00.3718 · Mozione · 2000-12-14
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Anche le commissioni peritali I e II, incaricate di elaborare la legge sulle case da gioco, si
erano chieste se un divieto d'accesso per i residenti, come proposto dall'autore della
mozione, avrebbe potuto limitare le ripercussioni socialmente dannose del gioco d'azzardo.
La maggioranza dei periti respinse tuttavia tale divieto perché, considerata l'attuale mobilità
della popolazione, esso sarebbe in larga misura senza effetto. Nel messaggio relativo alla
legge sulle case da gioco, il Consiglio federale condivise tale opinione. Anche oggi, il
Consiglio federale non vede motivo per modificare il suo parere.
Il Consiglio federale ha coscienza del pericolo della dipendenza dal gioco; ritiene tuttavia che
un divieto d'accesso per i residenti non sia il modo adeguato per raggiungere l'obiettivo. Chi
è dipendente dal gioco non vi rinuncia per un divieto valido in un raggio di dieci chilometri:
accetterebbe di percorrere una distanza maggiore per poter giocare in un altro casinò, anche
se più lontano. Considerando l'esiguità del territorio svizzero, un divieto d'accesso per i
residenti porterebbe unicamente a un "turismo" dei giocatori dipendenti.
A fare le spese di un tale divieto sarebbe la grande maggioranza di quei giocatori che non
sono dipendenti e che frequentano di tanto in tanto i casinò per mero divertimento. I giocatori
locali costituiscono inoltre la clientela abituale di ogni casinò. Il divieto d'accesso per i
residenti colpirebbe quindi soprattutto una categoria sbagliata di giocatori. Per giunta va
ricordato che uno degli obiettivi della riforma costituzionale del 1993, con la quale fu
abrogato il divieto delle case da gioco, era appunto quello di permettere ai numerosi giocatori
domiciliati in Svizzera, che andavano a giocare nei casinò all'estero, di poter giocare in
casinò svizzeri. Soprattutto nelle regioni di frontiera, l'introduzione in Svizzera del divieto
d'accesso per i residenti indurrebbe di nuovo molte persone ad andare a giocare all'estero.
La nuova legge sulle case da gioco prevede l'esclusione dal gioco per varie categorie di
persone. Uno degli scopi principali di tale misura è di impedire il gioco a coloro che ne sono
dipendenti. Grazie a scambi di informazioni, le case da gioco procedono già oggi a un
controllo rigoroso dell'accesso. L'inosservanza di tali controlli può comportare per le case da
gioco gravi sanzioni amministrative. La nuova legge sulle case da gioco esige inoltre che
ogni casa da gioco adotti una concezione sociale. L'ordinanza sulle case da gioco pone - in
particolare rispetto a quanto avviene sul piano internazionale - esigenze severe in relazione
a detta concezione. Infatti le case da gioco sono tenute a far frequentare ai loro impiegati
corsi specifici di formazione e di aggiornamento sulla prevenzione della dipendenza e a
collaborare con istituti qualificati nella prevenzione della dipendenza e nella terapia. Il
Consiglio federale è convinto che il controllo dell'accesso, combinato con la concezione
sociale, risponda nettamente meglio all'intento dell'autore della mozione di un divieto
generale d'accesso per i residenti.
Da ultimo va osservato che, qualora si introducesse il divieto d'accesso per i residenti, non vi
sarebbe nessun motivo oggettivo per farlo unicamente per le case da gioco con una
concessione A, come chiede l'autore della mozione. Anche nelle case da gioco con una
concessione B, le somme giocate sono ingenti. Le persone dipendenti dal gioco non tendono
a giocare con poche poste importanti, ma bensì il più spesso possibile, tentando la fortuna
con poste più piccole.
Per tutti questi motivi soltanto pochi Paesi applicano il divieto d'accesso per i residenti.
Anche nel Principato di Monaco, contrariamente a quanto afferma l'autore della mozione,
non vige un divieto d'accesso per i residenti, ma bensì un divieto d'accesso per i cittadini
monegaschi. Tutti gli abitanti del Principato, a condizione che non abbiano la cittadinanza
monegasca (si tratta di una minoranza che rappresenta circa un sesto della popolazione),
possono giocare nel Casinò di Monaco. Nemmeno l'affermazione dell'autore della mozione,
in base alla quale all'estero le case da gioco sorgono sistematicamente fuori del centro
urbano, trova un riscontro oggettivo. Certo esistono casinò effettivamente siti in periferia o
addirittura fuori della città; ma in nessuno dei Paesi limitrofi ciò è dovuto a prescrizioni dello
Stato, ma piuttosto a una libera decisione imprenditoriale (migliore accessibilità, migliori
possibilità di parcheggio, impatto ambientale ecc.). In tutta Europa vi sono innumerevoli
esempi di casinò che si trovano al centro della città (Kopenhagen, Amsterdam, Baden-
Baden, Berlino, Amburgo, Wiesbaden, Venezia, Nizza, Lione e via dicendo).
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.