00.3130 · Interpellanza · 2000-03-23
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è del parere che il principio di collaborazione rappresenti un elemento importante della moderna politica ambientale ed energetica. La collaborazione con l'economia può completare in modo ragionevole la gamma dei regolamenti di polizia e degli strumenti economici (obblighi e divieti, tasse d'incentivazione e contributi causali). Essa contribuisce a rinunciare a un numero crescente di prescrizioni esecutive.
Il principio di collaborazione veniva già applicato prima della modifica della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb, art. 41a) e prima dell'entrata in vigore della legge sull'energia (LEne, art. 2), vale a dire prima del 1997 risp. 1999. Per quanto concerne il coinvolgimento dell'economia, il Consiglio federale rammenta la legge sulla protezione dell'ambiente del 1983 e l'intensa cooperazione pluriennale con le cerchie interessate nell'ambito della gestione dei rifiuti, il programma d'azione Energia 2000 o la decisione sull'utilizzazione dell'energia.
Energia 2000 si basa su tre pilastri: le misure facoltative, le considerazioni quadro legislative e il dialogo sulla politica energetica. Soprattutto con le misure facoltative si sono raggiunti dei risultati nella seconda parte del programma, a partire dal 1995, che hanno superato quelli delle misure legislative. È tuttavia emerso che anche le misure facoltative richiedono molto tempo prima di sortire un effetto su larga scala a livello nazionale. Sono inoltre indispensabili contributi statali sufficienti destinati allo sviluppo di prodotti per il marketing nonché all'assicurazione della qualità di attività e misure.
Con la decisione sull'utilizzazione dell'energia la Confederazione ha ora l'opportunità di introdurre delle prescrizioni relative al consumo. Prima dovrebbero però essere vagliate misure facoltative dell'economia. Nell'ambito delle apparecchiature sono stati elaborati valori oggettivi da raggiungere con i settori coinvolti. In base a tali valori obiettivi, sono stati raggiunti dei progressi nella diffusione di apparecchiature efficienti dal profilo energetico, ma per nessuna categoria gli obiettivi sono stati completamente colti. Per le autovetture non è stato trovato un accordo, nonostante le lunghe trattative, di modo che il Consiglio federale ha dovuto stabilire valori obiettivi in un'ordinanza. Stando ai risultati finora ottenuti, difficilmente questi saranno raggiunti.
La legge sul CO2, entrata in vigore il 1° maggio 2000, e la legge sul mercato dell'energia elettrica sono state elaborate in un dialogo serrato con l'economia. Sempre in stretta collaborazione con l'economia e con i Cantoni viene definito il programma che farà seguito a Energia 2000.
Ancora è troppo presto per tracciare un bilancio definitivo concernente gli articoli 41a LPAmb o 2 LEng. Per ciò che riguarda l'articolo 41a LPAmb, si possono fornire già prime indicazioni sui suoi effetti. Il Consiglio federale si esprime pertanto come segue in merito alle domande dell'autore dell'interpellanza:
1. Nel settore della gestione dei rifiuti vi è una stretta collaborazione con l'economia, sia per quanto attiene all'esecuzione dell'ordinanza sugli imballaggi per bibite (OIB) sia per l'esecuzione dell'ordinanza sulla restituzione, la riprese e lo smaltimento di apparecchi elettrici ed elettronici (ORSAE). Negli articoli 23, 24 e 25 dell'ordinanza sui siti contaminati (Ositi) sono stati ampliati e concretizzati i principi dell'articolo 41a sulla collaborazione con l'economia. Nel quadro dell'ordinanza sugli incidenti rilevanti (OPIR), l'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP), in collaborazione con i settori coinvolti e gli enti preposti all'esecuzione, ha elaborato, oltre a direttive (Manuali I a III, criteri di valutazione I per aziende), rapporti quadro (impianti di gas naturale ad alta pressione, serbatoi verticali, serbatoi a gas liquido) e checklist (sicurezza di piste di ghiaccio artificiale), che svolgono la funzione di prescrizioni esecutive. Nell'ordinanza sulla protezione del suolo (Osuolo) il principio di collaborazione è stabilito nell'articolo 12 capoverso 2. I primi esempi di attuazione sono le tre nuove norme sui movimenti di terra per l'edilizia. Nel settore della protezione dell'aria, dal 1998 esiste un accordo settoriale in merito agli ossidi di azoto (NOx) tra i cementifici e i Cantoni in cui sono ubicati. I partner coinvolti si sono accordati su una riduzione graduale del carico complessivo di NOx del settore del cemento su tutto il territorio svizzero entro il 2010. La commissione di controllo che segue tale accordo viene diretta dall'UFAFP, il quale ha promosso l'accordo.
