00.3656 · Postulato · 2000-12-12
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Le trasformazioni in atto nell'economia incidono anche sulle relazioni tra le diverse regioni del paese, modificandone i reciproci equilibri. Alle ricadute degli odierni mutamenti non sfugge, di conseguenza, nemmeno la politica regionale della Confederazione, i cui strumenti appaiono oggi insufficienti a tutelare adeguatamente le zone periferiche.
Allo scopo di identificare rinnovati indirizzi e strumenti di politica regionale, chiedo al Consiglio federale - interpretando parimenti il desiderio e le attese della deputazione ticinese - di elaborare un rapporto aggiornato, che consideri il mutato scenario economico, le conseguenze della profonda riorganizzazione delle ex-regìe federali e gli effetti della liberalizzazione in altri settori strategici (energia, agricoltura, ecc.). Il rapporto sulla politica regionale potrà in particolare contenere:
- la presentazione del nuovo contesto, entro il quale si colloca oggi la politica regionale;
- un'analisi della portata quantitativa e dell'efficacia degli attuali strumenti diretti;
- la proposta di nuove ipotesi e indirizzi;
- l'approfondimento del rapporto tra politica regionale e perequazione finanziaria.
Begründung
Economia in trasformazione
Le trasformazioni in atto nell'economia incidono anche sulla sua organizzazione spaziale. Il territorio nazionale, che è finora stato le spazio primario di riferimento degli attori economici locali, va perdendo peso rispetto alla dimensione internazionale e globale degli scambi economici. Si assiste di conseguenza a fenomeni di accresciuta concentrazione e centralizzazione verso i poli capaci di competere su scala globale.
Effetti regionali
Questa tendenza modifica evidentemente anche la posizione delle diverse regioni del paese e le loro relazioni reciproche. Le regioni periferiche vedono aumentare i fattori di svantaggio e di disparità anche perché risultano oggi compromessi alcuni importanti meccanismi di riequilibrio. Pur ricoprendo un ruolo indiretto nell'ambito della politica regionale, è in particolare il caso per:
- le ex-regìe federali, la cui riorganizzazione ha comportato, per le regioni periferiche, un elevato taglio di posti di lavoro e la drastica riduzione degli spazi decisionali;
- le infrastrutture militari, presenti con particolare intensità nelle zone di montagna;
- le ordinazioni della Confederazione e delle aziende da lei controllate, che si rivolgono al mercato senza più considerare la provenienza locale dei beni e dei servizi.
Un opportuno ripensamento
Si è oggi di fronte ad uno scardinamento profondo della politica regionale e dei suoi tradizionali strumenti. Il Consiglio federale, che già ne aveva avviato il riesame alla metà degli anni novanta, ha colto questa nuova situazione e non ha mancato di fornire alcuni segnali di attenzione al necessario rafforzamento della politica regionale. La decisione di rinnovare il Decreto federale in favore delle zone di rilancio economico e lo stanziamento di 80 milioni di franchi a sostegno delle regioni colpite dalla riorganizzazione delle aziende controllate dalla Confederazione (Swisscom, La Posta, FFS, ecc.) vanno in questa direzione.
L'indirizzo finora seguito presenta tuttavia alcuni limiti, quali in particolare:
- l'impiego di strumenti (LIM, decreto Bonny, Innotour, ecc.) che possono esercitare un'incidenza circoscritta;
- un carattere eccessivamente "compensatorio" (vedi stanziamento di 80 milioni di franchi);
- una limitata autonomia di impiego dei mezzi finanziari da parte delle regioni periferiche.
Indirizzi per una rinnovata politica regionale
Pur senza sottovalutare le difficoltà insite in un suo ripensamento, appare indispensabile sottoporre il tema della politica regionale a nuova riflessione, con l'intento di ridefinire il concetto. Da un profilo generale, si tratta di delineare nuove modalità di ridistribuzione territoriale della ricchezza, del sapere e del potere. Tra i temi ai quali rivolgere attenzione possono figurare:
- la creazione di imprese, posti di lavoro e di tirocinio;
- l'accesso alle nuove tecnologie e lo sviluppo di attività innovative ad esse collegate;
- la dotazione di servizi alle imprese;
- la promozione di centri di formazione e di ricerca;
- la diffusione territoriale dei servizi pubblici;
- l'incentivazione di processi di decentramento decisionale;
- lo stimolo ad una più estesa collaborazione intercantonale;
- nelle regioni di frontiera, il rafforzamento dell'integrazione transfrontaliera.
Tra le modalità di attuazione degli strumenti di politica regionale dovrebbe essere maggiormente considerata la possibilità di riconoscere un più ampio margine di manovra alle regioni stesse. L'attribuzione di crediti complessivi, sul cui utilizzo i cantoni e le regioni dispongano di un adeguato margine decisionale (pur con la supervisione della Confederazione) apare rispondere a criteri di maggiore programmazione ed efficacia.
Perequazione e politica regionale
Il progetto di nuova perequazione finanziaria dovrebbe contribuire a tenere meglio conto delle regioni meno favorite. Non può tuttavia essere invocato quale alternativa ad una potenziata politica regionale. Esso possiede infatti un carattere essenzialmente ridistributivo; non si fa cioè carico degli obiettivi di promozione attiva di un maggiore equilibrio sul territorio nazionale attraverso il potenziamento delle strutture economiche locali.
Un auspicabile rapporto
L'esigenza di ripensare la politica regionale ed i suoi strumenti rende auspicabile un'analisi preventiva, che agevoli la scelta dei suoi futuri indirizzi. Appare perciò opportuno che il Consiglio federale abbia a fare elaborare ed a presentare un apposito rapporto; esso dovrebbe fornire, accanto alla verifica degli attuali strumenti, nuovi scenari e ipotesi di adeguamento della politica regionale.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale è disposto ad accettare il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è disposto ad accettare il postulato.