00.3461 · Interpellanza · 2000-09-27
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Il Concetto direttivo Esercito XXI (CDEs XXI), attualmente in fase di elaborazione
interna e reso accessibile al pubblico alla fine del mese di febbraio sotto forma di
avamprogetto, è il concetto che risponde in maniera coerente, nel contesto globale,
alle domande poste. Esso sarà sottoposto alla procedura ordinaria prevista per i
progetti di riforma di questo genere. Il CDEs XXI si fonda sulla Costituzione federale,
soddisfa totalmente le condizioni quadro relative alla neutralità e al sistema di milizia
e tiene conto anche dei mezzi limitati a disposizione dell'esercito.
Prima della presentazione della versione definitiva del CDEs XXI è possibile dare le
seguenti risposte:
Domande concernenti la strategia
1. L'esercito deve essere in grado di difendere per quanto possibile autonomamente
la Svizzera da attacchi di importanti forze nemiche, di salvaguardare la sovranità
sullo spazio aereo e di impedire la supremazia aerea nemica sopra la Svizzera
nonché di proteggere settori e opere all'interno della Svizzera. Non è possibile
effettuare una precisa determinazione qualitativa e quantitativa delle forze
nemiche a cui l'esercito dovrà essere in grado di far fronte autonomamente, per
diversi motivi:
1. affinché la minaccia militare diventi acuta, in Europa dovrebbero prima essersi
verificati fondamentali mutamenti politico-militari che per ora non sono
prevedibili. Qualsiasi congettura concernente l'entità e la forza di un ipotetico
attacco militare sarebbe perciò arbitraria e aleatoria.
2. Un'ulteriore incertezza è legata al progresso nel settore delle tecnologie militari,
le cui conseguenze a lungo termine sulle possibilità di attacco e difesa per ora
non possono essere determinate.
3. In fine, la diversità degli scenari di attacco nemico ipotizzabili non può essere
ridotta a un comune denominatore che consenta di definire in modo semplice e
schematico la "propria prestazione autonoma" necessaria.
Per questi motivi e per la libertà d'azione della Svizzera, si tratta di raggiungere
una capacità di difesa il più possibile autonoma, ma anche, nel caso in cui la
neutralità decada a causa di un attacco, di ampliare nel contempo la capacità di
collaborare, nel settore della difesa militare, con le altre vittime del medesimo
aggressore.
2. Tutte le dichiarazioni concernenti il caso di difesa si riferiscono a una situazione,
attualmente non prevedibile, che presuppone che in Europa si siano verificati
enormi mutamenti politico-militari in grado di minacciare l'esistenza del Paese e
della popolazione. Non si tratta perciò di pianificazioni concrete. Occuparsi a livello
teorico di questo caso, è comunque un obbligo del Governo federale, fintantoché
la probabilità di un tale evento non è nulla. Del rimanente, ciò è conforme anche
alle riflessioni su questo tema contenute nel Rapporto del Consiglio federale
all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera (RAPOLSIC 2000)
del 7 giugno 1999.
Allo scopo di incrementare la libertà d'azione, in caso di attacco deve sussistere ?
a seconda dell'entità delle forze nemiche ? l'opzione di preferire la difesa
autonoma ma anche, in caso di necessità, di poter collaborare con altri Stati nel
settore della difesa qualora l'entità delle forze nemiche fosse superiore ai nostri
mezzi e la neutralità decadesse a causa di un attacco. Altre dichiarazioni su
questo tema sarebbero necessariamente soltanto di natura speculativa.
3. Grazie alle previste truppe di salvataggio, del genio e della fanteria nonché ai
battaglioni della polizia militare, che disporranno di un migliaio di militari in ferma
lunga ben istruiti e immediatamente pronti all'impiego, Esercito XXI sarà in grado
di fornire aiuto, sul momento e con capacità di resistenza accresciute, alle autorità
nel settore della sicurezza interna e della gestione di situazioni straordinarie.
Inoltre, sarà anche possibile impiegare sussidiariamente ulteriori formazioni di CR
e scuole reclute a partire dal livello dell'istruzione di reparto. Per di più, la gestione
di pericoli esistenziali sarà assicurata mediante la capacità di crescita nel settore
della protezione della popolazione. Ciò vale per le situazioni normali e
straordinarie.
4. Vedere la risposta alla domanda 3.
Domande concernenti la dottrina
1. La scelta e l'elaborazione degli scenari è necessariamente arbitraria e legata a
enormi incertezze. Ciò è ancor più vero se il periodo di tempo nel quale tali scenari
potrebbero avverarsi è molto lungo, come è il caso attualmente. Per questo
motivo, l'elaborazione di scenari di minaccia concreti sarebbe poco utile per
determinare l'entità delle Forze Armate necessarie alla difesa.