2. Grazie alla collaborazione con l'economia, nell'OIB si è potuto rinunciare all'emanazione di norme vincolanti per il finanziamento del riciclaggio di bottiglie PET e di lattine di alluminio. Il settore finanzia la raccolta e il riciclaggio di imballaggi vuoti con contributi volontari, auspicando però un aiuto da parte dello Stato, per evitare che le misure volontarie vengano messe in pericolo dalle aziende che traggono vantaggi dal sistema senza partecipare al suo finanziamento. Quanto all'ORSAE, si è riusciti a rinunciare a prescrizioni dettagliate. Il carattere sintetico del testo dell'ordinanza ha però indotto i rappresentanti dell'economia a chiedere l'armonizzazione delle direttive, per poter applicare in modo possibilmente uniforme le prescrizioni nei Cantoni. Senza la stretta collaborazione con il settore non sarebbe stato possibile, o lo sarebbe stato solo con un grande dispiego di energie, elaborare le direttive sull'incenerimento dei rifiuti nei cementifici, le direttive sul riciclaggio dei rifiuti di cantiere o le direttive sul riciclaggio di materiale di scavo e di demolizione. In molti casi, al posto di direttive, sarebbe stata necessaria l'emanazione di un'ordinanza. Nel settore dei siti contaminati l'economia ha scarsamente sfruttato la possibilità di creare in maniera autonoma un diritto relativo alle esportazioni (direttive). È stato piuttosto l'UFAFP che, insieme ad alcune associazioni, ha fatto elaborare accordi settoriali modello. Nel Canton Zurigo uno di questi accordi (Unione petrolifera) sta per essere concluso. L'OPIR risulta sintetica, visto il numero delle regolamentazioni (dalle piste di ghiaccio artificiale ai perimetri aziendali della chimica nonché vie di comunicazione e impianti con potenziali pericoli biologici). La protezione del suolo è un settore ambientale che di per sé non opera con numerosi atti legislativi della Confederazione, ma che impiega ausili per l'esecuzione generalmente accettati ai fini dell'armonizzazione dell'esecuzione in forma di istruzioni e manuali. L'effetto dell'articolo 12 O suolo deve superare la prova dell'attuazione pratica. Grazie all'accordo sui NOx con l'industria del cemento, in tale settore si è potuto rinunciare a una modifica della legge contro l'inquinamento atmosferico (OIAt).
3. Il coinvolgimento tempestivo e ampio del settore, la considerazione delle esigenze dello stesso e la stretta collaborazione relativa all'esecuzione consentono di elaborare nell'ambito della gestione dei rifiuti prescrizioni pragmatiche e idonee per l'esecuzione. Infatti le prescrizioni incontrano ampi favori già a livello di procedura di consultazione. Lo spoglio delle risposte risulta pertanto più facile. Per quanto concerne l'Ositi, la concretizzazione dell'articolo 41a LPAmb negli articoli 23 e 25, in cooperazione con l'economia, ha migliorato il rapporto di fiducia tra economia e autorità; ciò ha portato a soluzioni consensuali al momento della rielaborazione dell'Ositi anche in altre parti dell'ordinanza. Gli uffici preposti all'esecuzione dell'Ositi si incontrano due volte all'anno per uno scambio di esperienze. Questo organo svolge quindi alcune funzioni proprie della procedura di consultazione. La protezione del suolo organizza ampie consultazioni concernenti gli ausili per l'esecuzione presso gli incaricati cantonali della protezione del suolo. Poiché in questi casi non si tratta di ordinanze, risultano superflue procedure analoghe a livello di Confederazione. Per quanto concerne le emissioni di NOx, una modifica dell'OIAt sarebbe stata più onerosa, poiché la procedura di consultazione formale richiede più tempo e la cerchia delle persone consultate è più ampia.
