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03.3411 · Mozione · 2003-06-20

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

In passato la garanzia della previdenza per la vecchiaia quale parte di tutto il sistema di sicurezza sociale è stata analizzata in modo approfondito sia per quanto riguarda le prestazioni che in tema di finanziamento.

- Il rapporto del DFI sul sistema dei tre pilastri (1995) ha esaminato esclusivamente la previdenza per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità e permesso di valutare il sistema e la struttura delle prestazioni, giungendo alla conclusione che non era necessario procedere ad una revisione totale del sistema dei 3 pilastri e che bisognava mantenere l'equilibrio tra i vari sistemi, che hanno metodi di finanziamento diversi.

- Nei rapporti del gruppo di lavoro interdipartimentale "Prospettive di finanziamento delle assicurazioni sociali" (IDA FiSo I e II) sono state analizzate le prospettive globali di finanziamento delle assicurazioni sociali a medio e lungo termine (fino al 2010 e al 2025) e le prestazioni. Nei lavori sono state prese in considerazione anche le variazioni demografiche che si stavano delineando. I due rapporti hanno analizzato possibili modifiche riguardo alle prestazioni senza però rilevare la necessità di riorganizzare completamente la previdenza per la vecchiaia, come chiesto nella mozione.

Con l'11a revisione dell'AVS e la 1a revisione della LPP, attualmente discusse in Parlamento, e in base al sistema dei tre pilastri sono stati fatti i primi passi concreti volti al consolidamento della previdenza per la vecchiaia.

Per risolvere i problemi che si porranno in futuro, alla fine del 2000 il Consiglio federale ha incaricato un gruppo di lavoro interdipartimentale, composto di rappresentanti del DFI, DFF e DFE (IDA ForAlt), di svolgere un programma di ricerca sul futuro a lungo termine della previdenza per la vecchiaia. Nel quadro di questo programma di ricerca sono stati ordinati 15 studi e il periodo preso in considerazione è stato prolungato fino al 2040. Stando ai risultati di questi studi, nel frattempo conclusi, da qui al 2040 il fabbisogno finanziario dell'AVS aumenterà dell'equivalente di 5,3 punti percentuali IVA. Il DFI ha perciò sottoposto al Consiglio federale un pacchetto di riforme volte a ridurre le proporzioni della crescita dei costi. Il Consiglio federale, presa conoscenza delle proposte il 21 maggio 2003, ha incaricato il Dipartimento di elaborare un documento di discussione sui punti salienti della 12a revisione AVS. Nelle sue proposte, il DFI non persegue unicamente un innalzamento dell'età di pensionamento, bensì una combinazione di provvedimenti che potrebbe contemplare un aumento progressivo dell'età pensionabile con possibilità di flessibilizzazione, un adeguamento del livello delle prestazioni e una nuova fonte di finanziamento (ad esempio un aumento moderato dell'imposta sul valore aggiunto). Per quanto concerne l'adeguamento del livello delle prestazioni, bisognerebbe, secondo le proposte del DFI, esaminare in particolare la possibilità di una modifica del meccanismo di adeguamento delle rendite nel senso che le nuove rendite siano fissate sulla base dell'indice misto mentre quelle correnti vengano adeguate in base all'evoluzione dei prezzi. Ciò consentirebbe di rallentare l'aumento delle rendite. Contrariamente a quanto avverrebbe con l"indice sociale" proposto dall'UDC, il potere d'acquisto delle rendite sarebbe in generale mantenuto. Limitare l'indicizzazione ai cosiddetti "beni di prima necessità" potrebbe invece comportare una svalutazione delle rendite nei periodi in cui il prezzo di questi beni non aumenta più allo stesso ritmo di quello degli altri prodotti. Nel febbraio del 2003 l'Ufficio federale di statistica ha pubblicato, oltre all'indice dei prezzi calcolato in base a un paniere vincolante per tutta la popolazione, anche un indice in cui vengono presi in considerazione i beni essenziali per i pensionati. Nessuna differenza statistica significativa ha potuto essere rilevata. All'inizio del prossimo anno il Consiglio federale fisserà i punti fondamentali della 12a revisione dell'AVS e su questa base elaborerà un progetto che sarà messo in consultazione.

Per altro non soltanto nell'AVS si delinea un aumento del fabbisogno finanziario. Anche l'assicurazione per l'invalidità registra un incremento dei costi che l'aumento dell'IVA deciso nel quadro dell'11a revisione AVS (0,8 punti percentuali) a lungo termine non sarà in grado di coprire. Ancora quest'anno perciò il DFI sottoporrà al Consiglio federale il disegno di una 5a revisione AI finalizzata al contenimento dei costi che potrà quindi essere avviata in consultazione già nel primo trimestre del 2004.

