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00.3491 · Interpellanza · 2000-10-03

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

La Commissione federale delle scuole universitarie professionali ha esaminato, su mandato del

Consiglio federale, lo stato di avanzamento della fase d'istituzione delle scuole universitarie

professionali e ha presentato le sue conclusioni in un rapporto intermedio. Il Consiglio federale

ha preso conoscenza di tale rapporto l'11 dicembre 2000 e lo ha successivamente trasmesso

alle Camere federali con un parere positivo. Il Consiglio federale può pertanto limitarsi a

rispondere alle domande.

1. Il Consiglio federale è cosciente della situazione illustrata e per questa ragione, già nel

messaggio sul promovimento della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni

2000-2003, ha sottolineato l'opportunità di una semplificazione delle strutture. Tuttavia, è

importante fare una chiara distinzione fra la funzione degli organi responsabili e la funzione

degli organi di gestione, cosa che peraltro non è sempre facile. Per la realizzazione della

futura rete universitaria in Svizzera occorre, da un lato, rafforzare l'autonomia delle singole

scuole universitarie e, dall'altro, eliminare i punti deboli e i doppioni mediante una gestione

appropriata. Sulla base della mozione 99.3153 della CSEC-S, si sta attualmente

preparando, in stretta collaborazione con i Cantoni, un nuovo articolo costituzionale sulle

università. Questo progetto va nel senso della domanda dell'autore dell'interpellanza. La

mozione anzidetta si prefigge di creare una base costituzionale che consenta al Consiglio

federale di condurre una politica globale e di portata nazionale in ambito universitario e di

elaborare, su questa base, regole vincolanti per tutte le scuole universitarie.

2. Il controllo della qualità spetta, in linea di principio, alla scuola universitaria professionale.

L'analisi dei vari sistemi scelti dalle SUP dimostrano che negli ultimi anni si è effettivamente

tratto grande profitto dall'esperienza del mondo economico. Gli strumenti testati dalle

imprese (ISO, EFQM, TQM) sono ripresi dalle SUP con gli adeguamenti necessari per

tenere conto delle peculiarità di un istituto di formazione e di ricerca.

3. Intense discussioni sono in corso circa l'adattamento delle strutture dei cicli di studio delle

scuole universitarie svizzere (università cantonali, PF e scuole universitarie professionali)

nello spirito della dichiarazione di Bologna. Inoltre, in sintonia con questo processo di

armonizzazione a livello europeo e svizzero, si esamina la possibilità di approfittare della

revisione in corso della legge sulle SUP per creare le basi legali necessarie all'introduzione

di cicli di studio che consentano di conseguire un master.

4. Il rapporto intermedio sulla creazione delle SUP, menzionato nell'introduzione, dimostra che

rimane ancora molto da fare. Le condizioni poste dal Consiglio federale, che devono essere

soddisfatte dalle SUP entro la fine del 2003, dovrebbero garantire il raggiungimento degli

obiettivi prefissati.

5. Secondo la legge sulle scuole universitarie professionali, l'insegnamento specializzato nelle

SUP richiede agli insegnanti un diploma di una scuola universitaria e un'esperienza

professionale pluriennale. Tenuto conto dei compiti delle SUP, il Consiglio federale ritiene

giustificata una certa permeabilità fra gli ambienti economici e la scuola. L'assunzione dei

collaboratori e pertanto anche la regolamentazione delle condizioni di assunzione rientrano

tuttavia nella sfera di competenza delle scuole universitarie professionali.

6. Nel rapporto intermedio sulla creazione delle SUP, l'evoluzione, complessivamente

soddisfacente, della collaborazione fra le scuole universitarie professionali e l'economia

privata nel settore della ricerca e dello sviluppo è ampiamente documentata. Il rapporto è

disponibile su Internet all'indirizzo http://www.bbt.admin.ch/fachhoch/publi/f/rapinter.pdf.

Risposta del Consiglio federale.