00.3170 · Interpellanza · 2000-03-24
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
L'uso di antibiotici per aumentare le prestazioni nella produzione animale è stato vietato con l'entrata in vigore della nuova legge sull'agricoltura. Questa disposizione intende ridurre la resistenza che alcuni germi sviluppano nei confronti di antibiotici somministrati a scopi terapeutici. Al momento della sua adozione non era certo che questa disposizione avrebbe garantito una diminuzione dell'uso globale di antibiotici. In effetti, alcune malattie il cui insorgere veniva impedito mediante l'aggiunta di antibiotici all'alimentazione abituale degli animali in certi periodi della loro vita si manifestano ora che l'aggiunta di dette sostanze è stata vietata. Siccome a breve termine non esistono alternative sicure per combattere queste malattie, gli animali devono essere curati mediante antibiotici. L'obbligo di registrare l'impiego di antibiotici in un giornale dei trattamenti assicura l'uso corretto e a scopo terapeutico di queste sostanze. L'abbandono dell'uso di sostanze antimicrobiche per aumentare le prestazioni obbliga altresì i responsabili delle aziende detentrici di animali ad adattare la gestione dell'azienda alle nuove condizioni; si dovrà pertanto aspettare un po' di tempo prima che le misure adottate producano i loro frutti. Le cifre relative al periodo 1994-1998 mostrano una diminuzione costante dell'uso di antibiotici nella medicina veterinaria. Mancano invece ancora i dati necessari per valutare se nel corso dell'ultimo anno l'uso è effettivamente aumentato.
Alle domande poste il Consiglio federale risponde come segue:
1. La responsabilità dell'uso terapeutico degli antibiotici e della registrazione dei trattamenti nell'apposito giornale spetta ai detentori degli animali. I Cantoni, dal canto loro, sono responsabili del controllo del giornale dei trattamenti. I detentori degli animali sono sottoposti a svariati controlli effettuati, secondo la legislazione vigente, da varie istanze. Considerate queste circostanze, l'Ufficio federale di veterinaria auspica che i controlli siano coordinati di modo che i Cantoni possano assicurare più facilmente un'esecuzione uniforme ed integrata. In alcuni Cantoni si sono già svolti controlli integrati che potranno servire da esempio per un sistema di controllo applicabile in tutto il Paese. L'Ufficio federale di veterinaria sta attualmente elaborando, in collaborazione con gli uffici veterinari cantonali, un concetto uniforme per l'esecuzione.
2. La quantità di antibiotici somministrati rispettivamente la comparsa di malattie infettive da trattare dipende da vari fattori non influenzabili dalle autorità o dai detentori degli animali. Spetta al veterinario curante valutare in che misura è necessario ricorrere agli antibiotici. Le autorità cantonali incaricate dell'esecuzione, così come le organizzazioni professionali dei veterinari svizzeri, sono coscienti del fatto che questo margine di apprezzamento è variabile. A seguito dell'obbligo di documentare i trattamenti, regolamentato a livello di ordinanza, i detentori degli animali sono tenuti a registrare l'impiego di antibiotici. I veterinari e i detentori di animali sono informati e invitati a rispettare il loro dovere di diligenza: i primi, limitando il ricorso agli antibiotici e ai medicinali veterinari in generale, i secondi, rispettando i termini d'attesa. Per assicurare un controllo uniforme e sistematico dei medicinali veterinari, sarebbe auspicabile istituire un sistema di controllo indipendente, la cui base legale, tuttavia, dovrebbe ancora essere elaborata.
3. Il problema della parzialità dei veterinari praticanti nell'esercizio della loro attività ufficiale, in particolare delle funzioni di controllo, di avvertimento e di denuncia, è riconosciuto. Gli stessi veterinari auspicano che una soluzione sia trovata e realizzata. In questo senso, l'Ufficio federale di veterinaria sostiene gli sforzi dei Cantoni intesi a istituire un servizio di controllo ufficiale indipendente. In pratica, questo significherebbe affidare i delicati compiti di esecuzione a veterinari che esercitano l'attività ufficiale a titolo principale. Per evitare conflitti d'interesse occorrerebbe fare in modo che, in futuro, i veterinari ufficiali non esercitassero parallelamente la funzione di veterinari praticanti nel settore degli animali da reddito. L'altra parte dell'esecuzione, ossia l'informazione, la consulenza e la sorveglianza della salute animale nella stalla, restano di competenza del veterinario dell'effettivo. Per eseguire questi compiti, quest'ultimo fruisce di un contatto diretto con il proprietario degli animali, conosce le condizioni specifiche della stalla e dispone delle competenze tecniche necessarie.
4. La riduzione dell'impiego di antibiotici è perseguita in vari modi. Uno dei principali mezzi è il promovimento della salute animale. La Confederazione sostiene i servizi di salute animale sia sul piano tecnico che finanziario. Gli animali tenuti in condizioni appropriate sono generalmente più resistenti alle malattie infettive. La Confederazione, inoltre, promuove, segue e finanzia progetti di ricerca volti a garantire il benessere degli animali e pertanto la loro salute. D'altro canto, occorre incoraggiare l'uso adeguato di antibiotici e, in generale, dei medicinali veterinari sia attraverso il controllo del flusso di merci sia mediante una formazione mirata dei detentori di animali, ad esempio, nelle scuole d'agricoltura e tramite campagne d'informazione.
5. L'organizzazione del mercato legale di medicinali veterinari passa attualmente attraverso gli ambulatori veterinari. Le farmacie degli ambulatori veterinari sono soggette ad un controllo cantonale che, unitamente ai controlli dei giornali dei trattamenti, consente, nell'interesse della politica sanitaria del legislatore, di sorvegliare il flusso delle merci (nella fattispecie medicinali veterinari) e di garantire una certa trasparenza nell'impiego dei medicinali. Un'apertura del mercato ostacolerebbe notevolmente il controllo del flusso delle merci e favorirebbe un uso incontrollato dei medicinali. D'altra parte aumenterebbe però la concorrenza su questo mercato. Le autorità in materia di concorrenza hanno aperto nel 1999 una procedura riguardante la distribuzione dei medicinali veterinari. Se tale procedura dovesse dimostrare che esistono limitazioni illecite della concorrenza, esse verranno vietate in base alla legge sui cartelli e ad altre limitazioni della concorrenza.
Risposta del Consiglio federale.