Parallelamente a questi lavori tesi a consolidare a lungo termine il 1° pilastro in tutte le sue componenti, il 29 gennaio 2003 il Consiglio federale ha anche discusso del rafforzamento del 2° pilastro e adottato l'agenda "Garanzia e ulteriore sviluppo della previdenza professionale", incentrata su tre punti:

- esame di problemi relativi al sistema al fine di avere garanzie a lungo termine e di elaborare un modello adeguato alle necessità del futuro (forme giuridiche degli istituti di previdenza e vigilanza);

- stabilità finanziaria per migliorare al più presto gli strumenti impiegati per l'applicazione di misure volte a rimediare alla copertura insufficiente di casse pensioni;

- applicazione della 1a revisione della LPP per consolidare la previdenza professionale.

Considerando le analisi di principio dell'intero sistema svolte finora, i lavori in corso o già avviati e l'ampio consenso di cui gode il sistema dei tre pilastri negli ambienti politici e specializzati, il Consiglio federale ritiene ragionevole continuare nella direzione seguita finora con l'obiettivo di garantire una previdenza per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità che sia sociale e finanziariamente sostenibile. In questo contesto la solidità finanziaria e l'efficienza istituzionale dei sistemi assicurativi vanno costantemente verificate. Il Consiglio federale ha pertanto conferito all'Amministrazione anche l'incarico di preparare entro il 2005 delle basi di decisione in merito alla libera scelta della cassa pensioni.

Il Consiglio federale resta del parere che il sistema svizzero dei tre pilastri della previdenza per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità si sia dimostrato valido e che sostanzialmente il peso tra i vari pilastri sia ben ripartito. In particolare è ragionevole ripartire i vari rischi tra i due sistemi di finanziamento costituiti dalla ripartizione e dalla capitalizzazione. Lo scenario evocato nella mozione, che prevede di riunire il 1° e il 2° pilastro, non solo cagionerebbe costi di transizione molto elevati durante decenni, ma implicherebbe anche che la Svizzera si decida per un unico sistema di finanziamento. Le esperienze fatte sia da Paesi in cui il sistema delle rendite è finanziato esclusivamente secondo il principio di ripartizione (ad es. Germania, Austria e Francia) che da Paesi i cui sistemi assicurativi sono maggiormente basati su un sistema di capitalizzazione (ad es. Stati Uniti, Inghilterra e Olanda) hanno mostrato proprio negli ultimi anni come sia ragionevole una buona ripartizione dei rischi di finanziamento. L'evoluzione internazionale rafforza quindi la convinzione del Consiglio federale in merito al sistema dei tre pilastri. Le riforme attuate all'estero vanno nella direzione del sistema svizzero, sia per quanto riguarda il sistema dei tre pilastri che per le prestazioni. Anche questo fatto mostra che, visti i vantaggi e svantaggi di ciascuno dei due sistemi di finanziamento, l'attuale equilibrio tra il 1° e il 2° pilastro e tra il sistema di ripartizione e di capitalizzazione di massima non deve essere rimesso in discussione.

Riassumendo il Consiglio federale è del parere che ogni modifica degli obiettivi del sistema dei tre pilastri implicherebbe una modifica della Costituzione e avrebbe conseguenze economiche e sociali gravi che andrebbero valutate con analisi approfondite. L'impiego di mezzi per svolgere studi ed esaminare provvedimenti dovrebbe concentrarsi su punti che possono essere realmente messi in pratica. Riguardo alla riunione del 1° e del 2° pilastro menzionata nella motivazione della mozione, il Consiglio federale ritiene che questa condizione non sia adempiuta e che probabilmente non lo sia neanche per quanto attiene all'indice sociale. La flessibilizzazione dell'età pensionabile verrà esaminata nell'ambito della 12a revisione dell'AVS anche senza l'elaborazione di un progetto per un nuovo programma globale volto a garantire la previdenza per la vecchiaia. Il Consiglio federale ha già deciso che si dovranno elaborare basi decisionali riguardo alla libera scelta della cassa pensioni. Le conseguenze finanziarie di un ampliamento dell'accordo sulla libera circolazione tra la Svizzera e la CE ai nuovi Stati membri dell'UE o di un'eventuale adesione della Svizzera all'UE devono essere trattate imperativamente con i progetti (eventuali) in merito. A questo proposito, il Consiglio federale rinvia al rapporto sulle conseguenze dell'esportazione all'estero di prestazioni, adottato il 28 maggio 2003 in adempimento al postulato Wyss 99.3096, in cui le possibilità di adeguamenti sul piano legislativo e nel quadro di trattati internazionali atti a limitare i pagamenti all'estero sono considerate molto ridotte.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.