01.3035 · Interpellanza urgente · 2001-03-06
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Nel 1998, nell'ambito della riforma della Posta, il Parlamento ha conferito alla Posta un mandato
impegnativo: garantire in tutte le regioni del Paese un servizio universale (Servizio pubblico)
comprendente prestazioni del servizio postale di buona qualità e a prezzi equi. D'altro canto,
tuttavia, la Posta deve operare in un contesto concorrenziale sempre più arduo e mirare
all'equilibrio economico. Tranne che nel settore degli autopostali e della distribuzione dei
periodici, la Posta non riceve alcun contributo statale per la sua attività. Se vuole raggiungere gli
obbiettivi fissati dalle Camere, essa deve, da un lato, comprimere i costi e, dall'altro, ricercare
nuove fonti di entrate. La decisione della Posta di ridimensionare la rete di uffici postali va vista
in questo contesto. La trasformazione della rete degli uffici postali tiene in considerazione le
mutate esigenze della clientela e prevede anche un ampliamento mirato delle prestazioni (come
per es. la consulenza per il servizio finanziario e la posta elettronica, la vendita di prodotti di
terzi). Nell'ambito della ristrutturazione degli uffici postali, il servizio di base è garantito anche in
futuro grazie alle nuove offerte previste: servizio a domicilio, succursali, agenzie postali o uffici
postali mobili. La presente interpellanza parte dal presupposto della chiusura senza sostituzione
di 1000 uffici postali. In realtà, invece, secondo i piani della Posta, nei prossimi cinque anni solo
circa 80 uffici postali saranno chiusi senza che siano proposte soluzioni di ricambio. Gli altri
uffici interessati dalla ristrutturazione saranno sostituiti come detto sopra. Anche dopo la
ristrutturazione, la Posta continuerà a disporre di una delle reti di uffici postali più fitte d'Europa.
Alla domanda 1
Anche dopo la prevista ristrutturazione della rete degli uffici postali, il servizio universale su tutto
il territorio nazionale (Servizio pubblico) sarà garantito in modo completo. Non è prevista alcuna
riduzione delle prestazioni citate dalla legge.
Alla domanda 2
La Posta, in quanto azienda della Confederazione, non ha ridimensionato la sua rete di uffici
postali in base ai soli criteri di "ottimizzazione dei costi" e "copertura" degli stessi. Il
comportamento, le esigenze e le abitudini della clientela sono mutati sensibilmente nel corso
degli ultimi anni. La ristrutturazione presta particolare attenzione all'ottica regionale e in molte
località il servizio di base toccherà più da vicino la clientela. Siccome il servizio universale con le
sue prestazioni continua ad essere garantito su tutto il territorio, l'attrattività delle regioni
periferiche non viene minacciata dal ridimensionamento. La Posta procederà alla
ristrutturazione della rete senza ricorrere a licenziamenti ed entro un periodo di cinque anni.
Alla domanda 3
Anche dopo la ristrutturazione, la rete degli uffici postali della Posta si orienterà verso una
struttura organizzativa decentralizzata. Le ripercussioni sul mercato del lavoro nelle regioni
periferiche e di montagna dovrebbero essere appena percepibili. Il ridimensionamento della
rete, che avverrà nei prossimi 5 anni, è legato alla soppressione annua di 100 impieghi a tempo
pieno, di cui una buona parte rientrerà nell'ottimizzazione della rete nelle città. Non sono previsti
licenziamenti. Per questi motivi, come seguito ai provvedimenti previsti, non vi è da aspettarsi
alcuna misura di compensazione particolare. Inoltre il 23 agosto 2000, il Consiglio federale ha
deciso un programma d'azione volto a sostenere le regioni particolarmente toccate dalle
ristrutturazioni effettuate dalla Swisscom, dalle FFS e dalla Posta per affrontare il cambiamento
strutturale e rafforzare le loro capacità di creazione di valore aggiunto. Il programma d'azione
compende diverse soluzioni alle quali sono chiamati ad indirizzare il loro contributo anche le tre
aziende e i Cantoni. Nella scorsa sessione invernale, le Camere hanno approvato il
potenziamento degli strumenti regionali e di politica del turismo esistenti, richiesto a tal scopo
dal Consiglio federale, per un ammontare di 80 milioni di franchi per i prossimi quattro anni.
Attualmente non sono previsti ulteriori apporti.
Alla domanda 4
Nel suo rapporto sul "Pacchetto di misure Posta / Swisscom SA", il Consiglio federale ha
illustrato le ragioni di una progressiva, ulteriore apertura del mercato postale in Svizzera,
esprimendosi contemporaneamente per il mantenimento del servizio di base nella sua attuale
portata. In merito alle basi finanziarie del servizio universale, il rapporto esamina le seguenti
possibilità:
? ottimizzazione dei costi della Posta
? apertura di nuovi settori di mercato per finanziare il servizio di base
? indennizzo delle prestazioni in favore dell'economia pubblica
? introduzione di un sistema di concessioni per i servizi non riservati a offerenti privati.
Attualmente, ai fini di garantire il finanziamento del servizio postale di base, il Consiglio federale
propone le prime due possibilità. Le altre misure non sono, per il momento, al centro delle
preoccupazioni. D'altronde, nell'ambito delle deliberazioni sulla legge postale, il Parlamento si è
espresso esplicitamente contro l'indennizzo delle prestazioni in favore dell'economia generale.
Dopo la consultazione, il Consiglio federale procederà a un'accurata valutazione della
situazione, sulla cui base formulerà quindi le richieste da sottoporre alle Camere federali.
Alla domanda 5
Senza alcun dubbio, in qualità di azienda nazionale, la Posta riveste un ruolo importante per la
coesione della Svizzera. Tuttavia, la Posta adempie a questo ruolo soprattutto con le sue
prestazioni. Il servizio universale che spetta alla Posta, richiede delle prestazioni postali generali
su tutto il territorio nazionale, ma non prevede in quale rete di uffici postali debba svolgersi. Con
il trasferimento degli sportelli davanti alle porte di casa, oppure sotto forma di uffici postali
mobili, la tanto cara "coesione svizzera" verrà considerata anche in futuro, seppure in una
nuova forma. Vi saranno solo poche effettive chiusure di uffici postali senza alcuna soluzione
sostitutiva, soprattutto nelle città, dove la Posta deve adattarsi alle mutate esigenze della
clientela.
Alla domanda 6
Sulla base della legge postale e considerando le indicazioni strategiche fornite dal Consiglio
federale, la Posta decide in modo indipendente come e con quali presupposti collaborare con
altre imprese. Il Consiglio federale non entra in merito alle decisioni di trasformare o chiudere
singoli uffici postali. Nell'ambito di Postfinance, la Posta negli ultimi anni ha continuamente
ampliato le sue offerte in sintonia con l'ordinamento giuridico. Ad eccezione delle operazioni di
credito, le offerte della Posta coincidono con quelle delle banche menzionate dalla presente
interpellanza. Date queste circostanze, per la Posta non è più possibile continuare a mantenere
questa cooperazione nei punti di vendita. Per la costituzione di servizi invece, diversi esempi
testimoniano come la collaborazione con istituti bancari possa essere sensata.
Alla domanda 7
Il Consiglio federale non è di questa opinione. La Confederazione tiene in considerazione, in
tutte le sue sfere di competenza, le esigenze dei piccoli villaggi e delle località periferiche e
mette a disposizione per l'uguaglianza regionale importanti mezzi finanziari.
Risposta del Consiglio federale.