04.1065 · Interrogazione · 2004-06-01
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo le informazioni in nostro possesso, gli addebiti di corruzione nei paesi clienti della Banca mondiale mossi dal senatore Lichard Lugar sono infondati. In effetti, sono stati estratti da un libro pubblicato nel 2002 da Jeffrey Winters, professore associato alla Northwestern University. Si tratta di una semplice estrapolazione a partire dal tasso di corruzione stimato per l'Indonesia sotto il regime di Suharto alla fine degli anni '80 e applicato a tutti i paesi d'intervento della Banca mondiale. Sapendo che, da quando è stata creata, la Banca mondiale ha concesso circa 300 miliardi di dollari di prestiti, la cifra di 100 miliardi, ossia un terzo di questi, appare manifestamente infondata. Nel corso delle audizioni della Commissione degli affari esteri del Senato americano, il professor Winters non è stato in grado di documentare queste affermazioni.
La cifra di 100 miliardi è stata subito messa in dubbio dal professor Jerome Levinson dell'American University. Il professor Levinson è membro della Commissione Meltzer del Senato americano; commissione che aveva esaminato le Istituzioni di Bretton Woods nel 2002 e non aveva riscontrato nessun problema rilevante dal punto di vista della corruzione. Lo scorso 19 maggio anche il Ministero delle finanze americano, per il tramite del sottosegretario di Stato John Taylor, ha messo in dubbio la plausibilità di una simile cifra davanti alla Commissione dell'alloggio, delle banche e delle città del Senato americano. La stessa Banca mondiale ha smentito tali addebiti per voce del direttore incaricato del controllo dell'Istituto della Banca mondiale, Daniel Kaufmann.
Occorre rammentare che a partire dal 1996 la Banca, sotto la spinta del suo presidente James Wolfensohn, ha istituito un dispositivo impressionante di lotta contro la corruzione sia in seno all'istituto che nelle transazioni con i suoi clienti e contribuenti. Quest'ultimo comprende misure di individuazione di irregolarità attraverso procedure di controllo finanziario delle operazioni, un'unità d'investigazione interna, sistemi di allerta attraverso numeri di chiamata anonimi, nonché sanzioni disciplinari e penali nei confronti di potenziali truffatori. La Banca mondiale ha inoltre sviluppato programmi a destinazione dei suoi paesi d'intervento al fine di promuovervi una gestione adeguata (good governance), di prevenire e di lottare contro la corruzione e la frode, e questo non soltanto nelle procedure d'assegnazione degli appalti pubblici legati a progetti finanziati dalla Banca, ma anche sotto forma di campagne pubbliche di sensibilizzazione e di prevenzione. Essa contribuisce inoltre a combattere la corruzione mediante la ricerca sugli effetti della corruzione sullo sviluppo nei suoi paesi d'intervento.
In tal modo, la Banca mondiale è intervenuta in più di 600 operazioni anticorruzione in circa 100 paesi che avevano chiesto la sua assistenza e ha investito circa 5 miliardi di dollari all'anno per aiutare i paesi in sviluppo e creare istituti pubblici responsabili, trasparenti ed efficaci. La Banca mondiale è attualmente la sola organizzazione ad aver investito risorse e sforzi così importanti ed ha assunto in seno alla comunità internazionale il ruolo di leader nella lotta contro ogni forma di corruzione e di frode.
Il direttore esecutivo svizzero presso la Banca, Pietro Veglio, partecipa alle decisioni prese collettivamente dal Consiglio esecutivo e ai lavori dei comitati che vi sono annessi. Nell'esercizio delle sue funzioni, dedica particolare attenzione agli aspetti fiduciari e di sorveglianza nell'attuazione dei progetti finanziati dalla Banca mondiale. Tuttavia, il Consiglio federale è ben consapevole che alla Banca mondiale, come in ogni altra organizzazione, il rischio zero non esiste. Motivo per cui la Confederazione sostiene pienamente l'impegno della Banca mondiale per combattere la corruzione e non nutre alcun dubbio sulla sua efficacia.
Risposta del Consiglio federale.