03.3451 · Interpellanza · 2003-09-16
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
L'avvallo dato dall'Ufficio federale delle assicurazioni private - e per il suo tramite dal Consiglio federale - all'applicazione di tassi di conversione ridotti nella previdenza professionale sovraobbligatoria (modello Winterthur) esercita consistenti ricadute non solo sulle future rendite degli assicurati ma anche sulla credibilità stessa del secondo pilastro (credibilità peraltro già intaccata dalla mancata trasparenza nella ripartizione, da parte delle compagnie di assicurazione attive nella previdenza professionale, dei benefici conseguiti negli anni favorevoli come pure dall'altrettanto poco trasparente aumento dei premi di rischio introdotto quest'anno).
Desidero perciò porre al Consiglio federale i seguenti interrogativi:
a. Come valuta gli effetti sociali di questa misura, alla luce della costatazione che la parte sovraobbligatoria rappresenta ben i due terzi di tutta la previdenza professionale? Essa svolge perciò una funzione tutt'altro che residuale ai fini della garanzia di un reddito adeguato per gli assicurati.
b. In che misura si è tenuto conto del fatto che la previdenza sovraobbligatoria tocca anche il risparmio accumulato prima dell'entrata in vigore della LPP e penalizza quindi numerosi lavoratori a basso o modesto salario già assicurati prima del 1985?
c. Perché non ha ritenuto di sottoporre ad una approfondita valutazione politica la richiesta degli assicuratori piuttosto che ad una semplice verifica amministrativa da parte dell'Ufficio federale delle assicurazioni private (i cui criteri di analisi sono del resto particolarmente riduttivi)?
d. Non teme che, accettando la frattura tra la parte obbligatoria e quella sovraobbligatoria per quanto riguarda il tasso di conversione, si contribuisca a fragilizzare l'intero edificio del secondo pilastro? Viene infatti interrotto un rapporto di continuità tra la previdenza obbligatoria e quella sovraobbligatoria, che ha finora conferito solidità e credibilità al sistema.
e. A titolo sussidiario (qualora il Consiglio federale non intenda malauguratamente invertire rotta), come risponde alla critica che la decisione delle compagnie di assicurazione vengono introdotte senza perlomeno un periodo di transizione, senza la minima scalarità nella riduzione dei tassi e senza avere informato gli assicurati sulle precise conseguenze di questo cambiamento?
Stellungnahme des Bundesrates
Domanda a: Le basi legali in vigore non consentono all'Ufficio federale delle assicurazioni private (UFAP), competente in materia di controllo delle tariffe, di valutare la sopportabilità sociale di una tariffa nel quadro della procedura di approvazione. L'articolo 20 della legge sulla sorveglianza degli assicuratori (LSA) - applicabile all'approvazione delle tariffe - statuisce che la tariffa non deve pregiudicare la solvibilità della compagnia di assicurazione, né essere abusiva. Una riduzione dell'aliquota di conversione della rendita in ambito sopraobbligatorio è necessaria per motivi demografici e a causa dell'evoluzione a lunga scadenza sul mercato degli interessi (ad es. interesse di cassa delle obbligazioni della Confederazione con una durata residua di 5, 7 o 10 anni, oppure tassi swap a 5, 7 o 10 anni) per non pregiudicare la solvibilità delle compagnie di assicurazione oppure per non indurre un sovvenzionamento incrociato indesiderato tra generazioni. Il Consiglio federale rinvia ai suoi pareri relativi ai diversi interventi parlamentari presentati in questo contesto (postulato CSSS-N 03.3437, Ritornare sulla decisione del modello "Winterthur", del 4 settembre 2003; mozione CSSS-S 03.3438, Per una migliore protezione della fiducia nella previdenza professionale, del 9 settembre 2003; interrogazione ordinaria urgente 03.1105 del gruppo socialista, Previdenza professionale. Modello di assicurazione contrario al diritto, del 17 settembre 2003). Sebbene a mente delle basi legali il criterio della sopportabilità sociale non possa essere addotto all'atto dell'approvazione della tariffa, il Consiglio federale rammenta che le ripercussioni sociali del provvedimento possono essere notevolmente attenuate da quattro fattori:
1. Oltre il 95 percento di tutte le opere previdenziali autorizzano nel loro regolamento il versamento del capitale (opzione capitale). Con una riduzione dell'aliquota di conversione della rendita, l'opzione capitale diviene più attrattiva. Per gli assicurati che scelgono comunque l'opzione capitale, la riduzione dell'aliquota di conversione della rendita non riveste alcuna importanza. Coloro che hanno scelto finora l'opzione capitale costituiscono circa il 50 percento di tutti gli assicurati.
