02.3683 · Mozione · 2002-12-05
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Sebbene sia stato per il momento ritirato, il progetto REMA mette bene in luce la difficoltà più generale di conciliare redditività e servizio pubblico. Quest'ultimo tende ad essere sacrificato sull'altare degli obiettivi di carattere economico. Appare perciò necessario precisare e rafforzare l'incarico di servizio pubblico, che la legge assegna alla Posta.
Chiedo perciò che il Consiglio federale adegui la legislazione sulla Posta in modo da inserirvi esplicitamente l'impegno di considerare adeguatamente le diverse regioni del paese non solo dal profilo dell'erogazione del servizio postale (come fatto dal Consiglio nazionale con la decisione riguardante la rete degli uffici postali), ma anche dal profilo dell'organizzazione aziendale.
Begründung
I vincoli di carattere economico, che gravano sulla Posta, tendono a incrinare la sua missione di servizio pubblico. Ad essere penalizzata è in particolare la relazione inscindibile tra servizio pubblico e territorio. Si pensi in particolare:
- al potere decisionale e ai margini di manovra sempre più ridotti, dei quali dispongono le diverse strutture territoriali dell'azienda;
- il legame sempre meno solido e organico con le realtà locali;
- la diffusione meno capillare dei servizi sul territorio;
- l'ampia centralizzazione organizzativa.
Sia l'azienda che la collettività hanno perciò interesse a valutare in modo approfondito l'impatto a lungo termine di questo indirizzo. Diradando le sue radici territoriali, il servizio pubblico perde vigore; nella misura in cui si affievolisce il servizio pubblico, viene a trovarsi intaccato il principale fattore di forza delle aziende chiamate ad erogarlo.
La Posta corre il rischio di vedere svanire o perlomeno attenuarsi il sentimento di identificazione, che la popolazione ha sempre provato nei suoi confronti. Viene cioè meno un evidente fattore di vantaggio (anche in termini di mercato) rispetto alle aziende concorrenti, fondato sul fatto che la popolazione sente questa ex-regìa come qualcosa di proprio.
Uscirebbe perdente anche la collettività, che vedrebbe incrinarsi un collante significativo. La presenza capillare della Posta e il suo prestigio hanno costituito un tessuto connettivo favorevole allo stesso senso di appartenenza alla nazione e, di conseguenza, alla coesione del paese.
Dopo le esperienze di questi ultimi anni, appare perciò opportuno ripensare al peso che le considerazioni di carattere territoriale e regionale devono occupare nella politica di questa azienda. È necessario costruire un più equilibrato rapporto tra obiettivi economici e sociali assegnati al servizio pubblico, nella convinzione che preservando questi ultimi si contribuisce a tutelare la solidità di lungo termine e il successo anche economico dell'azienda.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La Posta è tenuta a fornire su tutto il territorio nazionale un servizio universale con prestazioni del traffico postale e dei pagamenti di buona qualità, efficienti e accessibili a tutta la popolazione. L'azienda deve poter continuare ad adempiere regolarmente il suo mandato nell'interesse dell'utenza e del settore economico svizzeri. Per questo motivo deve controllare le proprie strutture ed adeguarle alle nuove circostanze. In qualità di impresa del servizio pubblico, la Posta contribuisce in misura significativa alla coesione sociale ed è vincolata al principio della sostenibilità. La Posta garantisce a tutta la sua clientela pari condizioni di accesso ad una rete di comunicazione efficiente. L'anno scorso, nel prendere atto del rapporto del Consiglio federale concernente la panoramica sull'evoluzione del settore postale in Svizzera e nel trattare l'iniziativa "Rete capillare di uffici postali", l'Assemblea federale ha ampliato il mandato di prestazioni della Posta, conferendole un nuovo mandato infrastrutturale, ma rifiutando di concederle indennizzi: l'azienda viene obbligata per legge a gestire una rete di uffici postali su tutto il territorio nazionale.
Come illustrato nella "Panoramica sull'evoluzione del settore postale in Svizzera" la Posta si trova ad affrontare sfide sostanziali:
- Nuove tecnologie sostituiscono in parte la posta-lettere. Sulla base di rilevamenti effettuati nel dicembre 2002, la Posta prevede una riduzione del volume di invii postali pari al 10 percento entro il 2010. Nei paesi dell'Europa settentrionale, si calcola che la riduzione sarà addirittura del 20 percento. La diminuzione del volume di invii postali è più forte nei paesi in cui le tecnologie informatiche sono più diffuse e utilizzate.
