01.3022 · Interpellanza · 2001-03-05
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:
1. Come mai ha autorizzato i deputati francesi a venire in Svizzera e a intervistare magistrati e funzionari svizzeri, allorquando ci si poteva facilmente immaginare che si trattava di un alibi per sostanziare condanne gravi e preconcette contro il nostro paese?
2. Ha potuto controllare l'azione dei deputati francesi su suolo svizzero e ha avuto accesso alle domande di quest'ultimi, prima di accordare il permesso ai nostri magistrati di interloquire con i rappresentanti di una potenza straniera?
3. Non ha ritenuto di intervenire affinchè i magistrati ticinesi e ginevrini non diventassero lo strumento in mano a una potenza straniera per condannare i magistrati di un altro cantone?
4. Non ritiene che il ruolo di magistrati in carica sia quello di applicare e rispettare le leggi votate dal Parlamento nazionale e non quello di porsi oggettivamente al servizio di interessi stranieri, appoggiando condanne sommarie contro le istituzioni e le leggi svizzere?
5. Come giudica l'atteggiamento e le gravi dichiarazioni di Bernard Bertossa?
6. E' sicuro che nessun magistrato o ex magistrato svizzero sia al servizio di una potenza straniera?
Begründung
1. Il 21 febbraio 2001 è stato pubblicato il rapporto dell'Assemblea nazionale francese concernente gli ostacoli posti dalla Svizzera alla lotta contro la criminalità finanziaria. Questo rapporto ha fatto scalpore per i toni estremamente violenti usati contro la Svizzera.
2. La Svizzera viene descritta come uno Stato criminale, che il rapporto definisce nientemeno come "il predatore della finanza internazionale" che dopo essere stata "il banchiere del Terzo Reich", ora è ufficialmente associata alla delinquenza finanziaria internazionale, mentre soltanto la "pressione internazionale" può farla desistere dal continuare a rapinare le altre nazioni (le citazioni virgolettate sono alcuni titoli del rapporto).
3. Il 25 febbraio 2001 il consigliere federale Pascal Couchepin, in un'intervista radiofonica, ha minimizzato l'importanza di questo rapporto affermando che proviene soltanto da un "deputato di seconda linea" del Parlamento francese.
4. Oso sperare che questa affermazione abbia avuto lo scopo di non fare ancora più pubblicità a questo terribile rapporto.
5. In realtà infatti non si tratta di un rapporto isolato di un paio di deputati inascoltati, bensì del rapporto di una Commissione d'inchiesta del Parlamento francese, ufficialmente incaricata di indagare sulla Svizzera e composta da ben 19 deputati di primo rango.
Ecco la denominazione e la composizione tolta direttamente dal documento ufficiale: "La mission d'information commune sur les obstacles au contrôle et la répression de la délinquance financière et du blanchiment des capitaux en Europe est composée de M. Vincent Peillon, président; MM. Michel Hunault, Jean-Claude Lefort, vice-présidents; MM. Charles de Courson, Philippe Houillon, secrétaires; M. Arnaud Montebourg, rapporteur; MM. Philippe Auberger, François d'Aubert, Alain Barrau, Jean-Louis Bianco, Jérôme Cahuzac, Jacky Darne, Arthur Dehaine, Jean-Pierre Delalande, Jean-Jacques Jegou, Gilbert Le Bris, François Loncle, Mmes Jacqueline Mathieu-Obadia, Chantal Robin-Rodrigo."
6. Inoltre tutti i maggiori media internazionali (dal "Financial Times" al "New York Times", da "Le Monde" a "El Pais", dalla "Frankfurter Allgemeine Zeitung" al "Corriere della Sera" e "Repubblica", ecc.) hanno dato ampia risonanza alle condanne del rapporto francese contro la Svizzera.
7. Di fatto il rapporto della commissione francese è stato un'ulteriore occasione per dipingere negativamente davanti all'opinione pubblica internazionale il nostro paese e il suo sistema bancario.
