02.3543 · Interpellanza · 2002-10-02
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
In Svizzera si sono già avviati i preparativi per l'introduzione della televisione digitale terrestre (Digital Video Broadcasting - terrestrial; DVB-T). Nel corso della prima metà dell'anno, la SSR SSR idée suisse ha già disattivato 770 trasmettitori televisivi per liberare le frequenze necessarie all'introduzione della televisione digitale terrestre. Da allora, i telespettatori che ricevono la SSR tramite un'antenna installata sul televisore o sul tetto non possono più ricevere i programmi SSR delle altre regioni linguistiche.
Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha imposto alla SSR di accelerare la messa a punto della nuova rete digitale in Svizzera: in Ticino e nel bacino lemanico l'introduzione della DVB-T dovrebbe già concretizzarsi nel corso del biennio 2003 - 2004. Grazie al potenziamento di alcune antenne importanti, entro il 2004 dovrebbe essere possibile introdurre la televisione digitale anche sull'Altipiano. Secondo il DATEC, una prima rete nazionale di trasmettitori digitali dovrebbe essere a disposizione nel 2008.
Risposta alle singole domande dell'interpellante:
Domande 1 e 2
Anche in futuro la Svizzera necessita di una copertura terrestre efficiente e conforme alle nuove tecnologie. Lo sviluppo in tutta Europa e le esperienze fatte in Svizzera, mostrano che le reti di trasmettitori analogiche non soddisfano più le esigenze attuali. Come per la diffusione satellitare e via cavo, anche la diffusione terrestre si orienta sempre più verso la numerizzazione; essa permette infatti un impiego più efficiente delle frequenze disponibili, sia per la SSR che per le emittenti private.
A medio termine, la DVB-T sostituirà la tradizionale diffusione analogica di programmi televisivi. Non si tratta di una copertura di radiodiffusione supplementare ma di un servizio alternativo, basato su una nuova tecnologia, introdotta attualmente in tutta Europa. Solo durante la fase di transizione (fase simulcast), verranno diffusi simultaneamente sia segnali analogici che digitali; ciò nell'intento di facilitare agli utenti il passaggio da un sistema all'altro.
Non si aspira ad una quadrupla copertura del territorio svizzero con programmi televisivi. In futuro, oltre alla diffusione via cavo e via satellite, si tratterà di garantire una diffusione terrestre autonoma al passo con i tempi. Questa soluzione servirà sia alle emittenti radiotelevisive che al pubblico.
Mentre oggi mediante un'antenna installata sul tetto o sul televisore si possono ricevere solo 4 programmi televisivi, in futuro, grazie alla DVB-T, per via terrestre, i consumatori ne potranno ricevere fino a 20.
Oltre alla copertura via cavo o via satellite, essi avranno così la possibilità di scegliere un altro tipo di diffusione. A causa dell'offerta troppo limitata, finora la ricezione terrestre non rappresentava un'alternativa valida per molte economie domestiche. La modernizzazione della copertura terrestre promuove la concorrenza tra le diverse reti di diffusione e offre migliori possibilità di scelta al pubblico. Inoltre, non bisogna dimenticare che la diffusione terrestre rimarrà importante per le economie domestiche che sono sì collegate al cavo, ma che utilizzano più di un apparecchio o dei ricevitori portatili. Infine, per esempio negli appartamenti di vacanza o nelle roulotte, i programmi televisivi vengono captati per via terrestre.
Una rete di trasmettitori digitale serve agli operatori televisivi privati nella misura in cui facilita loro l'accesso al mercato. Attualmente è molto difficile avere successo sul mercato senza avere la possibilità di diffondere via cavo. A questo proposito, la DVB-T potrebbe contribuire ad eliminare qualche impasse, offrendo un'alternativa alla rete via cavo.
Infine, una rete di diffusione terrestre autonoma in Svizzera si giustifica anche nell'ottica della politica della sicurezza. Se la diffusione satellitare, che non dipende dal nostro Paese, dovesse fare difetto, le regioni e le economie domestiche non collegate via cavo rimarrebbero tagliate fuori dall'offerta televisiva di base. Inoltre, la copertura terrestre sarebbe importante anche in caso di interruzione dell'esercizio di una rete via cavo per ragioni tecniche o economiche.
Domanda 3
Le reti via cavo commercializzano i programmi di cui dispongono gratuitamente e si finanziano tramite gli abbonamenti. I gestori di emittenti terrestri invece, non hanno alcun rapporto commerciale con gli utenti finali e devono quindi farsi rimborsare le loro prestazioni di diffusione dalle emittenti radiotelevisive. Per di più, nel caso della diffusione via satellite le prescrizioni nazionali sarebbero inutili, poiché la diffusione è garantita da gestori di satelliti stranieri non sottoposti al diritto svizzero.
Dal punto di vista giuridico, la diffusione per via terrestre e satellitare è una cosiddetta diffusione primaria, per la quale l'operatore è responsabile e di cui deve assumersi i costi. Se invece vengono immessi nella rete via cavo programmi diffusi per via terrestre o satellitare, si parla di ridiffusione. Secondo l'articolo 42 capoverso 4 LRTV, i programmi ripresi dagli esercenti di reti via cavo (Must-carry-rule) non sono soggetti a retribuzione da parte delle emittenti. Di questi programmi privilegiati fanno parte anche i 6 programmi televisivi regionali-linguistici della SSR.
Domanda 4
Grazie al suo mandato di servizio pubblico, la SSR dispone dei presupposti economici e d'esercizio indispensabili allo sviluppo di questo progetto. Attualmente la SSR è l'unica emittente in grado di svolgere i necessari lavori preliminari e di assumere un ruolo di punta nell'introduzione della nuova tecnologia. Tuttavia, il nuovo sistema di diffusione riuscirà ad imporsi sul mercato solo se i suoi programmi saranno completati da attraenti offerte private. Di conseguenza è nell'interesse di tutte le parti che le emittenti private vengano integrate fin dall'inizio nel progetto.
Domande 5 - 9
Nelle domande 5 - 9, l'interpellante si riferisce a diversi aspetti della DVB-T che sono attualmente oggetto di verifiche tecniche e giuridiche. Per questo motivo il Consiglio federale non è ancora in grado di rispondere in maniera definitiva alle domande per quanto riguarda il finanziamento, lo sviluppo della rete, la struttura della rete di trasmettitori, la distribuzione delle frequenze per i programmi e il tipo di ricezione (stazionaria, portatile o addirittura mobile) della DVB-T. Sarà la nuova LRTV a definire il quadro giuridico da applicare alla diffusione digitale.
Risposta del Consiglio federale.