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02.3088 · Mozione · 2002-03-20

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Dalla fine della Guerra fredda la Svizzera applica in modo autonomo le sanzioni non militari decise dal Consiglio di sicurezza dell'ONU (esempi: Talibani, Liberia, Sierra Leone) e inoltre si è associata tre volte alle sanzioni dell'UE (Jugoslavia, Myanmar e Zimbawe). Il Consiglio federale ha annunciato questa linea politica nel rapporto sulla neutralità del 1993 (allegato al Rapporto sulla politica estera della Svizzera negli anni Novanta, 93.098) e l'ha confermata nel rapporto sulla politica estera del 2000 (00.091).

Tutte le sanzioni attualmente in vigore, con l'eccezione di quelle concernenti l'Irak, sono di tipo mirato ("smart sanctions") e riguardano l'élite al potere oppure i gruppi ribelli presenti nei singoli Paese e non toccano invece la popolazione (sanzioni finanziarie mirate, restrizioni di viaggio, embargo sulle armi). La Svizzera ha promosso e poi contribuito in modo determinante allo sviluppo delle sanzioni mirate nel quadro del "processo di Interlaken".

Associandosi alle sanzioni multilaterali il Consiglio federale intende sostenere l'ONU o determinati gruppi di Paesi importanti a livello regionale negli sforzi per salvaguardare o ripristinare la pace e la sicurezza internazionale e cerca altresì di evitare che si possa far uso del nostro Paese per eludere le sanzioni.

L'adozione di sanzioni economiche unilaterali nei confronti di altri Paesi non rientra invece nella prassi del Consiglio federale che le ritiene praticamente inefficaci in quanto troppo semplici da eludere.

La Svizzera segue attentamente l'evolversi della situazione nei territori occupati e sta esaminando determinate modalità di cooperazione alla luce della situazione di guerra che pregiudica la sicurezza e la stabilità nella regione. Da parecchi anni le forniture di materiale di guerra verso Israele sono state sospese in ottemperanza alle disposizioni della legislazione sul materiale di guerra. Le sanzioni unilaterali invece non costituiscono in questo caso un'opzione valida per le ragioni appena menzionate.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.