio che queste iniziative non riescano a raggiungere lo scopo prefisso.
Più che di singoli adattamenti c'è quindi bisogno di impostare in modo diverso l'intero sistema. Oggi si assiste al ribaltamento della sua finalità. Invece di essere organizzato allo scopo di coprire i rischi di malattia, tende piuttosto ad espellere le persone portatrici di maggiori rischi o perlomeno ad isolarle in categorie chiuse, in modo che non influenzino negativamente la concorrenzialità degli enti assicurativi.
Collocare diversamente le assicurazioni complementari
Le assicurazioni complementari costituiscono un'opzione legittima, alla quale deve potere accedere anche chi non dispone di redditi elevati. Per salvaguardare questa opzione assicurativa, oggi preclusa ad un numero sempre maggiore di persone e soprattutto agli anziani, appare necessario rivedere la scelta di collocare le assicurazioni complementari all'interno del diritto privato (legge sul contratto di assicurazione). È certamente possibile, senza mettere in pericolo la priorità riservata all'assicurazione sociale di base, di riportare le assicurazioni complementari entro un contesto maggiormente rispettoso dei criteri di solidarietà e cioè all'interno della LAMal (parte facoltativa).
Aspetti e indirizzi da considerare
Si tratterebbe in particolare di fare in modo che i premi siano calcolati in funzione delle prestazioni assicurate e non della situazione personale del singolo assicurato (età, sesso, stato di salute).
Andrebbe pure valutata l'introduzione di una più precisa distinzione tra le varie componenti che concorrono alla formazione e alla differenziazione delle tariffe (cura sanitaria, trattamento alberghiero, libera scelta del medico), in modo che ogni assicurato possa operare le opzioni più opportune.
Al di là dell'impostazione che vorrà essere conferita alle assicurazioni complementari, va in ogni modo considerato che è presente nella popolazione una giustificata attesa, alla quale è urgente fornire una risposta.
Stellungnahme des Bundesrates
Nell'articolo 12 capoverso 2 la LAMal assoggetta le assicurazioni complementari per la malattia alla legge sul contratto d'assicurazione (LCA). Nella risposta alla mozione Roth (96.3629) "Assicurazione malattia. Protezione delle persone con assicurazione complementare", il Consiglio federale ha rilevato in merito quanto segue: "Introducendo la nuova legge federale sull'assicurazione malattia (LAMal) il legislatore intendeva operare consapevolmente una chiara distinzione tra, da una parte, un'assicurazione malattia sociale obbligatoria e, dall'altra, un'assicurazione complementare che ubbidisse esclusivamente ai principi del diritto privato. Lo scopo è di creare, fra le altre cose, la verità dei costi e la trasparenza dei costi, ad esempio mediante il fatto che le assicurazioni complementari devono autofinanziarsi, senza ricorrere a sovvenzioni statali, oppure mediante la possibilità, data nell'assicurazione complementare, di calcolare tariffe strutturate secondo i gruppi a rischio o le cause di rischio. La trasparenza nella struttura dei costi, ossia sapere chi provoca quali costi mediante quali prestazioni, rappresenta la conditio sine qua non per contenere l'aumento dei costi della salute.
Il Consiglio federale è tuttavia consapevole del fatto che gli aumenti dei premi, segnatamente nel settore dell'assicurazione complementare, costituiscano per molti assicurati un onere finanziario insostenibile. Esso capisce anche perché una parte dei cittadini si senta derubata dei suoi sforzi in materia di previdenza allorquando non è più in grado di sostenere finanziariamente le proprie assicurazioni complementari."
Sovente adesso si ha l'impressione che la dipendenza dalla LCA sia l'unica causa degli elevati premi dell'assicurazione complementare per la malattia. Anche con il vecchio sistema della LAMI non sarebbe però stato possibile evitare un aumento dei premi, al massimo la ripartizione sulle singole classi d'età sarebbe stata piú equilibrata. La causa principale dell'aumento dei premi è stata l'esplosione dei costi nel campo della salute; è stato proprio questo uno dei principali motivi per cui la legge sull'assicurazione malattia è stata sottoposta a una revisione. L'obiettivo della revisione era, da un lato, di stabilizzare i costi crescenti della salute e, dall'altro, di mettere a disposizone di tutta la popolazione un'assicurazione di base conveniente e sociale che coprisse i bisogni fondamentali. Coloro che auspicano una protezione assicurativa che vada oltre i bisogni fondamentali devono poterla ottenere mediante un'assicurazione complementare, assumendone però interamente i costi.
In pratica, tuttavia, è risultato che i cantoni non sovvenzionano le prestazioni di base degli ospedali nel cantone di domicilio di coloro che hanno stipulato un'assicurazione complementare (benché essi paghino anche i premi dell'assicurazione di base e le imposte) e che gli ospedali applicano per coloro che hanno stipulato un'assicurazione complementare aliquote di calcolo che superano le prestazioni supplementari effettivamente corrisposte. In tal modo gli oneri per le prestazioni dell'assicurazione complementare vengono gonfiati, con un conseguente aumento dei premi. Tuttavia, la nuova regolamentazione del finanziamento ospedaliero, così come è stata formulata dal Consiglio federale nel messaggio concernente una revisione parziale della LAMal licenziato il 18 settembre 2000, prevede lo sgravio dei costi in quanto è proposto che il finanziamento delle cure ospedaliere sia assunto per metà dal cantone di domicilio e per metà dall'assicurato, indipendentemente dal luogo del trattamento.
1. Il Consiglio federale non condivide l'opinione che l'assicurazione complementare per la malattia sia accessibile soltanto alle persone più abbienti. Le offerte degli assicuratori coprono un ampio spettro di esigenze supplementari che certamente comportano costi proporzionali, ma che, secondo la composizione individuale dell'offerta, sono accessibili ad ampie fasce della popolazione. Il sistema scelto dal legislatore, che fa una distinzione tra un'assicurazione di base sociale e un'assicurazione complementare retta dal diritto privato, rispecchia il nostro ordinamento giuridico e sociale.
2. I meccanismi della solidarietà nel caso delle assicurazioni facoltative sono applicabili soltanto limitatamente. Considerato che il volume e il livello attuali delle prestazioni dell'assicurazione di base obbligatoria consentono di rinunciare senza grandi difficoltà alle assicurazioni complementari, anche in futuro l'aumento dei premi dell'assicurazione complementare comporterà inevitabilmente un'ulteriore diminuzione degli assicurati. Più aumenta però il numero degli assicurati che rinunciano a una copertura dell'assicurazione complementare, più i meccanismi di solidarietà dell'assicurazione complementare per la malattia divengono improbabili.
3. La trasformazione dell'assicurazione complementare per la malattia in una sorta di assicurazione sociale facoltativa con le necessarie limitazioni nella composizione dei premi e dei contratti e con un relativo coordinamento in materia legale e di sorveglianza nel settore delle assicurazioni sociali richiederebbe una revisione radicale del sistema di classificazione nell'assicurazione malattia. Il Consiglio federale ritiene che il sistema vigente dell'assicurazione complementare per la malattia debba essere mantenuto con un'ampia libertà per quanto concerne la composizione dei premi e dei contratti.
Risposta del Consiglio federale.