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03.3106 · Mozione · 2003-03-20

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale non intende modificare la politica di "una sola Cina" che segue in modo uniforme e coerente dal 1950. Corollario di tale politica, peraltro praticata dalla grande maggioranza degli Stati del mondo, è che il riconoscimento diplomatico di Taiwan, anche solo parziale o implicito, significherebbe ineluttabilmente la rottura immediata delle relazioni diplomatiche con la Repubblica popolare Cinese. Il Consiglio federale ritiene primordiale continuare a sviluppare le buone relazioni che sussistono tra la Svizzera e la Repubblica popolare Cinese. La tempestiva decisione del Consiglio federale di riconoscere la Repubblica popolare Cinese nel gennaio 1950 ha conferito un carattere particolare alle nostre relazioni con questo Paese; considerata l'importanza politica, economica, demografica e culturale di questo partner irrinunciabile, il Consiglio federale è convinto che l'immagine positiva che la Svizzera si è foggiata in Cina dal 1950 costituisce un capitale che è indispensabile poter preservare.

Per quanto concerne la risoluzione della Camera dei Rappresentanti del Belgio, il Consiglio federale precisa che:

1. al Governo belga non si chiede di aprire un ufficio commerciale belga, bensì un ufficio commerciale dell'Unione europea;

2. non essendo membro dell'Unione europea, la Svizzera non è abilitata a pronunciarsi su questo progetto;

3. secondo le informazioni di cui dispone, il Governo belga non ha ancora risposto a tale risoluzione;

4. il Consiglio federale sostiene ogni iniziativa intesa ad attenuare in modo pacifico le tensioni tra la Cina e l'isola di Taiwan.

Visto quanto precede:

1. il Consiglio federale non intende modificare la sua politica di "una sola Cina", che implica il riconoscimento esclusivo della Repubblica popolare Cinese;

2. il fatto di non riconoscere la "Repubblica Cinese" non impedisce a rappresentanti dell'Amministrazione federale di intrattenere in modo pragmatico contatti a livello tecnico con le autorità competenti dell'isola, sempre che questi siano compatibili con detta politica;

3. pienamente consapevole dell'importanza degli interessi economici delle imprese svizzere a Taiwan, il Consiglio federale tenta di trovare soluzioni pragmatiche che consentano di tutelare i loro interessi sull'isola. In questo senso scambi regolari di visite private di alti funzionari e contatti a livello tecnico tra l'Amministrazione federale e le autorità di Taiwan avvengono con adeguata frequenza;

4. entro i limiti della politica di "una sola Cina", il Consiglio federale offre ai Taiwanesi condizioni adeguate per una difesa efficace degli interessi legittimi delle loro imprese in Svizzera;

5. in generale la Svizzera ha adottato nei riguardi dei Taiwanesi una politica liberale per quanto concerne l'entrata nel nostro Paese. In particolare, e in virtù dei suoi doveri di Stato ospite, essa concede - tranne alcune eccezioni -visti ai rappresentanti delle autorità che amministrano Taiwan quando partecipano alle attività delle organizzazioni internazionali con sede sul territorio svizzero;

6. il Consiglio federale non intende aprire un ufficio commerciale a Taiwan, visto che tale funzione è già parzialmente adempiuta dal Trade Office of Swiss Industries (TOSI), fondato nel 1982 dal Swiss-Taiwan Trading Group (STTG).

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.