00.3638 · Mozione · 2000-12-05
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il volontariato è un elemento importante della cooperazione allo sviluppo della Svizzera. Il
Consiglio federale riconosce non soltanto di principio l'utilità di impieghi chiaramente definiti
nonché il lavoro dei volontari, bensì sostiene molto concretamente le attività in questo
campo. Così, l'ufficio competente, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC),
sostiene l'organizzazione mantello delle organizzazioni svizzere di volontari (UNITE),
versandole parecchi milioni all'anno (1999-2001: 9,2 mio. all'anno). Inoltre, la Svizzera
contribuisce da anni al programma di volontari delle Nazioni Unite (Unite Nations
Volunteers).
2. La valutazione dell'opportunità di impiegare volontari per il lavoro di cooperazione è da
qualche tempo in fase di cambiamento. I Paesi partner dispongono spesso di personale
locale qualificato. L'impiego di persone che cooperano all'estero deve dunque essere
accuratamente pianificato. In generale, si tende a una professionalizzazione del personale
inviato all'estero, onde poter rispondere a esigenze sempre più elevate. In particolare, è
controversa l'utilità di un volontariato le cui condizioni di esercizio fossero fissate al di fuori
del quadro delle organizzazioni responsabili. Non può trattarsi di eseguire nei Paesi in
sviluppo compiti autodefiniti e in seguito aspettarsi dalla Confederazione prestazioni in
materia di assicurazione. Le conseguenze finanziarie di un siffatto sistema non sarebbero
prevedibili. Anche per tali ragioni, il Consiglio federale ha respinto l'iniziativa popolare " la
solidarietà crea sicurezza : per un servizio civile volontario per la pace " (vedi in merito il
messaggio del 5 luglio 2000).
3. Una sicurezza sociale equa è una condizione importante per il reclutamento di persone
qualificate in tutte le branche professionali. Questo riguarda anche il personale volontario
inviato nei Paesi in sviluppo. Secondo verifiche della DSC, non è tuttavia esatto che sia
viepiù difficile reclutare persone altamente qualificate per la cooperazione nei Paesi in
sviluppo. La pratica mostra il contrario. La maggior parte delle organizzazioni svizzere di
cooperazione allo sviluppo impiegano il personale in base a contratti di lavoro di diritto
privato che prevedono prestazioni salariali e sociali normali. La domanda di siffatti posti è di
massima molto maggiore dell'offerta. La problematica in materia di prestazioni sociali
sollevata dall'autrice della mozione concerne soltanto le persone impiegate all'estero in base
a uno statuto di volontari.
4. Vista questa situazione, si pone anche la questione se la via legislativa sia appropriata per
soddisfare una domanda in sé giustificata. Per le ragioni surriferite, il Consiglio federale
preferisce una soluzione che continui a conferire la competenza e la responsabilità delle
condizioni d'impiego - assicurazioni sociali comprese - alle organizzazioni responsabili
dell'invio dei volontari. Le condizioni alle quali sono accordati i contributi per i programmi di
volontari potrebbero essere fissate in modo da promuovere gli sforzi fatti dalle organizzazioni
medesime in vista di assicurare una migliore copertura sociale.
5. UNITE è attualmente oggetto di un processo di valutazione e di sviluppo organizzativo,
sostenuto dalla DSC, che deve condurre all'elaborazione delle basi per una strategia
dinamica e orientata verso il futuro in materia di lavoro con statuto di volontario nella
cooperazione allo sviluppo. Detta valutazione concerne anche l'importanza e l'opportunità
degli impieghi di volontari, nonché dei profili necessari dei volontari. Questa chiarificazione
permetterà pure di trattare in modo approfondito la questione di un'assicurazione sociale
equa per i volontari e di esaminare l'eventuale necessità di un nuovo disciplinamento. La
DSC considererà, nell'ambito di questo studio, anche i disciplinamenti applicati in altri Paesi
europei.
Per le ragioni suesposte, il Consiglio federale ritiene che l'adozione di una nuova legge non si
giustifichi. È tuttavia disposto, nell'ambito delle strutture esistenti, a rivedere i disciplinamenti che
reggono attualmente il lavoro dei volontari e a procedere agli adeguamenti eventualmente
necessari.
Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.