2. Dato che la riduzione dell'aliquota di conversione della rendita si applica unicamente all'ambito sopraobbligatorio, tale aliquota ridotta si ripercuote soltanto sui redditi a partire da 75 000 franchi. Riguardo all'ambito preobbligatorio rimandiamo alla risposta ad domanda b.
3. Il livello salariale dei lavoratori è aumentato del 54 percento circa tra il 1985 e il 2002 (indice dello stipendio nominale dell'Ufficio federale di statistica). Durante il medesimo periodo di tempo il rincaro ha raggiunto il 42 percento (indice nazionale dei prezzi al consumo dell'Ufficio federale di statistica). La rimunerazione dell'avere di vecchiaia con un interesse del 4 percento sul medesimo arco di tempo ne ha incrementato l'importo tra il 75 e il 100 percento, ossia in misura pressoché superiore al 50 percento rispetto all'aumento degli stipendi. Con riferimento alle nuove rendite, questo significa che tali rendite sono superiori del 12 percento, se l'avere di vecchiaia avesse seguito unicamente l'evoluzione salariale, e del 17 percento, se l'avere di vecchiaia avesse seguito unicamente l'evoluzione dei prezzi.
Il Consiglio federale rammenta che l'obiettivo sociale perseguito con l'introduzione della LPP era di raggiungere la medesima cadenza tra evoluzione salariale e rimunerazione dell'avere di vecchiaia (regola d'oro).
4. Nei suoi pareri relativi agli interventi parlamentari menzionati più sopra, il Consiglio federale ha ribadito a più riprese che all'atto dell'approvazione l'UFAP deve provvedere affinché gli eventuali eccedenti affluiscano precipuamente agli assicurati interessati.
Domanda b: Come l'ambito sopraobbligatorio, l'ambito preobbligatorio si situa all'infuori dell'ambito obbligatorio LPP. Gli elementi preobbligatori dell'avere di vecchiaia devono essere imputati all'ambito sopraobbligatorio e sono pertanto toccati dalla riduzione. Occorre nondimeno osservare che a causa di diversi fattori le ripercussioni della riduzione dell'aliquota di conversione della rendita vanno fortemente relativizzate per quanto concerne l'avere di vecchiaia preobbligatorio. A 18 anni dall'introduzione della LPP, gli elementi preobbligatori dell'avere di vecchiaia sono calati in misura proporzionalmente modesta; occorre in particolare pensare che gli accrediti all'avere di vecchiaia aumentano per due diversi motivi con l'avanzare dell'età dell'assicurato:
1. Dall'epoca dell'entrata in vigore della LPP gli stipendi hanno registrato un aumento generale, pari almeno a quello del rincaro (cfr. in merito la risposta alla domanda a). e i tassi percentuali per la determinazione degli accrediti all'avere di vecchiaia aumentano fortemente con l'avanzare dell'età:
sino a 35 (U), 32 (D): +7 percento; da 35 (U), 32 (D): +10 percento; da 45 (U), 42 (D): +15 percento; da 55 (U), 52 (D): +18 percento.
