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01.1118 · Interrogazione ordinaria · 2001-10-05

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

In seguito a diverse aggressioni che hanno coinvolto reclute in libera uscita, già il 17 agosto 2001 il capo delle Forze terrestri ha ordinato a tutti i comandanti di scuola tre misure di comportamento:

-alla truppa deve essere rammentato il comportamento corretto in quanto cittadini in uniforme;

-se possibile, i militari devono recarsi in libera uscita in gruppo

-la truppa deve essere informata sul comportamento corretto in caso di provocazione o aggressione.

Il Consiglio federale risponde come segue alle domande:

1.Secondo informazioni della Procura distrettuale di Winterthur e dell'Ufficio dell'uditore in capo, la recluta in questione non è sottoposta ad alcun perseguimento penale civile poiché, conformemente all'articolo 2 della legge sulle armi, tale legge non è applicabile all'esercito. La Giustizia militare ha pure rinunciato a un procedimento penale per inosservanza di prescrizioni di servizio e vie di fatto a causa della mancanza di elementi a carico. Il falso annuncio è dovuto alla polizia municipale di Winterthur, che ha trasmesso il caso per l'ulteriore trattamento alla Procura distrettuale di Winterthur e lo ha anche reso noto al pubblico.

2.Poiché finora si è trattato di episodi isolati, non vi è attualmente alcuna necessità di equipaggiare tutti i militari con spray al pepe.

Ulteriori istruzioni saranno impartite ai comandanti di scuola all'inizio delle scuole reclute primaverili del 2002. Nel frattempo, le Forze terrestri, in collaborazione con l'Uditore in capo dell'esercito e il Dipartimento federale di giustizia e polizia, verificheranno se per i militari sono necessarie possibilità di reazione legali nel caso di avvenimenti del genere.

Risposta del Consiglio federale.

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