02.3612 · Interpellanza · 2002-10-04
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Nella Repubblica popolare Cinese la Svizzera è un Paese turistico e una destinazione conosciuta e apprezzata. Per la popolazione cinese, il nostro Paese è una meta di viaggio ambita. Benché piccola, la Svizzera attira oggi circa il 10% dei Cinesi che visitano l'Europa. Il Dipartimento federale dell'economia (DFE) e "Svizzera Turismo" si sono impegnati a fondo per sfruttare questo importante mercato. L'Ufficio federale degli stranieri (UFDS) intrattiene rapporti con il Governo cinese allo scopo di migliorare la collaborazione nel settore delle migrazioni.
Il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste nell'interpellanza:
1. Il mercato turistico cinese è ancora poco sviluppato. Nel 2000, soltanto 10,5 milioni di Cinesi si sono recati in viaggio all'estero, mentre nello stesso anno i viaggi all'estero effettuati dalla popolazione svizzera sono stati circa 12,3 milioni. Tuttavia, stando alle previsioni dell'Organizzazione mondiale del turismo (OMT), il mercato turistico cinese conoscerà una progressione spettacolare, con tassi annui di crescita del 12,8%. Le previsioni dell'OMT, che si sono sempre confermate, annunciano che nel 2020 i viaggiatori cinesi all'estero saranno 100 milioni. Un'evoluzione in tal senso del mercato turistico cinese è osservabile in Svizzera. La quota di visitatori cinesi, che rappresenta circa 100'000 dei 70 milioni di pernottamenti registrati nel nostro Paese, è ancora debole, ma da alcuni anni raggiunge tassi di crescita a due cifre. In Cina, la Svizzera è apprezzata per la straordinaria bellezza dei suoi paesaggi, la sua natura intatta e la sicurezza che offre ai visitatori stranieri.
2. "Svizzera Turismo", la corporazione di diritto pubblico della Confederazione incaricata della promozione turistica della Svizzera ai sensi della legge federale del 21 dicembre 1955 concernente l'Ufficio nazionale svizzero del turismo, è responsabile dell'esplorazione del mercato turistico cinese. Nel 1998, è stata il primo organismo nazionale ad aprire una rappresentanza a Pechino. Il team di tre specialisti del turismo che svolgono la loro attività nella capitale cinese dispone di un budget di marketing di 400'000 franchi e lavora in stretta collaborazione con gli operatori turistici. La promozione turistica si concentra sulle città più sviluppate come Shanghai e Ganzhou. La rappresentanza di "Svizzera Turismo" beneficia dell'attivo sostegno della Confederazione, in particolare del DFE e del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), nonché dell'Ambasciata svizzera a Pechino, per tutte le questioni attinenti alla politica del turismo e alla politica estera. A causa della questione tibetana, il Governo cinese non ha tuttavia ancora attribuito alla Svizzera lo "statuto di destinazione approvata". Gli Stati beneficiari di questo statuto sono i soli a poter intraprendere importanti operazioni promozionali sul mercato cinese.
3. Le delegazioni svizzera e cinese incaricate delle questioni relative ai movimenti migratori si sono incontrate due volte nell'intento di semplificare le formalità legate ai viaggi all'estero. Il Consiglio federale si impegna al fine di sviluppare gli scambi e garantire la circolazione legale delle persone a fini commerciali, culturali e turistici, e auspica che i viaggi siano quanto più possibile agevolati. Ritiene inoltre che occorra lottare in modo più efficace contro le migrazioni illegali, che sono in aumento, e garantire l'identificazione e il rimpatrio in tempi rapidi dei cittadini cinesi non autorizzati a soggiornare in Svizzera, nel rispetto dei principi e delle garanzie del diritto internazionale. Il Consiglio federale è del parere che semplificazioni della procedura d'ottenimento dei visti possano entrare in linea di conto soltanto se la questione del rimpatrio è risolta in modo soddisfacente. L'abolizione del visto obbligatorio non è all'ordine del giorno. Un'associazione della Svizzera allo Spazio di Schengen, invece, avrebbe effetti positivi sul turismo in provenienza dalla Cina. Ciò eviterebbe ai gruppi di turisti cinesi che viaggiano in Europa di dover richiedere, oltre al visto per lo Spazio di Schengen, un visto supplementare per entrare nel nostro Paese.
Risposta del Consiglio federale.