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00.3679 · Mozione · 2000-12-13

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Originariamente era in effetti previsto che il Consiglio federale adottasse e

sottomettesse al Parlamento il messaggio concernente il "Pacchetto fiscale 2001", e

quindi anche le proposte di riforma della coppia e della famiglia in esso contenute,

già nel corso della sessione d'inverno 2000. Il rinvio del pacchetto, di per sé pronto,

deciso dal DFF alla fine del mese di novembre del 2000 voleva unicamente

assicurare che il Parlamento potesse deliberare su questo progetto con piena

conoscenza della situazione finanziaria della Confederazione e del relativo margine

di manovra sul piano finanziario. Di fronte a questa situazione, doveva anzitutto

essere allestito un messaggio aggiuntivo sul freno all'indebitamento in cui veniva

presentata una situazione finanziaria equilibrata anche oltre un ciclo congiunturale.

Nel frattempo il Consiglio federale ha adottato questo rapporto aggiuntivo all'indirizzo

del Parlamento. Esso contiene un'analisi della situazione e mostra le conseguenze a

lungo termine di diversi scenari sulla politica finanziaria della Confederazione. Il

Parlamento è ora in grado di discutere il "Pacchetto fiscale 2001" con una visione

globale della situazione politico finanziaria. Di conseguenza, non è più previsto alcun

ulteriore rinvio.

La riforma proposta nel messaggio - conforme al pertinente obiettivo di legislatura -

riguarda espressamente l'imposizione della coppia e della famiglia. Un'estensione di

questo tema in ambiti che non rientrano nel settore fiscale esulerebbe dal campo

fissato per il "Pacchetto fiscale 2001". Ciononostante non è certo escluso che in un

altro contesto i settori citati nell'interrogazione ordinaria possano essere esaminati,

almeno in parte, in modo più approfondito:

1.- Per quanto riguarda le prestazioni complementari per genitori con redditi insufficienti,

occorre rilevare che la politica familiare e in particolare lo sgravio delle famiglie si basa da

sempre su diverse misure. Queste misure sono state prese di volta in volta, non sempre

sono state sufficientemente concordate tra di loro e sono in parte anche lacunose. Ciò è

dovuto a motivi "storici" ed è da ricondurre anche al federalismo. Ad esempio, i primi assegni

familiari sono stati versati da datori di lavoro a titolo di prestazioni facoltative e solo in un

secondo tempo sulla base di leggi sono state dichiarate obbligatorie nei Cantoni. Anche in

altri settori vi sono, a seconda dei Cantoni, prestazioni differenti a favore delle famiglie.

Undici Cantoni hanno introdotto le prestazioni assistenziali a genitori con figli piccoli che si

trovano in una difficile situazione economica. In questo ambito il Canton Ticino va più lontano

di tutti e ha introdotto un sistema analogo alle prestazioni complementari. Tale sistema copre

il fabbisogno vitale dell'intera famiglia purché vi siano figli di età inferiore ai tre anni, e in

seguito anche il fabbisogno vitale di ogni figlio di età inferiore ai 15 anni.

Attualmente sono in atto riforme nei settori più importanti della perequazione degli oneri delle

famiglie. A seguito delle iniziative parlamentari Fehr Jacqueline (00.436) e Meier-Schatz

(00.437), il Parlamento si esprimerà riguardo all'introduzione a livello nazionale di uno

strumento per lottare contro la povertà delle famiglie. Entrambe le iniziative chiedono

prestazioni complementari per genitori secondo il modello ticinese.

2.- Riguardo alla soppressione dei premi delle casse malati per bambini e giovani in

formazione, il Consiglio federale si è già espresso con il suo parere sulla mozione Robbiani

(00.3082), in cui propone di respingere la mozione. Il Consiglio federale è sempre dello

stesso avviso per cui mantiene tale proposta.

3.- Per quanto riguarda le prestazioni di trasferimento sono determinanti le seguenti

riflessioni:

a. L'introduzione di una rendita per figli è stata respinta dal Consiglio nazionale il 18 giugno

1999 quando ha deciso di non dare seguito all'iniziativa parlamentare Teuscher (98.422).

b. Riguardo alla questione legata alle deduzioni sociali dall'importo imponibile il Consiglio

federale ha già preso posizione con il suo parere sulla mozione Hafner Ursula (98.3388;

ripresa da Goll Christine). Esso è contrario a un cambiamento di sistema in cui le deduzioni

sociali vengano effettuate dall'ammontare d'imposta e non più dal reddito. Ha rilevato che

l'indesiderato effetto di progressione, tipico dell'imposta federale diretta, sarebbe stato

ulteriormente aggravato; inoltre ha evidenziato che le deduzioni sociali avrebbero dovuto

essere ridotte in modo massiccio - ciò che sarebbe stato psicologicamente di difficile

comprensione - e sottolineato che un simile cambiamento, nel suo complesso, era in

contraddizione con il principio dell'imposizione in base alla capacità economica garantito

dalla Costituzione federale. Se, ciononostante, ha proposto di trasformare la mozione in

postulato, l'ha fatto poiché non intendeva anticipare i risultati della commissione di esperti

"imposizione della famiglia". Nel frattempo questa commissione si è esplicitamente

pronunciata contro l'ipotesi di operare le deduzioni sociali dall'ammontare d'imposta. Di

conseguenza il 6 marzo 2000 la citata mozione è stata respinta anche dal Consiglio

nazionale. Per il Consiglio federale non vi è pertanto più alcun motivo di proporre un simile

cambiamento di sistema nel quadro dell'imminente riforma dell'imposizione della coppia e

della famiglia.

