02.3257 · Interpellanza · 2002-06-17
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Il concetto architettonico generale quale aspetto della riorganizzazione della Biblioteca nazionale
La costruzione nel sottosuolo di un secondo magazzino per la Biblioteca nazionale svizzera (BN) è parte integrante del concetto generale del 1992 per la ristrutturazione della BN. Questo concetto generale prevede per il 2020 la costruzione di un magazzino con una capacità di 125 000 metri lineari. In origine era previsto di sottoporre al Parlamento un progetto globale comprendente la costruzione di nuovi magazzini e il risanamento dell'edificio principale. Vista la difficile situazione finanziaria in cui si dibatteva la Confederazione a partire dal 1992, è sembrato ragionevole optare per una soluzione in differenti tappe, scelta auspicata anche dalle commissioni delle Camere federali competenti in materia. Il concetto generale si fonda su uno studio di fattibilità sullo spazio, i cui risultati hanno indotto a conservare il sito attuale.
Le risposte alle domande qui sollevate in relazione alla terza tappa di costruzione sono le seguenti:
1. Necessità
Realizzato tra il 1994 e il 1997, il nuovo magazzino ha rapidamente suscitato elogi all'estero per la qualità della sua architettura e della sua infrastruttura e finora ha funzionato al meglio. Vi sono state depositate soprattutto le collezioni del vecchio magazzino del 1930, la cosiddetta "torre dei libri", ma anche alcuni fondi che, dal 1984, erano stati depositati a titolo provvisorio nella nuova riserva dell'Archivio federale - il quale ne ha oggi un urgente bisogno - e alcuni fondi poco voluminosi dispersi in differenti luoghi. In tal modo, il nuovo magazzino risulta oggi utilizzato nella misura del 95% e potrà garantire spazio fin verso il 2005. La sua costruzione è dunque servita a compensare un ritardo, poiché ha permesso di liberare vecchi spazi di stoccaggio, ciò che spiega perché il nuovo magazzino sarà completamente occupato già poco dopo la sua messa in funzione. L'abbandono dei vecchi spazi di stoccaggio è imposto da vincoli di tipo tecnico: per poter conservare in modo duraturo dei documenti nel vecchio magazzino sarebbe stato necessario climatizzarlo interamente, operazione che avrebbe richiesto un investimento spropositato. Per questa ragione si è optato per la trasformazione dell'edificio del 1930 in un ampio spazio pubblico, dove sono state collocate le strutture per il miglioramento e il rinnovo dell'infrastruttura (fornitura, atelier, servizi tecnici) e il deposito dell'Archivio federale dei monumenti storici, finora ubicato in siti provvisori. Specialisti svizzeri e stranieri che hanno visitato il nuovo magazzino hanno lodato non solo il risultato della sua trasformazione, ma anche l'utilizzazione ottimale degli spazi disponibili.
In quanto archivio bibliotecario nazionale, la BN non è in grado di pilotare la sua crescita, perché la produzione dei documenti che è tenuta a collezionare è influenzata da fattori esterni, come l'arrivo di un editore nel nostro Paese o la sua partenza all'estero. D'altra parte, la legge obbliga la BN a collezionare senza restrizioni i fondi per soddisfare le esigenze della politica, dell'economia e della cultura. La BN ha tra l'altro dato prova della sua efficacia nel far fronte a situazioni impreviste mettendo a disposizione i documenti sull'atteggiamento della Svizzera nei confronti del Terzo Reich. Ma ha potuto dimostrare in modo evidente, anche in altre occasioni, la completezza e l'unicità delle sue collezioni.
2. Occupazione
Qui di seguito riportiamo alcune cifre concernenti l'occupazione degli spazi attualmente disponibili: dei 56 000 metri lineari attuali (superficie utile totale: 5660 m2), circa il 95% sono occupati. Lo spazio rappresentato dagli altri elementi di stoccaggio (armadi per i manifesti, i ritratti, le carte e altri documenti diversi da libri) è progressivamente occupato in base ai vigenti principi conservativi e in funzione del personale a disposizione.
