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00.3660 · Interpellanza · 2000-12-12

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

a) Nonostante sia ancorata nel diritto privato, la vigilanza delle fondazioni è un compito di

diritto pubblico. La vigilanza federale su fondazioni che non perseguono scopi di lucro è

assunta dal Servizio giuridico della Segreteria generale del Dipartimento federale dell'interno

in virtù degli articoli 80 e seguenti CC.

Il potere di cognizione dell'autorità di vigilanza in quest'ambito è limitato: essa non è

equiparata all'autorità tutoria ed è perciò tenuta ad intervenire, se del caso, con ritenzione

nel potere discrezionale del consiglio di fondazione. Il suo compito principale consiste nel

sorvegliare che gli organi non prendano decisioni contrarie all'atto o al regolamento di

fondazione, alle disposizioni legali o che offendono il buon costume. La Vigilanza controlla

che la fondazione adempia al suo scopo come previsto dall'atto di fondazione. Nel caso in

cui si accorga che le disposizioni legali non sono state rispettate nel senso di cui sopra,

l'autorità di vigilanza ha il potere di emanare istruzioni vincolanti per gli organi della

fondazione e di stabilire sanzioni quando queste non vengano rispettate. L'autorità di

vigilanza non deve solo assicurarsi che lo scopo della fondazione venga rispettato, ma deve

anche controllare che gli organi funzionino a dovere, ad esempio valutandone la

composizione.

b) Nel caso in esame ne va anche dell'interesse della Svizzera. Da una parte perché la

fondazione del Dr. Rau, sottoposta alla Vigilanza federale, conserva nei propri magazzini nel

porto franco di Embrach, oltre a quadri di sua proprietà, anche tutta la collezione Rau per un

valore stimato a mezzo miliardo di franchi svizzeri e perché questi fondi dovrebbero essere

impiegati a scopi umanitari tramite la fondazione per il terzo mondo. Dall'altra perché questa

notevole collezione è famosa anche al di fuori della Svizzera e viene mostrata al pubblico in

vari musei all'estero.

c) Il caso in questione è molto complesso e si collega a varie procedure in parte in sospeso

tanto in Svizzera quanto all'estero e che riguardano la fondazione Rau. Il Tribunale federale

ha dovuto emettere, dall'estate 1998, più di dieci decisioni in questo caso.

Il Dr. Gustav Rau ha istituito tre fondazioni in Svizzera:

1971 la fondazione per la medicina (Dr.

Rau'sche Medizinalstiftung)

1971 la fondazione per l'arte (Dr. Rau'sche

Kunststiftung)

1986 la fondazione per il terzo mondo

(Stiftung Rau für die Dritte Welt)

La più famosa è la fondazione per l'arte che ha lo scopo di promuovere le arti plastiche, in

particolare creando una collezione di opere plastiche e artistiche in generale nonché

creando e conservando uno o più centri artistici in Svizzera e all'estero. Tuttavia, le misure

della Vigilanza federale si rivolgono a tutte le fondazioni svizzere del promotore.

Il 17 luglio 1998 un membro del consiglio della fondazione per l'arte ha inoltrato domanda di

misure di sicurezza a carico delle fondazioni Rau presso la Vigilanza federale delle

fondazioni, adducendo di essere confidente e avvocato del Dr. Rau e facendo valere una

possibile minaccia per il patrimonio della fondazione da parte di altri membri del consiglio di

fondazione. Inoltre, secondo quanto riportato dal richiedente, l'ufficio tutorio competente per

il fondatore residente a Monaco, il Tribunal de Première Instance de la Principauté de

Monaco, avrebbe designato un "administrateur des biens" per il Dr. Rau. L'EDI è partito dal

presupposto che le misure tutorie del tribunale monacense riguardassero solo la facoltà di

disporre degli introiti e del loro uso. Tuttavia, le conseguenze giuridiche della decisione per

quanto concerne la capacità di agire del promotore delle fondazioni restavano controverse.

Dato che il buon funzionamento degli organi della fondazione non era assicurato, la

Vigilanza federale ha fatto sigillare la camera di sicurezza affittata dalla fondazione per l'arte

al porto franco di Embrach-Embraport designando in un primo momento, per motivi

finanziari, un curatore solo per la fondazione per il terzo mondo. Nella camera di sicurezza si

trovavano 800 quadri della collezione Rau, oltre a 32 quadri di proprietà della fondazione per

l'arte. Poiché i membri dei consigli delle fondazioni per la medicina e per l'arte non

rispettavano le istruzioni della Vigilanza federale donando, senza prima averne discusso con

la Vigilanza federale, tutto il patrimonio della fondazione all'UNICEF tedesca, il 19 maggio

1999 venne designato un curatore anche per la fondazione per l'arte e quella per la

medicina. La donazione all'UNICEF e.V., contestata dalla Vigilanza, nel frattempo è stata

annullata.

Sulla questione della capacità di agire del promotore delle fondazioni, il Tribunale federale,

con decisione del 18 ottobre 1999, ha dichiarato l'incapacità giuridica e processuale del Dr.

Rau. Il Tribunale federale ha ritenuto nulla inoltre la procura che il Dr. Rau aveva conferito al

nuovo avvocato il 23 luglio 1998.