- Nuove tecnologie, nel contempo, permettono un notevole miglioramento della produttività dei sistemi di smistamento e della qualità dei servizi offerti. Le nuove tecnologie, inoltre, offrono alla Posta la possibilità di sviluppare nuovi prodotti nel settore della posta-lettere, della posta-pacchi e in quello dei servizi finanziari (servizi "mail to paper", rintracciabilità degli invii durante il trasporto, traffico elettronico dei pagamenti ecc.). La Posta deve partecipare attivamente a questa evoluzione, per non perdere i suoi clienti. Ciò vale in particolare per la clientela commerciale, che genera circa l'80 percento del fatturato nel settore degli invii postali.
- Il mutamento del comportamento dei clienti obbliga la Posta ad elaborare offerte più flessibili e individuali. Mentre i classici confini del settore postale tendono a confondersi, i servizi logistici e finanziari assumono un'importanza sempre maggiore. La Posta deve riorganizzarsi di conseguenza.
- In seguito agli sviluppi in atto sul mercato, nel settore postale e della logistica si assiste alla formazione di gruppi imprenditoriali in grado di rispondere meglio alle esigenze dei clienti. Per la Posta, ciò significa la necessità di ottimizzare i processi e di incrementare la qualità: nel contempo, però, i processi produttivi cambiano, e la pressione sui costi aumenta.
- Nei paesi dell'UE si prepara un'ulteriore apertura del mercato (dal 1° gennaio 2003 il limite di peso per il monopolio postale nell'UE è di 100 grammi, nel 2006 sarà portato a 50 grammi; eventuale completa liberalizzazione della posta-lettere nel 2009).
Se vuole rispettare il mandato affidatole dalla legge, mantenere i propri clienti e rimanere un datore di lavoro moderno e socialmente responsabile con posti di lavoro in tutta la Svizzera, la Posta deve affrontare queste sfide per tempo e in modo attivo. Con il progetto REMA, la Posta sfrutta il potenziale di razionalizzazione esistente e contribuisce ad assicurare il finanziamento del servizio universale.
Nella "Panoramica sull'evoluzione del settore postale" il Consiglio federale ha rilevato che il progetto REMA, insieme alla ristrutturazione della rete postale, alla conclusione della riorganizzazione dei centri di smistamento dei pacchi e alla verifica dell'organizzazione del settore trasporto passeggeri, rappresenta uno dei principali progetti di riduzione dei costi. Il Consiglio federale si attende che la Posta attui questi progetti in modo socialmente sopportabile, come finora accaduto. Questa è stata una delle ragioni per cui il Consiglio federale ha proposto al Parlamento un'apertura del mercato postale più lenta di quella attuata in seno all'Ue.
Inserendo il mandato infrastrutturale nella legge sulle poste, il Parlamento ha fissato le condizioni che devono essere soddisfatte dall'organizzazione di vendita della Posta. Ciò è corretto perché tiene conto della stretta relazione esistente fra le possibilità di accedere ai servizi e la loro qualità e corrisponde all'evoluzione in atto a livello internazionale. Per contro, vi sarebbero gravi conseguenze per l'azienda e per il servizio universale se si obbligasse la Posta a strutturare la propria organizzazione interna, che non è in relazione diretta con l'accesso alle prestazioni del servizio universale, in funzione delle esigenze di politica regionale o sociale. La Posta non potrebbe più applicare le innovazioni tecniche nella misura desiderata, la produttività non subirebbe alcun incremento, i costi dei servizi aumenterebbero, e i clienti sarebbero meno soddisfatti. Di particolare importanza per il futuro economico dell'azienda è la soddisfazione dei clienti commerciali verso i servizi offerti dalla Posta. Se ora, per esempio, i centri di smistamento delle lettere venissero organizzati soprattutto in base a criteri sociali o di politica regionale, la Svizzera perderebbe, in termini di aumento della produttività, un notevole potenziale, peraltro già sfruttato dai paesi che confinano con noi.
La Posta sarà presente in tutta la Svizzera anche in futuro, sia perché continuerà a gestire una rete di uffici postali su tutto il territorio nazionale, sia perché, ovviamente, continuerà ad assicurare un recapito capillare degli invii. La Posta deve inoltre attuare la riorganizzazione in modo socialmente sopportabile e, per quanto economicamente possibile, tenendo conto delle esigenze delle regioni. La Posta si muove in questa direzione trasferendo nelle regioni le attività che non devono obbligatoriamente essere effettuate a livello centrale.
Il Consiglio federale è dell'opinione che gli obiettivi strategici costituiscano uno strumento sufficiente e adeguato per obbligare la Posta, nelle sue decisioni, a tenere conto nella misura necessaria anche delle richieste avanzate dall'autore della mozione. Disposizioni legali sull'organizzazione aziendale comprometterebbero la sopravvivenza della Posta e impedirebbero il necessario mutamento strutturale, con conseguenze negative anche per la competitività della piazza economica Svizzera.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.