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03.3429 · Mozione · 2003-08-25

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

In occasione della deliberazione relativa alla modifica della legge federale sull'imposizione del tabacco (02.020) accettata il 21 marzo 2003, il Consiglio federale ha presentato al Parlamento la propria politica, criticata ma tuttavia efficace, in materia di imposizione del tabacco.

Il Consiglio federale ha da allora cercato un compromesso tra rendimento fiscale ed efficacia a livello di politica sanitaria. Tale compromesso è positivo. Da un lato le vendite sono costantemente diminuite e dall'altro le entrate sono costantemente aumentate.

Un aumento del prezzo dagli attuali fr. 5.20 a fr. 6.-- al pacchetto comporterebbe un onere fiscale sul tabacco pari al 58,08 percento del prezzo di vendita al dettaglio (PVD). L'obiettivo del Consiglio federale, secondo il programma nazionale per la prevenzione del tabagismo 2001-2005, non è di superare il livello minimo del 57 percento dell'UE, bensì di avvicinare l'onere fiscale svizzero sul tabacco a tale livello.

Con le due misure fiscali richieste il Consiglio federale avrebbe del resto sfruttato quasi il 50 percento (esattamente il 49,08) sull'80 percento della competenza in materia di aumento dell'imposta che gli era stata attribuita il 21 marzo 2003.

Con aumenti dell'imposta talmente massicci le vendite regredirebbero, ma la diminuzione del consumo sarebbe circoscritta (passaggio a prodotti di sostituzione, insorgere di mercati neri e contrabbando, acquisto all'estero).

Il confronto del PVD tra la Svizzera e i paesi limitrofi (v. allegato) mostra la situazione attuale.

La Germania e la Francia intendono aumentare progressivamente le proprie imposte sulle sigarette. In Italia e in Austria non sono invece previsti aumenti dell'imposta.

Un aumento del prezzo nella misura richiesta farebbe completamente scomparire le vendite ai turisti e nelle zone di confine, nei confronti dell'Italia e dell'Austria. La differenza di prezzo ascenderebbe a circa 90 centesimi al pacchetto. L'insorgere di mercati neri e contrabbando diventerebbe un serio rischio.

Tuttavia, vengono attentamente seguiti anche gli sviluppi negli altri due paesi limitrofi - come il DFF fa da sempre - ed esaminate possibili misure fiscali.

Il Consiglio federale intende continuare la propria politica fiscale caratterizzata da passi moderati, in concomitanza con le condizioni quadro economiche e l'evoluzione dei prezzi nei paesi limitrofi. In base alla situazione dei prezzi in tali paesi esso deciderà a tempo debito relativamente ad ulteriori aumenti dell'imposta.

Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.