02.1136 · Interrogazione ordinaria · 2002-12-03
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Effettivamente nel più recente rapporto sull'Aids dell'UNAIDS si è osservato un aumento preoccupante sia delle infezioni HIV che dei nuovi casi di Aids. Particolarmente colpiti sono gli Stati di Africa, Asia e in parte dell'Europa dell'Est. Non si tratta di una situazione nuova, ma di un'evoluzione registrata ogni anno dall'UNAIDS nei suoi rapporti. Purtroppo vi sono Stati i cui governi dopo venti anni dallo scoppio dell'epidemia di HIV non hanno ancora seguito le raccomandazioni del Comitato scientifico dell'UNAIDS e nemmeno hanno adottato efficaci misure di prevenzione. Sul fatto che la crisi dell'Aids costituisca una seria minaccia per le prospettive economiche dei Paesi in via di sviluppo e dei Paesi emergenti vige un consenso generale.
Per quanto concerne la Svizzera non esistono cifre che possono provare l'aumento del numero di persone che offrono prestazioni sessuali contro denaro o contatti sessuali a pagamento. È innegabile che un numero non irrilevante di persone di ambo i sessi dedite alla prostituzione provenga dai Paesi dell'Est. Da indicazioni raccolte risulta che vi sono bande organizzate coinvolte nel traffico di persone destinate alla prostituzione nei Paesi occidentali. Non si conoscono invece casi di uomini provenienti dall'Africa che praticano la prostituzione in Svizzera.
La diffusione delle malattie sessuali classiche (sifilide, gonorrea) e dell'infezione HIV è favorita dai contatti sessuali non protetti. La controprestazione in denaro di per sé è invece irrilevante per la propagazione di agenti patogeni.
Domanda 1: In Svizzera, il numero delle dichiarazioni di nuovi casi di HIV (test positivi) è aumentato nel 2001 e nel 2002 per la prima volta dal 1991. Nel 2001 l'incremento è stato del 7,5%. Nel 2002 sono stati dichiarati 787 test HIV positivi, 155 in più rispetto al 2001, ciò che corrisponde ad una progressione del 25%.
Dalle dichiarazioni di laboratorio ottenute per ogni test positivo non vi sono indicazioni che permettono di stabilire un nesso con il numero delle persone che praticano la prostituzione in Svizzera. Come già accennato, è irrilevante che il rapporto sessuale non protetto sia avvenuto a pagamento. Determinante è unicamente il fatto che l'uomo al momento dell'atto sessuale utilizzi o non utilizzi il preservativo, e questo nonostante sia provato che il 100% degli uomini in Svizzera conosca lo slogan "Rinuncia all'Aids. Non al preservativo".
Le dichiarazioni complementari dei medici e le dichiarazioni di laboratorio provano con indubbia chiarezza che l'aumento delle infezioni HIV non ha nulla a che vedere con i contatti sessuali con persone dedite alla prostituzione. Negli anni 90, le prostitute rappresentavano solo il 7-10% dei partner potenzialmente in grado di trasmettere il contagio; dal 2000 questo valore si aggira tra il 3 e il 4% e non vi sono indizi che inducano a prevedere una tendenza crescente.
Domanda 2: Il Consiglio federale non è in possesso di dati relativi al numero di persone che esercitano la prostituzione in Svizzera. La prostituzione intesa come attività lavorativa non è annoverata come professione nei registri centrali degli stranieri. Agli stranieri in possesso di un permesso di soggiorno o di domicilio in Svizzera l'esercizio di questa attività è autorizzato nei singoli Cantoni con designazioni professionali diverse.
Domanda 3: Non essendoci alcuna indicazione relativa all'aumento di infezioni HIV attribuibili alla prostituzione "a causa" di prostitute straniere, il Consiglio federale non ha alcun motivo di reagire con speciali misure di polizia degli stranieri per contrastare l'aumento dei test HIV positivi.
Non potendo contare su dati precisi, dalle molte indicazioni raccolte si è portati a ritenere che un numero non irrilevante di nuove infezioni sia stato importato nel nostro Paese da persone viventi in Svizzera recatesi all'estero in vacanza o per affari. Senza dubbio anche queste infezioni HIV sono nella maggior parte dei casi da attribuire a contatti sessuali non protetti.
Il Consiglio federale non ha dubbi sul fatto che l'attenersi alla regola preventiva "Utilizzare il preservativo per ogni contatto sessuale al di fuori di una relazione di coppia stabile nella quale nessuno dei partner è affetto da HIV" possa arrestare la diffusione dell'HIV sessualmente trasmesso.
Risposta del Consiglio federale.