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02.3598 · Mozione · 2002-10-04

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Punto 1

La campagna contro la pornopedofilia richiesta nella mozione comporta una sensibilizzazione a grande raggio di ampi strati della popolazione in vari ambiti. Soprattutto per quanto riguarda i gruppi di destinatari menzionati, le vittime potenziali e le persone che le assistono nonché gli autori potenziali, è necessario un lavoro d'informazione approfondito. Un risultato positivo di un tale lavoro va raggiunto tramite una collaborazione interdipartimentale.

Il Consiglio federale è del parere che una tale campagna non dovrebbe limitarsi alla pedofilia infantile, ma la sensibilizzazione andrebbe effettuata nell'ambito più ampio dei maltrattamenti dell'infanzia e/o dello sfruttamento sessuale dei bambini nonché in relazione ai diritti dei bambini. In collaborazione con alcune ONG, la Centrale per questioni familiari dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), in quanto centro di coordinamento, appoggia e promuove azioni e progetti volti alla sensibilizzazione e prevenzione nell'ambito dei maltrattamenti e della protezione dell'infanzia. Anche il congresso internazionale del giugno 2002, dedicato alla pornografia infantile su Internet e organizzato dalle ONG ECPAT Switzerland e Lobby svizzera dei bambini, ha ottenuto un sostegno finanziario dalla Confederazione. Inoltre ECPAT Switzerland ha ottenuto un contributo finanziario dalla Centrale per questioni familiari per la realizzazione di una campagna di prevenzione contro il turismo del sesso, che verrà mostrata in vari cinema svizzeri all'inizio del 2003. Le diverse forme di violenza contro i bambini, tra cui anche la violenza sessuale, nonché l'esigenza di un'educazione non violenta dell'infanzia costituiranno, a partire dal 20 novembre 2002, il tema di una campagna di prevenzione dell'"Associazione svizzera per la protezione dell'infanzia" nei mezzi di trasporto pubblici svizzeri. Anche questa azione ha beneficiato di un sostegno finanziario. In linea di massima si prevede di continuare questa campagna di sensibilizzazione, includendo altre misure di pubbliche relazioni, negli anni 2003 e 2004. Sono stati sostenuti anche progetti dell'associazione Mira, che è attiva nel settore della prevenzione contro la violenza sessuale nell'ambito delle attività di tempo libero di bambini e ragazzi. Un aiuto finanziario è stato inoltre concesso anche per la traduzione in tedesco e la distribuzione di un manuale di ECPAT destinato a bambini e giovani in età scolastica affinché essi possano rendersi conto dei pericoli della cibercriminalità. In occasione della giornata dei diritti dei bambini del 20 novembre 2002 la fondazione svizzera "Educazione e sviluppo" ha effettuato nella Svizzera romanda una manifestazione sul tema "Violenza contro i bambini nelle scuole". Anche questo progetto è stato sostenuto finanziariamente. Infine la Confederazione contribuisce anche al finanziamento del 147, il numero telefonico nazionale di aiuto per bambini e ragazzi gestito dalla Pro Juventute, nonché delle relative campagne di prevenzione (media, manifesti, volantini, ecc.).

L'Ufficio federale di polizia (UFP) già oggi svolge analisi sul tema della pedofilia, della prostituzione illegale e della tratta di essere umani all'attenzione delle autorità federali e cantonali competenti. Questi rapporti di base servono da sostegno per una campagna nazionale di prevenzione più estesa contro la pornopedofilia e per la protezione dagli abusi pedosessuali.

Il Consiglio federale sostiene il parere degli specialisti, secondo i quali le campagne d'informazione e la sensibilizzazione sono importanti e devono quindi essere parte integrante di una politica di prevenzione riguardante il maltrattamento dell'infanzia. I costi di una campagna nazionale nell'ambito delle pubbliche relazioni sono probabilmente molto alti. Bisognerà esaminare se la difficile situazione finanziaria della Confederazione consente un aumento dei mezzi previsti dalla pianificazione finanziaria.

Punto 2

Il Consiglio federale è consapevole della limitatezza dei mezzi finanziari attualmente a disposizione delle ONG. Come descritto al punto 1, la Centrale per questioni familiari dell'UFAS sta già sovvenzionando vari programmi nell'ambito della protezione dell'infanzia. Essa esaminerà inoltre in quale misura le ONG potrebbero ricevere maggiori sussidi in futuro. Con il suo credito per la prevenzione contro il maltrattamento dell'infanzia la Centrale per questioni familiari sostiene dal 1996 vari progetti, ricerche e azioni, che perlomeno toccano questa tematica (vedi anche punto 1 e 4). Nel 2002 tale credito ammontava a 600'000 franchi.

Punto 3

Il servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet sosterrà gli organi di polizia cantonali tramite la coordinazione e la consulenza nei casi internazionali e intercantonali. Il piano BEMIK (Bekämpfung des Missbrauches der Informations- und Kommunikationsmittel, ossia la lotta contro gli abusi delle tecnologie d'informazione e di comunicazione), il cui obiettivo è di migliorare l'efficienza del perseguimento della criminalità su Internet, non si limita tuttavia soltanto all'istituzione del centro di coordinazione. Gli inquirenti Internet della Confederazione e dei Cantoni sono ad esempio sostenuti in modo mirato con corsi specializzati, seminari e nuovi mezzi di comunicazione. Agli inquirenti internet, a partire dal giugno 2002, viene offerto un corso di formazione modulare "Cybercop" presso la Hochschule für Wirtschaft (HWK) di Lucerna, in collaborazione con l'Istituto svizzero di polizia di Neuchâtel.

