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01.3738 · Interpellanza · 2001-12-12

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Prima di rispondere alle domande poste nell'interpellanza, va ricordato che la Confederazione non è l'unico promotore della ricerca in materia di formazione, come, d'altra parte, non è nemmeno l'unica autorità competente per quanto concerne la formazione in generale. Oltre ai Cantoni, alle università e agli istituti pedagogici, sono attive nel settore diverse associazioni svizzere. Il ruolo della Confederazione non può pertanto essere quello di imporre l'applicazione di misure e di concetti di ricerca in materia di formazione. In considerazione del fatto che sono in primo luogo gli organi di ricerca stessi ad essere responsabili del coordinamento delle proprie attività (autocoordinamento), la Confederazione ha essenzialmente il compito di favorire, nell'ambito delle sue competenze in materia di politica universitaria, lo sviluppo qualitativo della ricerca educativa mediante misure di promovimento e di fare in modo che vengano sfruttate le sinergie e eliminati i doppioni. Già nel 1971 la Confederazione e la Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione hanno istituito un organo comune: il Centro svizzero di coordinamento della ricerca educativa.

1. È vero che nel suo messaggio FRT del 25 novembre 1998, il Consiglio federale aveva annunciato l'intenzione di elaborare e attuare una strategia globale per la ricerca svizzera in materia di formazione. I servizi responsabili dell'amministrazione hanno già affidato un mandato per l'elaborazione di una tale strategia.

2. Le misure da adottare per colmare le lacune nella ricerca in materia di formazione saranno chiarite dopo l'effettuazione di questo mandato e proposte nel messaggio FRT 2004-2007 tenendo conto degli studi esistenti. Nell'ambito della ricerca in materia di formazione, l'accento sarà posto sulla ricerca relativa alla formazione professionale. Qui non si tratta tanto di procedere a una riforma delle strutture, quanto di costituire una capacità di ricerca. Già nel suo messaggio FRT 2000-2003, il Consiglio federale aveva fissato l'obiettivo di collocare la ricerca svizzera in materia di formazione professionale a un livello internazionalmente riconosciuto e di istituzionalizzarla meglio a livello federale e cantonale, nelle università e nell'economia privata. Alcune reti di competenza sono in fase di costituzione nell'ambito della ricerca sull'insegnamento e l'apprendistato, la gestione della conoscenza, le tecnologie didattiche e l'economia dell'educazione. L'Istituto svizzero di pedagogia per la formazione professionale (ISPFP) fa parte di questa rete in qualità di centro di competenza in pedagogia della formazione professionale. La ripartizione dei sussidi vincolati ai progetti spetta alla Conferenza universitaria svizzera. I contributi possono essere utilizzati per strutturare la ricerca nel campo della formazione se e nella misura in cui un progetto a tal scopo è accettato da quest'organo. Bisogna tuttavia essere coscienti del fatto che le scuole universitarie pedagogiche, che sono attori di primo piano nel settore della ricerca educativa, non possono essere senz'altro coinvolte in tali progetti poiché rientrano nella sfera di competenza esclusiva dei Cantoni.

3. Fintanto che la Confederazione non ha la competenza generale in materia di formazione continua si concentrerà sulla formazione professionale continua come essa è definita nel progetto della nuova legge sulla formazione professionale. Questa legge fa espressamente riferimento alla nozione di apprendistato nel corso di tutta la vita, la cui filosofia consiste nel considerare la formazione come un tutt'uno con i tutti i livello formativi, dal periodo prescolastico fino all'educazione degli adulti. Questa filosofia si applica anche alla ricerca in materia di educazione come accennato nella risposta alla seconda domanda.

4. La ricerca in materia di formazione è indispensabile per l'osservazione del funzionamento e dei risultati del sistema di formazione. Senza questa ricerca, la comprensione dei punti forti e delle debolezze di un sistema è impossibile. Anche se ha competenze limitate in materia di formazione, la Confederazione ha tutto l'interesse a poter far riferimento a un sistema coerente. Questa coerenza richiede logicamente la messa a punto di un monitoraggio su scala nazionale. In tal senso il DFI e il DFE, in collaborazione con la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), hanno incaricato un gruppo di lavoro di presentare un progetto di monitoraggio nazionale. Questo progetto dovrebbe essere pronto per una decisione definitiva alla fine di quest'anno. Il monitoraggio deve fornire criteri d'osservazione e di valutazione comuni, rispettando l'attuale configurazione delle competenze dei differenti organi statali.

5. Per garantire l'unitarietà del sistema è opportuno che il monitoraggio nazionale comprenda anche la formazione continua. La Confederazione è disposta a sostenere un'iniziativa in quest'ambito e a chiedere al Parlamento i mezzi necessari per allestire il monitoraggio nel quadro delle sue competenze, a condizione che i Cantoni facciano lo stesso.

Risposta del Consiglio federale.