Il Consiglio federale ha altresì esaminato le conseguenze di un cambiamento di sistema. Nel

modello di splitting parziale proposto dal Consiglio federale per la riforma dell'imposizione

della coppia e della famiglia è prevista una deduzione per figli di 9'000 franchi da applicare al

reddito. Considerando che le minori entrate fiscali dovrebbero mantenersi negli stessi limiti,

ciò significherebbe che la deduzione per figli dall'ammontare d'imposta sarebbe di circa

400 franchi per figlio. Le ripercussioni sull'onere fiscale dei contribuenti con due figli in

rapporto al diritto vigente e al modello di splitting parziale proposto sono presentate nella

tabella allegata.

Da questa tabella si può dedurre che nel modello "Splitting parziale" del Consiglio federale la

sostituzione della deduzione per figli di 9'000 franchi dal reddito attraverso una deduzione di

400 franchi dall'ammontare d'imposta comporterebbe uno sgravio per coniugi e concubini

con due figli e un reddito lordo fino a 100'000 franchi. Per redditi superiori un cambiamento di

sistema comporterebbe un onere maggiore rispetto alla proposta del Consiglio federale. Per

le famiglie monoparentali il relativo limite si aggira attorno ai 90'000 franchi.

Rispetto al diritto vigente l'onere fiscale per concubini con una ripartizione del reddito di

70/30 aumenterebbe fino al 55 per cento, mentre la proposta del Consiglio federale

causerebbe un aumento del 27 per cento al massimo.

Infine, la tabella ci mostra che le coppie con due figli dovrebbero pagare l'imposta diretta

soltanto a partire da un reddito lordo di 100'000 franchi.

c. Per quanto riguarda un disciplinamento federale degli assegni familiari è già stato

presentato un progetto della CSS-N del 20 novembre 1998 per una legge quadro (91.411

iniziativa parlamentare Fankhauser; FF 1999 2759). Anche nel quadro della Nuova

Perequazione Finanziaria, nel 1999, è stato proposto un progetto di legge federale. Il

Consiglio federale, nel suo parere del 28 giugno 2000 sul progetto della CSS -N (FF 2000

4167), si è essenzialmente espresso a favore di un disciplinamento degli assegni familiari a

livello svizzero, che consentirebbe di colmare le lacune nel sistema. Tuttavia, non si è

pronunciato sulle modalità, ovvero se ciò avverrà sotto forma di legge quadro, come

proposto dalla CSS-N, oppure sulla base di una soluzione globale.

4.- Le offerte di assistenza extrafamiliare ai figli sono un'importante misura in materia di

politica familiare e di parità dei sessi. Esse non sono tuttavia un compito della

Confederazione, ma rientrano piuttosto nelle competenze dei Cantoni e dei Comuni. In

questo settore sono soprattutto le organizzazioni private e anche i datori di lavoro ad essere

invitati a presentare proposte. In occasione delle deliberazioni sull'iniziativa parlamentare

Fehr Jacqueline del 22 marzo 2000 (00.403; Incentivo finanziario per la creazione di posti di

accoglienza per figli al di fuori dell'ambito familiare) il Parlamento avrà modo di esprimersi

riguardo al finanziamento delle rispettive istituzioni da parte della Confederazione.

La CFQF si è espressa essenzialmente a favore di un mantenimento sia delle deduzioni

fiscali sia degli assegni familiari a cui andrebbero ad aggiungersi le prestazioni

complementari secondo il modello ticinese.

Anche il Consiglio federale ritiene che gli strumenti esistenti nell'ambito della perequazione

degli oneri delle famiglie debbano essere mantenuti, ma che dovrebbero sempre essere

ottimizzati e adeguati ai nuovi sviluppi in atto nella società. Pertanto, un completamento delle

misure rimane tuttora possibile.

5.- Riassumendo, il Consiglio federale non ritiene opportuno presentare un pacchetto globale

sul rafforzamento economico delle famiglie unitamente al messaggio sulla riforma

dell'imposizione della famiglia. Sarebbe invece più sensato continuare a procedere in modo

settoriale, cercando di raggiungere gli obiettivi fissati e realizzabili a medio termine. Il

Consiglio federale ha deciso di sottoporre quanto prima al Parlamento la riforma

dell'imposizione della famiglia. In una fase successiva si potrà esaminare se dovranno

essere prese ulteriori misure in particolare per sgravare le famiglie con un reddito

insufficiente. Inoltre, per un pacchetto globale sarebbero necessarie ampie chiarificazioni che

ritarderebbero inutilmente il progetto del messaggio sull'imposizione della famiglia.

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.