2. I contributi di risparmio preobbligatori erano per lo più sensibilmente inferiori ai successivi contributi obbligatori. Non va poi scordato che proprio le persone che disponevano di elementi preobbligatori hanno approfittato di una rimunerazione elevata dell'avere di vecchiaia nella fase iniziale della LPP, aumento che si situava decisamente oltre l'evoluzione salariale. I motivi qui menzionati fanno sì che le ripercussioni della riduzione dell'aliquota di conversione sulle rendite future si mantengano entro limiti stretti anche nel caso dei redditi meno elevati. D'altra parte gli assicurati hanno la facoltà di scegliere l'opzione capitale.
Domanda c: È stato il legislatore a decidere che l'aliquota minima LPP di conversione della rendita si applica coercitivamente al solo ambito obbligatorio. Per il tramite dell'articolo 20 LSA il legislatore ha parimenti stabilito l'ambito del controllo delle tariffe da parte dell'autorità di vigilanza. Le decisioni di approvazione delle tariffe dell'UFAP devono attenersi alle basi legali. I criteri di indagine dell'UFAP non sono "indifferenziati". Le basi presentate dalle compagnie di assicurazione sono state accuratamente verificate, le basi in materia di mortalità sono state paragonate ad altre pertinenti tabelle di mortalità e numerosi calcoli comparativi sono stati effettuati. I destinatari delle decisioni, come pure le persone toccate da queste decisioni, possono farle verificare dalle competenti istanze di ricorso. Dato che nel caso dell'approvazione delle tariffe non si tratta di un atto legislativo, bensì di una decisione, non è prevista alcuna procedura di consultazione. Per motivi politici, un intervento del Consiglio federale nelle procedure in corso pregiudicherebbe gravemente in futuro la credibilità e la conformità allo Stato di diritto delle procedure amministrative.
Domanda d: Le decisioni di autorizzazione delle autorità di vigilanza non scalfiscono affatto l'edificio della previdenza professionale. Si verifica anzi il contrario: nell'interesse della sicurezza del sistema le autorità di vigilanza non possono esigere l'applicazione di tariffe e di aliquote di conversione in contrasto con le realtà demografiche ed economiche.
L'applicazione di aliquote di conversione diverse non costituisce peraltro una novità. Esistono casse pensioni autonome che prevedono da tempo aliquote di conversione diverse per l'ambito obbligatorio e quello sopraobbligatorio. L'ambito sopraobbligatorio e la previdenza ulteriore rientrano nell'apprezzamento del datore di lavoro e dell'istituzione di previdenza, che possono così adottare soluzioni adeguate alla loro situazione e alle loro necessità. Questa libertà e la flessibilità che le è abbinata sono state da sempre considerate un punto forte della previdenza professionale concordata a livello di partner sociali in ambito sopraobbligatorio.
Il Consiglio federale rinvia peraltro ai suoi pareri agli interventi parlamentari menzionati più sopra, pareri nei quali l'Esecutivo si esprime dettagliatamente in merito alle decisioni di approvazione delle autorità di vigilanza e alla questione delle diverse aliquote di conversione della rendita in ambito obbligatorio e sopraobbligatorio.
Domanda e: Il Consiglio federale si è altresì espresso esaurientemente sulla questione del termine transitorio in caso di modifiche importanti in ambito sopraobbligatorio nelle sue risposte agli interventi parlamentari più sopra menzionati. Nella strutturazione delle prescrizioni e delle prestazioni in ambito sopraobbligatorio, le parti interessate sono sempre partite dal presupposto che esiste una possibilità di adeguamento di queste disposizioni alle mutate circostanze e condizioni quadro. Un termine transitorio per l'adeguamento dei regolamenti non è previsto dalla legge è non può pertanto essere preteso dall'autorità di vigilanza. I principi generali come il principio di legittimità, il principio di eguaglianza e il principio del rispetto dei diritti acquisiti devono essere osservati dagli istituti di previdenza.
Risposta del Consiglio federale.