04.1120 · Interrogazione · 2004-10-05
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Motivi per il passaggio dall'analogico al digitale
Sempre più sorpassata sul piano tecnico, la diffusione analogica dei programmi televisivi è in via di sparizione. Non si tratta dunque di determinare se in futuro la diffusine per via terrestre senza filo sarà analogica o digitale, ma se occorre continuare a diffondere programmi televisivi per via terrestre senza filo. Attualmente, circa 230'000 economie domestiche con un totale di oltre un milione di apparecchi televisivi ricevono i programmi SSR in questo modo.
Il Consiglio federale sostiene chiaramente che la Svizzera necessita anche in futuro di una diffusione terrestre efficiente e conforme alle ultime innovazioni tecnologiche. Di conseguenza, il 25 giugno 2003, ha attribuito alla SSR la concessione per l'allestimento e l'esercizio di una prima rete di trasmettitori digitali (DVB-T: Digital Broadcasting - terrestrial). In Ticino i lavori si sono già conclusi. Entro il 2009 sarà in servizio una prima rete nazionale di trasmettitori.
La digitalizzazione presenta molti vantaggi: una rete di trasmettitori del tipo DVB-T ha molte più risorse di trasmissione e il suo esercizio è più economico rispetto a quello dell'attuale infrastruttura analogica. Inoltre, permette anche alle emittenti televisive private di accedere al mercato per via terrestre contribuendo a rilanciare la concorrenza tra le diverse piattaforme disponibili (satellite, cavo, DSL).
Se un giorno 20 o più programmi dovessero essere trasmessi via DVB-T, anche per i consumatori questa tecnologia potrebbe presentare un'alternativa vantaggiosa alla rete via cavo o al satellite. Le prime esperienze fatte in Germana hanno dimostrato che la rete di trasmettitori non è vantaggiosa soltanto per chi ha due o tre apparecchi, ma anche per le economie domestiche con un reddito modesto o per coloro che si accontentano di un'offerta televisiva ridotta.
A confronto con altri mezzi di trasmissione, il vantaggio del DVB-T consiste nel fatto che la ricezione non è legata a una presa o a un'antenna parabolica; in effetti, i programmi televisivi si possono captare anche mediante un televisore o un computer portatili. Infine, una rete di diffusione terrestre autonoma ha anche una funzione di sicurezza per il servizio di base, in particolare se la ricezione via satellite o via cavo dovesse essere bloccata per ragioni tecniche, giuridiche o politiche.
Il passaggio alla diffusione digitale via DVB-T è in corso in tutta Europa. In Germania già nel 2003 (a Berlino) sono state spente le prime reti terrestri analogiche; quest'anno e l'anno prossimo, è previsto l'allestimento di altre reti DVB-T nei grandi agglomerati ad esempio nel sud della Germania fino alla frontiera Svizzera (nel 2005). Entro il 2010, la Germania spera di poter rinunciare completamente alla tecnologia analogica.
Attualmente, le frequenze necessarie per il DVB-T sono disponibili soltanto in quantità limitata e non sono ancora state coordinate su scala internazionale. A tale scopo, nel maggio 2006 si terrà una conferenza regionale delle radiocomunicazioni (CEPT-RRC-06) ove singoli blocchi di frequenze saranno attribuiti a livello nazionale. La Svizzera prevede una capacità di frequenze per un massimo di 6 reti emittenti DVB-T.
Domanda 1
La concorrenza tra le emittenti televisive diffuse via cavo comincerà soltanto con l'entrata sul mercato di Swisscom; attualmente, nella maggior parte delle regioni un unico esercente ha il monopolio dell'offerta via cavo. Inizialmente, il DVB-T in quanto tecnologia terrestre senza filo costituirà soltanto un complemento alla ricezione stazionaria via cavo; tuttavia, viste le numerose possibilità di sviluppo e la prospettiva di ricevere senza filo oltre 20 canali, la televisione terrestre dovrebbe acquisire una maggiore importanza e costituire un'alternativa vantaggiosa per numerose economie domestiche. Oggi, circa il 20 percento di tutti i secondi e terzi apparecchi del Paese (cucina, camera dei bambini, casa di vacanze, campeggio, ecc.) captano i programmi per via terrestre.
Secondo l'attuale standard tecnologico la diffusione della televisione mediante il cavo telefonico è ancora limitata sia sul piano della qualità, sia della quantità. Si tratterà in primo luogo di vedere se le possibilità d'utilizzo che essa offre sono comparabili a quelle del satellite, del cavo o DVB-T.
Domanda 2
Sul piano della politica dei media, la diffusione terrestre di programmi resterà importante anche in Svizzera. È indispensabile digitalizzare le frequenze utilizzate oggi per la televisione adattandole al DVB-T. Anche in futuro la diffusione terrestre permetterà ai consumatori di accedere alle informazioni da ovunque e con semplicità (ad es. sul computer portatile). Sotto questo aspetto anche le economie dell'Altipiano svizzero potrebbero dunque approfittare dei vantaggi DVB-T.
Domanda 3
È utile sviluppare la diffusione televisiva terrestre senza filo nelle regioni di montagna e periferiche, poiché spesso in queste regioni non è redditizio estendere la rete via cavo. Di conseguenza, nel quadro della RRC 06, la Svizzera s'adopererà per ottenere una più vasta copertura DVB-T in modo da permettere di diffondere più programmi televisivi nelle regioni periferiche e di montagna, come già accade in Vallese. Limitarsi a queste zone equivarrebbe tuttavia a rinunciare al DVB-T, soluzione che per il Consiglio federale è fuori discussione. Inoltre, proprio la ricezione portatile di segnali televisivi (Laptop, secondi e terzi apparecchi, ecc.) riscontra notevole interesse anche nei grandi agglomerati.
Domanda 4
Una volta completata, la rete DVB-T non si limiterà a un canale con quattro programmi televisivi. Infatti, se le trattative di coordinamento a livello internazionale lo permetteranno, i consumatori beneficeranno di un interessante pacchetto di programmi comprendente oltre 20 canali di ottima qualità per quanto riguarda la ricezione. Le conoscenze tecniche e le esperienze acquisite finora mostrano che, se si vuole mantenere il livello odierno di qualità e portabilità della ricezione, su un canale analogico attuale si possono mandare in onda al massimo quattro programmi TV via DVB-T.
Nell'allestimento della rete DVB-T, la SSR dovrà assumere un importante ruolo di precursore, compito che rientra anche nel suo mandato di servizio pubblico. Tuttavia, il DVB-T potrà soltanto avere successo se anche le società commerciali private investiranno in altre reti DVB-T e in contenuti destinati al pubblico. Il Consiglio federale è dunque disposto a riservare almeno la metà delle capacità disponibili per imprese private.
Risposta del Consiglio federale.