La crescita annuale è stimata attorno ai 1400 metri lineari, in modo che le riserve esistenti saranno esaurite nel corso del 2005. Il calcolo non considera i legati e le donazioni.
Altri dati sono disponibili nel documento "Vorinformation Investitionsabsichten Landesbibliothek" dell'8 aprile 2002 e nel grafico in esso contenuto.
3. Prospettive
La costruzione di un secondo magazzino sotterraneo coprirà il fabbisogno di spazio che occorre alla BN almeno fino al 2020. Gli spazi inutilizzati a medio termine potranno essere occupati soprattutto dall'Archivio federale, che ne ha notevolmente bisogno, o da altre istituzioni. La domanda per spazi del genere è estremamente forte. Dal punto di vista architettonico, il secondo magazzino si integrerebbe nell'attuale edificio in modo quasi simmetrico. Un'autorizzazione di costruzione per lo sfruttamento del sottosuolo del giardino del vicino Museo di storia naturale era già stata ottenuta dal patriziato di Berna. Questa soluzione sembra ideale perché permetterebbe di estendere la superficie utile conservando l'attuale infrastruttura. L'importante importo stanziato all'epoca di 1,5 milioni di franchi dovrebbe essere ben presto utilizzato.
Lo studio di fattibilità prevede per ora come ultima tappa di ristrutturazione dopo il 2020 l'utilizzazione della superficie del parcheggio dell'ala sud, se del caso in comune con il Cantone, proprietario del Liceo di Kirchenfeld. Alcune discussioni preliminari in tal senso si sono tenute diversi anni or sono con i responsabili dell'ufficio tecnico di Berna. Per ora l'ampiezza dei lavori e il loro costo non sono stati affrontati. Comunque questa opzione è stata presa in considerazione nei piani di trasformazione elaborati nel 1999/2000. Secondo quest'ultimi, il progetto dovrebbe costituire un elemento del piano d'investimenti a lungo termine della Confederazione nell'ambito della cultura.
4. Alternative
L'aumento continuo del fabbisogno di magazzini è comune a tutte le istituzioni che nel mondo sono incaricate di raccogliere documentazione, sia su mandato legale sia in base ad altre disposizioni. Ed è soprattutto il caso delle biblioteche nazionali e degli archivi di stato. Da qualche anno a questa parte ci si domanda se non sia opportuno utilizzare come mezzo di archiviazione al posto dei documenti cartacei i supporti elettronici. Soluzioni tecniche sono possibili, ma poco si sa sulla conservazione a lungo termine dei supporti di dati digitali. D'altra parte, va rilevato che generalmente i supporti elettronici non sono utilizzati per rimpiazzare i supporti convenzionali, ma in modo complementare quale prodotti delle nuove possibilità tecnologiche. In definitiva, la fine del libro, così spesso proclamata, e la sparizione della carta dagli uffici non si sono verificate. Al contrario: la parte delle informazioni a stampa aumenta continuamente nel mondo intero, con tassi di crescita di due cifre.
In base alla legge federale sulla Biblioteca nazionale svizzera del 18 dicembre 1992, la BN è tenuta a collezionare tutti gli stampati o altri supporti d'informazione. Questo mandato era già contemplato nella legge originaria del 1911 e ha potuto essere rispettato grazie anche alla chiara limitazione dell'attività collezionistica agli "Helvetica". Un cambiamento dell'incarico di collezione della BN per ridurre il tasso di crescita implica una modifica del mandato legale, che presuppone una lunga procedura di ridefinizione dei compiti della Biblioteca nazionale. Questo deve avvenire nel contesto di una politica nazionale di collezione e di preservazione della memoria. La riorganizzazione delle attività di collezione e di archiviazione su scala nazionale, almeno nell'ambito delle pubblicazioni su carta, non comporterebbe un dispendio di mezzi più elevato che la continuazione delle procedure restrittive applicate da oltre cent'anni dalla BN, anche tenendo conto degli importi da investire per nuovi spazi? Possiamo legittimamente porre questa domanda.
Risposta del Consiglio federale.