00.3440 · Interpellanza · 2000-09-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Nelle regioni alpine, l'industria del granito continua a rivestire una significativa importanza. La sua posizione è tuttavia sempre più minacciata sia dalla concorrenza proveniente dai paesi a basso costo del lavoro, sia dai crescenti oneri introdotti nel frattempo.
Chiedo perciò al Consiglio federale in quale misura possa essere sostenuta questa industria tipica di alcune regioni alpine del nostro paese, in coerenza e continuità con gli sforzi che la Confederazione effettua a sostegno delle regioni di montagna e di quelle economicamente più sfavorite.
Begründung
L'estrazione e la lavorazione del granito è un'attività che fornisce, nelle regioni periferiche a ridosso delle Alpi, un apporto economico ed occupazionale interessante. Nel solo Ticino, questa industria occupa oggi 500 persone (erano ancora 800 all'inizio degli anni novanta), in zone dove altre ditte industriali o di servizio faticano ad insediarsi.
Questo ramo è però sempre più minacciato dalla concorrenza del granito importato dai paesi a bassi costi produttivi (in particolare: Cina ed Europa orientale). La lotta contro la concorrenza estera è d'altronde stata resa più ardua da nuovi oneri, che sono andati a gravare sulle imprese. È in particolare stato tolto il rimborso del dazio sul carburante per le macchine che operano all'interno dei cantieri. Anche l'imposta sul traffico pesante penalizza queste ditte, poiché devono occuparsi del trasporto di un prodotto che presenta un evidente squilibrio tra il suo valore da un lato e il suo peso e volume dall'altro.
Siccome una consistente parte della produzione è convogliata verso opere di enti pubblici (Confederazione, cantoni, comuni, aziende controllate dalla Confederazione, etc.), l'indirizzo seguito da questi ultimi esercita un'influenza decisiva sul futuro dell'industria del granito. Appare perciò innanzitutto opportuno che questi enti siano incentivati ad impiegare il granito indigeno. Ci si chiede inoltre se le particolari condizioni di questo ramo non possano essere meglio considerate dal profilo degli oneri, che sono andati recentemente a gravarlo. La contrazione di questa industria eserciterebbe un influsso negativo su certe zone di montagna, per la cui economia si sono volutamente adottati precisi strumenti di sostegno.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui l'industria del granito rappresenta un ramo economico non trascurabile nonché un importante datore di lavoro in diverse regioni alpine. Esso non sottovaluta nemmeno i problemi ai quali questa industria è oggigiorno confrontata. Da parecchio tempo esso la sostiene nell'ambito degli attuali strumenti di politica regionale. In virtù della legge federale del 25 giugno 1976 sulla concessione di fideiussioni e di contributi sui costi di interesse nelle regioni montane, diverse piccole e medie imprese di tale settore hanno già potuto approfittare della concessione di fideiussioni (fino a 500 000 franchi) e di contributi sui costi di interesse (fino a due quinti dell'interesse commerciale usuale su crediti non superiori a 500 000 franchi per sei anni al massimo).
In misura minore, il decreto federale del 6 ottobre 1995 in favore delle zone di rilancio economico può eventualmente essere preso in considerazione per sostenere progetti di investimento individuali, nella misura in cui le condizioni ivi elencate sono rispettate: l'aiuto federale viene accordato in primo luogo ai progetti di imprese industriali o di imprese di prestazione di servizi affini alla produzione, particolarmente innovative e/o che contribuiscono alla diversificazione nella regione. Occorre inoltre che il progetto di investimento venga realizzato in una delle zone che costituiscono il campo d'applicazione territoriale del decreto federale.
Il Consiglio federale condivide il parere dell'autore dell'interpellanza, secondo cui le decisioni dello Stato di utilizzare granito indigeno piuttosto che granito estero possono avere un influsso determinante per il futuro di questa industria. D'altro lato però, in materia di acquisti pubblici, la Confederazione è tenuta a rispettare le disposizioni dell'OMC e della relativa legislazione federale. Essa deve agire secondo le procedure stabilite nonché nel rispetto dei principi della libera concorrenza e della non discriminazione, quando i mercati superano i valori soglia fissati in franchi svizzeri. Se la Confederazione seguisse una prassi differente, essa violerebbe gli impegni presi dalla Svizzera a livello internazionale. Del resto, il Consiglio federale vorrebbe rammentare che i cantoni, pur dovendo attenersi alle disposizioni dell'OMC in materia, sono autonomi per quanto riguarda l'applicazione, considerato che la Svizzera è uno Stato federale.
Risposta del Consiglio federale.