00.3506 · Mozione · 2000-10-04
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole che il reclutamento di personale per determinati
rami lavorativi, ad esempio l'agricoltura, sia diventato piú difficoltoso, e dà prova
anche di una certa comprensione.
Tramite l'apertura del mercato del lavoro i datori di lavoro svizzeri potranno presto
accedere senza burocrazie a un bacino di oltre 150 milioni di lavoratori qualificati e
meno qualificati, con la possibilità di dimorare in tutta Europa per una durata limitata
o illimitata. L'imminente introduzione della libera circolazione delle persone tra il
nostro Paese e l'UE richiede, per ragioni economiche e politiche, una certa ritenuta
per quel che concerne l'ammissione di manodopera di paesi non membri dell'UE, e
quindi un accesso controllato di persone qualificate provenienti da paesi terzi. La
maggior parte dei partiti svizzeri condivide questo obiettivo di politica estera del
Consiglio federale. Questa posizione di principio è stata illustrata nel contesto della
votazione sull'iniziativa concernente la limitazione dell'effettivo degli stranieri in
Svizzera (iniziativa del 18%) ed è stata confermata dal Consiglio federale a votazione
avvenuta. Consiglio federale, Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati hanno del
resto raccomandato il rigetto dell'iniziativa poiché al di fuori degli Stati dell'UE e
dell'AELS è stata fatta sperare una chiara limitazione dell'ammissione a forze
lavorative qualificate urgentemente necessarie. Anche l'avamprogetto di una nuova
legge sugli stranieri (LStr), che il Consiglio federale ha inviato in consultazione
nell'estate 2000, parte da questo principio, proposto da un comitato di esperti
rappresentante tutte le cerchie interessate.
L'obiettivo di questa politica in materia di stranieri è quello di consentire un afflusso di
lavoratori provenienti da Stati non membri dell'UE che sia sostenibile dal punto di
vista socio-politico e che garantisca a lungo termine l'equilibrio del mercato del lavoro
svizzero. L'occupazione di stranieri provenienti da Stati terzi dovrà dunque essere
autorizzata laddove ciò è nell'interesse dell'economia e della politica nazionale. Ciò
significa però che, per la dimora di breve durata, dovrà essere possibile ammettere
manodopera da Stati terzi unicamente se ben qualificata. Questo consente tra l'altro
di evitare l'introduzione di una nuova e discutibile forma del controverso statuto di
stagionale, abolito di recente. È inoltre pure fuori discussione che le attuali condizioni
lavorative e salariali non dovranno essere compromesse dall'assunzione di
manodopera proveniente da paesi con livello salariale inferiore al nostro.
Il Consiglio federale, dunque, non è disposto a prendere una simile decisione di
principio in una questione fondamentale di politica degli stranieri prima di intensificare
gli sforzi per reclutare nell'UE persone interessate a posti di lavoro in Svizzera e
prima dell'entrata in vigore dell'accordo sulla libera circolazione delle persone. Ciò
significherebbe infatti anticipare la procedura legislativa concernente la LStr. Il
Consiglio federale è ancor meno disposto a tale soluzione tanto piú che, grazie al
miglioramento delle condizioni di soggiorno e di assicurazione sociale, derivante
dall'accordo di libera circolazione, esistono buone possibilità di reclutare in futuro un
numero maggiore di cittadini dell'UE.
Il Dipartimento federale dell'economia pubblica intende prossimamente trattare il
fascicolo della lotta al lavoro nero con un insieme di misure adeguate. La creazione
di uno statuto di dimorante temporaneo per otto settimane non solo non
contribuirebbe a lottare contro il lavoro nero, ma addirittura lo favorirebbe; lavoratori
occasionali provenienti da Paesi a basso livello salariale difficilmente lascerebbero la
Svizzera al termine della loro dimora temporanea se si offrisse loro un'ulteriore
occasione di lavoro a tempo limitato. Vi sarebbe da temere che ciò favorirebbe
ulteriormente l'occupazione illegale di stranieri che già si trovano sul suolo svizzero.
Grazie a vari soggiorni di perfezionamento, è tuttora già possibile tener conto
dell'idea di favorire lo scambio culturale tra i giovani. Oltre agli Stati membri dell'UE,
la Svizzera ha concluso accordi sullo scambio di tirocinanti con 14 Paesi non membri
dell'UE. Tali accordi concernono i giovani che hanno conseguito una formazione
professionale e che intendono perfezionare le loro conoscenze linguistiche o
professionali. A ciò si aggiungono soggiorni di perfezionamento per giovani
professionisti organizzati da associazioni economiche, ad esempio nel contesto della
cooperazione economica e tecnica, per cittadini di Stati dell'Europa centrale e
orientale, o la possibilità di un'occupazione ausiliare per studenti stranieri iscritti a
scuole superiori a tempo pieno in Svizzera. Taluni settori dimostrano che queste
possibilità possono essere meglio sfruttate.
I recenti dati concernenti la disoccupazione in Svizzera mostrano inoltre che,
nonostante la ripresa congiunturale, vi è un numero considerevole di cittadini svizzeri
e stranieri disoccupati. In vista dell'introduzione della libera circolazione delle
persone occorre dunque esaurire tutte le potenziali risorse sul mercato del lavoro
interno per coprire il fabbisogno di personale ausiliario. Il personale ausiliario e non
istruito potrà anche in avvenire essere reclutato per soggiorni non sottoposti a
contingente fino a quattro mesi al beneficio di un permesso della Comunità Europea.
Nei singoli settori, ciò riuscirà nella misura in cui il personale ausiliario potrà
beneficiare di condizioni salariali e lavorative paragonabili e concorrenziali.
L'economia svizzera dovrà consentire determinati sforzi onde creare condizioni di
base, volte a motivare la manodopera disponibile nello spazio economico europeo a
venire a lavorare in Svizzera e a coprire così il fabbisogno di personale della nostra
economia. Ciò presuppone anche che gli sforzi - per es. a livello di associazione - per
reclutare manodopera vengano meglio coordinati e intensificati. Il Consiglio federale
non è perciò attualmente in grado di dar seguito alla richiesta del mozionante.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.