Il 22 maggio 2000 la Direzione del diritto internazionale pubblico ha informato la Vigilanza

federale del fatto che l'addetto stampa della missione in Tokyo era venuto a sapere che

l'organo che avrebbe prestato la collezione intendeva trasportare, nonostante gli impegni

contrattuali, 95 dei 106 quadri direttamente a Parigi per una successiva ordinazione. Il DFI

emanò, il 24 maggio 2000, un'ingiunzione per cui tutti i 106 quadri dovevano tornare nella

camera di sicurezza della fondazione per l'arte nel porto franco di Embrach-Embraport. Il

Tribunale federale ritenne nulla questa istruzione dell'autorità annullando l'ingiunzione del

DFI. Come motivo ritenne che la questione, se il promotore o terzi siano tenuti a riportare il

patrimonio in possesso della fondazione, non poteva essere oggetto di un'ingiunzione della

Vigilanza federale, bensì, in caso di controversia, la decisione sarebbe spettata al tribunale

civile. Ed effettivamente, esistono varie procedure di diritto civile pendenti in merito alla

questione della proprietà della collezione Rau.

Il 20 settembre 2000, l'ufficio tutorio competente per il promotore a Baden-Baden decise che

il Dr. Rau risultava essere in possesso delle sue piene facoltà di agire e che non era

necessario un curatore quale misura tutoria.

La decisione del 20 settembre 2000 del tribunale di Baden-Baden che attesta al fondatore

piena capacità di agire, prevale sul piano del diritto privato internazionale sulla decisione del

18 ottobre 1999 del Tribunale federale svizzero secondo cui il Dr. Rau non è in possesso

delle sue capacità giuridiche e processuali. Ne consegue che:

1. secondo il diritto di soggiorno tedesco il Dr. Rau è in possesso della sua capacità di

agire.

2. La decisione del 20 settembre 2000 del tribunale di Baden-Baden è vincolante anche in

Svizzera, risp. deve essere rispettata anche in Svizzera.

3. Tutte le procure del promotore delle fondazioni sono valide.

4. È necessario annullare tutte le interdizioni a decidere emesse dalle autorità svizzere.

Il 3 ottobre 2000 il Tribunale federale ha confermato in linea di principio le curatele delle

fondazioni per l'arte e per la medicina quale misura provvisoria al fine di permettere

all'autorità di sorveglianza di prendere i provvedimenti necessari per creare o migliorare

l'organizzazione, quando per far ciò sia necessario più tempo. Quando ha emanato la

decisione, il Tribunale federale non era a conoscenza di quella del 20 settembre 2000

emessa dal tribunale di Baden-Baden secondo la quale il Dr. Rau deve essere ritenuto

capace di agire.

Seguendo le richieste del curatore della fondazione per l'arte, già il 24 settembre 1999 il DFI

aveva approvato, ponendo varie condizioni, il prestito di 95 opere d'arte della collezione Rau

e di 11 opere della fondazione per l'arte. Tra le altre, aveva posto la condizione che i quadri,

dopo la mostra in Giappone, non potessero essere trasportati in altro luogo se non alla

camera di sicurezza di Embrach-Embraport senza l'approvazione del curatore.

Resta controversa la questione se la fondazione per il terzo mondo potrà ereditare, alla

morte del fondatore, la raccolta il cui valore si stima possa raggiungere mezzo miliardo di

franchi svizzeri. Non è stato chiarito fino ad oggi quale tribunale civile sarà competente nel

litigio sui diritti di proprietà della collezione Rau.

d) Questo caso di difficile soluzione, caratterizzato da numerose procedure e sviluppi

imprevedibili, ha conosciuto un corrispondente interesse da parte dei media. A causa della

complessità del caso, le notizie sono in parte incomplete o non abbastanza precise. Per

quanto riguarda l'articolo del giornale "Figaro" di cui sopra, la Vigilanza federale delle

fondazioni aveva a suo tempo valutato, in collaborazione con l'Ambasciata svizzera in

Francia, quali potessero essere le reazioni adeguate. Per evitare che le difficoltà si

accrescessero gravando inutilmente sulle relazioni internazionali, si giudicò più adeguato

fornire informazioni con un certo ritegno. Le autorità federali, oggi, non hanno ragione di

comportarsi in modo diverso. Le informazioni vengono comunicate ai media tenendo conto

della situazione.

e) Dopo lunghe controversie, riportate al punto c), le autorità federali sono tenute

oggi a tenere conto della capacità giuridica del fondatore. Ne consegue che il Dr.

Rau può oggi affidare lui stesso ad avvocati la cura dei propri interessi. Deve essere

invece sottolineato che la Vigilanza federale delle fondazioni non ha mai voluto

designare un curatore o prendere provvedimenti tutori a scapito del fondatore,

nonostante le sue condizioni di salute siano precarie. La curatela riguardava

esclusivamente le fondazioni Rau, dato che a causa degli eventi di cui sopra il buon

funzionamento degli organi di fondazione era minacciato, risp. un membro del

consiglio di fondazione e antico confidente del fondatore aveva fatto valere la

possibilità che i mezzi a disposizione della fondazione venissero utilizzati per fini non

conformi allo scopo della stessa. Non appena saranno state prese le misure

necessarie per creare o migliorare l'organizzazione, le curatele delle fondazioni

potranno essere sostituite da un consiglio di fondazione ordinario.

f) Soprattutto dopo le complesse esperienze nel caso del prestito al Giappone e

dell'esposizione successiva al Musée du Luxembourg a Parigi, il DFI ed il DFAE, risp. la

missione svizzera a Parigi conducono una stretta collaborazione che ha dato fino ad oggi i

suoi frutti grazie anche allo scambio immediato di informazioni. La regolare collaborazione

tra le autorità svizzere, tedesche e francesi inoltre ha come scopo il ripristino dei diritti del

Dr. Rau, ormai di nuovo giuridicamente capace.

g) In conclusione si può ritenere che restano aperte ancora molte questioni giuridiche, tra

l'altro quella dei rapporti di proprietà riguardo alla collezione Rau ed al suo futuro uso.

Comunque finora è stato possibile mantenere intatta la collezione.

Risposta del Consiglio federale.