01.1022 · Interrogazione ordinaria · 2001-03-23
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Il cervello e il midollo spinale sono circondati da un involucro protettivo contenente un liquido trasparente (liquido cefalorachideo). Grazie a questo involucro protettivo il tessuto nervoso, estremamente vulnerabile, è relativamente protetto dagli influssi esterni. La meningite è una malattia infiammatoria di questo involucro protettivo causata da diversi batteri o agenti virali. Nel seguito, si parlerà di una delle forme di questa malattia, causata da un gruppo ben definito di batteri, i meningococchi.
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Il meningococco è un organismo microscopico (batterio). Si distinguono diversi gruppi di meningococchi, i più importanti dei quali sono designati con le lettere A, B e C.
Fino al 1998 il gruppo di meningococchi più frequente era il gruppo B. Nel 1999 si è registrato per la prima volta quasi lo stesso tasso di frequenza per i gruppi B e C. Attualmente il gruppo C continua a diffondersi ulteriormente, ciò che costituisce un fattore importante per quanto concerne le vaccinazioni.
Il ricettacolo di questi batteri è la mucosa della cavità rinofaringea dell'uomo. Dal 5 al 10 per cento della popolazione sana è portatrice di meningococchi. La trasmissione avviene mediante il parlare, il tossire e in generale nel caso di contatti stretti. Il motivo per cui alcune persone si ammalano improvvisamente non è conosciuto con sicurezza. Si sa soltanto che la malattia si presenta primariamente in luoghi sovraffollati come caserme, asili, internati e così via. Ad esserne colpiti sono in particolare i bambini e i giovani.
Le malattie causate da meningococchi presentano soprattutto i seguenti due decorsi:
- la meningite purulenta, caratterizzata da emicrania, torcicollo, febbre e ipersensibilità alla luce. Di regola può essere curata mediante antibiotici.
- La setticemia fulminea conduce in poche ore a un quadro clinico grave, caratterizzato da svenimenti, emorragie cutanee e choc, poiché i batteri si moltiplicano massicciamente nel corpo e possono ledere svariati organi. Senza una cura tempestiva, la prognosi di questa malattia è seria.
I sintomi iniziali di questa malattia sono estremamente vari e non hanno nulla di specifico. Possono presentarsi segni simili a quelli di un'influenza, ma pure nausea, malessere e altri. Alla presenza del più piccolo indizio, il medico di truppa è tenuto a prendere in considerazione una malattia causata da meningococchi. Poiché nel liquido cefalorachideo i meningococchi si moltiplicano in modo estremamente veloce, la cura deve essere iniziata senza indugio. I medici di truppa hanno ricevuto in merito prescrizioni concrete da parte del Gruppo della sanità.
Il Consiglio federale risponde come segue alle domande:
1. Il problema dei meningococchi è conosciuto da anni. Di conseguenza, i medici militari, che sono sempre anche medici civili, si occupano intensamente del problema già durante la formazione e il perfezionamento civili. Si può quindi presupporre che questo quadro clinico sia conosciuto ai medici di truppa in ambito militare. A ciò si aggiunge il fatto che i medici che si preparano al servizio pratico nella scuola reclute sono resi nuovamente attenti a questo problema in modo esplicito ed esaustivo nel pertinente corso di preparazione (corso per specialisti; C specialisti 1). La prassi in caso di un'infezione da meningococchi è stata disciplinata dal medico in capo dell'esercito mediante diverse prescrizioni vincolanti per tutti i medici militari (direttiva del medico in capo dell'esercito no 51 del
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1998; regolamento 59.23, servizio del medico di truppa del 1. maggio 2000 [non pubblicate in italiano]).
2. Uno dei problemi dell'infezione da meningococchi risiede nei sintomi iniziali vaghi. Naturalmente, durante il servizio militare un paziente febbricitante deve essere ricoverato in infermeria, dove viene esaminato da un medico. In presenza di un minimo sospetto di infezione da meningococchi, il medico deve ordinare il ricovero immediato del paziente in un ospedale civile.
In caso di problemi medici durante il congedo del fine settimana, i militari vengono sollecitati a visitare il medico di casa o il medico del pronto soccorso. Se non sono in grado di viaggiare, i militari ammalatisi già durante la settimana rimangono in infermeria durante il fine settimana. In questi casi l'approvvigionamento di medicinali delle infermerie è garantito anche durante il fine settimana. La regolamentazione dei congedi per i soldati sanitari corrisponde a quella della truppa.
Dato che la malattia presenta i suddetti sintomi iniziali vaghi, un "ricovero preventivo" non avrebbe alcun senso, altrimenti occorrerebbe ospitalizzare la maggior parte delle persone affette da influenza. Solo una diagnosi di probabilità su base medica giustifica l'ospitalizzazione immediata, in civile e corrispondentemente anche in ambito militare.
3. Purtroppo attualmente possediamo soltanto un vaccino contro i gruppi A e C. Pazienti affetti da meningococchi del gruppo B rimangono senza protezione nonostante la vaccinazione. Diverse forze armate eseguono una vaccinazione, tuttavia solo in zone in cui il gruppo B non è praticamente presente. Poiché in Kosovo è frequente il gruppo C, raccomandiamo ai membri della SWISSCOY di farsi vaccinare. Attualmente in Svizzera il gruppo C non è presente ancora con una frequenza tale da rendere consigliabile la vaccinazione immediata.
In merito a questa questione, l'esercito si basa sulle raccomandazioni dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Pertanto, per quanto riguarda la vaccinazione contro i meningococchi, il gruppo della sanità intrattiene stretti contatti con gli esperti di vaccinazione del UFSP. L'USFP ha direttive chiare, regolamentate internazionalmente, concernenti le situazioni nelle quali è raccomandata la vaccinazione (frequenza dei casi in una regione in un lasso di tempo definito).
Per quanto riguarda ulteriori provvedimenti, attualmente, esiste soltanto la possibilità di una profilassi dell'ambiente circostante con un antibiotico dopo che si è presentato un caso di infezione da meningococchi. Una lunga profilassi a base di antibiotici in assenza di casi effettivi, per esempio per tutta la durata di una scuola reclute, non avrebbe però alcun senso, poiché condurrebbe al cosiddetto sviluppo di resistenze, il medicamento
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perderebbe cioè la sua efficacia. Inoltre, la somministrazione temporanea di antibiotici non procura una protezione duratura.
Risposta del Consiglio federale.