4. Nel settore della gestione dei rifiuti il principio di collaborazione ha dato le sue prove. Le difficoltà nascono là dove singoli rappresentanti settoriali non sostengono le misure volontarie di un settore. I limiti emergono anche nei settori dell'economia in cui vi è una grande concorrenza. In questi casi l'economia auspica spesso un'esecuzione possibilmente uniforme delle prescrizioni, il che richiede l'emanazione di ordinanze assai dettagliate o l'elaborazione di direttive dettagliate. Nell'ambito dei siti contaminati la volontà di cooperare è riscontrabile presso molti Cantoni e associazioni, l'attuazione risulta però onerosa e procede perciò a rilento. I singoli membri di un settore spesso non vedono i vantaggi economici di accordi settoriali. Sono necessarie un'interpretazione chiara dell'articolo 41a LPAmb, l'informazione di ampie cerchie del mondo economico e la presentazione di esempi positivi. Nell'OPIR il principio di collaborazione ha dato i suoi frutti. La collaborazione con le persone interessate viene apprezzato. Nella protezione del suolo il principio degli accordi settoriali dovrà ancora imporsi. Entra in linea di conto soprattutto la protezione fisica del suolo (cautela nella progettazione e per l'impiego di apparecchiature pesanti per il trattamento del suolo onde evitare indurimenti del suolo). Nel campo della protezione dell'aria il vantaggio dell'accordo sugli NOx consiste nella trasparenza dei dati sulle emissioni nei Cantoni di ubicazione.
L'applicazione dell'articolo 2 LEne sarà garantita soprattutto dal programma successivo a Energia 2000. Sarà lanciato all'inizio del 2001. Al riguardo le misure facoltative di Energia 2000 saranno rafforzate dall'impiego di agenzie giusta la legge sull'energia, da accordi con i grandi consumatori in base alla legge sul CO2 e da un programma di incentivazioni giusta la legge sulle tasse d'incentivazione. La collaborazione con l'Agenzia dell'energia dell'economia è stata avviata. Un progetto pilota, che si propone di indicare la fattibilità di accordi oggettivi relativi al consumo energetico e alle emissioni di C02, è già stato avviato. Entro il 2000 dovrà essere formulato un mandato di prestazione dell'Agenzia.
In sintesi, il Consiglio federale ritiene che le esperienze inerenti al principio di collaborazione finora registrate sono sì diverse, ma che danno anche adito a un sostanziale ottimismo. Numerosi esempi mostrano che il principio di collaborazione si sta diffondendo. Il processo richiede però tempo e, anche da parte della Confederazione, notevoli mezzi finanziari e risorse umane. Due sono i presupposti cui va dato particolare rilievo: il fatto che l'economia riconosca un determinato problema e che vi sia la volontà di trovare una soluzione comune. È indispensabile, a questo proposito, poter contare sulla partecipazione di tutti i membri di un settore, onde evitare che qualcuno ne tragga profitto. Sovente è l'economia stessa che esita di fronte a soluzioni incentrate sulla cooperazione o che preferisce regolazioni dettagliate o vincolanti. Il Consiglio federale esprime la speranza che in futuro il principio di collaborazione si diffonda maggiormente nella politica energetica e ambientale.
Risposta del Consiglio federale.