8. E' con immenso stupore che abbiamo letto in questo rapporto che le informazioni alla base delle dure condanne sono state raccolte in Svizzera, presso magistrati ed ex-magistrati svizzeri, immaginiamo con l'autorizzazione del Consiglio federale.
9. Il rapporto scrive che il Procuratore pubblico di Ginevra Bernard Bertossa, il Procuratore generale del Cantone Ticino con altri tre Procuratori pubblici ticinesi, e l'ex Procuratore pubblico Paolo Bernasconi vi hanno partecipato.
10. Grazie a queste informazioni, la commissione francese si è persino vantata di aver essa stessa scoperto un caso di riciclaggio di denaro sporco commesso dalla Bana cantonale di Ginevra e dalla sua filiale di Lione!
11. In questi giorni il Procuratore pubblico Bernard Bertossa ha pubblicamente lodato questo rapporto associandosi alla definizione della Svizzera quale stato predatore e criminale, già alleato dei nazisti.
12. Sulla base delle affermazioni del Procuratore Bertossa, la commissione francese conclude che i Procuratori di Ginevra e del Ticino lottano seriamente contro il riciclaggio di denaro sporco, mentre quelli di Zurigo, per le loro reticenze e omissioni, sono oggettivamente alleati alla delinquenza finanziaria internazionale.
13. Lo scorso agosto, il Procuratore Ansermet di Ginevra ha dato numerose interviste ai giornali italiani e soprattutto al Corriere della Sera denunciando tre banche ticinesi di aver riciclato 5 miliardi di dollari del Fondo monetario internazionale destinati alla Russia. La sua perquisizione in Ticino è stata un fallimento totale, avendo il Procuratore a disposizione soltanto la fantasiosa e interessata testimonianza del noto Turover.
Il danno all'immagine della piazza finanziaria ticinese e svizzera era però stato sapientemente, quanto gratuitamente commesso.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il rapporto è stato redatto a seguito di due visite effettuate in Svizzera da una delegazione di parlamentari francesi nei mesi di settembre del 1999 e del 2000. Questi parlamentari sono stati ricevuti dopo contatti presi dall'Ambasciata di Francia con il DFF. Le autorità svizzere hanno dimostrato la loro disponibilità in occasione di queste visite, inusitate nella misura in cui trattatavasi della visita di parlamentari provenienti da un paese tradizionalmente amico e accolti con lo scopo di fornire loro un'informazione corretta sul dispositivo adottato dallo Stato svizzero contro il riciclaggio di denaro. Del resto, anche delegazioni di parlamentari svizzeri si recano all'estero per acquisire informazioni, e rendono successivamente noti i risultati dei loro incontri.
2. In occasione di detti incontri, la missione parlamentare ha redatto dei resoconti che ha sottoposto alle persone incontrate in Svizzera, le quali - per quanto necessario - hanno potuto apportare le loro modifiche a questi verbali, allegati al rapporto. Tutti i colloqui formali, compresi quelli con i magistrati, hanno seguito questa procedura. Occorre tuttavia evidenziare che non vi è stata possibilità di pronunciarsi in alcun modo sul contenuto del rapporto.
3. Le autorità giudiziarie devono conservare la possibilità di esprimere i loro punti di vista. Non compete al Consiglio federale dettare ai magistrati cantonali ciò che possono dire a visitatori stranieri.
4. È esatto che il ruolo delle autorità giudiziarie è quello di applicare la legislazione in funzione delle competenze loro accordate. Nel nostro paese queste autorità devono conservare la possibilità di esprimere i loro punti di vista, che il Consiglio federale non intende limitare.
5. Non spetta al Consiglio federale commentare opinioni attribuite al Procuratore generale della Repubblica e Cantone di Ginevra.
6. Con riferimento alla domanda se vi siano magistrati svizzeri al servizio di una potenza straniera, il Consiglio federale non è a conoscenza di una tale evenienza.
Risposta del Consiglio federale.