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02.3695 · Mozione · 2002-12-10

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Nell'ambito della loro attività professionale, gli agenti doganali e di polizia in uniforme sono continuamente esposti a minacce, come purtroppo i più recenti avvenimenti hanno mostrato. Il Consiglio federale è profondamente addolorato per gli atti di violenza di cui sono vittime gli agenti di polizia e doganali o i loro congiunti, e condanna tali atti nel modo più severo.

Compito di uno Stato è di vegliare sulla sicurezza del Paese e sulla protezione della popolazione. Uno Stato di diritto democratico deve poter verificare e controllare la sua attività. A tal fine occorre che i collaboratori che agiscono in nome e su incarico della collettività possano essere identificati. Anche gli obblighi internazionali assunti dalla Svizzera (come ad esempio in materia di protezione da abusi di carattere razzista, dalla tortura o da altri trattamenti inumani o degradanti), attribuiscono grande valore al fatto che il cittadino possa effettivamente disporre di rimedi giuridici qualora si tratti di far valere che è stato trattato in modo inammissibile da autorità o impiegati dello Stato.

Lo Stato ha d'altra parte il dovere di garantire la sicurezza e l'incolumità dei propri collaboratori.

Per il Consiglio federale non è opportuno prendere una decisione di principio in favore o contro l'anonimità dei rappresentanti degli organi dello Stato: occorre piuttosto, in ogni singolo caso, soppesare tra loro le esigenze esposte sopra.

La Confederazione può adottare provvedimenti nell'ambito trattato dalla mozione unicamente per i propri organi doganali e di polizia, nonché sul piano della procedura penale. Per il resto sono competenti i Cantoni. Il Consiglio federale non ritiene opportuno modificare la ripartizione delle competenze nel presente ambito.

Negli ultimi anni, come misura per favorire il contatto e la fiducia in vista dei mandati di controllo e di prestazione da parte delle autorità di polizia e doganali, ma anche per proteggere il cittadino da abusi del potere statale, è stato parzialmente introdotto l'obbligo di portare la targhetta con il proprio nome. Con la presente mozione si chiede che l'identità dei rappresentanti degli organi dello Stato venga di nuovo maggiormente tutelata.

Per la protezione degli agenti di polizia e doganali nell'ambito delle normali attività di servizio, la prassi conosce già attualmente diverse misure che permettono di trovare, nei singoli casi, adeguate soluzioni intermedie fra la totale rivelazione dell'identità e la completa anonimità. In questo contesto, non è previsto l'obbligo di portare la targhetta con il proprio nome, ma eventualmente quello di presentarsi e mostrare la licenza. In caso di minaccia, tuttavia, si può rinunciare alla rivelazione del nome. Inoltre, sono usati contrassegni che permettono di individuare l'agente e, su richiesta, è reso noto unicamente l'indirizzo di servizio. Se l'impiegato lo richiede, è anche possibile cancellare la sua iscrizione nell'elenco telefonico o nell'indice degli autoveicoli. Si valuterà in modo più approfondito se non sia opportuno che la Confederazione adotti ulteriori provvedimenti in tale ambito per i suoi impiegati.

La tutela dell'identità nell'ambito di una procedura penale può rivelarsi indicata in rari casi eccezionali riguardanti inquirenti mascherati. Il Consiglio federale è disposto a esaminare se tale prassi possa essere applicata anche in situazioni in cui il rappresentante degli organi dello Stato è particolarmente esposto al pericolo di atti di vendetta. Eventualmente si dovranno considerare anche misure atte a proteggere i testimoni (trasferimento in un luogo sicuro, protezione da parte della polizia, comunicazione dell'identità soltanto al giudice ecc.).

Per contro la possibilità di far comparire in giudizio il datore di lavoro al posto dell'impiegato, ed eventualmente di renderlo responsabile, appare esigua. Secondo il diritto vigente la Confederazione risponde già attualmente sul piano civile (art. 3 LResp). Ci si oppone pure a uno sgravio incondizionato da ogni responsabilità penale per i delitti che gli organi dello Stato commettono nell'esercizio delle loro funzioni.

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.