Punto 4

Il Consiglio federale è disposto a prendere in considerazione il sostegno alla ricerca in materia di pornografia e prostituzione infantile. Egli ricorda però che la Centrale per questioni familiari ha contribuito al finanziamento nel 1999 di una ricerca di ECPAT Switzerland concernente la prostituzione infantile e, nel 2002, di un rapporto della stessa organizzazione sullo sfruttamento sessuale dei bambini a scopo commerciale in Svizzera. La Centrale per questioni familiari inoltre sostiene attualmente alcuni progetti di ricerca, tra i quali due delle Università di Berna e Friburgo, che si occupano in generale di problematiche inerenti alla violenza contro i bambini.

Punto 5

La Svizzera ha partecipato al secondo congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini a scopo commerciale (Yokohama, dicembre 2001) ed anche alla sessione straordinaria dell'Assemblea generale dell'ONU dedicata ai bambini (New York, maggio 2002). La lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, che non si limita soltanto a uno sfruttamento commerciale, forma parte integrante del piano d'azione elaborato in occasione della sessione straordinaria dell'Assemblea generale. Questo piano include anche altri settori importanti come l'educazione, la sanità e la problematica HIV/AIDS. Una parte importante del piano d'azione è dedicata alla protezione del bambino in generale. Essa si occupa della lotta contro il lavoro minorile e la tratta di bambini e delle misure per la protezione dei bambini in caso di conflitto armato.

Il 29 maggio 2002 inoltre la Svizzera ha presentato al competente Comitato ONU il suo primo rapporto sull'attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo. Dopo aver esaminato il rapporto il comitato dell'ONU ha espresso le sue considerazioni conclusive sulla situazione in Svizzera.

Il DFAE inoltre sta attualmente preparando il messaggio concernente la ratifica del Protocollo facoltativo alla Convenzione dei diritti del fanciullo relativo alla tratta di fanciulli, alla prostituzione infantile e alla pornografia infantile.

Il Consiglio federale esaminerà la questione relative alle misure d'attuazione adeguate. Un piano d'azione nazionale rappresenta comunque solo una delle varie possibilità di tenere conto dei risultati e delle raccomandazioni dei due congressi mondiali di Stoccolma e Yokohama.

Punto 6

Il servizio di coordinamento per la lotta contro la criminalità su Internet prevede di concentrare una parte del cosiddetto Monitoring (ricerca attiva di reati su Internet) sulla pornopedofilia su Internet. Insieme alla sezione Clearing del servizio (centro di contatto, responsabile dell'accertamento della rilevanza penale, dei riferimenti con il luogo del delitto e delle competenze nonché della raccolta sistematica, elaborazione e trasmissione della fattispecie all'attenzione delle autorità competenti) si avrà così anche la possibilità di contribuire alla ricerca e all'identificazione delle vittime a livello nazionale ed internazionale.

L'UFP inoltre collabora attivamente con Interpol anche in questo ambito.

In base alla legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV) vi sono varie possibilità di aiuto. La LAV prevede che in generale le vittime di reati e i loro congiunti abbiano diritto a provvedimenti individuali e terapie adatte. Alcuni Cantoni hanno già creato centri di consulenza specializzati per questioni che riguardano i bambini. Per le vittime della prostituzione e della pornopedofilia, nonché per i bambini vittime di maltrattamento o di sfruttamento sessuale, esistono varie possibilità di sostegno e assistenza.

In questo contesto si rinvia ancora una volta al numero telefonico 147, al quale bambini e giovani in difficoltà possono rivolgersi giorno e notte per chiedere consulenza e aiuto.

La Centrale per questioni familiari creerà a partire dalla fine del 2002 un sito Internet che metterà a disposizione gli indirizzi di 750 centri di assistenza e consulenza in Svizzera, specializzati nella consulenza e assistenza dei bambini vittime di maltrattamenti.

Punto 7

Trasmettendo parzialmente la mozione Aeppli Wartmann 01.3196 del 23 marzo 2001, il Consiglio federale ha già dichiarato che nel quadro dell'esame della necessità di disposizioni materiali relative alla criminalità su Internet (cfr. la mozione Pfisterer Thomas 00.3714 "Criminalità cibernetica") vanno esaminate in modo approfondito anche la possibilità di miglioramento della lotta contro la pornografia infantile e le responsabilità dei provider.

La commissione di esperti, istituita in seguito alla mozione Pfisterer, è incaricata di esaminare con quali provvedimenti giuridici, organizzativi e tecnici si possono impedire e punire violazioni del diritto commesse per mezzo di Internet. La commissione chiarirà anche le responsabilità giuridiche in Internet e l'obbligo dei provider di collaborare con le autorità istruttorie penali. La commissione di esperti consegnerà il suo rapporto probabilmente nella primavera del 2003.

I provider sottostanno già ora all'obbligo d'informazione in materia di procedura penale e nell'ambito delle procedure penali sono obbligati a collaborare con le autorità istruttorie. Gli obblighi degli offerenti Internet sono regolati dalla legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (RS 780.1) e dalla relativa ordinanza del 31 ottobre 2001 (RS 780.11).

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.