2. Le prestazioni nell'ambito delle tre missioni dell'esercito sono state definite sulla
base di esperienze e impieghi pratici (gestione di pericoli esistenziali, operazioni di
sostegno alla pace). Per la sicurezza del territorio e la difesa le prestazioni sono
state concepite secondo gli standard internazionali adeguati alla Svizzera e ne
sono state desunte le corrispondenti forze necessarie. Quale elemento essenziale
della dottrina sono state definite delle prestazioni che soddisferanno i possibili
bisogni.
Domande concernenti il sistema di milizia
1. Il sistema di milizia non è messo in discussione da un incremento della quota dei
quadri di professione. Il personale professionista (militari di professione e militari a
contratto temporaneo) sarà impiegato principalmente nelle formazioni
d'addestramento e per l'istruzione a livello di unità rinforzata. I quadri di milizia
opereranno negli stati maggiori d'impiego, nei quali essi istruiranno alla condotta
degli impieghi i battaglioni e le divisioni subordinati. Essi avranno anche la
possibilità di comandare la propria formazione. Per quanto riguarda l'istruzione e
la condotta dell'impiego, i quadri di milizia idonei avranno la possibilità di
assumere funzioni di comando.
Nella sua decisione del 20 dicembre 2000, il Consiglio federale ha incaricato il
DDPS di presentare, unitamente all'elaborazione del CDEs XXI, un Concetto per i
quadri tenendo conto in modo particolare delle possibilità d'impiego dei quadri di
milizia. Questo modello sarà sviluppato in collaborazione con le organizzazioni e
le scuole interessate, affinché sia possibile tener conto delle condizioni particolari
del sistema di milizia.
2. I modelli d'istruzione previsti sono adeguati all'esercito di milizia svizzero. Il DDPS
non ha alcuna intenzione di copiare il sistema dell'esercito di professionisti degli
Stati Uniti. Certo, nell'ambito della panificazione per la valutazione si farà capo alle
esperienze di Forze Armate estere. Le peculiarità svizzere e segnatamente il
sistema di milizia elvetico non saranno comunque messi in discussione.
Oggi, vi è un disequilibrio tra i compiti di condotta e quelli amministrativi dei quadri
di milizia. Spesso, i militari di milizia sono oberati totalmente dai compiti di
preparazione e pianificazione dei servizi della truppa (preparazione dei servizi
della truppa al di fuori del servizio e lavori tecnico-amministrativi). Attualmente la
possibilità di concentrarsi sul proprio compito di capo militare è limitata. Il DDPS
cerca soluzioni che tengano debitamente conto sotto ogni punto di vista del
sistema di milizia e che siano anche compatibili, per quanto possibile e
necessario, con le esigenze dell'economia. I modelli d'istruzione previsti
consentiranno ai militari di milizia di integrare, in maniera orientata agli obiettivi, le
loro capacità nella condotta delle formazioni.
Domande concernenti l'istruzione
1. Il reclutamento dei militari di professione necessari per l'avvio della realizzazione
di Esercito XXI assume un'importanza decisiva e il DDPS farà tutto il possibile per
raggiungere tale obiettivo. Nel senso di una pianificazione alternativa, è possibile
prevedere l'impiego di quadri a contratto temporaneo. L'esecuzione del progetto
Esercito XXI è comunque un processo che non si concluderà all'inizio del 2003.
Grazie ai previsti adeguamenti delle carriere dei quadri e segnatamente alla
possibilità di impegnarsi per un determinato periodo nell'istruzione militare,
saranno create condizioni favorevoli per la continuità della capacità di prestazione
dell'esercito.
2. Per principio, il comandante di truppa, vale a dire il comandante di battaglione, è
responsabile per l'istruzione. Se i battaglioni prestano il loro CR all'interno delle
rispettive formazioni d'addestramento, il comandante della formazione
d'addestramento è responsabile, come nel caso degli odierni corsi
d'addestramento di una determinata Arma, per l'istruzione di tali formazioni. Se il
CR è prestato nell'ambito della formazione d'impiego, il comandante di tale
formazione d'impiego è responsabile dell'istruzione (di reparto).
Domande concernenti la tabella di marcia
1. Un dibattito parlamentare sulle singole questioni è poco opportuno, fintantoché
non è possibile avere una visione d'insieme del contenuto globale vincolante della
riforma dell'esercito. Nel frattempo, nella sua seduta speciale del
21 febbraio 2001, il Consiglio federale ha trattato il CDEs XXI. Nell'ambito di
approfondite consultazioni nel corso del mese di marzo 2001, le cerchie
interessate avranno la possibilità di discutere, sulla base della panoramica globale
disponibile, dell'attuale contenuto del progetto. Il dibattito pubblico è favorito dalla
pubblicazione dell'avamprogetto del CDEs XXI, avvenuta alla fine dello scorso
mese di febbraio.
