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03.3057 · Mozione · 2003-03-17

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Durante tutta la crisi irachena, la Svizzera ha fatto valere il suo punto di vista e ha difeso i valori in cui crede, sia all'ONU sia nell'ambito dei contatti bilaterali. Il nostro paese continuerà a farlo in futuro.

Il Consiglio federale si rammarica vivamente per il fatto che gli Stati Uniti e i loro alleati non abbiano lasciato un lasso di tempo ragionevole agli ispettori dell'ONU e abbiano deciso di ricorrere alla forza senza l'avallo specifico del Consiglio di sicurezza, violando in tal modo i principi dello Statuto delle Nazioni Unite.

Per quanto concerne il dopo guerra in Iraq, dopo la caduta del regime dittatoriale di Saddam Hussein, il Consiglio federale auspica che l'ONU svolga una funzione centrale. L'ONU è la sola abilitata a decidere la levata delle sanzioni; a tal proposito essa è essenziale. L'implicazione dell'ONU è pure essenziale in vista del ristabilimento della piena sovranità dell'Iraq e dell'assicurazione di una legittimità internazionale delle soluzioni scelte. L'ONU e le sue organizzazioni specialistiche hanno un ruolo importante da svolgere, segnatamente in materia di aiuto umanitario, di controllo dell'eliminazione delle armi di distruzione di massa, di garanzia dell'unità territoriale dell'Iraq e anche per quanto concerne il processo politico suscettibile di condurre all'istituzione di un nuovo governo iracheno indipendente, democratico e plurietnico. La Svizzera ha esortato i membri del Consiglio di sicurezza ad appianare le divergenze e a restaurare il ruolo centrale dell'ONU.

Per quanto concerne una possibile azione legale, occorre sottolineare che la Corte internazionale di giustizia, che è l'organo giudiziario principale delle Nazioni Unite, decide in merito a controversie tra Stati. Essa non è competente per giudicare singoli individui. Gli Stati possono riconoscere la giurisdizione della Corte internazionale di giustizia per una controversia in particolare o in generale. Attualmente soltanto 61 Stati hanno dichiarato di riconoscere come obbligatoria la giurisdizione della Corte nei confronti di uno Stato che ha formulato la stessa dichiarazione di riconoscimento. Contrariamente alla Svizzera, gli Stati Uniti non fanno parte di tale gruppo di Stati. Appare inoltre poco probabile che accettino la giurisdizione della Corte ad hoc per quanto concerne l'intervento in Iraq.

La Corte penale internazionale non giudica controversie tra Stati, ma gli autori di crimini particolarmente gravi. Essa può esercitare la sua giurisdizione - in modo complementare al ruolo svolto dai tribunali nazionali - per reati commessi sul territorio o da un cittadino di uno Stato Parte allo Statuto di Roma. Nella fattispecie né gli Stati Uniti né l'Iraq sono Parte allo Statuto di Roma. Inoltre la Corte è competente soltanto per il crimine di genocidio, per i crimini contro l'umanità e per i crimini di guerra. Quest'ultima nozione comprende le gravi violazioni del diritto umanitario commesse nell'ambito dio un conflitto armato. Per il momento la Corte non è competente per trattare questioni relative alla legalità dell'impiego della forza militare.

Il Consiglio federale rivolge la sua azione verso il futuro. Si impegna in particolare a difendere il ruolo dell'ONU, la prevalenza del diritto e l'importanza del multilateralismo.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.