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01.1116 · Interrogazione ordinaria · 2001-10-05

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo il diritto vigente, la sorveglianza giuridica sulle emittenti di programmi radiotelevisivi che beneficiano di una concessione non spetta al Consiglio federale. Quando, in un caso concreto, si sospetta che un'emittente abbia introdotto dei messaggi pubblicitari in una trasmissione, due sono le autorità competenti investite dalla legislazione del Tribunale federale della responsabilità di sorveglianza: l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) verifica se si tratta veramente di pubblicità clandestina, cioè se l'emittente ha introdotto, dietro pagamento, dei messaggi pubblicitari a vantaggio di terzi in una trasmissione. Su ricorso, la Commissione indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva (AIRR) esamina invece in che misura gli elementi pubblicitari inseriti in una trasmissione hanno un effetto manipolatore e se, di conseguenza, essi infrangano il dovere di presentare gli avvenimenti nella loro molteplicità che figura all'art. 4, cpv. 1 della legge sulla radiotelevisione (LRTV).

Nell'avamprogetto di legge in consultazione per una nuova LRTV, il concetto di sorveglianza è rielaborato nel modo seguente: il sistema di competenze attribuito a due autorità, poco praticabile, è soppresso, e la sorveglianza giuridica complessiva è trasferita a una sola ed unica autorità.

Domanda 1:

L'UFCOM ha esaminato la trasmissione incriminata e ha chiesto alla SSR le informazioni necessarie. Poiché le sequenze contestate sono state inserite nella trasmissione senza retribuzione alcuna, esse non costituiscono una pubblicità nell'accezione legale del termine. L'UFCOM rinuncia quindi ad avviare una procedura di sorveglianza.

Domanda 2:

Per ciò che concerne l'azione giudiziaria contro le infrazioni verso la LRTV, l'Ufficio dispone di diverse opzioni, che comprendono in particolare la possibilità, in applicazione del diritto penale amministrativo, d'infliggere una multa o di confiscare un profitto ottenuto in maniera illecita.

Risposta del Consiglio federale.