00.3176 · Interpellanza · 2000-03-24
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Testo dell'interpellanza del 24 marzo 2000
Recentemente, l'istituto di ricerca della Società svizzera di ricerche sociali pratiche (GfS) di Zurigo ha pubblicato il cosiddetto "1° Studio sull'antisemitismo", commissionatole da una organizzazione svizzera e una straniera. La conclusione a cui giunge lo studio è che attualmente il 16 percento degli svizzeri sono completamente antisemiti, mentre il 60 percento lo sono in parte. Questo risultato contrasta con quelli di svariate ricerche analoghe condotte in Svizzera sull'antisemitismo nel corso degli ultimi due, tre decenni che hanno messo in risalto una percentuale estremamente bassa di svizzeri antisemiti.
Questi valori francamente inverosimili dapprima hanno scosso molto il Paese, in seguito hanno fatto sorgere sempre più dubbi sulla serietà e l'obiettività di questo studio. Come era d'attendersi, all'estero lo studio ha suscitato una levata di critiche verso la Svizzera. All'estero, la pubblicazione ha confermato il convincimento di taluni che la Svizzera sia un Paese razzista e antisemita.
Ancora una volta, la fama della Svizzera è stata gravemente incrinata da una pubblicazione svizzera.
A tal proposito pongo al Consiglio federale le seguenti domande:
1. Come si pone di fronte ai giudizi espressi nella pubblicazione in questione?
2. Considerate le conseguenze provocate da questa pubblicazione, il Consiglio federale è disposto a fare compiere accertamenti sulla scientificità di questa pubblicazione e a diffondere il risultato di tale verifica in modo adeguato in Svizzera e all'estero?
3. Il Consiglio federale è intenzionato a promulgare norme e standard a garanzia della qualità di sondaggi d'opinione di questo tipo?
Cofirmatari
Cottier, Epiney, Escher, Frick, Maissen, Paupe, Schmid Carlo, Slongo, Stadler, Stähelin, Wicki (11)
Senza motivazione
Risposta del Consiglio federale
Sulla domanda 1:
Lo studio dal titolo "Einstellungen der SchweizerInnen gegenüber Jüdinnen und Juden und dem Holocaust" (Atteggiamenti degli svizzeri nei confronti degli ebrei e dell'Olocausto) è stato effettuato dall'Istituto di ricerca della Società svizzera di ricerche sociali pratiche (GfS, Schweizerische Gesellschaft für praktische Sozialforschung) su mandato del CICAD (Coordination intercommunautaire contre l'antisémitisme et la diffamation) e dell'AJC (American Jewish Committee).
Certi resoconti dati dai media hanno posto in risalto nelle loro sintesi soprattutto gli aspetti negativi del sondaggio. Dal medesimo studio è possibile trarre anche conclusioni positive. Ad esempio, dallo studio si apprende che la norma penale contro il razzismo, accettata quattro anni or sono dal popolo con il 54,7% dei voti, viene ora considerata favorevolmente dal 69% degli intervistati con diritto di voto. L'84% degli intervistati si è espresso nel senso che le conoscenze sull'Olocausto debbano essere diffuse. Questi dati attestano che i dibattiti negli ultimi anni hanno innescato un processo di presa di coscienza.
La Confederazione è interessata all'osservazione costante e sistematica del razzismo, dell'antisemitismo e della xenofobia nell'ottica dello sviluppo e dell'applicazione di un'efficace politica coerente e preventiva contro questi fenomeni. Il Consiglio federale ha perciò espressamente prescritto nel mandato affidato alla Commissione federale contro il razzismo l'osservazione e l'analisi di questo tipo di manifestazioni. La Commissione espleta questa intensa attività con grande zelo, pubblicando tra l'altro un suo bollettino e dei resoconti all'attenzione del Consiglio federale, del Parlamento e dell'opinione pubblica interessata. In particolare, essa ha pubblicato nel novembre 1998 un rapporto sull'antisemitismo in Svizzera. La Commissione ha compiuto i primi passi per realizzare un monitoraggio sistematico di razzismo, xenofobia e antisemitismo ed esaminerà ulteriori provvedimenti con terzi interessati.
Sulla domanda 2:
Non può essere compito del Consiglio federale accertare la scientificità dei risultati di un sondaggio commissionato da organizzazioni indipendenti dall'amministrazione federale e condotto senza il coinvolgimento della Confederazione.
Sulla domanda 3:
Sulle modalità di rilevamento e sull'elaborazione di standard qualitativi per i sondaggi già da parecchio tempo sono in corso discussioni tra gli specialisti. L'applicazione delle norme sviluppate spetta agli specialisti stessi e la promulgazione di standard per istituzioni esterne all'amministrazione non è compito del Consiglio federale.
Risposta del Consiglio federale.