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00.3728 · Interpellanza · 2000-12-14

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

1. Le possibilità attuali di inviare altri osservatori internazionali nei territori occupati da

Israele sono minime. Per una missione di questo tipo è essenziale tenere conto anche

della volontà delle parti in conflitto. Attualmente il margine di manovra per l'istituzione

di una siffatta missione è estremamente limitate viste le divergenze in merito ad

un'internazionalizzazione del conflitto e all'incertezza politica in Israele. Inoltre, i

tentativi infruttuosi delle autorità palestinesi presso il Consiglio di sicurezza dell'ONU a

favore dell'invio di una missione internazionale d'osservatori nei territori palestinesi

occupati hanno messo in evidenza le difficoltà di insediare sul posto una presenza

internazionale.

2. Il Consiglio federale segue con attentamente l'evoluzione della situazione ed è disposto a

prendere in considerazione un impegno della Svizzera a favore di una missione internazionale

d'osservazione sia sotto l'egida dell'ONU sia ad hoc - sul modello della Temporary

International Presence in the City of Hebron (TIPH) - a condizione che tutte le parti coinvolte

nel conflitto siano d'accordo e la sostengano. Se del caso, la Svizzera potrebbe partecipare a

una missione internazionale mettendo a disposizione alcuni membri del Pool di esperti

svizzeri per la promozione civile della pace.

La TIPH è una missione civile non armata alla quale partecipano la Norvegia, in qualità di

Stato coordinatore, la Svezia, la Danimarca, l'Italia, la Turchia e la Svizzera. Il suo mandato

prevede principalmente la promozione della stabilità e il consolidamento del sentimento di

sicurezza presso la popolazione palestinese di Hebron. Nell'ambito dello svolgimento dei loro

compiti gli osservatori della TIPH non hanno diritto di intervenire né di effettuare inchieste.

Nonostante un mandato complesso e di difficile adempimento, il bilancio è positivo e la

presenza senz'altro giustificata. Per adempiere l'elemento centrale del mandato ("provide a

feeling of security to the Palestinian of Hebron"), la missione si concentra su attività

d'osservazione e sull'invio di rapporti periodici e confidenziali alle due parti. Per quanto

possibile, si realizzano attività a favore della comunità palestinese urbana intese a creare un

clima di fiducia tra la missione e la popolazione palestinese di Hebron.

La TIPH costituisce indubbiamente un fattore di distensione nell'atmosfera delicata di

Hebron. La visibilità delle pattuglie ha un impatto non indifferente sull'aggressività.

Evidentemente in caso di conflitto tale influenza è limitata e la missione ne è anche

cosciente.

I problemi della TIPH risiedono soprattutto nella definizione del mandato, che non fornisce

chiare indicazioni su come rispondere ai problemi politici cui la TIPH deve far fronte,

sull'atteggiamento generale della missione nei riguardi delle differenti situazioni ed in

particolare nei confronti della situazione attuale.

L'esperienza della TIPH ha mostrato che per svolgere compiti politicamente complessi è

essenziale disporre di un mandato preciso e di un profilo politico chiaro. In questo contesto è

indispensabile ben definire il ruolo e i limiti dello Stato coordinatore e migliorare il sostegno al

capo della missione.

3. Quale Stato parte alle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera s'impegna risolutamente in

favore del rispetto del diritto umanitario internazionale e si adopera segnatamente per

lenire le sofferenze delle vittime palestinesi della grave crisi attuale. La politica

umanitaria della Svizzera si avvale di diversi strumenti, dal sostegno finanziario a

favore degli attori umanitari (ad esempio CICR, UNRWA) alle iniziative bilaterali,

fondate sull'articolo 1 comune alle Convenzioni di Ginevra secondo il quale i 189 Stati

Parte "s'impegnano a rispettare ed a far rispettare" tali Convenzioni "in ogni

circostanza". Differenti azioni sono state intraprese recentemente presso gli Israeliani

e i Palestinesi. Il Consiglio federale segue attentamente e con viva preoccupazione

l'evoluzione della situazione nel Vicino Oriente ed è persuaso che il rispetto del diritto

è parte integrante di una pace giusta e duratura.

4. L'azione della Svizzera in quanto depositaria delle Convenzioni di Ginevra s'iscrive

nel quadro delle attribuzioni del Depositario previste dal diritto internazionale; i suoi

compiti consistono principalmente nell'informare e se del caso consultare gli Stati

parte. La Lega degli Stati Arabi ha invitato gli Stati parte alle Convenzioni di Ginevra a

riunirsi nuovamente "alla luce della situazione sul terreno, in applicazione della loro

decisione del 15 luglio 1999, per garantire il rispetto della IV Convenzione di Ginevra

nel territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme est". Inoltre, riunita in

sessione urgente il 20 ottobre 2000, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha

adottato la risoluzione ES-10/7 che "invita il depositario della IV Convenzione di

Ginevra ad informarsi sull'evoluzione della situazione umanitaria sul terreno,

conformemente alla dichiarazione adottata il 15 luglio 1999 dalla suddetta Conferenza

delle Alte Parti contraenti della Convenzione, per far rispettare la Convenzione in tutte

le circostanze, conformemente all'articolo 1 comune alle quattro Convenzioni". La

Svizzera ha domandato agli Stati Parti il loro parere sull'opportunità e, se del caso,

sugli obiettivi di una nuova riunione della Conferenza alla luce degli sviluppi della

situazione umanitaria sul terreno. Il seguito di questo processo dipenderà dalle

risposte ricevute.

5. Il Consiglio federale continua a considerare le colonie ebraiche nei territori palestinesi

occupati come una violazione della IV Convenzione di Ginevra. Tali colonie non sono

soltanto un ostacolo alla pace, ma anche l'occasione o la causa di violenze e di

violazioni supplementari. La Svizzera ha chiaramente ribadito le sue posizioni con

iniziative bilaterali presso le autorità israeliane, ma anche in dichiarazioni pubbliche,

segnatamente nella sessione speciale della Commissione dei diritti dell'uomo

dell'ONU tenutasi a Ginevra nell'ottobre 2000. Per raggiungere i loro obiettivi,

eventuali misure supplementari necessiterebbero un coordinamento internazionale.

Nell'immediato, la Svizzera tenta invece di fornire alla popolazione palestinese un

sostegno concreto, anche in materia giuridica o mediante la messa a disposizione

d'osservatori (TIPH).

Risposta del Consiglio federale.