03.3486 · Postulato · 2003-09-30
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
La Confederazione attribuisce grande importanza al promovimento della partecipazione degli Svizzeri all'estero alla vita politica svizzera. Tale attenzione si è concretizzata in diverse misure concrete, fra cui si possono citare:
- la creazione dell'articolo sugli Svizzeri all'estero nella Costituzione federale, nel 1966;
- l'introduzione del diritto elettorale e di voto in materia federale per gli Svizzeri all'estero, nel 1977;
- la possibilità del voto per corrispondenza, dal 1992;
- la semplificazione del rinnovo dell'iscrizione nel catalogo elettorale, dal 2002.
Il progetto di voto elettronico costituisce un ulteriore passo importante in questo senso. Posto sotto la responsabilità della Cancelleria federale, il progetto è guidato da un gruppo di lavoro interdipartimentale a cui sono associati i Cantoni interessati; dovrebbe permettere l'esercizio del diritto elettorale e di voto per via elettronica e, in tal senso, tiene conto anche degli interessi degli Svizzeri all'estero. La soppressione dell'invio postale dei documenti di voto, connesso sovente con ritardi e complicazioni all'estero, dovrebbe considerevolmente semplificare ai nostri concittadini che si trovano all'estero l'esercizio dei diritti politici.
Dall'introduzione del voto per corrispondenza, il numero di Svizzeri all'estero iscritti nel catalogo elettorale è in costante aumento; da 14 000 nel 1992 è passato a 82 000 nel 2002, rappresentanti il 18 per cento degli Svizzeri all'estero immatricolati nei consolati svizzeri e titolari del diritto elettorale e di voto. Tale numero dovrebbe verosimilmente ancora aumentare. Il peso politico crescente degli Svizzeri all'estero è segnatamente dimostrato dai risultati di diverse votazioni, nelle quali il loro voto ha avuto un'incidenza considerevole (ad es. iniziativa sull'asilo, referendum sull'adesione all'ONU).
La richiesta di creare un organo consultivo per gli Svizzeri all'estero non è nuova. L'idea è promossa da circa quarant'anni dal "Groupe d'Etudes Helvétiques de Paris" (GEHP) che, composto di Svizzeri all'estero e di cittadini francesi, trae spunto dal "Conseil Supérieur des Français de l'Etranger", organo creato nel 1948 per assicurare la rappresentanza politica dei Francesi all'estero e ispirato a principi statali centralistici. L'esigenza di creare un'istituzione analoga in Svizzera è già stata esaminata più volte da differenti organi collegiali ma è stata sempre respinta, non da ultimo anche dall'organizzazione mantello delle associazioni svizzere in Francia. Nel novembre 2001, pure la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati ha valutato quest'opzione, respingendola (Boll. Uff. S 2001 753). La creazione e la gestione di un siffatto organo rappresentativo non solo genererebbe costi e oneri amministrativi ingenti, ma sarebbe pure poco compatibile con la concezione svizzera della politica, sottesa dal principio di milizia.
Esistono del resto già numerose relazioni dirette tra la "Quinta Svizzera" e le autorità federali in generale e, in particolare, il Parlamento. Tali relazioni sono assicurate in primo luogo dall'Organizzazione degli Svizzeri all'estero (OSE), un'organizzazione non governativa. La Confederazione riconosce l'OSE in quanto organo rappresentativo di tutela degli interessi degli Svizzeri all'estero e la consulta quando tratta oggetti in relazione con gli Svizzeri all'estero. Ad esempio, la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale ha recentemente invitato alcuni rappresentanti dell'OSE a pronunciarsi su questioni relative alla rete di rappresentanze svizzere all'estero. L'OSE, che fruisce di sussidi della Confederazione, è sostenuta da circa 750 associazioni e istituzioni svizzere in tutto il mondo. Suo organo rappresentativo è il Consiglio degli Svizzeri all'estero, composto da 150 membri di cui i due terzi sono delegati delle associazioni svizzere all'estero riconosciute; circa un quarto dei suoi membri vivono in Svizzera e dieci di essi sono attualmente membri delle Camere federali. L'OSE è inoltre rappresentata in diverse commissioni e istituzioni federali come la Commissione dell'educazione del Dipartimento federale dell'interno per le scuole svizzere all'estero, il Consiglio del pubblico di Swissinfo/SRI e "Presenza Svizzera".
In seno all'Amministrazione federale, il Servizio degli Svizzeri all'estero del Dipartimento federale degli affari esteri è il tutore degli interessi legittimi degli Svizzeri all'estero. Si occupa di tutte le questioni concernenti gli Svizzeri all'estero e cura le relazioni con le comunità svizzere all'estero. Presta consulenza al Consiglio federale su tutti i dossier attinenti alla politica relativa agli Svizzeri all'estero, per l'elaborazione di leggi in tale ambito e per la loro esecuzione. In questo contesto collabora permanentemente con l'OSE e cura i contatti con i parlamentari interessati.
Il Consiglio federale ritiene che le relazioni istituzionali tra la "Quinta Svizzera", le autorità federali e il Parlamento sono soddisfacenti e adeguate. Considera inoltre che tali relazioni hanno per lungo tempo permesso di conseguire risultati favorevoli e appropriati per quanto attiene alle esigenze degli Svizzeri all'estero. Dal canto suo, pure l'OSE reputa che le strutture esistenti e gli attuali meccanismi di consultazione ben sperimentati siano sufficienti per garantire alla "Quinta Svizzera" un'adeguata partecipazione.
Di conseguenza, il Consiglio federale ritiene che le istanze della postulante sono già adempiute e che non sia il caso di creare strutture supplementari, inevitabilmente connesse con ingenti costi e oneri amministrativi.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.