00.3701 · Interpellanza · 2000-12-14
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Domande 1 e 2:
Il Consiglio federale è del parere che attualmente, per quanto concerne le cure dispensate alla
popolazione del nostro Paese, non sia il caso di parlare di razionamento. L'assicurazione
malattie obbligatoria permette a tutte le persone domiciliate in Svizzera di accedere a cure di
qualità. Siamo abituati a standard molto elevati ed è importante non confondere inconvenienti
minori che non hanno conseguenze sulle condizioni di salute del malato, come il rinvio di un
intervento chirurgico non urgente, con decisioni prese a un livello generale che limiterebbero
l'accesso alle cure per motivi non medici.
Nella discussione volta a fissare le priorità nell'ambito della medicina bisogna distinguere tra
decisione di razionamento - cioè limitare volutamente a livello di istituto, per questioni di
gestione o di budget, un'assistenza medica adeguata - e decisione del medico in merito ad un
singolo malato. Il solo fatto che le risorse siano scarse non basta a giustificare un razionamento.
Considerando il livello attuale di assistenza, le impellenti decisioni di gestione prese nel settore
sanitario svizzero, in particolare in quello ospedaliero, per ottimizzare la distribuzione delle
risorse e contenere i costi non rappresentano di gran lunga decisioni di razionamento e
nemmeno i livelli dirigenziali medi e inferiori dovrebbero abusarne per smantellare le
prestazioni. Per quanto concerne l'obbligo di garantire un'assistenza espresso dalla LAMal
attraverso la pianificazione ospedaliera (art. 39), i Cantoni hanno il dovere di disporre di
personale sufficiente e ben preparato nonché di installazioni di buona qualità.
Le situazioni che possono condurre medici e personale infermieristico a dover prendere
decisioni individuali sono quelle legate alla mancanza di organi quando vi è la necessità di
eseguire un trapianto. In questi casi il responsabile decide su basi cliniche tenendo conto delle
peculiarità del paziente e delle raccomandazioni espresse da organi quale l'Accademia svizzera
delle scienze mediche.
Domande 3 e 4:
Il Consiglio federale non può aderire all'analisi proposta dall'autore dell'interpellanza. Esso dà
importanza al fatto che la discussione volta a fissare le priorità nell'ambito della medicina venga
portata avanti in modo molto più differenziato, prendendo in considerazione la situazione
svizzera riguardo ad assistenza e qualità nonché la Costituzione e la legislazione in vigore. Il
Consiglio federale non ha l'intenzione di chiudere gli occhi davanti alla discussione di linee
direttrici, che va condotta a diversi livelli - medico-sanitario, interdisciplinare, etico e politico. Al
riguardo diversi gruppi di esperti, in primo luogo la Commissione delle questioni fondamentali,
prestano consulenza al Consiglio federale.
Nel lavoro svolto finora a questo proposito la Commissione delle questioni fondamentali ha
aggiornato le basi nazionali e internazionali esistenti ed elaborato tesi per strutturare la
discussione volta a fissare le priorità nell'ambito della medicina. Il Consiglio federale non
condivide il parere espresso dall'autore dell'interpellanza secondo cui tali tesi non costituiscono
una base appropriata per la discussione.
Il Consiglio federale desidera far notare che ha designato i membri della Commissione delle
questioni fondamentali tenendo conto dei compiti di cui quest'ultima deve occuparsi. La struttura
di tale commissione corrisponde a quella richiesta dall'autore dell'interpellanza (vi saranno
rappresentati i fornitori di prestazioni, l'etica medica, gli assicurati e gli assiguratori). L'odierna
Commissione presenta il vantaggio di essere composta da esperti che, oltre ad essere
competenti e rappresentativi, nella maggior parte dei casi fanno parte di commissioni
specializzate che consigliano il Dipartimento federale dell'interno o l'Ufficio federale delle
assicurazioni sociali per quanto riguarda l'ammissione di prestazioni a carico dell'assicurazione
malattie obbligatoria (cfr. art. 37c OAMal). Per il momento è dunque opportuno che questa
commissione continui ad esaminare le piste menzionate. In particolare, incaricherà esperti
esterni di stabilire se nell'attuale sistema sanitario svizzero esista un razionamento nascosto o
implicito.
Risposta del Consiglio federale.