2. Allo stato attuale della pianificazione, la realizzazione di Esercito XXI inizierà il
1° gennaio 2003. La tabella di marcia è ambiziosa, ma assolutamente realistica.
Innanzitutto, vi è una pressione oggettiva: se si tiene a non disilludere le
giustificate aspettative dei quadri e della truppa non è possibile continuare con
Esercito 95. Per il momento, unicamente prospettive concrete sono in grado di
motivare i nuovi quadri affinché si mettano a disposizione di Esercito XXI.
Domande concernenti la riforma dell'amministrazione
1. Il concetto di massima per DDPS XXI, che comprende l'istituzione di un
Dipartimento con cinque ambiti politici, è stato approvato dal Comitato di direzione
del DDPS il 29 agosto 2000. In occasione della sua seduta del 25 ottobre 2000, il
Consiglio federale ha preso atto in senso favorevole dei lavori di riforma del DDPS
e ha incaricato tale Dipartimento di presentare le prime proposte di riforma,
segnatamente per sgravare la Segreteria generale, entro la fine del 2000. Con
decisione dell'11 dicembre 2000, il DDPS è stato autorizzato:
- ad avviare, sulla base dell'articolo 46 della legge federale del 21 marzo 1997
sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione (LOGA), la creazione di
una Direzione della politica di sicurezza e
- a procedere, sulla base dell'articolo 43 LOGA, a una riorganizzazione
dell'Aggruppamento dell'armamento (denominazione provvisoria: "Acquisti e
tecnologia").
Fondandosi sulla decisione del Consiglio federale surriferita, è stato elaborato un
concetto relativo al modo di procedere per rendere operativa la nuova struttura di
condotta e amministrazione nei settori principali entro la fine del terzo trimestre del
2002.
2. Nel concetto relativo al modo di procedere è previsto che per l'assistenza alla
gestione globale nonché per la futura struttura della direzione del Dipartimento e
dei singoli ambiti politici si ricorrerà a consulenti esterni. La gara d'appalto relativa
alla gestione globale e all'organizzazione della direzione del Dipartimento avrà
luogo all'inizio del 2001. Le risorse finanziarie per le attività dei consulenti saranno
messe a disposizione e amministrate in maniera centralizzata dalla Divisione delle
finanze della Segreteria generale del DDPS.
L'adeguamento dell'organizzazione di condotta del Dipartimento è oggetto dei
lavori d'organizzazione correnti. La direzione del Dipartimento consterà del capo
del DDPS, del segretario generale nonché dei capi degli ambiti politici e si
occuperà dei compiti seguenti:
- strategia, politica del Dipartimento;
- questioni fondamentali del Dipartimento;
- affari amministrativi del DDPS (management operativo) e
- processo di riforma/change management DDPS XXI.
Anche l'adeguamento dell'organizzazione di condotta di Esercito XXI è oggetto dei
lavori d'organizzazione correnti. La gestione del processo di riforma Esercito XXI e
dell'organizzazione di condotta dell'ambito politico "Difesa" incombe al capo
dell'ambito politico della difesa.
Domande concernenti la struttura federalistica
L'ancoramento regionale di Esercito XXI è assicurato grazie alla creazione di stati
maggiori delle zone territoriali parzialmente professionalizzati. Pure le infrastrutture
(piazze d'istruzione) necessarie in tutte le regioni e la creazione delle formazioni
d'addestramento contribuiranno a far sì che anche in futuro l'esercito sia saldamente
radicato nelle regioni e nei Cantoni. Inoltre, anche i compiti, attualmente non ancora
stabiliti in modo definitivo, nel settore della sovranità militare cantonale assicureranno
l'ancoramento a livello regionale.
Il 20 dicembre 2000, il Consiglio federale ha rifiutato l'ulteriore esame di un modello
di Forze Armate a tre componenti. Nell'ambito delle pianificazioni, questa variante è
stata esaminata in dettaglio e presentata al Consiglio federale con i relativi vantaggi
e svantaggi. Per ragioni inerenti alla necessità di ristrutturare l'amministrazione e di
dotare Esercito XXI, per quanto possibile, di strutture più semplici, si è rinunciato a
una terza Forza Armata.
L'ancoramento regionale dell'esercito sarà assicurato, come menzionato in
precedenza, grazie alla creazione di stati maggiori delle divisioni territoriali
parzialmente professionalizzati.
Risposta del Consiglio federale.